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Gilberto Ravetti

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INTRODUZIONE
I combustibili fossili sono da oltre un secolo la fonte primaria per la produzione di energia elettrica (ad uso domestico ed industriale) e per la movimentazione dei mezzi di trasporto a combustione (autoveicoli, navi, aerei). Tuttavia, per comprendere appieno l'importanza che queste risorse hanno giocato (e giocano tuttora) nello sviluppo delle società umane, è necessario considerarne non soltanto gli aspetti tecnici (ossia le modalità del loro impiego), ma anche le ricadute economiche, sociali e politiche che esse generano nel tempo. Il petrolio, in particolare, fin dalla sua scoperta ha influenzato considerevolmente le decisioni politiche ed economiche di diversi Stati. Sono molte, infatti, le economie nazionali i cui tassi di sviluppo sono strettamente dipendenti dalla possibilità di produrre o assicurarsi approvvigionamenti costanti di petrolio.
A questo proposito, i possibili sviluppi del mercato energetico, e soprattutto di quello petrolifero, hanno acquistato negli ultimi anni un'importanza ancora maggiore, determinata soprattutto dal diffondersi presso teorici e policy-maker del timore per un possibile rapido esaurimento delle attuali riserve. Ma le previsioni sul futuro energetico mondiale sono contrastanti e spesso influenzate da preferenze politiche che non permettono una comprensione ottimale dei problemi.
Questo lavoro si pone allora l'obiettivo di analizzare i diversi avvenimenti storici che hanno permesso lo sviluppo del mercato petrolifero e che ancora oggi influenzano i sistemi economici dei paesi industrializzati e non. L'invenzione del motore a scoppio e la costruzione delle prime centrali elettriche rappresentano, per esempio, due avvenimenti molto importanti, che hanno dato un forte impulso al processo di progressiva industrializzazione dei paesi europei, dando parimenti inizio allo sviluppo del mercato petrolifero e dei combustibili fossili in generale. Da allora, sono numerosi gli interessi economici e finanziari che si sono sviluppati intorno allo sviluppo di questo mercato su scala mondiale. Tuttavia, l'utilizzo di queste risorse ha creato notevoli problemi economici, politici ed anche ambientali di cui però ci si è resi conto solo negli ultimi tempi.
Partendo da queste riflessioni, la presente tesi si articola in cinque capitoli, aventi l'obiettivo di fornire una ricostruzione di come si sia sviluppato il mercato petrolifero mondiale negli ultimi 150 anni e di quali possano essere gli scenari futuri che dovremo affrontare.
Nel primo capitolo viene evidenziato il concetto di risorsa energetica, quale è appunto il petrolio, per dare una definizione più chiara dell'argomento trattato e delle principali differenze tra le diverse risorse energetiche esistenti sulla Terra.
La risorsa assunta come oggetto specifico di indagine in questo lavoro, il petrolio, viene quindi approfondita nel secondo capitolo, analizzandone le origini chimiche e fisiche ed il processo di formazione di questo idrocarburo nel sottosuolo terrestre. Inoltre, vengono analizzate la caratteristiche che ne influenzano la qualità e, quindi, le possibilità di utilizzo.
Il terzo capitolo esamina lo sviluppo del mercato petrolifero dalla sua nascita, nel 1859, fino al Ventunesimo secolo, evidenziando le scoperte e le invenzioni che ne hanno incrementato i consumi e l'importanza a livello globale. Gli avvenimenti storici, come le due guerre mondiali, e le crisi energetiche degli anni Settanta sono strettamente legate alle dinamiche della domanda e dell'offerta di petrolio. Analizzando questi eventi è quindi possibile comprendere quali fattori hanno portato all'odierno scenario energetico, successivamente analizzato e approfondito nel quarto capitolo. In particolare, i diversi attori che influenzano questo mercato sono suddivisi in funzione di sei aree geografiche di appartenenza, per evidenziare le zone di maggiore produzione e di consumo, consentendo così di comprendere il ruolo dei diversi paesi nello scenario mondiale. Nell'analisi vengono anche considerate le riserve provate dei diversi paesi, per individuare quali siano i paesi che potranno influenzare in futuro lo scenario petrolifero. In seguito, le scelte politiche, la crescita economica e gli accordi stipulati dai governi nazionali e dalle società private con i paesi produttori vengono messi in luce per poter individuare quale potrebbe essere lo sviluppo energetico dei diversi paesi. Gli elementi geoeconomici e geopolitici così rilevati vengono inoltre messi a confronto con riferimento alle diverse condizioni di vita e agli stili di consumo, presenti nei diversi contesti, in quanto si ritiene che da questi ultimi dipenderanno fortemente i prossimi andamenti della domanda petrolifera mondiale.
L'ultimo capitolo, il quinto, cerca di raccogliere le opinioni che alcuni tra i maggiori esperti di settore hanno formulato con riferimento ai possibili scenari futuri del petrolio. Nella prima parte del capitolo vengono analizzate le posizioni di quanti aderiscono alla visione proposta da Mario King Hubbert, secondo la quale le riserve petrolifere raggiungeranno il picco di massima produttività nel 2007, superato il quale subiranno una progressiva contrazione della produzione, con un ritmo analogo a quello con cui essa era cresciuta. Nella seconda parte vengono analizzate le teorie (sostenute da alcuni dei maggiori enti di ricerca e di studio) che prospettano un esaurimento più lento delle riserve petrolifere, la cui durata è stimata intorno ai trenta o quaranta anni. Infine, vengono analizzati i fattori che influenzano il mercato petrolifero, gli avvenimenti che hanno portato all'attuale scenario petrolifero e come potrà in futuro evolversi questo mercato.

1 LE RISORSE ENERGETICHE
Per risorse si intendono tutti gli elementi presenti in natura che sostengono il funzionamento, lo sviluppo e l'evoluzione del sistema terreste. Miliardi di anni fa sulla Terra le prime ed uniche risorse presenti erano rappresentate dalle sostanze minerali e dalla luce solare. In seguito si sono formati i mari, gli oceani e l'atmosfera, che hanno permesso lo sviluppo delle prime forme di vita, vegetali ed animali, che hanno abitato la Terra. Inizialmente si trattava di organismi molto semplici che popolavano gli oceani, i laghi e i fiumi. La maggior parte di questi esseri viventi erano plancton e crostacei, e il loro ciclo di vita era, spesso, molto breve. Questa situazione portò alla formazione, sui fondali marini, di uno strato di sedimenti composto dalle carcasse di questi organismi. Sedimentazione che si realizzò in seguito anche sulla terraferma, quando l'evoluzione portò alcuni di questi esseri viventi a trasformarsi in esseri dapprima anfibi, quindi rettili e mammiferi.
Questi sedimenti, a loro volta, hanno permesso la formazione, attraverso processi chimico - fisici generati dalla pressione dell'acqua o dai movimenti della crosta terrestre, di rocce sedimentarie. Ed è proprio dalla trasformazione del carbonio, principale elemento di queste rocce, che si arriverà allo sviluppo di alcune nuove risorse, fino ad allora inesistenti, ma destinate a incidere in maniera significativa sullo sviluppo presente e passato delle società umane: i combustibili fossili e gli idrocarburi.
La disponibilità e la qualità delle risorse sono due condizioni essenziali per il sostentamento di tutte le forme di vita, vegetali e animali, secondo un complesso sistema di equilibri fra utilizzazione, produzione e accumulo. Le risorse sulla Terra hanno continuato ad accumularsi per miliardi di anni, fino alla comparsa dell'uomo che, con il suo ingegno, ha iniziato a modificare l'ambiente che lo circondava per garantire e migliorare le proprie condizioni di vita.
Le risorse possono essere suddivise in due grandi categorie: rinnovabili e non rinnovabili.
Le prime sono definite rinnovabili poiché il loro consumo non va ad intaccare l'ambiente circostante e si rigenerano in tempi molto brevi. Alcune di esse, poi, sono definite flussi poiché derivano dallo sfruttamento di fonti ''in movimento'' come la luce solare, l'acqua e l'aria, da cui è possibile ricavare energia. Alcuni esempi sono:
- l'energia solare;
- l'energia eolica;
- l'energia idrica;
- l'energia dei moti ondosi;
- l'energia delle maree;
- l'energia geotermica.
Tra le risorse rinnovabili possono essere inserite anche le biomasse, che sono sostanze di origine animale o vegetale, quindi non fossili, da cui può essere ricavato combustibile, attraverso particolari lavorazioni. Alcuni esempi sono:
- l'etanolo (ricavato da canna da zucchero, barbabietola o mais);
- il biodiesel (ricavato da girasole, colza o soia);
- il biogas (ricavato dai rifiuti urbani o dal letame);
- il pellet (ricavato dalla pressatura della segatura vergine).
Le risorse non rinnovabili, invece, sono definite scorte poiché sono destinate ad esaurirsi. I processi che le generano impiegano milioni di anni per concludersi ed il loro consumo in tempi brevi, quindi, porta inevitabilmente al loro esaurimento. Le principali risorse non rinnovabili sono:
- il petrolio;
- il gas naturale (o metano);
- il carbone;
- l'uranio e il torio.
In geografia economica le risorse rinnovabili e non sono fatte oggetto di indagine in quanto sono fattori fondamentali utilizzabili a fini economici. Ne consegue che, da un punto di vista geografico, un idrocarburo come il petrolio assume rilevanza come risorsa energetica, nel momento in cui vengono creati la tecnologia e le relazioni produttive necessarie per sfruttarla, ossia per ricavarne energia. Inoltre, le risorse energetiche vengono studiate dalla geografia in quanto fattori scarsi (le risorse per definizione sono scarse) distribuiti in maniera non uniforme sulla Terra, dalla cui distribuzione spaziale e dal cui sfruttamento nell'industria dipendono molti dei processi economici, politici e sociali globali.
A differenza del termine ''risorsa'', il termine energia è impiegato dalla fisica per misurare la capacità di un sistema fisico di produrre lavoro. Essa si misura, a livello internazionale, in Joule, ma per calcolare il valore energetico di una fonte di energia si utilizzano il Tep (tonnellate equivalenti di petrolio) o il Tec (tonnellate equivalenti di carbone).
L'energia disponibile sul nostro pianeta deriva prevalentemente dal Sole (99,98%) e soltanto in minima parte (0,02%) da combustibili nucleari (uranio e torio), dalle maree e dall'energia geotermica. L'energia che il Sole porta sulla Terra ha permesso in migliaia di anni la formazione dei combustibili fossili (petrolio, carbone e metano), grazie alla fotosintesi, e continua ad alimentare i cicli naturali, formando l'energia eolica, l'energia ondosa, l'energia idraulica e tutti quei fattori (flora, fauna, ecc.) che rendono vivibile il pianeta.
Le fonti di energia si possono suddividere in primarie e secondarie: le prime sono a loro volta suddivise in rinnovabili e non; mentre le seconde sono derivate dalle prime. Tra le principali fonti di energia secondarie vi sono l'energia elettrica, la benzina e l'olio combustibile, tutti derivati delle fonti energetiche primarie.
Nel tempo le capacità dell'uomo di utilizzare le risorse disponibili sono cresciute permettendogli di fondare la propria società e la propria economia su di esse. Le fonti non rinnovabili, in particolare, sono rimaste per secoli inutilizzate per la mancanza di tecnologie adatte al loro sfruttamento e solo con la rivoluzione industriale è iniziato il loro impiego su larga scala.
Come si approfondirà nei successivi capitoli, la prima risorsa non rinnovabile utilizzata nella storia fu il carbone per la sua facilità di trasporto ed il suo alto potere calorico (6.000/9.000 calorie al Kg) e fu la base dell'industria per molto tempo. In seguito, a metà dell'Ottocento, fu scoperto il petrolio e grazie alla sua facilità di estrazione ed al maggior potere calorico (10.000 calorie al Kg) riuscì, in alcuni anni, a sostituire il carbone come principale fonte di energia.
Il gas naturale o metano viene estratto principalmente insieme al petrolio e negli ultimi venti anni ha acquistato una sempre maggiore fetta di mercato grazie anche al suo minore impatto ambientale. L'energia nucleare fu scoperta negli anni Quaranta e richiese parecchi anni per poter essere sfruttata a pieno, ma data anche la scarsità della materia prima, l'uranio, ed i problemi di sicurezza legati allo smaltimento delle scorie non ha mai conquistato il mercato, lasciando largo spazio agli altri combustibili fossili, nonostante l'enorme potere calorico dell'uranio (20 miliardi di calorie al Kg).
L'utilizzo delle fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica, è nato relativamente tardi confronto ai combustibili fossili. Solo negli ultimi trent'anni si sono sviluppate tecnologie per sfruttare queste fonti che non alterano l'equilibrio naturale. Lo sviluppo tecnologico ha da un lato consentito lo sviluppo e l'impiego di nuove fonti energetiche, dall'altro ha portato ad una sempre più forte richiesta di energia portando a un lento ma inevitabile esaurimento delle risorse non rinnovabili del nostro pianeta.
Il progressivo incremento nei volumi e nella velocità dello sfruttamento delle risorse non rinnovabili, create in milioni di anni di evoluzione sulla Terra, ha quindi portato a un sempre maggiore e rapido consumo. Lo sfruttamento di queste risorse ha ridotto di molto la loro disponibilità a livello mondiale e ha altresì portato a un'alterazione della qualità di altre risorse naturali, come acqua ed aria, necessarie alla sopravvivenza di molte specie animali e vegetali, oltre che dell'uomo. Questa situazione pone due problemi su cui si discute molto in questo periodo: la fine dei combustibili fossili e la loro sostituzione con altre risorse energetiche.
Indubbiamente, la fonte che ha dominato, e sta dominando, il mercato negli ultimi cento anni è il petrolio: la sua importanza a livello mondiale è sempre cresciuta e, oggigiorno, tutte le maggiori economie del mondo utilizzano il petrolio e i suoi derivati per rispondere alla crescente domanda di energia. Il problema quindi, nei prossimi vent'anni, sarà se le riserve mondiali riusciranno a rispondere alle richieste ingenti di energia che arrivano in maniera sempre più evidente anche dai paesi asiatici, Cina e India in primis, oppure se saremo costretti a cambiare radicalmente i nostri modelli di sviluppo e i nostri stili di consumo. Nel tentativo di fornire materiale utile alla discussione su queste importanti tematiche, il presente lavoro di tesi analizza l'evoluzione del mercato del petrolio dalla seconda metà dell'Ottocento ai giorni nostri, con un approccio attento a metterne in luce gli aspetti geoeconomici e geopolitici passati e presenti.