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Letizia Galanzino

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INTRODUZIONE
L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito che il concetto di salute di un individuo non è limitato all'assenza della malattia, ma si estende al benessere psico-fisico, quindi anche al diritto di godere di una qualità di vita adeguata alle risorse disponibili sul territorio. Tra queste risorse figurano certamente gli animali, il cui ruolo sociale è mutato profondamente negli ultimi decenni.
Si è parlato infatti sempre più spesso di un nuovo rapporto uomo-animale di tipo affettivo-emozionale, all'interno del quale si è inserita la Pet Therapy, ovvero l'uso terapeutico degli animali da compagnia. Questa, recentemente diventata oggetto di attenzione da parte di specialisti e ricercatori, nonchè delle Istituzioni, è stata correttamente rinominata con l'appellativo Attività e Terapie Assistite dagli Animali (AAA/AAT), diventando un valido mezzo di co-terapia negli ambiti più disparati, dagli anziani affetti da Sindrome di Alzheimer, ai bambini ospedalizzati, ai tossicodipendenti, ai depressi, ai soggetti autistici.
La Pet Therapy non è invasiva, cerca di migliorare l'esistenza delle persone armonizzandosi con le condizioni socio-sanitarie già esistenti, inserendosi quindi in un ben definito progetto educativo.
Per una sua corretta applicazione è necessario avvalersi di numerose figure professionali, ciascuna con competenze specifiche, le quali andranno a costituire un'équipe di lavoro di carattere multidisciplinare.
Gli animali impiegati nei progetti di AAA/AAT sono i più disparati (cani, gatti, conigli, ecc.) e vengono scelti a seconda delle caratteristiche dell'utenza da trattare e degli obiettivi che si vogliono raggiungere. Tutti sono comunque accuratamente addestrati e preparati.
In realtà le Attività e Terapie Assistite dagli Animali non sono una panacea adatta a tutte le malattie e a tutte le persone, poiché vanno applicate a ragion veduta e soprattutto bisogna saperle usare. Non è sufficiente infatti affiancare un animale ad una persona malata per ottenere risultati positivi a livello curativo. Inoltre si presentano anche varie controindicazioni, come nel caso di persone che non sono in grado di prendersi cura di altri esseri viventi, a causa delle loro condizioni psicofisiche (grave invalidità), di persone con lesioni cutanee e affette da deficit del sistema immunitario o che presentano fobie nei confronti degli animali.
Questa dissertazione ha lo scopo di illustrare in particolare la Terapia Assistita dal cane, considerato dagli specialisti del settore l'animale leader nelle applicazioni di AAA/AAT. Nello specifico si intende evidenziare i benefici che il cane, quale co-terapeuta, è in grado apportare a livello cognitivo-comportamentale e a livello relazionale nei soggetti autistici.

Capitolo Primo

LA PET THERAPY

1.1 Definizioni
L'espressione Pet Therapy - dove la parola ''pet'' sta per animale da compagnia, da accarezzare - è utilizzata per indicare, in modo generico, l'utilizzo dell'animale domestico quale assistente in trattamenti medici, psichiatrici o neurologici, sfruttandone le innate capacità terapeutiche. Cani ed altri animali d'affezione aiutano così a recuperare la socialità, rallegrano i bambini ospedalizzati e gli anziani, intervengono con successo nelle terapie di riabilitazione dopo un infarto o un trauma invalidante.
Il termine Pet Therapy è di origine anglosassone, sebbene si abbia notizia di un impiego terapeutico di animali in diverse forme di patologia umana del comportamento a partire dal 1700, fu il neuropsichiatra e psicoterapeuta infantile Boris Levinson a coniare il termine Pet Therapy utilizzandolo nel suo libro ''The Dog as <>'' (Il cane come co-terapeuta) del 1961 (Ballarini, 2005).
In epoca più recente, a seguito del maggiore interesse sviluppatosi in questo campo soprattutto negli Stati Uniti, è stato fatto notare che la definizione di Pet Therapy risulta inadeguata e riduttiva. Pertanto è stato ipotizzato di sostituire il vecchio storico termine con quello più adeguato di ''Animal-Assisted Activities'' ed ancora ''Animal-Assisted Therapy''. Queste espressioni sono state recentemente tradotte ufficialmente dal Centro di collaborazione OMS/FAO per la sanità pubblica veterinaria e l'Istituto Superiore di Sanità in ''Attività e Terapie svolte con l'ausilio di animali'' e dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise con la formula ''Attività e Terapie Assistite dagli animali'' (Scheggi, 2006). Alla base di queste definizioni vi è l'idea che l'animale possa diventare una sorta di co-terapeuta, o meglio, che si possa instaurare tra uomo e animale una particolare forma di ''alleanza terapeutica'' come è indicato dal Comitato Nazionale per la Bioetica (CNB, 2005), affiancando il personale medico o paramedico, migliorando la qualità della vita di chi è già malato sia a livello fisico sia psichico, o prevenendo e curando l'insorgere di alcune patologie.
All'interno quindi del termine generico Pet Therapy si ravvisano differenti tipologie di intervento:
· le AAA (Animal-Assisted Activities);
· le AAT (Animal-Assisted Therapy)
Non solo a livello concettuale, ma anche per ragioni metodologiche, operative e a fini valutativi, è importante precisare la grande differenza che esiste tra le Animal-Assisted Activities (AAA), ossia le Attività condotte con il supporto di animali e le Animal-Assisted Therapy (AAT), e cioè le Terapie effettuate con l'ausilio di animali. Le AAA sono costituite da interventi di tipo ricreativo e/o terapeutico, che hanno l'obiettivo di migliorare le qualità della vita. Gli interventi di AAA possono essere erogati in ambienti di vario tipo da professionisti opportunamente formati, para-professionisti e/o volontari, insieme con animali che rispondono a determinati requisiti. Più in generale, le AAA sono costituite da incontri casuali che coinvolgono animali da compagnia in visite a persone alloggiate in strutture di vario genere; normalmente esse possono essere proposte a numerosi individui e non sono legate a vere e proprie terapie subordinate alle condizioni mediche del paziente. Le caratteristiche principali delle AAA sono dunque la mancanza di obiettivi specifici programmati, non vi è l'obbligo per gli operatori di raccogliere dati e informazioni durante le visite, queste ultime sono gestite con spontaneità e non hanno una durata prestabilita. Esempi di AAA possono essere costituiti da gruppi di volontari che, una volta al mese, si recano con i propri animali a far visita agli ospiti di un ospizio o ai bambini ricoverati in un ospedale per una lunga degenza.
Le AAT sono invece interventi che hanno degli obiettivi specifici determinanti, in cui un animale che risponde a determinati requisiti è parte integrante del trattamento. Tale trattamento è eseguito da un professionista con esperienza specifica nel campo, nell'ambito dell'esercizio della propria professione. Le AAT hanno l'obiettivo di favorire il miglioramento delle funzioni fisiche, sociali, emotive e/o cognitive e sono effettuate in gruppi o individualmente. Questi tipi di processi sono documentati e valutati. Le caratteristiche principali delle AAT sono l'individuazione, la misurazione e la valutazione di obiettivi specifici per ogni destinatario dell'intervento.
Un esempio di AAT può essere rappresentato dalle attività di recupero di soggetti con disabilità comportamentali e di sviluppo, condotte da uno psicoterapeuta che utilizza, al fine di migliorare le capacità di comunicazione e di relazione sociale dei pazienti, animali come i cani (Alessandrini, 1997).

1.2 Storia della Pet Therapy
L'uso terapeutico e profilattico degli animali familiari ha una storia antica. Nelle medicine dei popoli primitivi gli animali hanno sempre avuto un importante ruolo curativo. Anche nell'Egitto dei Faraoni il cane era sacro al dio Anubis protettore della medicina. Animali d'affezione hanno accompagnato le divinità dei popoli Sumeri, Caldei e Greci, come alcuni santi cristiani invocati per la cura di malattie: dal gallo di Esculapio al cane di San Rocco (Ballarini, 2001). Gli animali sono stati associati al divino e alle divinità, presso le culture antiche, alle forze soprannaturali che governano il mondo sensibile e il destino umano. Si veneravano come i rappresentanti e i compagni degli dèi e delle dèe, divenendo oggetti di culto come delle vere e proprie divinità. Creature reali e leggendarie rappresentano quindi le immagini divine, all'interno del corpus mitologico, incarnandone alternativamente le qualità. Possono presentarsi come animali guaritori, animali dei clan, o ingannatori e, ancora, collegati, in vario e differente modo, agli astri nelle civiltà antiche. Essi, infine, creano un ponte tra il mondo umano e quello divino in qualità di messaggeri, di sciamani e di profeti. L'aspetto religioso ha influenzato notevolmente l'evoluzione del rapporto tra uomo e animale, ma pari importanza ha avuto l'aspetto economico, militare ed estetico-ricreativo: l'atteggiamento umano verso gli animali nasce, dunque, dall'evoluzione, dalla necessità, dalla cultura e dalla tradizione. Recentemente il ruolo terapeutico degli animali, che sembrava scomparso nell'era della medicina scientifica, è stato riscoperto sull'onda della ricerca di nuovi modelli di bioetica medica che si richiamano al paradigma del Caring (CNB, 2005) e che assegnano largo spazio a interventi dolci, basati sul rapporto interpersonale uomo/animale nella cura e nella prevenzione delle malattie. Lo spostamento dell'attenzione dalla malattia al malato e dal malato alla persona favorisce l'impiego di terapie complementari come la Pet Therapy che forniscono risposte più integrate ai bisogni del malato.

1.2.1 Evoluzione del rapporto uomo-animale
Il rapporto uomo-animale si è evoluto nei millenni, attraverso tre fasi salienti:
Prima fase: concezione arcaica dell'animale.
In questa fase l'uomo aveva con l'animale un legame definito magico-totemico. L'essere non umano era assimilato ad un'entità divina (culto pagano di alcuni animali presso gli antichi egizi). L'animale era percepito come una divinità iniziatrice di stirpi. A questa arcaica concezione si ricollega ad esempio la presenza di simboli animali nell'antica araldica.
Seconda fase: concezione economico-funzionale dell'animale.
In questo periodo storico, si afferma il concetto dell'uomo ''dominus'': padrone, favorito anche dalla teologia cristiana, assertrice di una Natura costituita da un insieme di elementi da considerare al servizio dei bisogni materiali dell'essere umano. L'animale in questa fase è considerato una <> (Chieppa, 2002) produttrice di carne, latte, lana, pelle, uova, forza lavoro. Si afferma il concetto di animale come bestia totalmente asservita alle necessità umane.
Terza fase: concezione etica dell'animale.
Corrisponde alla visione dell'animale che si ha nell'attuale periodo storico. La creatura non umana, grazie ai progressi di biologia, etologia, medicina veterinaria, non è più considerata come in passato, oggetto e strumento asservito all'uomo, ma essere senziente, in grado di percezioni coscienti di gioia e dolore. Nasce una legislazione a tutela dell'animale in tutti gli Stati più evoluti. L'animale diviene depositario di diritti elementari. E' in quest'ottica etico-filosofica che si inserisce l'odierno concetto di Pet Therapy, poiché l'animale è ora considerato anche come dispensatore di benefici psicosociali.
In questa terza fase, nota come fase della parità e della solidarietà, si assiste al tentativo della creazione di un rapporto comunicativo con l'animale in un processo di scambio e di crescita comune. Si generano molti movimenti animalisti che si differenziano per le motivazioni ideologiche: vi è, infatti, l'animalismo collegato all'ecologismo, al vegetarismo. Inoltre, se all'inizio l'interesse animalista trovava la sua più viva espressione e il suo campo d'applicazione tra gli animali domestici, o comunque, familiari, sempre in questa fase è stato amplificato il raggio d'azione che ha coinvolto generi e specie animali maggiormente distanti rispetto alla specie umana.
Molti sono in definitiva i segnali del mutato atteggiamento delle attuali società industrializzate verso gli animali; basti pensare alle nuove leggi sulla sperimentazione animale, sull'allevamento, sui maltrattamenti degli animali da reddito e familiari. L'animale è elevato al rango di animale-persona nel pensiero comune e, perciò, nella psicologia sociale, ma anche nel diritto.
L'uomo da sempre si è servito degli animali per nutrirsi, coprirsi, cacciare, lavorare. Prima solo selvatici, più tardi anche addomesticati, gli animali hanno rappresentato una fonte di sostentamento per il genere umano, ma allo stesso tempo l'uomo ha trovato in certe specie anche degli elementi che li rendevano creature speciali, cui donare e da cui ricevere affetto (Ballarini, 2005).
L'utilizzo in modo cosciente e riflesso degli animali risale al 1792 in Inghilterra, quando William Tuke, un quacchero progressista, incoraggiava i malati mentali di cui egli si occupava a prendersi cura di animali, avendo intuito che questi avevano la capacità di indurre all'autocontrollo i suoi pazienti. Intuì che gli animali potevano influire nel lavoro di umanizzazione.
Un'istituzione simile, denominata Bethel ed inizialmente progettata per pazienti epilettici, sorse a Brelefeld alla fine del secolo diciannovesimo nella Germania meridionale. In tale istituzione erano comprese due fattorie con possibilità d'equitazione ed una abbondanza di piccoli animali da compagnia. Ancora nel 1875, il medico francese Chessigne prescriveva l'ippoterapia a dei pazienti con problemi neurologici, poiché ritenuta ottimale per il miglioramento dell'equilibrio e del controllo muscolare.
Nel 1942, nel Pawling Army Air Force Convalenscent Hospital di New York, dove erano ricoverati soldati feriti o con traumi emozionali di guerra, furono immessi animali d'allevamento e da compagnia, al fine di normalizzare i pazienti, ma non furono eseguiti precisi studi. La nozione che gli animali e soprattutto quelli da compagnia hanno un'azione socializzante ed un'influenza terapeutica, non è nuova, ma si dovrebbe far riferimento agli studi di Levinson per avere qualche cosa di più di una vaga idea. La Pet Therapy in senso scientifico si ha all'inizio degli anni Sessanta negli Stati Uniti.