<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<articles>

  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Bologna</publisher-name>
        <publisher-loc>Bologna</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Concetto Di Self-Care E Autosomministrazione Di Eparina A Basso Peso Molecolare In Pazienti Con Trombosi Venosa Profonda</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Zein Eddine</surName>
               <given-names>Wissam</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=12026"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=665745675T3917&amp;idt=12153&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Gli obiettivi di questa tesi:

1. Formulare un&apos;ipotesi di utilizzo del sistema infiermeristico educativo e di sostegno di D. OREM per i pazienti affetti da trombosi venosa profonda, in trattamento con eparina a basso peso molecolare.

2. Verificare le capacit&#224; di apprendimento delle modalit&#224; di autosomministrazione di eparina a basso peso molecolare in un gruppo di pazienti affetti da trombosi venosa profonda, durante  il periodo di ricovero presso l&apos;unit&#224; operativa di angiologia dell&apos;azienda ospedaliera di Bologna Policlinico  Sant&apos;Orsola Malpighi.

La trattazione &#232; suddivisa in 4 capitoli:

- Nel I&#176; capitolo sono trattati , l&apos;epidemiologia , la fisiopatologia, i segni e i sintomi e le indagini diagnostiche inerenti la trombosi venosa profonda . 

- IL 2&#176; CAPITOLO RIGUARDA IL TRATTAMENTO FARMACOLOGICO, CON EPARINA A BASSO PESO MOLECOLARE, DELLA TROMBOSI VENOSA PROFONDA, IL MECCANISMO D&apos;AZIONE, LE CATEGORIE DI EPARINA  IMPIEGATE, CONTROINDICAZIONI, COMPLICANZE E MODALIT&#192; DI SOMMINISTRAZIONE.

- IL 3&#176; CAPITOLO RIGUARDA IL QUADRO DI RIFERIMENTO DISCIPLINARE, LA TEORIA GENERALE DI DOROTHEA OREM, DEL DEFICIT DI SELF-CARE,  AL FINE DI FORMULARE UN&apos;IPOTESI DI APPLICAZIONE PER LO SVILUPPO DELLE CAPACIT&#192; DI AUTOCURA NEI PAZIENTI AFFETTI DA TROMBOSI VENOSA PROFONDA IN TRATTAMENTO CON EPARINA A BASSO PESO MOLECOLARE.

- NEL 4&#176; CAPITOLO, SONO RIPORTATI I DATI RELATIVI AD UN&apos;INDAGINE CONOSCITIVA, EFFETTUATA PRESSO L&apos;UNITA OPERATIVA DI ANGIOLOGIA DELL&apos;AZIENDA OSPEDALIERA DI BOLOGNA POLICLINICO SANT&apos;ORSOLA-MALPIGHI, AL FINE DI VERIFICARE LE CAPACIT&#192; DI APPRENDIMENTO DELL&apos;AUTOSOMMINISTRAZIONE DI EPARINA A BASSO  PESO MOLECOLARE IN UN GRUPPO DI PAZIENTI.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; Cattolica del Sacro Cuore di Milano</publisher-name>
        <publisher-loc>Milano</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Il rapporto di lavoro sportivo</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Simone</surName>
               <given-names>Dario</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=12025"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=822651304T6662&amp;idt=12152&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Ogni tentativo di classificazione degli sports &#232; reso difficoltoso dal fatto che una disciplina pu&#242; appartenere nello stesso tempo a pi&#249; categorie, a seconda del criterio di tipologizzazione scelto.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Napoli &quot;L&apos;Orientale&quot;</publisher-name>
        <publisher-loc></publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">I limiti geopolitici dell&apos; Europa nell&apos;era della globalizzazione. Il contributo di  Limes  al dibattito sull&apos;evoluzione dell&apos; identit&#224; internazionale europea dopo il 1989.</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Pallotta</surName>
               <given-names>Emanuele</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=12024"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=507218341T2346&amp;idt=12151&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>L&apos;Europa sta vivendo dalla fine della guerra fredda una fase di profonda incertezza politico-strategica relativamente alle finalit&#224; e allo stesso senso del processo di integrazione avviatosi nel 1950. I rapidi quanto sconvolgenti mutamenti economici e sociali introdotti dal processo di globalizzazione minano alle fondamenta la stessa categoria di Stato-nazione, sempre meno in grado di garantire ordine e sicurezza all&apos;interno, efficacia e incisivit&#224; all&apos;esterno del proprio territorio. Tutti gli Stati europei, a partire da quelli pi&#249; grandi e influenti, non possono pi&#249; fare a meno di dare maggiore spazio alla cooperazione internazionale. In un mondo dove l&apos;ipervolontarismo militarista dell&apos; attuale amministrazione repubblicana americana compromette i principi della legalit&#224; internazionale, mettendo in discussione gli stessi valori su cui si fonda la civilt&#224; occidentale, si avverte con urgenza sempre maggiore il bisogno di una solida politica estera europea imperniata sul multilateralismo. La tesi &#232; stata selezionata dalla redazione napoletana della &quot;Repubblica&quot; nell&apos; ambito dell&apos; iniziativa Sportello Universit&#224;. (si veda la sezione Largo agli autori per visionare l&apos;articolo)</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Bari</publisher-name>
        <publisher-loc>Bari</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Bilancio di Competenze: una rappresentazione sociale in evoluzione</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Antonicelli</surName>
               <given-names>Titti</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=12023"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=072461610T6742&amp;idt=12150&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Il bilancio di competenze &#232; divenuto gi&#224; da alcuni anni, in Italia, oggetto di particolare interesse e popolarit&#224; tra coloro che si occupano di orientamento e formazione, interessati ad allargare il proprio bagaglio concettuale ed operativo con metodologie maggiormente in linea con le necessit&#224; di formazione continua, orientamento e ri-orientamento presenti attualmente nel panorama europeo. Tale metodologia si configura quale strumento  per accompagnare la persona nella ricognizione delle proprie esperienze e nell&apos;autovalutazione delle proprie risorse e competenze al fine dell&apos;elaborazione di un progetto professionale e/o formativo.
Il presente elaborato rappresenta un tentativo di approfondire le dinamiche del processo di diffusione della conoscenza dell&apos;intervento di bilancio tra gli operatori, utilizzando, quale possibile chiave di lettura, la metodologia delle rappresentazioni sociali di  Moscovici. 
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Parma</publisher-name>
        <publisher-loc>Parma</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">La comunicazione mediata dal computer: tecnologia e primordi della comunicazione</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Tosi</surName>
               <given-names>Federica</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=12022"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=868887225T9572&amp;idt=12149&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>L&apos;obiettivo a cui questo mio lavoro tende,  &#232; verificare quanto e con quali modalit&#224;, la comunicazione mediata dal computer, frutto della pi&#249; moderna tecnologia, sia in grado di riprodurrre con sufficiente fedelt&#224;, gli espedienti e l&apos;immediatezza tipici della primordiale forma conunicativa per eccellenza: la comunicazione vis a vis. </p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli studi di Genova</publisher-name>
        <publisher-loc>Genova</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Repressione penale della tratta di esseri umani</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Di Gioia</surName>
               <given-names>Barbara</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=12021"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=486501113T8225&amp;idt=12148&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Con questo lavoro mi sono occupata di una approfondita analisi del fenomeno della tratta nell&apos;ordinamento italiano, con particolare riguardo alle modifiche introdotte dalla l. 228/2003. Non si &#232; omesso peraltro di analizzare anche le fattispecie di riduzione in schiavit&#249; e di alienazione ed acquisto di schiavi, al fine di una pi&#249; accurata analisi del fenomeno.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; Cattolica del Sacro Cuore di Milano</publisher-name>
        <publisher-loc>Milano</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Lo Statuto Regionale nel nuovo Titolo V della Costituzione. Le prime indicazioni della giurisprudenza costituzionale.</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Scapillati</surName>
               <given-names>Nicola</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=12020"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=824241641T5546&amp;idt=12147&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>La tesi affronta la questione attuale della riforma degli Statuti Regionali in base alla ristrutturazione del Titolo V della Costituzione del 2001. L&apos;analisi inizia dalla nascita della vicenda storica del regionalismo italiano e degli Statuti Ragionali, per approdare all&apos;esame dell&apos;autonomia regionale nel nuovo Titolo V della Costituzione e ai riflessi della Riforma del 2001 sulla potest&#224; statutaria delle Regioni ordinarie e speciali. La tesi si conclude con l&apos;analisi accurata delle prime valutazioni della Corte Costituzionale sull&apos;approvazione dei nuovi Statuti da parte delle Regioni.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Urbino</publisher-name>
        <publisher-loc>Urbino</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">&apos;&apos;Bersaglieri di corsa, automezzi al passo&apos;&apos;. Lo sport ed i fanti piumati dalla nascita del corpo militare (1836) al termine del primo conflitto mondiale</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Labate</surName>
               <given-names>Piero</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=12019"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=138840568T9957&amp;idt=12146&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Il lavoro si propone di ripercorrere la storia del famoso corpo militare, da sempre simbolo incontrastato dell&apos;attivit&#224; motoria e sportiva. Offrendo una panoramica iniziale sulla situazione storica e sociale dell&apos;arco temporale esaminato (1836-1918), l&apos;elaborato si concentra sulle particolarit&#224; del corpo, sull&apos;alimentazione ed il rancio, sugli esercizi effettuati all&apos;epoca in concomitanza con l&apos;utilizzo della fanfara, ed infine sulla formazione e suo utilizzo della specialit&#224; ciclisti attiva fino alla fine della prima guerra mondiale (caratteristiche tecniche del mezzo e addestramento del bersagliere ciclista). Concludendo, le vite di due bersaglieri ciclisti passati alla storia: Enrico Toti ed Ottavio Bottecchia.    </p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Roma La Sapienza</publisher-name>
        <publisher-loc>Roma</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">L&apos;immagine della leadership alle elezioni europee 2004. Un confronto tra testate</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Nespola</surName>
               <given-names>Massimiliano</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=12018"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=824022313T3035&amp;idt=12145&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>     In questa tesi si mette a confronto il lavoro redazionale di due testate a tiratura nazionale durante il periodo dell&apos;ultima campagna elettorale. In particolare, utilizzando rudimenti di analisi del contenuto, si passa in rassegna il modo in cui &#8220;La Repubblica&#8221; e &#8220;Il Giornale&#8221; hanno costruito l&apos;immagine dei leader delle coalizioni, la Casa delle Libert&#224; e Uniti nell&apos;Ulivo, dall&apos; 11 maggio al 30 giugno, periodo delle elezioni europee 2004. La base teorica cui far riferimento &#232; quella di Denis McQuail, che con i concetti socio-comunicativi di infotainment e formato tabloid getta luce sul fatto che all&apos;informazione volta ad aggiornare il lettore quotidianamente si accompagna, sui media, un&apos;informazione gridata, leggera nei contenuti, seducente. Si &#232; analizzata la carta stampata perch&#233; la si &#232; ritenuta, in letteratura, il medium che nel corso degli anni &#232; stato maggiormente capace di modificare forma e contenuti a seconda della committenza politica di riferimento.
     Si &#232; scelto di operare su pi&#249; piani di analisi, selezionando quotidianamente titoli, articoli, interviste, editoriali e fotografie, cio&#232; tutte le modalit&#224; comunicative utilizzate da un quotidiano per miscelare nelle sue pagine informazioni di vario genere, dalle novit&#224; sulla scena causate dalle esternazioni di un leader, alle diatribe quotidiane per gli equilibri delle coalizioni, al gossip politico. Il risultato &#232; un confronto tra le due testate sull&apos;utilizzo delle principali tecniche giornalistiche, sui prevalenti usi lessicali, sulla visibilit&#224; concessa ai leader di partito. E&apos; anche una critica sulle mancanze delle due testate, che potrebbero utilizzare di pi&#249; e meglio i mezzi a loro disposizione per raggiungere il lettore.
     Le conclusioni tratte testimoniano infatti anche che le testate in questione hanno operato viziate dal male dell&apos;autoreferenzialit&#224;, una tendenza ampiamente diffusa, nel lavoro di redazione, che le porta ad andare in stampa imitando i concorrenti, lavorando poco e male sulla selezione e sul trattamento delle notizie, sull&apos;inchiesta e sull&apos;intervista. Sono conclusioni che ricollegano anche la pratica giornalistica alle teorie di partenza: se il giornalismo &#232; viziato di autoreferenzialit&#224;, ci&#242; &#232; anche dovuto al fatto che invece di prestare pi&#249; tempo e spazio al lavoro sul campo, si preferisce utilizzare informazioni pi&#249; suasorie che cariche di contenuti, semplificate e superficiali rispetto ad una realt&#224; politica molto pi&#249; complessa.       
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Roma La Sapienza</publisher-name>
        <publisher-loc>Roma</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">La normativa tecnica dell&apos;OACI</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Viola</surName>
               <given-names>Antonino</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=12017"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=741765553T2282&amp;idt=12144&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Introduzione 

    L&apos;incompiuta opera di adattamento dell&apos;ordinamento italiano agli accordi internazionali in materia di navigazione aerea[1], ha  comportato la disapplicazione di norme interne considerate superate perch&#232; non rispondenti alla moderna realt&#224; aeronautica, inducendo gli &#171;addetti ai lavori&#187;  all&apos;applicazione in via di fatto di norme tecniche internazionali  (contenute in particolare  nei cosiddetti Annessi  alla Convenzione O.A.C.I.), data la loro oggettiva capacit&#224; di offrire una adeguata, se non anche esclusiva, coerente ed attuale disciplina della materia oggetto di analisi nel presente lavoro. 

    Numerose, ormai, sono le norme del codice della navigazione aerea italiano, entrato in vigore il 21  aprile  del 1942,  da ritenersi   superate  perch&#232; in contrasto  non solo con gli usi e gli accordi internazionali, ma con tutta la successiva produzione normativa interna che, impostasi per  imprescindibili esigenze di funzionalit&#224;, si &#232; venuta a sovrapporre, talvolta  in modo disorganico,  alle previsioni del legislatore del tempo. 

    A questo si aggiunga che al codice non sono seguite, fatta eccezione per alcune  recenti  e  disomogenee iniziative legislative [2],  le opportune disposizioni di  carattere  regolamentare  necessarie  per  la  sua  piena esecuzione, obbligando spesso gli operatori  aeronautici a  ricorrere al vecchio regolamento per la navigazione aerea del 1925  per quelle parti non contrarie ed incompatibili con le norme del Codice stesso [3]. 

    Conseguentemente, il ritardo nel recepimento della normativa interna-zionale  in argomento ha determinato l&apos;instaurarsi di un diffuso stato di incertezza nell&apos;azione della pubblica amministrazione sia in fase di interpretazione che di applicazione della legislazione interna vigente, ma &#232; soprattutto nell&apos;ambito delle pi&#249; significative e pertinenti pronuncie degli organi giurisdizionali  italiani che sono state registrate la maggiori incongrenze ermeneutiche, e a tal riguardo basta scorrere gli atti dei procedimenti giudiziari che hanno seguito le sciagure aviatorie dell&apos;Elba del 1960, di Palermo  Punta Raisi del 1972, di Cagliari del 1979, e altre ancora pi&#249; recenti, nelle quali &#232; dato osservare, stante la posizione dei giudici italiani sostanzialmente  contraria all&apos;applicazione degli Allegati O.A.C.I.,  atteggiamenti  contraddittori e, forse, in qualche caso del tutto errati [4]. 

    Appare chiaro, infatti, come  il giudice italiano sia orientato a ritenere in vigore tutte quelle disposizioni aventi forza di legge che regolano la materia e che non siano state espressamente e formalmente abrograte da successivi atti interni, mentre, fatta qualche rara eccezione[5], ha sempre ribadito la mancanza di obbligatoriet&#224;  delle norme internazionali non ancora oggetto di attuazione nell&apos;ordinamento interno[6] alle quali, invece, la pubblica amministrazione da applicazione, quantomeno in via di fatto, per assicurare quell&apos;indispensabile  funzionalit&#224; in un settore che, preminen-temente sul piano internazionale, deve  ispirarsi a criteri di  uniformit&#224;  normativa oltre che tecnica.

    A tal riguardo &#232; interessante osservare come, dal  1960  ad oggi, la giurisprudenza interna in materia di aviazione civile abbia costantemente  fatto riferimento  al problema del recepimento o meno  nell&apos;ordinamento interno della regolamentazione tecnica emanata  dall&apos;Organizzazione dell&apos;aviazione civile internazionale (O.A.C.I.), alla quale, seppure in forma extragiuridica, tale giurisprudenza &#232; stata comunque indotta a fare ricorso ogni qual volta si sia reso necessario formulare delle esatte definizioni di carattere tecnico-normativo per nulla rintracciabili nella legislazione vigente, al fine di dare un qualche fondamento ad effermazioni che investono problemi di natura tecnica nel campo dell&apos;aviazione civile, riaffermando con ci&#242;, indirettamente, la  necessit&#224;  e l&apos;attualit&#224; del problema del recepimento degli Allegati tecnici O.A.C.I. nell&apos;ordinamento italiano[7].  

    Magistrati, giuristi ed operatori del settore, posti di fronte a specifiche problematiche aeronautiche, si vedono pertanto costretti ad applicare, ob torto collo, la obsoleta normativa nazionale vigente facendo, di volta in volta, immancabile e necessitato  richiamo agli Allegati O.A.C.I. quantomeno al fine di pervenire, come notato sopra, alla formulazione di esatte definizioni di carattere tecnico-normativo calzanti con la moderna realt&#224; dei trasporti  aerei internazionali. 
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Trento</publisher-name>
        <publisher-loc>Trento</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">La pubblicit&#224; comparativa</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Coccia</surName>
               <given-names>Gianpiero</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=12014"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=046856457T8630&amp;idt=12141&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>L&apos;oggetto della tesi verte sullo studio della nuova disciplina approntata in materia di pubblicit&#224; comparativa e sul suo recepimento in Italia e nei Paesi membri dell&apos;Unione Europea. Particolare attenzione verr&#224; dedicata all&apos;analisi direttiva 97/55/CE in merito alle condizioni di liceit&#224; della comparazione, nonch&#233; all&apos;importante ruolo svolto dall&apos;autodisciplina pubblicitaria.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Trento</publisher-name>
        <publisher-loc>Trento</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">La tutela della propriet&#224; intellettuale in Europa: evoluzione alla luce del futuro brevetto comunitario</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Coccia</surName>
               <given-names>Gianpiero</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=12013"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=045887745T3034&amp;idt=12140&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>L&apos;opera prende in esame la tutela giurisdizionale offerta a livello comunitario in materia di propriet&#224; intellettuale. In particolare &#232; stato operato un confronto tra l&apos;attuale e definita disciplina del marchio comunitario e la futura regolamentazione giurisdizionale come emerge dai progetti circa il brevetto comunitario.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>ms-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Bari</publisher-name>
        <publisher-loc>Bari</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">A.G.C.M.: Limiti procedimentali e sanzionatori nella tutela dalla pubblicit&#224; ingannevole</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Cariello</surName>
               <given-names>Antonio</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=12012"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=154514328T831&amp;idt=12139&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Nel gennaio del 1992 il Parlamento approv&#242; il decreto legislativo n. 74, meglio noto come decreto sulla pubblicit&#224; ingannevole. In recepimento di una direttiva comunitaria, la n.450 del 1984, che individuava le fattispecie di ingannevolezza della pubblicit&#224; commerciale nell&apos;intento indurre i paesi membri ad adottare una normativa nazionale a tutela dei consumatori contro le piccole o grandi truffe perpetrate dagli operatori commerciali attraverso i messaggi pubblicitari.
Lo stesso decreto ha attribuito il compito di vigilare sul rispetto della normativa e di applicare le relative sanzioni all&apos;AGCM, la stessa autorit&#224; a cui spetta il controllo sull&apos;osservanza della Legge Antitrust, la L. n.287 del 1990 a tutela di consumatori e imprese per garantire il corretto svolgimento del gioco concorrenziale.
Sono trascorsi poco pi&#249; di 13 anni dalla introduzione nell&apos;ordinamento italiano della suddetta normativa e nel frattempo si sta assistendo ai molti cambiamenti che stanno caratterizzando il panorama mass-mediatico e pubblicitario italiano. Lo sviluppo della tecnologia ha, infatti, favorito l&apos;espansione di mezzi di comunicazione vecchi e nuovi: in primis, la rete Internet e le sue diverse declinazioni (e-mail, chat, newsletter, forum), poi la telefonia mobile (ed insieme ad essa sms, mms e videochiamate) e, da ultimo, l&apos;incremento di canali televisivi per effetto della diffusione tra il pubblico della parabola satellitare e del cosiddetto &#171;digitale terrestre&#187;. Per anni la pubblicit&#224; &#232; stata legata esclusivamente ai media tradizionali. Tuttavia la comunicazione d&apos;impresa &#232; sempre stata alla ricerca di nuovi mezzi attraverso i quali diffondere i propri messaggi fra il pubblico dei potenziali consumatori, ed ha trovato, in questi ultimi anni, il favore di nuovi media che a loro volta l&apos;hanno utilizzata come strumento legittimo di sostentamento. L&apos;avvento di tali cambiamenti &#232; stato, quindi, salutato con entusiasmo dagli operatori del settore. Nell&apos;occupare gli spazi messi a disposizione dai vari mezzi di comunicazione, sia vecchi che nuovi, il &#8220;genere pubblicitario&#8221; si &#232; adattato mutando anche in forme diverse dall&apos;advertising classico e adeguando i propri contenuti al costume odierno, alla ricerca di target sempre pi&#249; mirati. Per gli inserzionisti pubblicitari risulta, insomma, sempre pi&#249; facile comunicare. Tuttavia tale progresso, sebbene abbia favorito la crescita della comunicazione di massa, di contro, ha anche accresciuto le probabilit&#224; di un uso illecito e dannoso della pubblicit&#224;.
Alla luce degli avvenuti cambiamenti ed in presenza della citata minaccia, &#232; legittimo dunque, domandarsi se l&apos;impianto normativo del D.lgs. n. 74/92, rimasto nella sostanza immutato nel corso di questi anni , possa essere ancora adeguato nel &#171;combattere&#187; la pubblicit&#224; ingannevole, ma soprattutto se gli strumenti di cui l&apos;Autorit&#224; Antitrust dispone siano ancora sufficienti nell&apos;individuare, esaminare e sanzionare gli eventuali illeciti.
Tale studio si propone, appunto, il compito di riflettere sul grado di efficacia dell&apos;operato dell&apos;AGCM, analizzandone i poteri istruttori, la tempistica dei procedimenti e la capacit&#224; deterrente delle sanzioni comminate, e mettendoli a confronto con le problematiche riscontrate durante la pluridecennale esperienza della stessa Autorit&#224; nella lotta contro la &#171;cattiva&#187; pubblicit&#224; e nella tutela del consumatore.
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi della Tuscia</publisher-name>
        <publisher-loc>Viterbo</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Il principio di separazione tra politica e amministrazione</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Carrino</surName>
               <given-names>Claudio</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=12011"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=171150338T9548&amp;idt=12138&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>La tesi analizza il principio della separazione tra politica e amministrazione, illustrando nel primo capitolo l&apos;evoluzione storica della normativa sulla dirigenza, dal periodo postunitario sino alla recente legge n. 145 del 2002, passando attraverso la Costituzione, il D.P.R. n. 748 del 1972 e le normative di riforma degli anni &apos;90 del XX secolo, e nel secondo gli aspetti del nuovo assetto dei rapporti tra classe politica e dirigenza, in particolare, i caratteri e gli effetti del potere di indirizzo politico-amministrativo degli organi politici nonch&#233; del potere di gestione dei dirigenti, soffermandosi, infine, sulla nuova disciplina degli incarichi dirigenziali.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Libera Universit&#224; di Lingue e Comunicazione (IULM)</publisher-name>
        <publisher-loc>Milano</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">La femminilit&#224; in &apos;&apos;Cristo si &#232; fermato a Eboli&apos;&apos; di Carlo Levi</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Di Battista</surName>
               <given-names>Elisa</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=12010"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=548065831T5453&amp;idt=12137&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>L&apos;osservazione della femminilit&#224; nell&apos;opera di Levi comprende non solo un&apos;analisi delle singole figure femminili e delle scene collettive, ma anche una presenza femminile pi&#249; ampia ed estesa, potentissima in quanto governa e regge le esistenze degli uomini di Aliano, paese di confino di Levi. Le streghe possono guarire o uccidere attraverso i filtri che preparano e gli scongiuri che pronunciano; la Madonna, simile a una Persefone contadina, appare ai fedeli per soccorrerli o li lascia morire di malaria; la Madre Terra &#232; indispensabile all&apos;interno di una civilt&#224; contadina, ma ad Aliano gioca un ruolo ancor maggiore, dato che il paese &#232; costruito suui calanchi argillosi che franano sotto le piogge autunnali trascinando con s&#232; le abitazioni. La presenza femminile magica, celeste o terrestre influenza la vita dei contadini lucani. &quot;Cristo si &#232; fermato a Eboli&quot; viene anche messo a confronto con opere come &quot;Conversazione in Sicilia&quot; di Vittorini, &quot;Il carcere&quot; di Pavese, &quot;La lupa&quot; di Verga.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Cagliari</publisher-name>
        <publisher-loc></publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Il viaggio come possibilit&#224; di cambiamento</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Allori</surName>
               <given-names>Carla</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=12009"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=403835042T8797&amp;idt=12136&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Analisi del contesto psicosociale nel quale &#232; immerso attualmente il migrante adulto.analisi del processo di globalizzazione con il conseguente problema non risolto del multiculturalismo e delle differenze identitarie. Descrizione del ciclo della vita secondo guardini Erikson e Levinson con la conseguente descrizione della fase adulta. il viaggio spaziale e interiore che l&apos;adulto &#232; costretto a compiere, vengono analizzate le politiche d&apos;inserimento e i problemi di adattamento e assimilatori che potrebbe venire a cresarsi nell&apos;incontro scontro. analisi della pedagogia interculturale in conseguenza della presenza di diverse etnie in uno stesso territorio. Tensione tra universale e particolare nella problematica di una cittadinanza differenziata.una possibile risoluzione delle problematiche viene individuata nelle pratiche della mediazione culturale.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Padova</publisher-name>
        <publisher-loc>Padova</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Il primo centrosinistra. Gennaio 1962 - febbraio 1963</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Mecenero</surName>
               <given-names>Enrico</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=12008"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=376118580T4702&amp;idt=12135&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Il &quot; primo centrosinistra &quot; &#232; una analisi storica della prima esperienza di incontro politico fra cattolici e socialisti, nella forma e nelle modalit&#224; del governo democristiano di Amintore Fanfani. Gli aspetti indagati nella tesi riguardano in primo luogo l&apos;attivit&#224; legislativa del ministero fanfaniano, secondariamente gli aspetti pi&#249; specificamente politici e infine il contesto e le vicende legate alla crisi del connubio Dc-Psi alla fine del 1962.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Torino</publisher-name>
        <publisher-loc>Torino</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">La comunicazione intenzionale nelle PMI: il modello selecard</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Micalizio</surName>
               <given-names>Mariella</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=12007"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=766777127T5815&amp;idt=12134&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Lo sviluppo e la diffusione delle tecnologie elettroniche connotano la terza rivoluzione, quella delle comunicazioni umane, conducendoci dall&apos;era moderna a quella post moderna. Un&apos;era, quest&apos; ultima, sovente definita come &#8220;societ&#224; dei servizi &#8220; ove gli individui &#8211; clienti e consumatori - attribuiscono maggiore importanza agli aspetti che  contribuiscono a migliorare la qualit&#224; della loro vita. 
Aziende e Istituzioni prendono atto di tali aspettative rendendosi conto che, oltre allo studio di prodotti competitivi, una  comunicazione  personalizzata &#232; fondamentale per acquisire e conservare un cliente/utenteIn questo scenario la comunicazione elettronica interattiva  &#8211; Call  Center, Internet e portali  Web&#8211; danno possibilit&#224; alle Aziende di  passare dalla &#8220;emissione del messaggio&#8221; alla  comunicazione intenzionale e consapevole  verso i loro clienti,  intraprendendo strategie  di fidelizzazione e segmentazione  della clientela, rispondendo alle esigenze del cliente su pi&#249; versanti della vita  quotidiana e delle esigenze pratiche.In questo scenario la comunicazione elettronica interattiva  &#8211; Call  Center, Internet e portali  Web&#8211; danno possibilit&#224; alle Aziende di  passare dalla &#8220;emissione del messaggio&#8221; alla  comunicazione intenzionale e consapevole  verso i loro clienti,  intraprendendo strategie  di fidelizzazione e segmentazione  della clientela, rispondendo alle esigenze del cliente su pi&#249; versanti della vita  quotidiana e delle esigenze pratiche.
&amp;#61656;	Quali sono gli strumenti che la moderna tecnologia mette a disposizione della comunicazione intenzionale ? 
&amp;#61656;	Come le aziende possono comunicare efficacemente ed intenzionalmente con i propri clienti?  
&amp;#61656;	Quali sono i comportamenti dei clienti /consumatori a  fronte di una comunicazione mirata e personalizzata
In questa prospettiva &#232; presentata la personale esperienza professionale all&apos;interno della Societ&#224; S.in.t S.p.a. di Torino, in qualit&#224; di Responsabile del Customer Care
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Roma La Sapienza</publisher-name>
        <publisher-loc>Roma</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Il Marketing dei Servizi nell&apos;Automotive. Il caso Leasys S.p.A.</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Isacchini</surName>
               <given-names>Gabriele</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=12006"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=721347288T8345&amp;idt=12133&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>La mutevolezza del mercato, la crisi dei mercati internazionali ed in particolare un consumatore pi&#249; informato ed esigente, hanno portato tutte le organizzazioni a riorganizzarsi ex-novo, creando strutture pi&#249; snelle in grado di mutare velocemente e in sincronia con il consumatore-utente.
Questa riorganizzazione sta decretando il successo e l&apos;affermazione di un nuovo modo di fare impresa in cui le aziende tendono a dedicarsi esclusivamente alle specificit&#224; del core-business e danno vita a rapporti sinergici con altre organizzazioni per la gestione di quei settori che pur pesando notevolmente sui bilanci non sono ritenuti peculiari della propria attivit&#224;. Esternalizzando queste attivit&#224;, le strutture interne, operative e gestionali, diventano pi&#249; snelle; non si tratta solo di ridurre i costi ma anche di rendere la struttura pi&#249; pronta e flessibile al mutare delle esigenze di mercato.
Quello della gestione del noleggio a lungo termine &#232; un ambito settoriale pienamente affermato sia negli USA sia nei pi&#249; importanti paesi europei, ma non lo &#232; ancora in Italia, dove a causa di svantaggi fiscali e di una lentezza maggiore nel recepire ed inserire nuove forme organizzative, si &#232; investito in questo mercato con forte ritardo. Stando agli studi dell&apos;associazione di settore, il mercato italiano crescer&#224; a ritmi sostenuti fino al 2006/7, per poi rallentare la crescita e assestarsi nel 2009/10 intorno al 70/75 % del totale del mercato delle auto immatricolate.
L&apos;obbiettivo primario di questo lavoro &#232; stato quello di dimostrare che le possibilit&#224; di crescita per un&apos;azienda in questo mercato dipendono fortemente dalla capacit&#224; di realizzare, supportare e mettere in atto processi relazionali tali da creare rapporti stabili e durevoli con il cliente fino a mutare il semplice rapporto fornitore/cliente in un rapporto sinergico, finalizzato non solo ad un vantaggio strettamente economico ma anche di carattere sia organizzativo sia strategico nella definizione e realizzazione di politiche di marketing interno del cliente.
Nel primo capitolo &#232; trattato il mercato automobilistico in Italia, con particolare riferimento al segmento del noleggio a lungo termine, valutandone i vantaggi ma anche i limiti; vengono illustrati inoltre gli attori del mercato, dalle aziende che vi operano alle associazioni di categoria.
Il secondo capitolo &#232; incentrato sulla descrizione dell&apos;azienda scelta come caso; esso poggia su un apparato teorico di riferimento, che illustra e spiega le politiche di marketing interno, finalizzate a costruire un&apos;azienda fatta di persone capaci di interagire sia fra loro sia con i partners esterni.
Il terzo capitolo &#232; dedicato alla descrizione dei servizi tipici del mercato, e fornisce, inoltre, indicazioni su come valorizzarne le prerogative per riuscire ad ottenere un vantaggio competitivo.
Nel quarto capitolo si dimostrer&#224; come &#8220;Leasys S.p.A.&#8221;, col fine ultimo di garantire servizi sempre pi&#249; personalizzati e pensati in funzione delle specificit&#224; aziendali del partner, investa sia in processi di controllo di qualit&#224;, sia in nuove e specifiche tecnologie informatiche.
In chiusura, si ipotizza quali potrebbero essere le modalit&#224; operative del settore che porteranno alla totale personalizzazione del servizio fino alla creazione di una vera partnership con il cliente.

&#8220;Leasys S.p.A.&#8221;, nasce nel 2001 come joint venture tra Fidis Renting (Gruppo Fiat) ed Enel Real Estate (Gruppo Enel).
Con dinamismo e forte spirito di squadra punta da subito ad un obiettivo: essere, in Italia, la societ&#224; di riferimento del mercato della gestione flotte aziendali.
Oggi Leasys &#232; in grado di offrire risposte, soluzioni modulari e flessibili, servizi su misura attraverso strumenti efficaci, semplici da utilizzare e adattabili alle esigenze di grandi aziende, Pubblica Amministrazione, piccole-medie imprese e professionisti.
Con oltre 120.000 unit&#224; multibrand in gestione ed un capillare presidio del territorio, Leasys &#232; leader della gestione sia di vetture, sia di veicoli commerciali, sia di mezzi speciali, attrezzati ed equipment.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; Cattolica del Sacro Cuore di Milano</publisher-name>
        <publisher-loc>Milano</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">La liberalizzazione del mercato del gas: verso la creazione di una borsa</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Picco</surName>
               <given-names>Mattia</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=12005"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=388437220T9839&amp;idt=12132&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>L&apos;obiettivo che mi sono posto nella realizzazione di questa tesi &#232; stato quello di discutere quale struttura il mercato liberalizzato del gas potrebbe assumere in un prossimo futuro, tenendo conto:
- delle criticit&#224; ancora in essere all&apos;interno del mercato nazionale del gas naturale, attraverso lo studio del processo storico-evolutivo dell&apos;industria del gas italiana e della sua disciplina.
- delle riforme introdotte a livello comunitario ad opera della Commissione europea nel corso degli anni; finalizzate al perseguimento di una effettiva libert&#224; d&apos;entrata all&apos;interno delle industrie del gas dei Paesi membri, alla scomposizione delle strutture societarie verticalmente integrate, ed alla definizione di un corpus normativo armonico in grado di essere agevolmente recepito all&apos;interno dei diversi ordinamenti.
- delle similitudini e delle differenze rispetto alle esperienze di liberalizzazione da Inghilterra, Stati Uniti ed Olanda.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Roma La Sapienza</publisher-name>
        <publisher-loc>Roma</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Educazione al denaro: una ricerca esplorativa</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Pulcrano</surName>
               <given-names>Luigi</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=12004"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=515138045T2705&amp;idt=12131&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Il denaro &#232; stato oggetto di ricerche psicologiche orientate ad analizzare ciascuna solo qualche aspetto particolare e parziale; quindi, manca una vera e propria teoria psicologica sul denaro. D&apos;altronde, come notano Ferrari e Romano (1999, p. 166), la complessit&#224; del tema impone che lo si affronti da pi&#249; punti di vista: &#8220;il denaro, nella sua interezza, &#232; un concetto troppo complesso perch&#233; possa essere affrontato per pura addizione di argomentazioni, che in successione lineare esauriscano il tema&#8221;. Indubbiamente la teoria economica che vede il denaro come misura di valore, mezzo di circolazione o riserva di valore (Onado 1982) &#232; insufficiente; &#8220;l&apos;idea che pensare in termini di denaro significhi pensare in termini razionali &#232; radicata tanto profondamente nella nostra vita pratica che sembra impossibile porla in dubbio&#8221; (Brown 1986, p. 265).
La complessit&#224; dell&apos;argomento &#232;, inoltre, legata all&apos;ambivalenza cognitiva ed emotiva; il denaro &#232; contemporaneamente considerato un&apos;entit&#224; sia razionale che irrazionale, legata ad emozioni positive e negative: per esempio, pu&#242; assumere un valore sia negativamente che positivamente sacro. Le giustificazioni di questa ambivalenza risiedono forse in due ordini di ragioni: da una parte il simbolismo, dovuto in parte ai processi inconsci descritti soprattutto dagli psicoanalisti; dall&apos;altra il processo di &#8220;sedimentazione&#8221; (Ferrari e Romano 1999), ovvero la trasmissione intergenerazionale dei valori, degli atteggiamenti e delle rappresentazioni che nei secoli gli sono stati associati. Il valore che la societ&#224; e la cultura attribuiscono al denaro, dunque, condiziona fortemente il nostro atteggiamento nei suoi confronti (Francescato, 1999). Altrettanto determinante &#232; il comportamento che abbiamo appreso dall&apos;ambiente familiare; infatti, fin dalla prima infanzia, si &#232; stati educati ad impiegarlo con correttezza, a custodirlo e, quasi sempre, ad attribuirgli massima attenzione e considerazione. Spesso i nostri sentimenti verso il denaro sono una reazione, anche inconsapevole, ai comportamenti dell&apos;ambiente in cui siamo cresciuti e, talvolta, parlare di denaro in famiglia pu&#242; essere un tab&#249; cos&#236; come il parlare di sesso (Francescato, 1999).      
Non &#232; ancora chiaro in quale misura le caratteristiche socio-demografiche, la nazionalit&#224; e l&apos;educazione ricevuta in famiglia influiscono sulle credenze e i comportamenti economici dell&apos;individuo (Furnham, 1999a): un discreto numero di ricercatori, tuttavia, hanno analizzato la non facile tematica della &#8220;paghetta&#8221; (Carnet-Verzat C. &amp; Wolff F.C., 2002; Furnham, 1999b; Furnham A. &amp; Thomas P., 1984; Miller &amp; Young 1990).   
In Europa sempre pi&#249; genitori decidono di assegnare una paghetta ai propri figli anche se in Italia tale abitudine &#232; in lento ma costante declino (Doxa Junior, 2004); quello della paghetta sembra, per&#242;, essere un buon metodo per insegnare il valore dei soldi agli adolescenti; infatti, sono proprio gli anni adolescenziali quelli in cui deve essere pedagogicamente impartito ai ragazzi il senso di responsabilit&#224; nel gestire l&apos;economia. Il valore dei soldi, quindi, deve godere di priorit&#224; nel processo educativo perch&#233; il rischio &#232; di formare delle persone che, una volta superata la fase evolutiva, non siano abbastanza mature da questo punto di vista per gestire la propria vita economica (Priller P. 2004).
Consultando la letteratura, mi sono reso conto che non esistono studi italiani che indagano la valenza psicologica della gestione precoce del denaro. Sono disponibili molti questionari relativi ad argomenti economici, ciascuno con caratteristiche differenti, anche se la maggior parte di questi questionari non hanno fondamenta teoriche e sono stati creati al solo scopo di aiutare le aziende nelle indagini di mercato e, di conseguenza, nel marketing (Webley et al. 2004). 
Questo lavoro di tesi assume, quindi, un carattere esplorativo e si pone come obiettivo quello di analizzare qualitativamente, in un campione di soggetti, l&apos;influenza del denaro ricevuta nella famiglia d&apos;origine.
Nel primo capitolo tracciamo un quadro generale della letteratura, passando in rassegna i principali studi psicologici aventi come tema centrale il denaro, al fine di offrire una panoramica della letteratura psicoanalitica, psicosociale e della psicologia generale relativa al tema affrontato.
Nel secondo capitolo si descriver&#224; in che modo l&apos;acquisizione del concetto di denaro dei giovani sia influenzata dalla famiglia d&apos;origine, valutando i contributi empirici internazionali, e si cercher&#224; di fornire un quadro esemplificativo della realt&#224; italiana sul comportamento economico dei giovani.
Nel terzo capitolo, infine, sar&#224; presentata la ricerca qualitativa effettuata con la descrizione del campione, delle procedure utilizzate e dei risultati ottenuti, ponendo una particolare attenzione ai tests statistici utilizzati e al confronto tra la diversa educazione economica ricevuta dagli uomini e dalle donne.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Foggia</publisher-name>
        <publisher-loc>Foggia</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">La Gestione Finanziaria ed il Modello Asset Liability Management nelle Imprese di Assicurazione</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Scarpiello</surName>
               <given-names>Alessandra Valentina</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=12003"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=341352348T9510&amp;idt=12130&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Il presente lavoro nasce dall&apos;esigenza di indagare gli aspetti finanziari della struttura dell&apos;impresa di assicurazione ed analizzare come le tecniche di Asset Liability Management trovino impiego nella suddetta.
Il primo capitolo pone l&apos;accento sull&apos;importanza degli aspetti finanziari della gestione. La manifestazione finanziaria esprime la componente originale di ogni evento che coinvolge l&apos;impresa; i processi di investimento, tipici elementi della gestione patrimoniale, sono fondamentali per dare efficiente impiego ai premi incassati attraverso la gestione assicurativa. Viene inoltre affrontato il tema dell&apos;inversione del ciclo produttivo che dai ricavi muove verso i costi per evidenziare una caratteristica tipica delle imprese di assicurazioni che la rende unica rispetto all&apos;intero panorama di forme aziendali esistenti.
Il secondo capitolo, dopo una doverosa analisi del premio assicurativo, illustra l&apos;insieme dei rischi sottostanti la gestione dell&apos;impresa di assicurazione; si deve partire dal tipico rischio tecnico di sovrasinistralit&#224;, legato ai possibili scarti negativi tra frequenza stimata ex ante e frequenza effettiva degli eventi assicurati, per poi annoverare il rischio tecnico di sottotariffazione legato ad una non corretta determinazione dei premi a fronte dei rischi assicurati. Quello che maggiormente preme analizzare, per&#242; all&apos;interno del lavoro, &#232; il ruolo del rischio di tasso di interesse come fattore prepotentemente incidente sulla struttura patrimoniale dell&apos;azienda ma anche sul suo risultato economico di esercizio. Esso determina il mismatching di scadenza tra impieghi e raccolta.
Obiettivo del terzo capitolo &#232; quello di esaminare il bilancio assicurativo alla luce delle Direttive comunitarie recepite dal legislatore nazionale; si affronta il tema della &#8220;globalizzazione contabile&#8221; attraverso i noti principi contabili internazionali IAS (International Accounting Standards) poi ribattezzati IFRS (International Financial Reporting Standards).
Col quarto e quinto capitolo viene esaminato il tema dell&apos;Asset Liability Management, ossia la gestione integrata dell&apos;attivo e del passivo. Si sottolinea l&apos;importanza dell&apos;ALM come strumento di ottimizzazione della redditivit&#224; dell&apos;impresa di assicurazione entro accettabili livelli di rischio. Sono poste sotto esame le tecniche di Gap analysis e di Duration Gap analysis  per coglierne le varie sfumature; lo scopo &#232; l&apos;esposizione di tutte le possibili strategie adottabili dall&apos;impresa di assicurazione, nel rispetto dei propri obiettivi di politica aziendale, avvalendosi dell&apos;ausilio degli approcci di Asset Liability Management.
Il sesto ed ultimo capitolo effettua una disamina delle operazioni di hedging finanziario impiegate, dall&apos;impresa di assicurazione, per la copertura totale o parziale dei rischi presenti nella propria attivit&#224;. Il lavoro si propone di evidenziare i rimedi che il mercato &#232; in grado di offrire, in termini di strumenti di finanza derivata, per la copertura del rischio di tasso di interesse, la cui rilevazione &#232; alla base delle tecniche di ALM. </p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi della Calabria</publisher-name>
        <publisher-loc>Arcavacata di Rende</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Sulla misurazione e gestione del rischio di credito negli istituti finanziari</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Barbati</surName>
               <given-names>Ferdinando</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=12002"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=086486837T6703&amp;idt=12129&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>L&apos;attuale fase di ristrutturazione del sistema creditizio accresce la centralit&#224; dell&apos;attivit&#224; di erogazione del credito, ma anche le incertezze e le insidie che questa attivit&#224; comporta. Da un lato, infatti, le banche tradizionali scontano in misura sempre pi&#249; marcata la concorrenza di altre categorie di intermediari nella gestione del risparmio e persino dei servizi di pagamento; di conseguenza, la concessione dei prestiti (in particolare a clientela di medie dimensioni) rimane forse l&apos;unica area di business in cui il primato delle banche (forti di una conoscenza del tessuto economico locale non facilmente replicabile da parte di un outsider) non possa essere facilmente insidiato.
Dall&apos;altro, la graduale crescita del ruolo del mercato dei capitali tra le fonti di finanziamento delle imprese porta con s&#232; un rischio di &#8220;selezione avversa&#8221; negli attivi bancari: infatti, mano a mano che le imprese di dimensione medio grandi andranno conquistandosi la possibilit&#224; di negoziare azioni e debito direttamente presso i risparmiatori, il portafoglio crediti delle banche potrebbe polarizzarsi sulle imprese che il mercato non &#232; in grado di valutare autonomamente, cio&#232; le pi&#249; piccole, le pi&#249; rischiose, le meno trasparenti nel rappresentare le proprie strategie di crescita. Questi  aspetti hanno fatto in modo che, negli ultimi anni, l&apos;attenzione circa la gestione dei portafogli dei crediti delle banche si incentrasse verso nuovi sistemi di prevenzione del rischio di credito, sviluppando nuove tecniche di misurazione e gestione del rischio di credito alternative a quelle utilizzate  in passato per calcolare il rischio di mercato (duration e convexity) che si basassero oltre che su una stima monetaria del rischio  su una quantificazione dell&apos;esposizione globale di un soggetto (la banca)  alle varie forme di rischio.
La prevenzione del rischio di credito determinatosi da queste nuove tecniche di gestione del rischio pu&#242; avvenire a due distinti livelli. Da un lato, si tratta di intervenire sulle caratteristiche delle singole esposizioni per ridurre l&apos;entit&#224; delle perdite che potrebbero scaturire da ognuna di esse. Dall&apos;altro, &#232; altres&#236; necessario intervenire sulla struttura complessiva del portafoglio crediti della banca, per mantenerne sotto controllo il grado di diversificazione.     
A livello di singolo prestito, la banca pu&#242; tutelarsi contro le perdite future attraverso un&apos;accorta selezione dei prenditori di fondi, cos&#236; da isolare e respingere quelli contraddistinti da una pi&#249; elevata probabilit&#224; di insolvenza; pu&#242; inoltre strutturare la singola operazione di credito apponendo clausole accessorie o richiedendo garanzie che consentano di limitare le perdite anche in presenza di un dissesto del debitore; infine, nel caso di linee di credito revocabili, pu&#242; ridurre l&apos;esposizione a rischio in presenza dei primi segnali di deterioramento del merito creditizio della controparte. A livello di portafoglio, &#232; necessario perseguire un&apos;effettiva diversificazione del rischio ripartendo il credito tra controparti distinte e scarsamente correlate tra loro, ed &#232; su questo secondo aspetto che si baser&#224; il lavoro di tesi attraverso lo studio del modello del value at risk,VaR, che misura la massima perdita potenziale associata ad un portafoglio di attivit&#224; finanziarie dato un livello di confidenza e un orizzonte temporale stabilito. La metodologia di gestione del rischio di credito non pu&#242; ovviamente eliminare i rischi impliciti nell&apos;attivit&#224; di prestito, la cui presenza rappresenta, in ultima analisi, la stessa ragion d&apos;essere dei banchieri. Tuttavia, deve mirare a dare una rappresentazione quanto pi&#249; possibile precisa dei rischi impliciti nelle singole operazioni di prestito e nella struttura complessiva del portafoglio crediti.    
In particolare, un buon modello di gestione del rischio di credito deve stimare la distribuzione delle perdite (o comunque delle minusvalenze) che potrebbero originare dai prestiti attualmente in essere, specificando le probabilit&#224; associate alle diverse previsioni (pi&#249; o meno ottimistiche) di perdita. Lo scopo del VaR &#232; proprio quello di fornire al trader e al risk manager una misura sintetica dei rischi di mercato che sono associati ad una certa posizione.     
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Roma La Sapienza</publisher-name>
        <publisher-loc>Roma</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Lo spazio nell&apos;opera di Carmelo Samon&#224;</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Stazi</surName>
               <given-names>Francesca</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=12001"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=862165335T1671&amp;idt=12128&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Samon&#224; scrive solamente tre romanzi, di cui l&apos;ultimo incompiuto, che costituiscono una trilogia in cui l&apos;autore approfondisce, in un&apos;opera unitaria e sinistramente negativa, i temi vitali dell&apos;isolamento e dello sforzo comunicativo. Da questi temi egli sceneggia nei suoi racconti il vacillare del senso della realt&#224; e la perdita della storia, mette sotto accusa il potere e il sapere, che distorcono il rapporto tra gli uomini, e mette in questione la verificabilit&#224; oggettiva del linguaggio stesso. 
Ispirati dal vissuto di una sua esperienza privata, come lui stesso ammette,  i suoi romanzi ripetono sempre la stessa struttura basilare: due individui, isolati dal resto del mondo, si contrappongono l&apos;un l&apos;altro in uno spazio rarefatto, quasi irreale, senza precise volumetrie che possano conferirgli una parvenza d&apos;identit&#224;, concentrato e nello stesso tempo capace di dilatarsi all&apos;infinito che riecheggia la pittura metafisica di De Chirico. Causa principale di questo isolamento &#232; un evento traumatico che rende impossibile qualsiasi tipo di comunicazione o contatto: nei suoi scritti, compresi anche i pochi racconti pubblicati, questo trauma  si concretizza spesso nella follia. Per questo le sue opere sono state interpretate soprattutto da un punto di vista psicanalitico. 
La malattia mentale non &#232; altro che la rappresentazione estrema della diversit&#224; e la giustificazione per la creazione di uno spazio estraneo ai nostri normali criteri razionali.
Affrontando l&apos;analisi dello spazio nella sua opera, ho cercato di dimostrarne l&apos;importanza strutturale, in quanto rappresentazione concreta dei nuclei tematici della sua narrativa.
Inizialmente ho indicato la presenza di alcune figurazioni spaziali  gi&#224; ricorrenti nei  romanzi e in alcuni sogni scritti da Samon&#224; negli ultimi mesi di vita. La corrispondenza, non solo dei temi ma anche della struttura narrativa e di alcune valenze simboliche ed emotive, ne indica il valore emblematico per l&apos;autore. 
La ricorsivit&#224; di queste figure anche nei saggi e negli articoli ne dimostra ulteriormente il carattere di espressioni tipicamente personali , cui probabilmente non &#232; estraneo l&apos;ascendente del padre architetto, ma soprattutto evidenzia lo stretto legame della sua opera letteraria con la sua attivit&#224; critica. Influenza che si realizza sia nello stile sia nei contenuti: nelle case descritte nei romanzi, lo spazio labirintico, la contrapposizione con l&apos;esterno e la forte valenza femminile, che rimanda all&apos;idea dell&apos;utero materno, ricordano molto la torre in cui &#232; rinchiuso Sigismondo ne La Vida es sue&#241;o, soggetto di uno dei suoi saggi pi&#249; famosi.
La tematica dello spazio e insieme quelle del corpo, della pazzia, dell&apos;autocoscienza letteraria e della ricerca dell&apos;Altro, mi ha permesso di introdurre l&apos;autore nell&apos;ambito della Letteratura dell&apos;Assenza e di definirne gli elementi di contatto e di  differenza con il movimento postmoderno; mentre l&apos;analisi del tema della pazzia mi ha aiutato ad inserirlo nel panorama italiano degli anni &apos;70 e &apos;80, gli anni in cui pubblica Fratelli e Il custode. 
Tra tutte queste metafore ho approfondito la descrizione delle pi&#249; importanti: la casa e la stanza, con le loro valenze e la similitudine con altre figure, come la grotta, la selva e la citt&#224;.
 E&apos; in questi spazi che i personaggi si muovono e cercano di conoscere e definire il mondo che li circonda.
Questi ambienti non sono reali, come gi&#224; detto, ma confusi tra sogno e veglia, distorti dalle percezioni labili dei protagonisti e nello stesso tempo insidiosi e sfuggenti: a volte obbligano i personaggi ad abbandonare i propri criteri logico-razionali, altre si riducono a spazi docili, diretta espressione della volont&#224; dell&apos;individuo, territori familiari in cui muoversi sicuri. Alla finitezza di questi ambienti ordinari si contrappone l&apos;ampiezza infinita dei primi che rappresentano il caos, la follia e pi&#249; in generale la vita in tutta la sua variabilit&#224;; essi  oppongono la propria geometria fondata sulla curva a quella euclidea fondata sulla retta, tipica degli spazi controllati dalla ragione.
Lo spazio onirico &#232; invece collegato alla capacit&#224; del linguaggio del protagonista: i boschi, le strade, le case e tutti gli elementi che vi compaiono sono nitidi e chiari solo fintanto che il personaggio &#232; padrone del proprio linguaggio, altrimenti si riducono ad elementi amorfi, il che non vuol dire privi di significato ma incomprensibili per gli esseri umani. 
E&apos;evidente il collegamento fra spazio e linguaggio: come l&apos;architettura divide e organizza gli ambienti, cos&#236; il linguaggio ordina e definisce la realt&#224;.
In conclusione, Samon&#224; ha narrativizzato, in storie di relazioni dialogiche, le strutture profonde necessarie e sufficienti a rendere possibile il dialogo. Esemplificando, tramite le storie di situazioni patologiche, la coesistenza di differenti sistemi percettivi, l&apos;autore ha potuto mettere in risalto la fragilit&#224; stessa delle strutture  del linguaggio. 


</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Sassari</publisher-name>
        <publisher-loc>Sassari</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">La comunicazione pubblicitaria del prezzo tra liceit&#224; e ingannevolezza. Un analisi dei provvedimenti dell&apos;Autorit&#224; Garante della Concorrenza e del Mercato</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Piras</surName>
               <given-names>Marco</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=12000"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=447038773T9167&amp;idt=12127&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>La variabile prezzo sta ricoprendo in questi ultimi anni un ruolo sempre pi&#249; importante nelle scelte d&apos;acquisto dei consumatori. In passato esso non trovava largo impiego nella comunicazione pubblicitaria ma, ultimamente, alla luce dei processi di liberalizzazione del commercio, dell&apos;accrescimento della concorrenza tra imprese nonch&#233; degli importanti avvenimenti di politica economica ( avvento dell&apos;euro ), tale variabile ha assunto nel marketing delle imprese un ruolo sempre crescente.
Recentemente il marketing delle imprese &#232; stato caratterizzato dall&apos;avvento di particolari modalit&#224; di presentazione del prezzo &#8220;creative&#8221;. 
Dal classico prezzo unidimensionale si &#232; passati a strategie molto pi&#249; complesse caratterizzate dal ricorso a tecniche grafiche e linguistiche, destinate a rendere il messaggio pubblicitario sempre pi&#249; appetibile, anche se poi in realt&#224; i vantaggi economici comunicati non sono in realt&#224; quelli percepiti dal consumatore. 
Recenti studi hanno evidenziato che tali strategie di prezzo sono in grado di generare, a seconda delle modalit&#224; in cui vengono impiegate, notevoli influenze sui processi di scelta del consumatore portandolo nella maggior parte dei casi a condurre delle scelte sub-ottimali. 
Nel rapporto impresa &#8211; consumatore, il soggetto pi&#249; svantaggiato &#232; senz&apos;ombra di dubbio quest&apos;ultimo. 
I responsabili del marketing sono infatti consapevoli degli effetti derivanti dall&apos;impiego di siffatte strategie mentre il consumatore ne subisce le conseguenze, nella maggior parte dei casi, in maniera inconsapevole.
Le strategie di prezzo sono, attualmente, largamente impiegate nella comunicazione e spesso costituiscono fattore determinante dell&apos;ingannevolezza del messaggio pubblicitario.
Per tali ragioni si rende necessario che gli organi di competenza predispongano un apparato normativo orientato a tutelare consumatori e imprese dagli utilizzi poco etici di tali strategie di comunicazione del prezzo.
Il Decreto Legislativo n. 74 del 25 gennaio 1992, rappresenta, in tal senso la prima legge in Italia finalizzata a tutelare gli interessi dei consumatori e delle imprese dalle scorrettezze dei contenuti e delle modalit&#224; diffusive della pubblicit&#224;.
L&apos;obiettivo del presente lavoro &#232; quello di verificare se il decreto 74/92, data la sua formulazione, tiene conto o meno della psicologia del consumatore e in particolare delle modalit&#224; cognitive con cui esso recepisce, elabora ed utilizza l&apos;informazione di prezzo comunicata nel messaggio ai fini decisionali; in sostanza, si &#232; cercato di verificare se la legislazione vigente in materia di comunicazione ingannevole del prezzo, sia in grado di assicurare la giusta tutela sia ai consumatori che a quelle imprese che impiegando la comunicazione pubblicitaria in maniera eticamente corretta  vengono a essere danneggiate dai comportamenti scorretti delle competitors.
A tal fine il lavoro si &#232; fondato sull&apos;analisi dei provvedimenti emessi dall&apos;Autorit&#224; Garante della Concorrenza e del Mercato alla luce di quella che &#232; la letteratura accademica in materia di psicologia del consumatore. 
La finalit&#224; del lavoro &#232; quella di individuare il confine tra liceit&#224; e illiceit&#224; del messaggio pubblicitario alla luce delle disposizioni contenute nel D.Lgs 74/92, evidenziando quelle che, in base alla letteratura accademica, risultano essere le principali lacune normative dalle quali scaturisce la parziale inidoneit&#224; del decreto stesso di assicurare la giusta tutela dalla comunicazione ingannevole del prezzo. 
Dopo una prima rassegna delle pi&#249; diffuse strategie di prezzo, si proceder&#224; ad un accurata analisi della normativa evidenziando alla luce delle sentenze analizzate, quelle che sono le tipologie di violazione individuate e fornendo una accurata descrizione per ciascuna di esse. 
A conclusione del lavoro verranno poi evidenziate quelli che sono le lacune normative scaturenti dall&apos;analisi delle sentenze in comparazione con la letteratura accademica e le disposizioni del decreto 74/92.
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Perugia</publisher-name>
        <publisher-loc></publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Knowledge management &apos;&apos;Dall&apos;economia industriale all&apos;economia della conoscenza&apos;&apos;</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Carpentieri</surName>
               <given-names>Angelo</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11999"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=844801374T7673&amp;idt=12126&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>DALL&apos;ECONOMIA INDUSTRIALE ALL&apos;ECONOMIA DELLA CONOSCENZA

Questo lavoro si propone di illustrare e spiegare le caratteristiche e le tematiche di una vera e propria rivoluzione nel modo di pensare e concepire un&apos;organizzazione. Il termine &#8220;knowledge management&#8221; &#232; ormai comune nel mondo degli affari, e diverse sono le sue definizioni. Esistono due categorie principali: le definizioni che danno una visione top-down del Knowledge management, e quelle che ne danno una visione bottom-up.
La visione top-down si concentra sul recupero, l&apos;archiviazione e la classificazione dell&apos;informazione appartenente all&apos;organizzazione, allo scopo di renderla disponibile alle proprie persone. Questo approccio riguarda principalmente la condivisione e la raccolta di conoscenza esplicita, e tutto ci&#242; avviene tramite l&apos;utilizzo di sofisticati sistemi di information technology. La visione bottom-up si focalizza sulla creazione della conoscenza, servendosi della conoscenza dei propri lavoratori che sono costantemente a contatto con i clienti. L&apos;obiettivo &#232; di creare un ambiente adatto a promuovere l&apos;innovazione.

DALL&apos;ERA INDUSTRIALE ALL&apos;ERA POST-INDUSTRIALE

&#8220;La conoscenza nella nuova economia &#232; la risorsa primaria. Terra, lavoro, e capitale i fattori tradizionali della produzione non sono scomparsi ma sono diventati secondari1&#8221;. Attualmente sempre pi&#249; spesso sentiamo o vediamo molte imprese definirsi come &#8220;Knowledge Based&#8221;, in alcuni casi tale dicitura viene assunta solo perch&#232; oramai &#232; alla moda, ma in molti hanno tralasciato il punto fondamentale, che &#232; il seguente: &#8220;Come gli individui e le organizzazioni arrivano alla conoscenza?&#8221;. La questione della &#8220;natura della conoscenza2&#8221; &#232; stata indagata sin dagli albori della storia del pensiero filosofico e, nonostante le differenze sostanziali tra razionalismo ed empirismo, i pensatori occidentali si sono ritrovati concordi nel definire la conoscenza come &#8220;Una credenza dimostratasi vera3&#8221;. Questo assunto costituisce un punto di partenza, perch&#233; da qui deriva che la nostra credenza nella verit&#224; di qualcosa non costituisce di per se una verit&#224;, in quanto &#232; possibile che il nostro pensiero sia errato. La storia del pensiero occidentale &#232; profondamente segnata da questo scetticismo. La filosofia occidentale &#232; segnata dalla presenza di due grandi tradizioni epistemologiche: il razionalismo e l&apos;empirismo. Il razionalismo sostiene che la conoscenza vera non &#232; il frutto dell&apos;esperienza sensibile ma di un qualche processo ideativo all&apos;interno della mente. La verit&#224; assoluta pu&#242; essere dedotta attraverso il ragionamento logico a partire da assiomi, un esempio di ci&#242; che stiamo spiegando &#232; rappresentato dalla matematica. L&apos;empirismo d&apos;altra parte nega nella maniera pi&#249; assoluta ogni conoscenza a priori e ritiene che l&apos;esperienza sensibile sia l&apos;unica fonte di conoscenza, un esempio classico di questa visione della conoscenza &#232; la scienza sperimentale&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;. </p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Bari</publisher-name>
        <publisher-loc>Bari</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">L&apos;identit&#224; negoziata nel processo di riconciliazione. Uno studio sul caso franco-tedesco</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Rinaldi</surName>
               <given-names>Nunzia</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11998"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=588277540T3900&amp;idt=12125&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>L&apos;interesse per un tema come quello della costruzione della pace dovrebbe porci in una prospettiva risolutiva rispetto a quello che si profila giornalmente come uno scontro epocale, in tal senso il contributo della psicologia sociale allo studio di processi che solitamente appaiono interesse esclusivo degli studi politico-giuridici, pu&#242; fornire una chiave di lettura degli aspetti psico-sociali coinvolti nelle relazioni tra gruppi nazionali come proposto significativamente da un noto studioso americano, Herbert Kelman. L&apos;attenzione &#232; stata rivolta ad un caso di riconciliazione come quello franco-tedesco che possiamo definire storicamente maturo e che viene esaminato attraverso la lente della diffusione mass mediatica di una delle due parti coinvolte. In modo particolare si decide di analizzare la percezione identitaria del vecchio nemico storico tedesco da parte dell&apos;antico rivale francese per mezzo dell&apos;analisi dei contenuti diffusi da un mensile di approfondimento di un noto quotidiano francese, Le Monde Diplomatique. Il percorso teorico vuole rilevare i contributi presenti nella letteratura psico-sociale sulla riconciliazione, quindi esaminare le fasi distinte che si avviano a seguito della firma di un accordo di pace, oltre che prendere in considerazione il ruolo dei processi cognitivi, quali la categorizzazione sociale, l&apos;identit&#224; sociale e nazionale ed i suoi rapporti con la memoria collettiva. Nello studio empirico, la metodologia qualitativa utilizzata ha avuto come materiale di analisi proprio gli articoli di Le Monde Diplomatique, che sono stati prima esplorati in toto poi inseriti in un programma di statistica testuale, il T-Lab.            </p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi della Calabria</publisher-name>
        <publisher-loc>Arcavacata di Rende</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Il mercato italiano del credito al consumo</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Servidio</surName>
               <given-names>Rosanna</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11997"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=402732060T2093&amp;idt=12124&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Il credito al consumo &#8211; identificabile come prestito alle famiglie e strutturabile in differenti tipologie (carte di credito, prestiti personali, credito finalizzato, ecc.) &#8211; &#232; un fenomeno in costante crescita in Italia, da quando a partire dalla seconda met&#224; degli anni ottanta ha cominciato a diffondersi; il tasso di sviluppo di questo comparto del credito non raramente ha superato nel corso dell&apos;ultimo decennio il 10% annuo. Ma, se rapportato al reddito disponibile, il credito al consumo italiano risulta ancora ampiamente inferiore rispetto a quello dei principali Paesi industrializzati e in special modo degli Stati Uniti, Paese in cui tale forma di credito ha raggiunto dimensioni notevoli.
La presente trattazione si propone di studiare da un lato le caratteristiche del mercato italiano del credito al consumo, dall&apos;altro i principali driver di sviluppo di tale mercato.
Con riferimento all&apos;Italia, Paese in cui la nascita e la crescita del settore prestiti alle famiglie &#232; avvenuta piuttosto tardi, si cercher&#224; di individuare i principali fattori che ne hanno ostacolato la crescita in passato e quelli che ne hanno determinato lo sviluppo attuale.
Al fine di raggiungere gli obiettivi suddetti, ci si propone di studiare la struttura della domanda di credito al consumo e le variabili economiche che  ne influenzano l&apos;andamento; gli stili di consumo succedutesi in Italia negli ultimi cinquant&apos;anni e la tipologia di consumi che meglio si adatta alla creazione di un mercato del credito al consumo; l&apos;offerta italiana di credito al consumo e le principali caratteristiche che  un&apos;offerta  di credito al consumo dovrebbe presentare per indurre un numero maggiore di individui all&apos;indebitamento; le moderne tecnologie dell&apos;informazione e della comunicazione che rendono l&apos;offerta  di credito al consumo pi&#249; efficiente e il livello di diffusione in Italia; la legislazione comunitaria e italiana sul credito al consumo e il livello di tutela da essa accordata ai consumatori; si studier&#224;, infine, il mercato statunitense del credito al consumo, principale modello di riferimento per i prestiti alle famiglie.
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Politecnico di Torino</publisher-name>
        <publisher-loc>Torino</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">La cupola in muratura. Analisi strutturale, quadri fessurativi, consolidamento tradizionale ed innovativo.</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Gianola</surName>
               <given-names>Francesca</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11996"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=143080242T5198&amp;idt=12123&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>La tesi si prefigge di analizzare il panorama completo delle conoscenze attualmente disponibili sulle cupole in muratura e sui dissesti cui possono andare incontro, proponendo interventi di consolidamento con tecniche tradizionali e moderne. In particolare l&apos;aspetto esecutivo inerente al consolidamento con materiali innovativi &#232; focalizzato sull&apos;impiego dei compositi fibrorinforzati (FRP). 

Nella parte iniziale &#232; sintetizzata l&apos;interpretazione degli stati tensionali che si sviluppano nel guscio di rivoluzione, senza alcun riferimento al materiale, in modo tale da creare il supporto essenziale per un corretto approccio tecnico-scientifico al tema. Dopo un breve richiamo teorico alla differenza tra strutture resistenti per massa e per forma ed un cenno a funi ed archi, si riportano le equazioni che descrivono gli stati tensionali nelle lastre a doppia curvatura, considerando diverse condizioni: la presenza del solo regime membranale o la compresenza di questo con il regime flessionale, nei casi di carico assialsimmetrico o non assialsimmetrico. La lastra assume dunque, passo dopo passo, connotazioni di carico e geometrie sempre differenti, passando dal caso pi&#249; generale e complesso di lastra dotata di spessore (seppur trascurabile rispetto a qualunque raggio di curvatura della struttura) soggetta a carichi non assialsimmetrici sino a quello maggiormente semplificato di lastra sottile (il cui spessore &#232; talmente piccolo da non implicare la trasmissione di momenti) sottoposta a carichi assialsimmetrici . 

In un momento successivo il soggetto diventa il guscio di rivoluzione &#8220;reale&#8221;, che ha cio&#232; come caratteristiche fisse il materiale e la geometria tipica della struttura cupolare. E&apos; dapprima riportato il percorso evolutivo dalla cupola nel tempo, evidenziando i cambiamenti nel suo significato simbolico e nelle tecniche costruttive; dopodich&#233; &#232; analizzata la cupola monumentale tipica, per quanto riguarda il suo materiale (la muratura) e gli elementi che la compongono o che generalmente l&apos;accompagnano (si sono considerati tamburo, calotta, costoloni, pennacchi e lanterna). A questo punto &#232; stata particolarizzata la situazione tensionale vista nella prima parte, che combinata alle peculiarit&#224; della struttura reale ha messo in evidenza i problemi che soffre questo tipo di copertura: la spinta dei meridiani e la trazione nei paralleli. A conclusione si sono riportati i metodi con cui si tenta di ridurre l&apos;influenza di queste tensioni in fase costruttiva, come l&apos;inserimento in itinere di catene o di strutture esterne pesanti, quali speroni o contrafforti.

Dopo aver dunque effettuato un&apos;analisi approfondita della struttura si passa allo studio dei quadri fessurativi tipici in cui questa incorre. Per introdurre l&apos;argomento si &#232; svolta dapprima una breve trattazione delle modalit&#224; elementari di rottura nella muratura, sottolineando l&apos;importanza di una corretta diagnosi dei dissesti. Sono poi state esposte quelle che sono le possibili e pi&#249; comuni cause dell&apos;innescarsi di meccanismi cinematici nella cupola, tenendo in conto la sua forte dipendenza dai vari livelli di sostegno, per poi affrontare i quadri fessurativi corrispondenti. Le verifiche di sicurezza hanno concluso questa parte di diagnosi, introducendo, come necessaria premessa, il tema del consolidamento. Dato il probabile valore storico e monumentale delle strutture cupolari gli interventi effettuabili sono stati riportati con spirito critico, evidenziando cio&#232; in che modo questi possano compromettere il manufatto. Sono stati quindi considerati non adatti interventi scarsamente reversibili o incompatibili con la muratura o con il principio statico secondo cui la cupola lavora, condannando in quest&apos;ottica le iniezioni armate ed in generale le operazioni che implicano l&apos;utilizzo del calcestruzzo. 

Si &#232; infine analizzata una tecnica estremamente innovativa di consolidamento, cio&#232; quella effettuata applicando tessuti di materiali compositi fibrorinforzati (FRP). Questi materiali, originariamente impiegati nel campo delle costruzioni navali ed aerospaziali, hanno recentemente visto estendere il proprio impiego al campo dell&apos;edilizia in conseguenza dell&apos;abbassamento dei costi di lavorazione. In particolare trovano impiego nel rinforzo di strutture esistenti, ed &#232; molto importante rilevare come un materiale tra i pi&#249; innovativi sul mercato possa essere decisamente pi&#249; compatibile con la muratura rispetto ad altri materiali tradizionali. I vantaggi offerti sono molteplici (estrema leggerezza, maggior compatibilit&#224; chimica, fisica e meccanica con la muratura, reversibilit&#224; quasi completa), e rendono questo materiale assolutamente idoneo ad essere applicato nel rinforzo delle cupole ed in generale delle strutture murarie.
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Ferrara</publisher-name>
        <publisher-loc>Ferrara</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Polimorfismi funzionali intra ed extra genici nella regolazione dei livelli plasmatici del fattore VIII della coagulazione</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Gatti</surName>
               <given-names>Sara</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11995"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=332050886T1248&amp;idt=12122&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Scopo di questo lavoro &#232; ricercare componenti intra ed extra geniche in grado di modulare i livelli plasmatici di FVIII.
Essendo gli alti livelli di FVIII fattore di rischio per la trombosi venosa, il ruolo di queste componenti verr&#224; indagato in soggetti affetti da questa patologia e per confronto in soggetti sani. Il contributo delle componenti geniche inoltre verr&#224; valutato in presenza di una mutazione trombofilica frequente nella popolazione generale.
In questo studio &#232; stato descritto per la prima volta il polimorfismo &#8211;25C/G, localizzato a livello del promotore del gene che codifica per LRP1, in relazione ai livelli di FVIII e alla patologia trombotica. L&apos;analisi dei dati ha suggerito l&apos;effetto biologico, seppur lieve, nel ridurre i livelli di FVIII tuttavia non sembra conferire una protezione dal rischio trombotico.
In questa tesi &#232; stato confermato che il polimorfismo intragenico D1241E &#232; associato ad una moderata riduzione dei livelli di FVIII e in parallelo ad una diminuzione dell&apos;APC resistenza. L&apos;effetto su questi fenotipi plasmatici potrebbe essere associato ad una moderata riduzione del rischio trombotico.
Inoltre, un altro importante risultato &#232; stato quello di confermare il ruolo biologico esercitato dai gruppi sanguigni ABO nella modulazione dei livelli di FVIII ed in particolare il forte effetto protettivo, nei confronti della trombosi venosa, esercitato dall&apos;emogruppo O. 
Complessivamente i dati sottolineano la multifattoriale regolazione dei livelli di FVIII che possono essere considerati un &#8220;fenotipo plasmatico complesso&#8221;.


</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Torino</publisher-name>
        <publisher-loc>Torino</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">La disciplina delle Societ&#224; per Azioni nell&apos;ordinamento polacco</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Ferraro</surName>
               <given-names>Fausto</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11994"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=785132456T9737&amp;idt=12121&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Il lavoro vuole essere una descrizione della regolamentazione delle societ&#224; per azioni nel diritto commerciale polacco</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Pisa</publisher-name>
        <publisher-loc></publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Profili di organizzazione della Corte costituzionale alla luce delle pi&#249; recenti proposte di modifica</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Cardella</surName>
               <given-names>Laura</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11993"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=653584642T6600&amp;idt=12120&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Il presente lavoro si occupa dell&apos;ingresso della Corte costituzionale nell&apos;ordinamento repubblicano italiano ed il suo inserimento nell&apos;assetto istituzionale alla luce dell&apos;analisi di profili quali la composizione, lo status e le garanzie di indipendenza dell&apos;organo. Al termine del secondo conflitto mondiale molti paesi europei hanno stilato una nuova costituzione, in cui  la rigidit&#224; della carta fondamentale &#232; garantita dagli eventuali attacchi da parte del legislatore ordinario o per opera dei vertici dello Stato, per mezzo di un nuovo organo. L&apos;Assemblea costituente discute sull&apos;eventualit&#224; di introdurre una Corte costituzionale e sui criteri di nomina dei relativi membri. La prima composizione viene completata nel novembre del 1955 e la prima sentenza risale al 5 giugno del 1956. Nel corso dei decenni l&apos;attivit&#224; della Corte ha registrato un notevole impatto sull&apos;attivit&#224; del legislatore, si &#232; scontrata con la politica in senso lato, senza scadere sul piano polemico, ha dimostrato di essere uno dei pochi organi non toccati dalla crisi istituzionale o dai ritardi endemici della giustizia italiana. Ciononostante a partire dalle commissioni De Mita - Iotti e D&apos;Alema prima, e dall&apos;ultima legislatura poi, sono state presentate alcune proposte di modifica per aspetti riguardanti il criterio di nomina dei giudici costituzionali, lo status e le attribuzioni proprie dell&apos;organo nel suo complesso. Il progetto di riforma di matrice governativa, approvato in prima lettura dal Parlamento, prevede l&apos;inserimento di istanze regionalistiche nel circuito di nomina di parte dei giudici costituzionali.
La revisione della forma di Stato pu&#242; implicare eventuali modifiche, che prevedano l&apos;inserimento di istanze regionalistiche, ma questo non pu&#242; prescindere dal rispetto della Costituzione in ogni sua parte, comprese le nuove norme che valorizzano l&apos;autonomia regionale.
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Napoli - Federico II</publisher-name>
        <publisher-loc>Napoli</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Il Contratto di Inserimento</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Piro</surName>
               <given-names>Vittorio</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11991"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=315131600T5158&amp;idt=12118&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Questa tesi studia il contratto d&apos;inserimento! Essa &#232; divisa in 3 capitoli, di cui il primo tratta dei contratti a contenuto formativo in generale (apprendistato e formazione e lavoro) e spiega il contesto in cui si &#232; venuto a formare il nuovo contratto, poi il secondo spiega dettagliatamente la disciplina del contratto di inserimento(forma durata,progetto di inserimento, categorie giuridiche di riferimento ecc......) e infine l&apos;ultimo capitolo analizza il contratto di inserimento come strumento di politica di occupabilit&#224;, visto in modo critico e studia le problematiche che esso genera </p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Ancona</publisher-name>
        <publisher-loc>Ancona</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Effetto della quantit&#224; di carica sulle propriet&#224; strutturali e sulla stabilit&#224; di quadrieliche di guanosine: analisi mediante diffrazione dei raggi X</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Caracciolo</surName>
               <given-names>Giacomo</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11990"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=412366826T9749&amp;idt=12117&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Il lavoro di tesi riguarda l&apos;analisi delle propriet&#224; di aggregazione  sopramolecolare e lo studio del polimorfismo di sistemi liquido-cristallini liotropici formati da quadrieliche di guanosine. E&apos; noto che la guanosina ed alcuni suoi derivati danno luogo in acqua ad un peculiare fenomeno di autoassemblaggio che porta alla formazione di tetrameri stabili e, per impilamento dei tetrameri, alla costituzione di aggregati colonnari. I tetrameri di guanosine non sono impilati &#8220;in registro&#8221;, ma leggermente ruotati uno rispetto all&apos;altro, in modo tale che le strutture a colonna che ne derivano risultano essere delle quadrieliche. E&apos; stato dimostrato che in funzione della temperatura e della concentrazione di guanosina in acqua, le quadrieliche danno luogo ad un polimorfismo liquido-cristallino di tipo liotropico caratterizzato dall&apos;esistenza di una mesofase esagonale (in cui gli aggregati colonnari sono paralleli e disposti in modo ordinato in un reticolo bidimensionale di tipo esagonale), o di una mesofase colesterica (in cui le colonne si allineano in piani ruotati l&apos;uno rispetto all&apos;altro). Il comportamento polimorfico pu&#242; essere messo in relazione con la distanza laterale tra le quadrieliche (distanza interassiale) che &#232; ovviamente correlata alla concentrazione d&apos;acqua del campione: all&apos;aumentare dell&apos;idratazione, aumenta la distanza laterale tra gli aggregati colonnari. Quando l&apos;aumento della distanza riduce sufficientemente i vincoli di ingombro sterico, le quadrieliche sono libere di assumere conformazioni pi&#249; disordinate, attraverso le quali vengono ridotte, per rotazione di una colonna rispetto ad un&apos;altra, le interazioni intermolecolari repulsive, prevalentemente di tipo elettrostatico. Generalmente quindi le quadrieliche di guanosina formano strutture di tipo esagonale a bassa idratazione, mentre la transizione alla fase colesterica &#232; determinata dall&apos;aumento del contenuto d&apos;acqua. Un altro aspetto da considerare &#232; che la formazione delle quadrieliche mostra una forte dipendenza dalla presenza in soluzione di cationi alcalini, indicando una peculiare specificit&#224; ionica nella stabilizzazione dei tetrameri. Infatti, ogni catione tende ad occupare la cavit&#224; centrale dell&apos;aggregato colonnare attraverso la coordinazione con gli otto atomi di ossigeno di due tetrameri successivi.  I sistemi formati dalle quadrieliche di guanosine sono oggetto di un forte interesse biologico, dato che la formazione di tali strutture &#232; stata messa in relazione con certe propriet&#224; biofisiche della cromatina e dei telomeri, con il meccanismo d&apos;azione di alcuni farmaci antitumorali, e addirittura con l&apos;origine prebiotica della molecola di DNA. E quindi, allo scopo di ottenere informazioni ulteriori sulle propriet&#224; strutturali, sull&apos;autoassemblaggio, sulla stabilit&#224; e sulle interazioni tra gli aggregati colonnari, in questa tesi vengono analizzate le propriet&#224; strutturali e le interazioni in quadrieliche modello con la particolare intenzione di valutare quale influenza abbia sulle propriet&#224; strutturali e sul comportamento liotropico di tali sistemi, la quantit&#224; di carica negativa netta distribuita lungo gli aggregati cilindrici. L&apos;idea &#232; stata quella di poter variare la densit&#224; di carica negativa esposta superficialmente dagli aggregati colonnari, e cio&#232; il numero di cariche per unit&#224; di lunghezza, modificando, nella preparazione dei campioni, il rapporto molare tra la guanosina 5&apos;-monofosfato e la guanosina.  Infatti la guanosina 5&apos;-monofosfato &#232; un derivato della guanosina che tende ad esistere in soluzione acquosa, a pH normale, come anione per la presenza del fosfato carico negativamente, mentre la guanosina &#232; elettricamente neutra. Esperimenti di diffrazione dei raggi X sono stati condotti su soluzioni acquose a differente percentuale  in peso della sola GMP-NH4+ ed inoltre si sono investigati i sistemi costituiti da quadriplessi derivati da miscele della guanosina 5&apos;-monofosfato (GMP), nella forma di sale di ammonio, con la guanosina (G). 


</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Milano</publisher-name>
        <publisher-loc>Milano</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Verit&#224; e Finzione: da Ragle a Gumm a Truman Burbank</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Cumbo</surName>
               <given-names>Giuseppe</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11989"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=710741882T4270&amp;idt=12116&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Questa tesi tratta del confronto tra un romanzo, Time Out of Joint e The Truman Show, un film che, anche se non dichiaratamente, prende spunto dall&apos;opera scritta da Philip Dick. Lo sfondo mediatico su cui poggia il film, suggerisce un ulteriore raffronto tra il film e altri che trattano dello stesso tema dei media, ma da altri punti di vista. </p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Milano</publisher-name>
        <publisher-loc>Milano</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Pena Riabilitativa e Forze dell&apos;Ordine</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Zanga</surName>
               <given-names>Matteo</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11988"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=585662236T2914&amp;idt=12115&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>La tesi analizza la situazione delle misure alternative nella provincia di Bergamo, per passare ad un excursus sulla percezione che di essa ne hanno le forze dell&apos;ordine (con interviste dei comandanti e degli ufficiali e sottoufficiale dei reparti operativi), con interventi del Prefetto di Bergamo e del Ministro della Giustizia Ing. roberto Castelli.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Bari</publisher-name>
        <publisher-loc>Bari</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">L&apos;apprendistato</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Sguera</surName>
               <given-names>Savino</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11987"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=853351683T8905&amp;idt=12114&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Il contratto di apprendistato, definito per la prima volta in Italia dall&apos;art. 2 della legge 19 gennaio 1955, n. 25, pi&#249; volte modificata ed integrata, ha dato risposta a due richieste particolarmente conciliabili: da un lato il Governo e le organizzazioni sindacali dei lavoratori che puntavano ad un incremento dell&apos;occupazione giovanile e dall&apos;altro, la parte imprenditoriale che proponeva un uso pi&#249; flessibile della forza lavoro.
Questa trattazione esaminer&#224;, quindi, questo fondamentale istituto sin dalle origini valutando anche criticamente, la sua evoluzione storica, ponendo particolare attenzione su come era disciplinato in base alle fonti normative che lo hanno regolato nel corso degli anni.
Seguir&#224; una prima analisi della riforma richiesta dal Parlamento con l&apos;art. 2 della L. 14 febbraio 2003, n. 30 ed attuata dal Governo con il decreto legislativo del 10 settembre 2003, n. 276. 
Ci soffermeremo sugli obbiettivi della legge delega e su quanti non siano stati comunque realizzati dal legislatore delegato. 
Risulter&#224; anche utile far notare che in questo contratto la parte formativa che dovrebbe costituire un elemento essenziale del contratto ha ormai perso la sua rilevanza, al punto tale da non entrare a formare parte della causa del contratto, ma &#232; diventata una obbligazione accessoria a carico del datore, visto che viene ormai dato maggior spazio alle finalit&#224; occupazionali
Di particolare interesse risulter&#224; poi analizzare il modo in cui la riforma dei contratti con finalit&#224; formative incide sul generale sistema delle fonti e, indirettamente sul sistema di relazioni sindacali. Quindi si andr&#224; ad analizzare il modo in cui si affronta l&apos;intrico delle competenze Stato-Regioni e il ruolo della contrattazione collettiva.
Seguir&#224; l&apos;analisi dettagliata della principale novit&#224; di questa riforma, ovvero l&apos;analisi delle tre tipologie di apprendistato che sono andate a sostituire la singola preesistente, soffermandoci sulle problematiche ad esse collegate. Prima fra tutte lo scarso contenuto formativo. 
Successivamente porremo in evidenza gli innumerevoli rinvii normativi del decreto legislativo, valutando quali erano effettivamente necessari e quanti hanno pericolosamente rallentato l&apos;attuazione del nuovo sistema, producendo ritardi nelle procedure che invece si vogliono introdurre in tempi brevi.
L&apos;analisi si conclude con un esame su cosa realmente &#232; cambiato con questa riforma e su come ci si dovr&#224; comportare in questa fase transitoria.
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Libera Univ. degli Studi Maria SS.Assunta-(LUMSA) di Roma</publisher-name>
        <publisher-loc>Roma</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Sindacato e diritto comunitario</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Proietti</surName>
               <given-names>Elena</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11986"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=872657455T1139&amp;idt=12113&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>la tesi analizza la situazione attuale della confederazione europea dei sindacati, l&apos;azione del sindacato e dello sviluppo della politica sociale europea, anche in relazione all&apos;ultimo recente allargamento.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Trento</publisher-name>
        <publisher-loc>Trento</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">L&#8217;esercizio dell&#8217;azione penale negli organi di giustizia internazionale:i Tribunali ad hoc e la Corte Penale Internazionale</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Tacchi Venturi</surName>
               <given-names>Pietro</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11985"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=283225603T3952&amp;idt=12112&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>La presente ricerca vuole offrire una riflessione sull&apos;esercizio della potest&#224; punitiva presso gli organi di giustizia internazionale. Il lavoro si suddivide in una parte generale ed in una parte speciale; la prima affronta problematiche giuridiche, riguardanti vari ordinamenti che vengono utilizzate, nella parte speciale, come strumento di comprensione della disciplina normativa di alcuni tribunali internazionali. 

La parte generale analizza i concetti di giurisdizione, di azione penale e di archiviazione cercando di cogliere le analogie e le differenze tra l&apos;ordinamento italiano ed alcuni tra i maggiori ordinamenti stranieri, soffermandosi sull&apos;alternativa tra obbligatoriet&#224; e discrezionalit&#224; dell&apos;azione penale.
In particolare, il capitolo riguardante la giurisdizione, sulla scorta della giurisprudenza del Tribunale ad hoc per l&apos;ex Jugoslavia, cerca di spiegare in base a quali condizioni un organo internazionale possa dirsi &#8220;giurisdizionale&#8221;.
La parte speciale, invece, &#232; incentrata sull&apos;esercizio dell&apos;azione penale presso i Tribunali internazionali e, dopo alcuni cenni circa l&apos;attivit&#224; dell&apos;organo d&apos;accusa nei Tribunali Militari internazionali di Norimberga e Tokyo, analizza la disciplina delle indagini preliminari presso il Tribunale penale per l&apos;ex Jugoslavia e presso la Corte Penale Internazionale.
Il primo dei due organi &#232; stato istituito nel 1993 ed offre quindi, come strumenti di analisi, oltre a consolidate fonti normative e ad una copiosa giurisprudenza, diversi contributi dottrinali, la maggior parte dei quali proviene dalla dottrina francese. La Corte Penale Internazionale &#232; stata approvata nel 1998 a Roma, ma il momento in cui entrer&#224; pienamente in funzione &#232; ancora lontano.

Le riflessioni, svolte nella parte generale, sull&apos;obbligatoriet&#224; e sulla discrezionalit&#224; dell&apos;organo d&apos;accusa, nonch&#233; sulla sua indipendenza e sulla sua autonomia, servono come punto di partenza per comprendere l&apos;attivit&#224; del Prosecutor negli organi di giustizia internazionali. Il punto nevralgico delle disciplina in questione &#232; rappresentato dalla decisione se procedere o meno all&apos;esercizio dell&apos;azione penale, ma notevole interesse suscita sia l&apos;autonomia del Procuratore di compiere indagini che l&apos;atto di accusa: in che modo viene redatto, quale controllo su di esso &#232; esercitato dall&apos;organo giurisdizionale e le modifiche che pu&#242; subire ad opera del Prosecutor.

I Tribunali ad hoc rappresentano, dunque, i tentativi pi&#249; recenti di esercitare una potest&#224; punitiva a livello internazionale a discapito della sovranit&#224; statale. In quest&apos;ottica la Corte Penale Internazionale, organo di giustizia permanente, dovrebbe costituire un traguardo decisivo e definitivo.
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; Roma Tre M.Luchetti</publisher-name>
        <publisher-loc>Roma</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Il Recesso del Socio nella S.R.L.</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Papi</surName>
               <given-names>Vincenzo</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11984"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=652340804T6169&amp;idt=12111&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>La riforma delle societ&#224; di capitali, entrata in vigore il 1&#176; Gennaio 2004, attua  una vera &#8220; Rivoluzione copernicana&#8221; degli assetti societari poich&#233; si assiste al tramonto della teoria istituzionalistica ed alla contestuale affermazione della teoria contrattualistica. In ragione di tale evoluzione della disciplina societaria possiamo evidenziare una progressiva attenuazione del principio di tipicit&#224;, in considerazione appunto dell&apos;ampio spazio riservato dal legislatore all&apos;autonomia privata attraverso la possibilit&#224; di stipulare contratti di societ&#224; caratterizzati da un ampia autonomia statutaria, in particolare per quanto attiene alla s.r.l. E&apos; proprio riguardo a tale tipo di societ&#224; che in ossequio agli iniziali intenti gi&#224; espressi nella legge delega, la societ&#224; a responsabilit&#224; limitata muta la sua configurazione da &#8220;piccola s.p.a. modificata&#8221; ad un nuovo modello di societ&#224; di persone e specificamente di &#8220;una societ&#224; di persone a responsabilit&#224; limitata&#8221;. La societ&#224; a responsabilit&#224; limitata si presenta come uno strumento dotato di un elevato grado di elasticit&#224; e incentrato sulla considerazione delle persone dei soci e dei loro rapporti personali. All&apos; interno della s.r.l. assume una posizione assolutamente centrale, nella nuova disciplina, la rilevanza del socio che, per quel che a noi interessa, trova una maggiore tutela grazie alle modifiche apportate al diritto di recesso del socio che viene cos&#236; a svolgere la funzione di contrappeso tra il potere della maggioranza ed appunto la soggezione decisionale della minoranza. La riforma, avendo tra i suoi scopi quello di svincolare le societ&#224; dagli stalli decisionali, al fine di permettere una pronta risposta delle imprese alle necessit&#224; del mercato, ha notevolmente ampliato le ipotesi in cui &#232; sufficiente la maggioranza del capitale per assumere determinate decisioni che, allo stato dei fatti, possono incidere sugli interessi dei soci di minoranza. A questo punto, a fronte di tali nuovi &#8220;privilegi&#8221; della maggioranza, non poteva il legislatore ignorare le esigenze di tutela della minoranza, tutela che viene realizzata appunto con nuove ipotesi legali di recesso, un diritto sostanzialmente di exit da parte del socio dissenziente dalle modificazioni delle condizioni che lo avevano indotto all&apos;investimento.
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; Cattolica del Sacro Cuore di Brescia</publisher-name>
        <publisher-loc>Brescia</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Alla scoperta di Gaia nella scuola primaria. Riflessioni e percorsi tra teoria e pratica.</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Pasotti</surName>
               <given-names>Matteo</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11983"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=305246573T5893&amp;idt=12110&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Lo studio del pianeta terra, come in genere viene proposto sui libri scolastici, presenta, a mio avviso, un grande limite, che rischia di determinare una visione molto riduttiva della sua straordinaria e meravigliosa complessit&#224;. La modalit&#224; con la quale si analizza il globo terrestre &#232;, infatti, molto spesso, di tipo settoriale. Si studia il pianeta come se fosse un libro scolastico suddiviso in capitoli: gli animali, le piante, i funghi, le catene montuose, i vulcani, i mari e gli oceani, l&apos;atmosfera e via dicendo. Non basta, invece, studiare le singole parti o i singoli capitoli sperando che, dalla loro somma, si riesca poi ad ottenere uno scenario sufficientemente adeguato a descrivere un pianeta, in cui alcuni scienziati hanno perfino intravisto una sorta di &#8220;intelligenza&#8221;, in grado di gestire le articolate dinamiche, che avvengono quotidianamente sotto i nostri occhi, molto spesso, senza che nemmeno ce ne accorgiamo. Da qui nasce l&apos;idea di calarsi nella visione sistemica della terra proposta da James Lovelock, che utilizza il termine Gaia per presentare questa affascinante teoria, secondo la quale il pianeta funzionerebbe come un grande organismo, in cui tutte le parti concorrono alla sopravvivenza dell&apos;intero, grazie a continui meccanismi interconnessi ed interdipendenti. Un organismo unico nel suo genere, poich&#233; &#232; il solo che conosciamo al momento in grado di adattarsi ai cambiamenti, purch&#233; non eccessivamente rapidi, che avvengono al suo interno, grazie a dispositivi di autoregolazione.
Dalla teoria sistemica della prima parte si passa poi, nella seconda, ad una riflessione pedagogica e didattica che dovrebbe consentire di portare nella scuola il contributo originale della terra vista come &#8220;pianeta vivente&#8221;. 
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli studi di Genova</publisher-name>
        <publisher-loc>Genova</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">La disciplina dei corsi d&apos;acqua  e il c.d. diritto all&#8217;acqua  nell&#8217;ordinamento internazionale</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Don&#65533;&#65533;</surName>
               <given-names>Chiara</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11979"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=676205648T7&amp;idt=12106&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Ci sono beni  che sono fondamentali e l&apos;accesso ai quali configura un  diritto primario dell&apos;uomo. Uno di questi &#232; l&apos;acqua. Si tratta, nella fattispecie, di un diritto che &#232; presupposto del diritto alla vita eppure non &#232; ancora giuridicamente tutelato. Secondo il World Water Development Report (WWDR) , circa 1,1 miliardi di persone  (il 18 per cento della popolazione mondiale) non hanno accesso all&apos;acqua potabile, mentre pi&#249; di 2,4 miliardi non dispongono di impianti fognari adeguati. Nei Paesi in via di sviluppo, inoltre, pi&#249; di 2,2 milioni di persone, in maggioranza bambini, muoiono ogni anno per  malattie la cui insorgenza &#232; associabile alla mancanza di acqua potabile, a impianti fognari inadeguati e a un&apos;igiene scadente. 
Nonostante il 70 per cento della superficie terrestre sia coperta dalle acque, l&apos;acqua dolce costituisce solamente il 2,5 per cento del totale, mentre il rimanente 97,5 per cento &#232; composto da acqua salata. Pi&#249; o meno il 70 per cento delle riserve di acqua dolce si trova nelle calotte glaciali, e gran parte del resto &#232; presente sotto forma di umidit&#224; del terreno, oppure in falde freatiche difficilmente accessibili. Pu&#242; cos&#236; essere utilizzato dall&apos;uomo meno del 1 per cento delle risorse mondiali di acqua dolce .
Se si considera anche la loro distribuzione, le zone aride e semi aride del pianeta, che costituiscono il 40 per cento della massa terrestre,  ricevono solamente il due per cento delle precipitazioni globali.
Nel rapporto del Segretario delle Nazioni Unite , predisposto in vista del Vertice Mondiale sullo sviluppo sostenibile del 2002, si legge quanto segue:
&#8220;Si stima che, nel corso dei prossimi vent&apos;anni, il consumo d&apos;acqua per gli esseri umani aumenter&#224; del 40% e che sar&#224; necessario il 17% d&apos;acqua in pi&#249; per la produzione alimentare delle popolazioni sempre pi&#249; numerose nei paesi in via di sviluppo. Un terzo dei paesi situati nelle regioni pi&#249; aride dovrebbe conoscere gravi penurie idriche nel corso di questo secolo. Nel 2025, i paesi con scarsit&#224; d&apos;acqua avranno circa 6.5 volte pi&#249; abitanti che nel 2000, cio&#232; 3.5 miliardi di abitanti in pi&#249;. L&apos;aumento dell&apos;inquinamento e l&apos;esaurimento delle risorse idriche di superficie e sotterranee aggravano ancor pi&#249; la situazione. Si ritiene che pi&#249; della met&#224; dei grandi corsi d&apos;acqua nel mondo siano gravemente inquinati e impoveriti. E&apos; altres&#236; necessario distribuire adeguatamente le risorse idriche per sostenere le funzioni ed i sistemi ecologici.&#8221;.
A fronte di questo scenario drammatico, nel corso degli ultimi decenni, i governi e gli esperti a livello internazionale hanno riservato un&apos;attenzione sempre maggiore alle risorse idriche. 
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Bologna</publisher-name>
        <publisher-loc>Bologna</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Genesi della questione kashmira tra nazionalismo laico,religioso e aspetti di geopolitica</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Gemini</surName>
               <given-names>Germano</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11978"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=413110131T1017&amp;idt=12105&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>La questione Kashmira analizzzata dalle sue origini  attraverso il percorso dei suoi movimenti politici (nascita,motivazioni ideologiche,influenze del periodo storico e delle condizioni socio-economiche): dalla richiesta al Sovrano di maggior partecipazione alla gestione della vita politica e alla formazione di una identit&#224; nazionale. In particolare viene posta in evidenza la continua dialettica tra la tensione laica e quella religiosa e come la loro irriducibilit&#224; sia stata favorita dagli interessi geopolitici in un primo momento inglesi  e, successivamente  indiani e pakistani.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Cagliari</publisher-name>
        <publisher-loc></publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Dall&apos;Italia in America e dall&apos;America in Italia. La vicenda di Gaetano Bresci nell&apos;epoca degli attentati.</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Serra</surName>
               <given-names>Francesco</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11977"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=585174343T5522&amp;idt=12104&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Il lavoro verte sulla figura chiave dell&apos;anarchico Gaetano Bresci, personaggio importante per capire il passaggio dell&apos;Italia dal XIX al XX secolo, periodo di profonde crisi politico-istituzionali. La tesi &#232; formulata in un approccio multidisciplinare che investe ambiti - oltre che storico politologici - giuridici, sociali ed economici.
Gaetano Bresci, personaggio molto spesso dimenticato e condannato dall&apos;opinione pubblica per l&apos;assassinio di Umberto I, in realt&#224; &#232; figlio del suo tempo, una sorta di personificazione del malessere generale che aleggiava nell&apos;Italia umbertina. Fame, miseria e calamit&#224; naturali ridussero la popolazione italiana dell&apos;epoca in condizioni di forte indigenza, aggravate dalle legislazioni speciali che compressero e limitarono fortemente le libert&#224; costituzionali individuali. Si susseguirono perci&#242; numerosi attentati contro la figura del sovrano, che avevano come unico movente la fame, ancorch&#233; con un background anarchico. Gaetano Bresci pose fine all&apos;esistenza di Umberto I e contribu&#236; - pur essendo ovviamente deprecabile il suo atto di violenza - a cambiare il corso degli eventi italiani. Nell&apos;analisi di questo evento storico sono state inoltre prese in considerazione tutte le oscure vicende relative all&apos;incarcerazione e alla morte del regicida di Monza, tuttora apparentemente misteriose e oscure e che dimostrano tuttavia inequivocabilmente che Gaetano Bresci non si suicid&#242; ma fu fatto assassinare, molto probabilmente, dai vertici governativi. Una storia quindi, oltre che di indubbio interesse storiografico, anche avvincente dal punto di vista della trama. Inoltre vengono analizzate le varie tesi storiografiche senza privilegiarne una in particolare, ma lasciando al lettore la possibilit&#224; di utilizzare una propria chiave di lettura, sempre basata, per&#242;, su dati oggettivi.  Il lavoro si conclude con una breve riflessione sul mondo degli attentati del passato e su quelli del presente e sul terrorismo internazionale, tema quanto mai attuale.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Bari</publisher-name>
        <publisher-loc>Bari</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Il patteggiamento allargato e la ragionevole durata del processo</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Daprile</surName>
               <given-names>Antonello Vito</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11975"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=674628241T9246&amp;idt=12102&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>CON LA LEGGE 134 DEL 2003 SI E&apos; ATTUATA UNA RIFORMA SOSTANZIALE DELL&apos;ISTITUTO DELL&apos;APPLICAZIONE DELLA PENA SU RICHIESTA DELLE PARTI. NATO CON FINALITA&apos; DEFLATTIVE DEL DIBATTIMENTO, IL NUOVO PATTEGGIAMENTO PONE, SOPRATTUTTO CON LA SUA DISCIPLINA TRANSITORIA, UNA MOLTITUDINE DI PROBLEMI APPLICATIVI E INTERPRETATIVI.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi Roma Tre</publisher-name>
        <publisher-loc>Roma</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">L&#8217;Open Source Intelligence: quale ruolo nell&#8217;attivit&#224; dei servizi di informazione e sicurezza</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Di Giovanni</surName>
               <given-names>Salvatore</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11974"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=270484172T1293&amp;idt=12101&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>L&apos;Intelligence da Fonti Aperte, O.S.INT., si sta imponendo quindi come una branca dell&apos;intelligence classica, in grado di offrire innumerevoli vantaggi in merito alla tempestivit&#224; ed affidabilit&#224; delle informazioni, al basso costo economico e soprattutto politico per la loro acquisizione. </p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>ms-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; Cattolica del Sacro Cuore di Brescia</publisher-name>
        <publisher-loc>Brescia</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Digitale Terrestre e Reality Show: il caso del Grande Fratello interattivo</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Musesti</surName>
               <given-names>Luisa</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11972"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=316254133T336&amp;idt=12099&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>L&apos;obiettivo della tesi &#232; lo studio delle nuove tecnologie applicate ad un genere televisivo, che gi&#224; conosce il massimo delle sue potenzialit&#224;. Alla base della tesi c&apos;&#232; il tentativo di spiegare se e come il digitale terrestre (ultima frontiera della tecnologia televisiva) e il reality show possano convivere o addirittura ampliarsi l&apos;un con l&apos;altro.
Il lavoro &#232; diviso in tre parti: la prima &#232; una breve introduzione alla storia della televisione italiana, con una particolare attenzione alla nascita e allo sviluppo del reality show. La seconda parte analizza lo sviluppo tecnologico del mezzo televisivo, soffermandosi sulla nascita del digitale terrestre. Dopo aver analizzato i casi esteri, viene affrontato lo studio del caso italiano, con riferimento alla legislazione, all&apos;offerta delle reti, all&apos;interattivit&#224; e alla tecnologia. La terza parte, infine, vuole essere lo sbocco finale dell&apos;intero elaborato: nella ricerca di quella che era una possibile convivenza tra due grandi sviluppi, della tecnologia da una parte e del format dall&apos;altra, si mettono in campo i punti di forza tra il Grande Fratello interattivo e la piattaforma digitale terrestre.
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Roma La Sapienza</publisher-name>
        <publisher-loc>Roma</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Il doping nei contesti giovanili e amatoriali</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Filidei</surName>
               <given-names>Giorgia</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11968"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=165775334T7153&amp;idt=12095&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Determinanti e motivazioni di una pratica proibita attraverso uno studio empirico condotto dalla U.I.S.P. in collaborazione con il Dipartimento dell&apos;Universit&#224; di Roma La Sapienza chiamato &quot;Primaedoping&quot;: una ricerca condotta con 897 studenti provenienti dalle scuole di tutta Italia.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Bologna</publisher-name>
        <publisher-loc>Bologna</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">I sistemi informativi integrati- ERP. Impatti sul controllo di gestione e nuove modalit&#224; di offerta</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Piazzolla</surName>
               <given-names>Sara</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11967"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=213233144T7907&amp;idt=12094&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Il nuovo scenario competitivo, i nuovi modelli organizzativi dei processi produttivi e l&apos;impatto delle nuove tecnologie impongono un adeguamento dei sistemi di controllo delle imprese. E&apos; inoltre necessario che all&apos;interno delle stesse non ci siano barriere tra le diverse funzioni aziendali, ma collaborazione ed integrazione delle competenze e responsabilit&#224;. 
In questo quadro, il management deve essere in grado di prendere decisioni velocemente e poter disporre di tutte le informazioni necessarie in tempi rapidissimi: &#232; proprio per questo che l&apos;impresa deve essere dotata di un sistema informativo, in grado di distribuire le informazioni al momento e nel luogo adatto alle persone che ne hanno bisogno. 
I sistemi di controllo sono strumenti fondamentali per condurre con efficacia un&apos;impresa, tanto che molte aziende avvertono la necessit&#224; di adeguarli alle nuove strutture organizzative e alle nuove condizioni concorrenziali. 
Il raggiungimento della massima efficienza e dell&apos;integrazione interfunzionale pu&#242; essere possibile solo tramite l&apos;adozione di sistemi ERP (Enterprise Resource Planning): la possibilit&#224; di creare dei legami tra i vari elementi della struttura informativa, grazie all&apos;utilizzo di un unico database, rappresenta la principale caratteristica del sistema informativo integrato, che lo rende potenzialmente in grado di rispondere a qualunque tipo di richiesta.
Nel capitolo 1 parleremo dell&apos;informazione, oggi considerata importante al pari di tutte le altre risorse rilevanti per l&apos;attivit&#224; aziendale, e dei sistemi informativi orientati alla gestione dell&apos;informazione e al supporto decisionale. L&apos;informazione rappresenta un presupposto essenziale e non rinunciabile per la corretta attivit&#224; di gestione dell&apos;impresa che dovrebbe coinvolgere, in un&apos;ottica integrata, tutti gli aspetti rilevanti interni ed esterni ad essa. All&apos;interno, il sistema informativo &#232; strumentale rispetto al coordinamento tra organi di governo e manager, al processo decisionale e per il controllo del corretto andamento della gestione. Verso l&apos;esterno, l&apos;azienda deve invece soddisfare le attese conoscitive di tutti gli interlocutori interessati alla gestione della stessa quali clienti, fornitori, sistema creditizio e finanziario, amministrazione dello Stato. 
Nel capitolo 2 analizzeremo in maniera pi&#249; approfondita i sistemi ERP, i quali si differenziano dai sistemi informativi tradizionali (cd legacy). Questi ultimi sono il frutto dell&apos;aggregazione di differenti sottosistemi creati in momenti diversi e modificati secondo le esigenze dell&apos;utente, dando vita ad un processo di stratificazione che, man mano che si accresce, aumenta la complessit&#224; del sistema stesso.   
La caratteristica che principalmente differenzia una soluzione ERP dai tradizionali pacchetti gestionali (applicazioni amministrativo-contabili e per la gestione del personale) &#232; la sua completezza, non tanto in termini di moduli funzionali, quanto piuttosto in relazione alla capacit&#224; di pianificare e gestire in modo integrato tutte le risorse dell&apos;impresa.
Le soluzioni ERP rappresentano l&apos;ultimo stadio di un processo di sviluppo che ha interessato i pacchetti software. Tale processo &#232; caratterizzato da due cambiamenti fondamentali:
-	il passaggio da soluzioni ad hoc a pacchetti standard: si assiste allo sviluppo e all&apos;utilizzo di soluzioni sempre pi&#249; standardizzate, in cui emerge, per&#242;, la componente di personalizzazione rispetto alla produzione software di base;
-	lo spostamento del focus da un approccio per funzioni a uno per processi: si assiste allo sviluppo di soluzioni sempre pi&#249; mirate alla gestione di un numero maggiore di aree di attivit&#224;. L&apos;organizzazione per processi fa s&#236; che l&apos;applicazione agisca in modo trasversale rispetto alle singole funzioni e che le automatizzi in modo integrato. 
Nel capitolo 3, dopo un breve cenno sul controllo di gestione, spiegheremo come un sistema ERP apporta dei cambiamenti alla funzione Amministrazione e Controllo di un&apos;azienda, e come questa assuma un nuovo ruolo, non pi&#249; semplicemente quello di rilevazione a consuntivo dei dati contabili, ma di partecipazione attiva nella definizione e gestione di strumenti e sistemi di supporto ai processi decisionali, con risultati in termini di riduzione dei costi e miglioramento dei processi. 
Il capitolo 4 &#232; dedicato a due indagini statistiche condotte da Assintel: la prima si focalizza sul comportamento delle PMI, in particolar modo quelle di Bologna e provincia, riguardo le soluzioni gestionali presenti in azienda; la seconda, sottoposta allo stesso campione di PMI, analizza specificamente le tematiche legate ai sistemi ERP, e cio&#232; i benefici ottenuti dal loro utilizzo, gli ostacoli nell&apos;implementazione ed, infine, i motivi dell&apos;assenza di tali sistemi. 

</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Macerata</publisher-name>
        <publisher-loc>Macerata</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="en">The Possible Interactivity. TV Changes: Digital Terrestrial Television and the RAI (Italian Radio-Television) Case</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Larosa</surName>
               <given-names>Gerardo</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11966"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=146867344T8121&amp;idt=12093&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="en">
        <p></p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Trento</publisher-name>
        <publisher-loc>Trento</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Pedopornografia on line</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Toti</surName>
               <given-names>Fabiola</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11965"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=141884656T6087&amp;idt=12092&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>il fenomeno della pedopornografia on line &#232; uno dei tanti reati perpretrati attraverso lo sfruttamento sessuale dei minori che ha sempre sconvolto l&apos;opinione pubblicala quale ha posto la sua attenzione verso un problema che appare sempre meno consumato nell&apos;intimo di una oscura, solitaria e personale deviazione sessuale e sempre pi&#249; verso un fenomeno di vaste dimensioni che vede organizzazioni criminali complesse e frornite di strutture cellulari a carattere transnazionale.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>ms-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Trento</publisher-name>
        <publisher-loc>Trento</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Il procedimento amministrativo europeo composto</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Chiodi</surName>
               <given-names>Michele</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11964"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=055340502T2362&amp;idt=12091&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Nel lavoro da me svolto, ho approfondito gli aspetti problematici dei procedimenti amministrativi nei quali si inseriscono amministrazioni nazionali e comunitarie. Ho trattato anche degli aspetti problematici relativi alla tutela giurisdizionale e alle possibili soluzioni per il futuro.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>ms-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Libera Universit&#224; di Lingue e Comunicazione (IULM)</publisher-name>
        <publisher-loc>Milano</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Viaggiare per comprendere: il caso WEP - World Education Progream</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Calvelli</surName>
               <given-names>Michela</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11963"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=020177655T2063&amp;idt=12090&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Considerando il tempo attuale, costruito su convivenze etniche, in cui le distanze si accorciano e le frontiere vengono abbattute, imparare a viaggiare pu&#242; voler dire accogliere l&apos;altro, il diverso e introdurre nella mente delle persone un sentimento di pace e di rispetto per l&apos;umanit&#224; e per la natura.
Con il presente lavoro si affronta l&apos;argomento del viaggio inteso come esperienza in cui si definisce, manifesta e sviluppa la cultura. Se aiuta a capire megio i popoli e le culture incontrate sul cammino, viaggiare &#232; un servizio agli altri, un tributo alla loro diversit&#224;, una testimonianza che ne faciliti a tutti la comprensione. Per valutare come si &#232; orientato il turismo interculturale negli ultimi 15 anni, viene esaminato il caso WEP-World Education Program, un&apos;organizzazione internazionale che promuove soggiorni scolastici, programmi estivi di studio, stage e lavoro all&apos;estero, corsi di lingua.
Gli scambi interculturali si differenziano dalle comuni attivit&#224; turistiche, in quanto non sono un semplice viaggio da un paese all&apos;altro o un soggiorno in una localit&#224; straniera: sono innanzitutto esperienze educative.
Viaggiare significa tolleranza che a sua volta vuol dire comprensione: la comprensione e la conoscenza sono alla base della pace tra i popoli. L&apos;esperienza di viaggio interculturale favorisce la presa di coscienza di tali sentimenti che, una volta interiorizzati, vengono facilmente vissuti sia nelle differenti circostanze della vita di tutti i giorni, che nei successivi soggiorni all&apos;estero.
Il presente studio vuole essere una conferma della necessit&#224; di intraprendere un cammino interculturale, inteso come interazione di culture differenti, affinch&#232; problemi come l&apos;iimigrazione, la povert&#224;, la pace trovino risposte comuni per arginare fenomeni complessi quali l&apos;egoismo, il razzismo, la mancanza di solidariet&#224;.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Messina</publisher-name>
        <publisher-loc>Messina</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Max Stirner.  La genesi dell&apos;individualismo egoista</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Caruso</surName>
               <given-names>Francesco</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11962"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=818761305T3023&amp;idt=12089&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Johann Kaspar Schmidt (Bayreuth 1806-Berlino 1856), universalmente conosciuto con lo pseudonimo di Max Stirner, a causa della fronte esageratamente ampia, &#232; il filosofo di un solo, ma celeberrimo, libro: L&apos;Unico e la sua propriet&#224;. Tra i pi&#249; abili investigatori dell&apos;animo umano, pensatore sottile e profondo, fu tuttavia avvolto da una bruma interpretativa che ne offusc&#242;, per pi&#249; di un secolo, la fortuna letteraria.       
   Da sempre il personaggio, scomodo ed estremo, &#232; stato confinato ai margini della storia della filosofia e annoverato fra le frequentazioni disdicevoli.
   Il suo pensiero &#232;, da sempre, stato oggetto di diversissime interpretazioni che sovente si attestano su posizioni polari. Inficiate da pregiudizi, superficialit&#224; ed ignoranza queste interpretazioni hanno condotto la visione stirneriana della realt&#224; ora ad issarsi sull&apos;asta dell&apos;ideologia piccolo borghese, ora ad archetipo divinatorio delle teorie nietzschiane, fino a degradare nel dirupo di prologo fascista .
   D&apos;altro canto, la speculazione teoretica del filosofo di Bayreuth partorisce una visione del mondo etico-sociale originalissima, ma ricca di pendii scoscesi che potrebbero portare il lettore poco attento a rovinosi fraintendimenti. La sua opera maxima, L&apos;Unico e la sua propriet&#224;, viene progettata ed edificata secondo lo schema strutturale dell&apos;architettura classica: una pars destruens che sbanca, con i pesanti mezzi della critica, l&apos;idea di un principio superiore ad ogni individuo, ma soprattutto esterno al singolo, in cui collocare le fondamenta dei valori umani; segue una pars costruens in cui l&apos;edificio teoretico prende forma tramite l&apos;elaborazione di una teoria di una vita libera e libertaria . 
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Milano - Bicocca</publisher-name>
        <publisher-loc>Milano</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">La famiglia con figli omosessuali: i processi di mutamento</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Starnari</surName>
               <given-names>Paolo</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11961"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=484555814T2100&amp;idt=12088&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>la tesi ha voluto analizzare come i cambiamenti che si sono avuti all&apos;interno della struttura familiare nel rapporto tra i generi e tra le generazioni.tali cambiamenti hanno modificato e migliorato innanzitutto la vita nel contesto familiare a livello di interazione tra gli individui e poi un avvicinameto alla problematica dell&apos;omosessualit&#224; di un figlio grazie ad una maggiore visibilit&#224; nel discorso pubblico ed una maggiore disponibilit&#224; da parte dei genitori a comprendere e capire i bisogni del proprio figlio.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma</publisher-name>
        <publisher-loc>Roma</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">L&apos;intervento armato in Iraq e il sistema delle Nazioni Unite</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Cisotta</surName>
               <given-names>Pantaleo</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11960"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=421576675T730&amp;idt=12087&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>L&amp;#8217;intervento anglo &amp;#8211; americano ha aperto un profondo squarcio nel tessuto giuridico internazionale: il sistema di sicurezza collettiva creato con l&amp;#8217;istituzione dell&amp;#8217;Organizzazione delle Nazioni Unite &#232; stato messo a dura prova dalle tentazioni unilateraliste di alcuni dei suoi Membri. 
Le giustificazioni di un&amp;#8217;azione militare contro l&amp;#8217;Iraq sono state molteplici e mutevoli, ponendo l&amp;#8217;accento, di volta in volta, sul possesso di armi di distruzione di massa, sulla connivenza del regime iracheno con il terrorismo internazionale, sulla necessit&#224; di difendere la comunit&#224; internazionale dalla minaccia irachena, sulla protezione dei diritti umani delle minoranze sunnite e curde, tralasciando ovviamente argomenti di carattere propagandistico, come la malvagit&#224; di Saddam Hussein o la sua inclinazione alla menzogna.
Il punto di svolta e, insieme, di contrasto dell&amp;#8217;intero &amp;#8220;affaire Iraq&amp;#8221; &#232; costituito dai termini della risoluzione 1441 risultano piuttosto chiari: &amp;#8220;a failure by Iraq at any time to comply with, and cooperate fully in the implementation of this resolution&amp;#8221; non avrebbe comunque giustificato la sospensione unilaterale del cessate &amp;#8211; il &amp;#8211; fuoco n&#233; da parte degli Stati Uniti n&#233; da parte da parte di qualunque altro Stato, ma la questione sarebbe ritornata all&amp;#8217;analisi del Consiglio di Sicurezza. L&amp;#8217;intervento anglo &amp;#8211; americano contro l&amp;#8217;Iraq lascia aperte questioni giuridiche estremamente dibattute dalla dottrina internazionalistica. In particolare sono da analizzare tre particolari aspetti circa la legalit&#224; dell&amp;#8217;uso della forza contro l&amp;#8217;Iraq:
concettualizzazione del diritto di autodifesa; reazioni al mancato ottemperamento iracheno delle numerose risoluzioni del Consiglio di Sicurezza (dal 1990 al 2002); la minaccia posta alla pace e alla sicurezza internazionale dal possesso iracheno di armi di distruzione di massa. Sta di fatto che le relazioni tra gli Stati Uniti e la maggior parte degli altri Paesi, anche storici alleati, sono state seriamente incrinate dalla divergenza di opinioni sull&amp;#8217;interpretazione delle regole del diritto internazionale che determinano la legittimit&#224; dell&amp;#8217;uso della forza. Seguendo il canale interpretativo proposto dalla Casa Bianca, la previsione di azioni preventive sembra prescindere completamente dall&amp;#8217;attualit&#224; o dall&amp;#8217;imminenza di un attacco ma viene ricollegata ad elementi di tipo prognostico, quali i collegamenti con gruppi terroristici o l&amp;#8217;acquisizione di armi di distruzione di massa da parte di uno Stato, che vengono cos&#236; qualificati come elementi atti a dimostrare di per s&#233; l&amp;#8217;esistenza di un pericolo per la sicurezza nazionale. L&amp;#8217;azione contro l&amp;#8217;Iraq viene quindi giustificata alla luce della minaccia posta dal possesso da parte dell&amp;#8217;Iraq di armi di distruzione di massa, minaccia ulteriormente aggravata dal paventato collegamento del regime di Baghdad con la rete terroristica legata al nome di Osama Bin Laden.
La dottrina internazionalistica &#232; piuttosto divisa sulla vicenda irachena: &#232; stata infatti di recente segnalata l&amp;#8217;esistenza di un&amp;#8217;oscillazione degli studiosi stessi fra due estremi opposti, il primo dei quali &#232; costituito dagli studiosi europei, i quali &amp;#8220;restano per lo pi&#249; saldamente ancorati alla Carta dell&amp;#8217;ONU, e, se non considerano ancora oggi addirittura illecite le modificazioni istituzionali affermatesi nel corpo della medesima (come, per fare un solo esempio, la stessa prassi ormai risalente delle autorizzazioni agli Stati di usare la forza per conto dell&amp;#8217;Organizzazione), sostengono quanto meno, nella loro amplissima maggioranza, l&amp;#8217;insanabile contrariet&#224; alla Carta stessa di ogni ipotesi di gestione unilaterale dell&amp;#8217;uso della forza da parte di uno o pi&#249; Stati membri&amp;#8221;. L&amp;#8217;altro estremo sarebbe invece occupato dagli studiosi statunitensi, i quali &amp;#8220;non esitano attualmente a teorizzare l&amp;#8217;incipiente se non gi&#224; progredito affermarsi di un nuovo &amp;#8220;diritto internazionale egemonico&amp;#8221;, governato nei suoi assetti normativi essenziali dalle determinazioni degli Stati Uniti, quale unica Superpotenza. Parecchi punti giuridici rimangono comunque senza una precisa risposta. Il dopoguerra, poi, si &#232; rivelato pi&#249; complicato e irto di ostacoli rispetto al conflitto stesso. La crisi irachena ha avuto, ha ed avr&#224; pesanti ripercussioni sull&amp;#8217;humus giuridico creatosi soprattutto nell&amp;#8217;ultimo cinquantennio: le fondamenta dell&amp;#8217;edificio della sicurezza collettiva sono state gravemente danneggiate dagli scossoni dell&amp;#8217;ultimo decennio. 
Il diritto internazionale, attualmente apparentemente irriso e svilito dai fatti, pu&#242; tornare ad assumere il suo valore normativo: occorre ritornare ad usare l&amp;#8217;arma del diritto ed &#232; necessario soprattutto  &amp;#8220;riaffermare l&amp;#8217;autorit&#224; di giudizio e di azione che costituiscono l&amp;#8217;idea essenziale di democrazia e di sovranit&#224; popolare contro l&amp;#8217;usurpazione della legge da parte del potere dominante (politico, economico e militare)&amp;#8221;.
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Perugia</publisher-name>
        <publisher-loc></publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Terrorismo: dal fondamentalismo religioso ad Internet</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Piccitto</surName>
               <given-names>Dario</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11958"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=344572374T5255&amp;idt=12085&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>In seguito alla forza drammaticamente crescente con cui si &#232; imposta la violenza terroristica, la parola &#171;terrorismo&#187; &#232; una delle pi&#249; adoperate nel linguaggio politico di oggi. 
L&apos;elaborato, muovendosi nell&apos;ambito dell&apos;analisi del lessico politico, ha come oggetto di studio le diverse connotazioni che il termine &#171;terrorismo&#187; assume nel dibattito contemporaneo, al fine di comprenderne lo spessore semantico. Dopo aver evidenziato i problemi legati alla possibilit&#224; di definire in modo univoco il &#171;terrorismo&#187;, e aver sgomberato il campo da possibili fraintendimenti e confusioni di carattere linguistico-analitico, verranno evidenziate le caratteristiche strutturali, le dinamiche e le basi ideologiche del terrorismo, per arrivare a costruire una tipologia delle varie forme in cui si presenta il fenomeno. In particolare l&apos;attenzione verter&#224; sul terrorismo religioso a matrice islamica, analizzandone il modo in cui interpreta il mondo e conferisce significato alle proprie azioni, attraverso una lettura integralista dei Testi Sacri, e sul &#171;cyberterrorismo&#187;. In mero a quest&apos;ultimo, dopo averne dato una definizione, ci si concentrer&#224; sull&apos;uso di Internet da parte del gruppo terroristico palestinese Hamas.
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Roma La Sapienza</publisher-name>
        <publisher-loc>Roma</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Effetti delle privatizzazioni sulle entrate dello Stato</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Bruni</surName>
               <given-names>Stefano</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11956"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=575223084T6838&amp;idt=12083&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>La presente tesi &#232; stata realizzata con l&apos;intento di fornire un quadro generale delle attivit&#224; di privatizzazione realizzate dal 1992 al 2004. In particolare si &#232; posto l&apos;accento sulle implicazioni che tali politiche hanno generato nei confronti delle entrate del bilancio dello Stato italiano. Per completezza di analisi sono state considerate anche le influenze che le privatizzazioni hanno esercitato sull&apos;andamento del deficit e del debito pubblico italiano. Il risultato di queste azioni ? Positivo, ma al di sotto delle aspettative riposte.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di L&apos;Aquila</publisher-name>
        <publisher-loc>L'Aquila</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Allenamento di resistenza: Spinning - Spinbike</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Breccione Mattucci</surName>
               <given-names>Celestino</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11955"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=573315474T3117&amp;idt=12082&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>La mia tesi tratta in maniera molto approfondita l&apos;argomento &quot;spinning&quot;, sia da un punto di vista teorico ( sono stati infatti trattati i principi generali dell&apos;allenamento e le origini del fenomeno) che da un punto di vista pratico descrivendo in modo minuzioso le diverse posizioni ed andature che caratterizano l&apos;allenamento su bici stazionaria, nonch&#232; il ruolo fondamentale dell&#236;istruttore. Il tutto con l&apos;ausilio di materiale fotografico specifico. Infine, l&apos;argomento &#232; stato analizzato anche dal punto di vista patologico con riferimento ad alcune categorie di soggetti cd. &quot;a rischio&quot;.



</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Roma Tor Vergata</publisher-name>
        <publisher-loc>Roma</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">La cassa depositi e prestiti nel finanziamento agli enti locali</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Aniballi</surName>
               <given-names>Fabrizio</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11954"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=850350887T6090&amp;idt=12081&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>La Cassa Depositi e Prestiti: &#232; questo l&apos;oggetto della mia trattazione. Un&apos; istituzione pubblica che sta attraversando un periodo di profondo cambiamento ma che continuer&#224; ad avere un ruolo di primo ordine nell&apos; economia italiana. Nell&apos; analisi mi sono proposto di chiarire i suoi tratti fondamentali della sua economia, di ricostruirne l&apos; evoluzione storica, capire come ed in quali mercati opera. Ne ho analizzato i bilanci, i rapporti con il Tesoro, i legami partecipativi. Infine il tratto che pi&#249; mi incuriosiva: i rapporti tra CDP ed Enti locali. Tentare di comprendere il suo ruolo nel processo di trasformazione della finanza italiana partendo dal dopoguerra passando per gli anni 70&apos;-80&apos;, in cui si era immaginato di finanziare tutto con debito pubblico, fino ad arrivare ai giorni nostri, dei vincoli di Maastricht. Infine ho analizzato la trasformazione della CDP da Ente Pubblico ad s.p.a.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>IAEA</publisher-name>
        <publisher-loc>international atomic centre</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Sviluppo e realizzazione di un algoritmo per il riconoscimento automatico della cavit&#224; cardiaca ventricolare sinistra nell&#8217;ambito del protocollo PET gating</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>De Simone</surName>
               <given-names>Antonio</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11952"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=403528135T4231&amp;idt=12079&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Le malattie cardiache rimangono la principale causa di morte nel mondo occidentale, associate alla deficienza coronarica/ventricolare originano notevole mortalit&#224; o aspettative di vita molto limitate. La migliore conoscenza della intrinseca meccanica del miocardio potrebbe condurci a capirle ed interpretarle meglio, producendo un&apos;immediata diagnosi.
Recentemente &#232; stato confermato che la contrazione muscolare regionale pu&#242; essere utilizzata per valutare la funzionalit&#224; miocardica dopo l&apos;infarto e in questo ambito la nuclear magnetic resonance (NMR) &#232; una tecnica che svolge un compito di primo piano; il suo utilizzo &#232; anche estensibile alla valutazione della contrattilit&#224; anormale sia a riposo che dopo una prova da sforzo, limitando cos&#236; danni irreversibili. La prima tecnica sviluppata per quantificare il movimento del miocardio era basata sulla presenza di &#8220;marcatori&#8221; di riferimento radio-opachi, direttamente sul muscolo cardiaco che aveva come principali svantaggi anzitutto d&apos;essere altamente invasiva, e di presentare difficolt&#224; di reperimento di tali sostanze.
Un&apos;altra tecnica simile usava gli ultrasuoni, ma agli svantaggi della precedente univa un cattivo rapporto segnale/rumore delle immagini ad ultrasuoni. Anche se tutte queste metodiche lavorano bene per determinare la posizione e i contorni dell&apos;epicardio e dell&apos;endocardio, non sono in grado per&#242; di stimare l&apos;intrinseca contrattilit&#224; del miocardio. Pur tuttavia il loro sviluppo ha condotto alla formulazione matematica che descrive la meccanica cardiaca.
La cinematica del cuore pu&#242; essere descritta usando tensori di rotazione e di sforzo ( Strain Tensor), gli autovalori ed autovettori dei quali permettono la quantificazione della massima contrazione o del massimo allungamento (Shortening-Lenghtening).
 La NMR &#232; stata sviluppata non solo per ottenere una misura accurata di movimento delle pareti dell&apos;epicardio e dell&apos;endocardio, ma anche per poter dare uno sguardo al funzionamento &#8220;intra-murale&#8221; del miocardio, includendo la funzione contrattile regionale, la perfusione e la diffusione.
Questa tecnica offre la capacit&#224; di combinare misure funzionali ed anatomiche, ottenendo una valutazione pi&#249; estesa e comprensiva delle funzioni del cuore.
Tra le principali tecniche, sviluppate in seno alla NMR, con il presente lavoro tratteremo il Tagging, che brevemente possiamo descrivere come una griglia che si sovrappone alle immagini acquisite da uno scanner NMR, griglia che diventa il sistema di riferimento con cui possiamo tracciare il movimento del miocardio.
A differenza delle tecniche precedenti, il Tagging unisce al vantaggio di poter misurare lo strain con un&apos;altissima densit&#224; di marcatori di riferimento quello di non essere assolutamente invasiva, limitando quindi in maniera drastica l&apos;impatto diagnostico sui pazienti. Un altro punto sicuramente a suo favore &#232; la possibilit&#224;, analizzando i percorsi di attivazione cardiaca, di diagnosticare preventivamente l&apos;ischemia miocardica. Harp MRI &#232; l&apos;acronimo di Harmonic Phase Magnetic Resonance Imaging ed &#232; una tecnica rivoluzionaria per estrarre informazioni dinamiche dal ventricolo sinistro. Infatti, una volta acquisite le immagini dallo scanner NMR con la griglia di Tagging sovra imposta, Harp riesce a tracciare automaticamente i contorni delle Tag lines.
Questo metodo supera i limiti delle tecniche convenzionali di Tagging dove il riconoscimento ed il tracciamento delle linee di Tagging doveva farsi in una fase successiva all&apos;acquisizione delle immagini stesse. Come &#232; chiaro un lavoro di post processing &#8220;costa&#8221; in termini di tempo per la diagnosi riducendone l&apos;efficacia; con Harp invece si assiste ad un elaborazione &#8220;real-time&#8221; durante le sedute di risonanza. Il presente lavoro di tesi, grazie allo sviluppo effettuato sulla tecnica Harp, si pone tre obbiettivi: 
a) di sviluppare una metodologia di analisi della meccanica regionale cardiaca che sia operatore indipendente ed altamente automatizzata da applicare ad immagini dinamiche ottenute con Risonanza Magnetica. 
b) Validare tale metodologia su pazienti sottoposti a ventricoloplastica chirurgica e CABG per una grave forma di miocardiopatia dilatativa post-infartuale
c) Di comparare i risultati dell&apos;analisi della meccanica cardiaca regionale (strain di parete), con quelli della perfusione miocardica ottenuti mediante tecnica di medicina nucleare (99m Tc tetrofosmin SPECT) 
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>ms-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Pisa</publisher-name>
        <publisher-loc></publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Studio ed analisi della dinamica del ventricolo sinistro usando tecniche di tagging nell&#8217;ambito della risonanza magnetica nucleare</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>De Simone</surName>
               <given-names>Antonio</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11951"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=474431835T4330&amp;idt=12078&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Le malattie cardiache rimangono la principale causa di morte nel mondo occidentale, associate alla deficienza coronarica/ventricolare originano notevole mortalit&#224; o aspettative di vita molto limitate. La migliore conoscenza della intrinseca meccanica del miocardio potrebbe condurci a capirle ed interpretarle meglio, predicendo un&apos;immediata diagnosi.
Recentemente &#232; stato confermato che la contrazione muscolare regionale pu&#242; essere utilizzata per valutare la funzionalit&#224; miocardica dopo l&apos;infarto e in questo ambito la nuclear magnetic resonance (NMR) &#232; una tecnica che svolge un compito di primo piano; il suo utilizzo &#232; anche estensibile alla valutazione della anormale contrattilit&#224; sia a riposo che dopo una prova da sforzo, limitando cos&#236; danni irreversibili. La prima tecnica sviluppata per quantificare il movimento del miocardio era basata sulla presenza di &#8220;marcatori&#8221; di riferimento radio-opachi, direttamente sul muscolo cardiaco che aveva come principale svantaggio anzitutto d&apos;essere altamente invasiva, per la difficolt&#224; in secondo luogo  di reperimento di tali sostanze.
Un&apos;altra tecnica simile usava gli ultrasuoni, ma agli svantaggi della precedente univa quello che le immagini ad ultrasuoni hanno un cattivo rapporto segnale/rumore. Anche se tutte queste metodiche lavorano bene per determinare la posizione e i contorni dell&apos;epicardio e dell&apos;endocardio, non sono in grado per&#242; di stimare l&apos;intrinseca contrattilit&#224; del miocardio. Pur tuttavia il loro sviluppo ha condotto alla formulazione matematica che descrive la meccanica cardiaca.
La cinematica del cuore pu&#242; essere descritta usando tensori di rotazione e di sforzo ( Strain Tensor), gli autovalori ed autovettori dei quali permettono la quantificazione della massima contrazione o del massimo allungamento (Shortening-Lenghtening).
 La NMR &#232; stata sviluppata non solo per ottenere una misura accurata di movimento delle pareti dell&apos;epicardio e dell&apos;endocardio, ma anche per poter dare uno sguardo al funzionamento &#8220;intra-murale&#8221; del miocardio, includendo la funzione contrattile regionale, la perfusione e la diffusione.
Questa tecnica offre la capacit&#224; di combinare misure funzionali ed anatomiche, ottenendo una valutazione pi&#249; estesa e comprensiva, delle funzioni del cuore.
Tra le principali tecniche, sviluppate in seno alla NMR, con il presente lavoro tratteremo il Tagging, che brevemente possiamo descrivere come una griglia che si sovrappone alle immagini acquisite da uno scanner NMR, griglia che diventa il sistema di riferimento con cui possiamo tracciare il movimento del miocardio.
A differenza delle tecniche precedenti, il Tagging unisce al vantaggio di poter misurare lo strain con un&apos;altissima densit&#224; di marcatori di riferimento di non essere assolutamente invasiva, limitando quindi in maniera drastica l&apos;impatto diagnostico sui pazienti. Un altro punto sicuramente a suo favore &#232; la possibilit&#224;, analizzando i percorsi di attivazione cardiaca, di diagnosticare preventivamente l&apos;ischemia miocardica. Harp MRI &#232; l&apos;acronimo di Harmonic Phase Magnetic Resonance Imaging ed &#232; una tecnica rivoluzionaria per estrarre informazioni dinamiche dal ventricolo sinistro. Infatti, una volta acquisite le immagini dallo scanner NMR con la griglia di Tagging sovra imposta, Harp riesce a tracciare automaticamente i contorni delle Tag lines.
Questo metodo supera i limiti delle tecniche convenzionali di Tagging dove il riconoscimento ed il tracciamento delle linee di Tagging doveva farsi in una fase successiva all&apos;acquisizione delle immagini stesse. Come &#232; chiaro un lavoro di post processing &#8220;costa&#8221; in termini di tempo per la diagnosi riducendone l&apos;efficacia; con Harp invece si assiste ad un elaborazione &#8220;real-time&#8221; durante le sedute di risonanza.
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Politecnico di Milano</publisher-name>
        <publisher-loc>Milano</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Algoritmo a passo frazionato per la simulazione di correnti di gas reagenti in disequilibrio chimico</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Fossati</surName>
               <given-names>Marco</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11948"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=730833330T6346&amp;idt=12075&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Il lavoro riguarda lo sviluppo di un codice che permetta la simulazione numerica di flussi monodimensionali ideali comprimibili instazionari sede di reazioni chimiche. In particolare l&apos;attenzione e&apos; stata rivolta alla possibilita&apos; di replicare il comportamento di una corrente supersonica di gas reagenti in presenza di onde di detonazione.
Possibili applicazioni di questo tipo di correnti sono una speciale categoria di sistemi di propulsione che sfruttano  l&apos;elevato contenuto energetico associato ad un&apos;onda di detonazione. Sistemi di questo tipo sono: Pulse Detonation Engines (PDE), Oblique Detonation Wave Engines (ODWE), RAM Accelerators ed altri.
Il metodo numerico e&apos; stato sviluppato secondo un approccio fractional step in cui la parte convettiva delle equazioni e&apos; stata risolta separatamente dai termini di sorgente dovuti alle reazioni chimiche. In questo senso si e&apos; voluto indagare l&apos;applicabilita&apos; di un tale approccio per problemi con onde di detonazione, che presentano dinamiche caratterizzate da uno spettro di scale spaziali e temporali molto grande, senza adottare risoluzioni spaziali e temporali estremamente raffinate.
State condotte delle prove numeriche sul caso prova di un tubo d&apos;urto riempito con una miscela di H2 O2 sede della formazione e dello sviluppo di un onda di detonazione. I risultati dimostrano l&apos;applicabilita&apos; di un tale metodo per il problema considerato e il buon accordo con i riferimenti trovati in letteratura.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Libera Universit&#224; di Lingue e Comunicazione (IULM)</publisher-name>
        <publisher-loc>Milano</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">La comunicazione per lo sviluppo della reputazione. Il caso Banca Intesa</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Cortese</surName>
               <given-names>Roberto</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11947"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=554504547T598&amp;idt=12074&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>La reputazione aziendale &#232; una fra le risorse strategiche pi&#249; vitali a disposizione di un&apos;impresa. Dal momento che essa dipende dalla qualit&#224; delle relazioni che un&apos;azienda instaura con i suoi stakeholder, la costruzione di una solida e attraente reputazione permette all&apos;organizzazione stessa di vivere e crescere in sintonia con l&apos;ambiente. 
La tesi di questo lavoro &#232;: la comunicazione d&apos;impresa ha oggigiorno la facolt&#224; di ricoprire un ruolo di rilievo nel governo e nello sviluppo della reputazione aziendale. E questo, grazie alla polifonia di competenze, iniziative e strumenti di cui la comunicazione d&apos;impresa dispone per svolgere la sua attivit&#224;.

Il primo capitolo parte dall&apos;analisi dello sviluppo e delle componenti della reputazione aziendale e spiega che essa nasce e dipende dall&apos;insieme coerente delle azioni intraprese per portare avanti la propria attivit&#224;. La reputazione &#232; strettamente correlata al tipo di relazioni che l&apos;organizzazione intrattiene con i suoi stakeholder dai quali essa acquisisce le risorse necessarie per continuare a svolgere nel tempo l&apos;attivit&#224; per la quale &#232; stata creata. Alla luce di quanto appena detto, la reputazione viene ad essere una delle risorse strategiche pi&#249; cruciali per la vita un&apos;organizzazione. 
In questo capitolo, viene, inoltre, considerato il rapporto tra la reputazione e altre due risorse strategiche immateriali: l&apos;identit&#224; e la comunicazione d&apos;impresa. Obiettivo di questa parte del capitolo &#232; dimostrare come i tre aspetti reputazione, identit&#224; e comunicazione siano strettamente interrelati e che l&apos;efficacia di uno di loro dipende fortemente dal grado di coordinamento con gli altri due. Infatti, una consistente e rispettata reputazione non pu&#242; prescindere da un&apos;attivit&#224; di comunicazione, sia essa implicita od esplicita, che abbia per contenuto un&apos;identit&#224; solida e distintiva.

Il secondo capitolo inaugura la sezione della prova finale dedicata allo studio del caso Banca Intesa. Esso s&apos;intitola &#8220;L&apos;identit&#224; di Banca Intesa: dalla sua storia alla sua cultura&#8221; ed ha l&apos;obiettivo, quindi, di indagare l&apos;identit&#224; della banca nei suoi molteplici aspetti; dalla storia alla cultura, che dalla storia dipende fortemente.
Gli elementi dell&apos;identit&#224; del gruppo Banca Intesa considerati sono essenzialmente quattro: la storia, il suo profilo ai nostri giorni, l&apos;identit&#224; visiva ed infine la cultura. Quest&apos;ultima viene presentata attraverso la descrizione della missione che Banca Intesa si &#232; data, i valori con i quali intende perseguirla e la filosofia aziendale che orienta la sua attivit&#224;. La cultura organizzativa &#232; l&apos;elemento che pi&#249; connota l&apos;identit&#224; di un&apos;impresa, giacch&#233; consente di carpirne la direzione e le modalit&#224; di azione. Infatti, &#232; dal suo orientamento che derivano tutte le strategie e le iniziative di comunicazione dirette verso l&apos;ambiente.

Dopo l&apos;analisi delle componenti dell&apos;identit&#224; aziendale, il terzo capitolo analizza le azioni concrete che il gruppo compie nel suo relazionarsi con l&apos;ambiente, per quanto riguarda sia le iniziative di comunicazione sia le strategie d&apos;impresa e i comportamenti organizzativi. 
Un primo paragrafo &#232; dedicato agli atti gestionali che Banca Intesa ha attivato nello svolgere la propria attivit&#224; a contatto con gli stakeholder. In particolare, sono presentate le strategie sviluppate dal gruppo per tre categorie di portatori d&apos;interesse: i clienti, il personale e la comunit&#224;. Tutte le iniziative riflettono l&apos;obiettivo della missione di creare valore per gli stakeholder. 
Dall&apos;analisi della comunicazione implicita diffusa per mezzo delle strategie e dei comportamenti attuati, il capitolo esamina ora una prima dimensione della comunicazione d&apos;impresa in senso stretto: la comunicazione interna. Essa si propone come leva gestionale per il supporto alle strategie del gruppo ed ha l&apos;obiettivo di diffondere la conoscenza e il sistema valoriale di Banca Intesa in modo da creare coinvolgimento e integrazione fra tutti i dipendenti. 
L&apos;ultima sezione del capitolo dedica il suo spazio al tema delle relazioni pubbliche. Come per la comunicazione interna, esse hanno l&apos;obiettivo di appoggiare le strategie delineate dal piano d&apos;impresa, contribuendo a diffondere l&apos;identit&#224; del gruppo all&apos;esterno. La loro attivit&#224; si compone sia di strumenti (piano d&apos;impresa, annual report e sito web) sia di iniziative (corporate social responsibility e sponsorizzazioni). 
Dopo i tre capitoli, le conclusioni arrivano ad un giudizio sulla reputazione del caso Banca Intesa.
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Trento</publisher-name>
        <publisher-loc>Trento</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Servizi finanziari alla clientela di elevato standing: il private banking</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Baldessari</surName>
               <given-names>Massimo</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11946"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=031826542T8258&amp;idt=12073&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>L&apos;obiettivo della tesi &#232; quello di individuare in un primo momento cosa si intende con l&apos;espressione private banking, chi sia realmente un potenziale e interessante cliente per gli operatori che sono attivi in tale settore e quali siano i criteri di segmentazione adottati per questo mercato. In seguito &#232; analizzato il ventaglio di prodotti e servizi rientranti in questo tipo d&apos;offerta, gli operatori attraverso i quali avviene la distribuzione e le prospettive future per lo sviluppo del mercato. Infine si &#232; cercato di dare uno sguardo alle realt&#224; attive sulla piazza locale nel segmento del private banking per mezzo di colloqui con consulenti o direttori di filiale.
Attraverso lo studio e l&apos;analisi dei contributi dei maggiori studiosi dell&apos;argomento ho cercato di capire, cercando poi di riportarle in questo lavoro, le linee generali, le logiche e i fattori critici dell&apos;odierna attivit&#224; bancaria predisposta alla soddisfazione delle esigenze finanziarie dei clienti detentori di cospicui patrimoni. Mi &#232; sembrato utile indirizzarmi verso i testi pi&#249; recenti disponibili riguardanti l&apos;argomento aiutandomi con i numerosi articoli trovati sulle riviste di settore e sui giornali. Ho voluto, infine, un confronto sul campo tra la teoria e la realt&#224; per mezzo di alcune interviste.
Questo settore &#232; stato investito, a quanto pare, da una ondata di cambiamento che sta portando molti degli attori sulla scena, a cambiare il loro indirizzo strategico dal private banking al wealth management. Nella sostanza questo cambiamento non rappresenterebbe una reale rivoluzione, ma un tentativo di ritorno alle origini riscoprendo la filosofia primitiva alla radice del private banking che parlava di personalizzazione e servizi tailor made, riservatezza ed esclusivit&#224;; comandamenti violati nell&apos;ottica dell&apos;allargamento della base clienti ...</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Bologna</publisher-name>
        <publisher-loc>Bologna</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Il principio &quot;rebus sic stantibus&quot; nel caso Gabcikovo-Nagymaros</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Vari</surName>
               <given-names>Gabriella</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11944"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=662423035T3126&amp;idt=12071&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>In questo lavoro tendo ad approfondire, attraverso le interpretazioni ed applicazioni del principio rebus sic stantibus, fin dalla sua prima formulazione ad oggi, nella prassi del diritto internazionale, la sostenibilit&#224; della posizione del governo ungherese del 1992, relativa al caso Gabcikovo-Nagymaros.
Nel 1977 l&apos;Ungheria e la Cecoslovacchia firmarono un trattato internazionale per costruire un sistema congiunto di dighe sul Danubio. L&apos;obiettivo principale era la produzione di energia idroelettrica, tra gli obiettivi secondari rientravano la regolazione del flusso, lo sviluppo dell&apos;agricoltura e del trasporto fluviale.
Nel 1989 il governo ungherese decise di cessare i lavori, inerenti alle opere di sua competenza, quindi nel 1992 dichiar&#242; estinto il trattato del 1977, invocando i principi della Convenzione di Vienna del 1969 sulla successione degli Stati nei trattati.
Nelle motivazioni della propria posizione, il governo ungherese attribu&#236; un particolare peso al principio rebus sic stantibus, facendo riferimento all&apos;art. 62. primo comma, lettera (a) della Convenzione.
nel 1993 l&apos;Ungheria e la Repubblica Slovacca chiesero alla Corte Internazionale di Giustizia di pronunciarsi nel riesame del trattato stipulato tra essi nel 1977.
La Corte si pronunci&#242; il 25 settembre 1997.
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Bologna</publisher-name>
        <publisher-loc>Bologna</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Giuseppe Salerno: committenza ed iconografia in alcune opere di Polizzi Generosa, Petralia Sottana, Gangi</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Scilipoti</surName>
               <given-names>Mariafrancesca</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11942"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=136674785T6384&amp;idt=12069&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Lo Zoppo di Gangi
Il presente lavoro si occupa di un aspetto della produzione artistica di Giuseppe Salerno, nato nel 1570 a Gangi e qui morto nel 1633, un artista che &#232; stato fatto oggetto di discussioni dalla storiografia artistica siciliana per la circostanza che lo vide condividere lo pseudonimo di &#8220;Zoppo di Gangi&#8221; con un altro pittore gangitano suo contemporaneo, Gaspare Vazzano. L&apos;attenzione della critica &#232; stata per anni rivolta a questa ambiguit&#224;, poich&#233; l&apos;aver firmato numerose opere d&apos;arte con lo stesso pseudonimo ha costituito motivo di incertezza nell&apos;attribuzione di molti dipinti. Una massiccia campagna di restauri avviata dalla Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici della Sicilia dalla met&#224; degli anni settanta e proseguita nel decennio successivo ha promosso un approfondimento riguardo tale questione, e al di l&#224; delle varie attribuzioni e delle varie firme &#232; stata formulata una tesi che propone una via di mezzo, laddove si preferisce parlare di &#8220;una sorta di Zoppo di Gangi methodus&#8221; (T. Viscuso, Gangi 1997). E&apos; comunque innegabile che nel 1602 Giuseppe Salerno firma ad Enna il dipinto del &#8220;Trionfo della Fede&#8221; con lo pseudonimo di Zoppo di Gangi, come &#232; innegabile che gli storiografi del Settecento con il nomignolo di Zoppo di Gangi intendano riferirsi a Giuseppe Salerno. 
Documenti dott. Siragusa
Un passo avanti negli studi relativi al Salerno viene compiuto nel 1997, quando due eventi aiutano a fare luce sulle vicende del pittore: una mostra organizzata dal Comune di Gangi nella primavera del 1997 e l&apos;uscita di uno studio del dott. Siragusa Mario che pubblica gli atti notarili riguardanti Giuseppe Salerno da lui studiati e conservati nell&apos;Archivio Comunale di Gangi.  I documenti pubblicati dal dott. Siragusa sono stati importanti per ricreare una rete di relazioni all&apos;interno della quale si muoveva la famiglia del nostro pittore, evidenziando quelli che erano i quotidiani rapporti economici, di parentela, di fiducia che governavano la vita sociale di Gangi dalla met&#224; del Cinquecento alla met&#224; del Seicento. Ma non solo di Gangi, poich&#233; &#232; stato possibile cogliere anche i collegamenti con alcune famiglie degli altri due centri madoniti, quelli di Polizzi Generosa e di Petralia Sottana. 

                                         </p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Siena</publisher-name>
        <publisher-loc>Siena</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Il fenomeno delle sofferenze bancarie in Italia. Specificit&#224; del sistema bancario del Mezzogiorno</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Di Zeo</surName>
               <given-names>Gian Paolo</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11941"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=646661267T3256&amp;idt=12068&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Nel corso degli ultimi  anni in Italia, e nei maggiori paesi industrializzati, si &#232; manifestato con forza il &#8220;fenomeno delle sofferenze bancarie&#8221; che ha avuto sensibili riflessi sull&apos;intera attivit&#224; svolta dagli intermediari creditizi, e ha ridotto (anche in maniera consistente) i margini di profitto degli stessi.
L&apos;obiettivo di questo lavoro &#232; quello di individuare inizialmente i fattori determinanti che hanno inciso sull&apos;evoluzione delle sofferenze bancarie nel corso degli anni novanta, e passare, successivamente, a prendere in considerazione le azioni e procedure che possono essere attivate dalle banche nella fase di gestione delle partite anomale; inoltre si tenta di evidenziare le significative differenze ambientali che sussistono tra le varie arie territoriali del nostro Paese, cercando di mettere in evidenza le cause del divario tra il Mezzogiorno e il Centro-Nord attraverso una comparazione delle due aree sia dal punto di vista dell&apos;offerta che della domanda di credito.
Pi&#249; nello specifico si cerca di dare una definizione precisa del concetto di sofferenza bancaria cercando, anche, di individuare quei segnali premonitori (interni ed esterni al rapporto banca-impresa) che potrebbero permettere alle banche di riuscire a percepire in anticipo lo stato di difficolt&#224; in cui versa l&apos;impresa affidata evitando che il proprio cliente diventi insolvente.
Dopo questa analisi descrittiva del fenomeno &#8220;sofferenza&#8221; (nel secondo capitolo) si cercano di individuare gli strumenti e le procedure necessari alla banca nella fase di gestione delle partite anomale (par. 2.1), evidenziando come le procedure giudiziali (recupero) richiedono tempi e costi notevoli, ancor pi&#249; marcati nel Mezzogiorno (par. 2.1.1). A causa di queste inefficienze, gli intermediari creditizi si orientano con maggiore intensit&#224; verso procedure stragiudiziali (la cartolarizzazione, il bad banking), ritenute maggiormente efficienti e capaci di migliorare la qualit&#224; dell&apos;attivo in bilancio.
Un interessante aspetto (terzo capitolo), che trova sempre maggiore attenzione da parte della dottrina economica, &#232; il legame esistente tra la congiuntura reale ed il sistema bancario, e pi&#249; precisamente di come la redditivit&#224; bancaria sia fortemente pro-ciclica. Al fine di aumentare la stabilit&#224; del reddito bancario sono state avanzate modifiche o proposte di modifica dei principi contabili relativi alle procedure di accantonamento per perdite su crediti; tra i vari approcci contabili alternativi a quello corrente, quello che riscuote maggiore consensi &#232; l&apos;approccio c.d. &#8220;Dynamic provisioning&#8221;, che secondo molto Autori &#232; in grado di ridurre la pro-ciclicit&#224; dei redditi bancari.
La parte finale del lavoro analizza il divario esistente tra le regioni Meridionali e quelle del Centro-Nord. Il gap tra queste due aree territoriali, anche se si sta (lentamente) riducendo, risulta essere ancora oggi assai consistente. Infatti, permangono forti differenze sia dal lato della domanda di credito, e sia dal lato dell&apos;offerta. Negli ultimi dieci anni, comunque, il sistema bancario del Mezzogiorno (come anche quello nazionale) &#232; stato (ed &#232; tuttora) interessato da forti vettori di cambiamento, tra questi riveste un ruolo dominante quello dell&apos;ingresso nell&apos;area meridionale dei grandi gruppi bancari del Centro-Nord, intervenuti nella maggior parte dei casi a sanare situazioni di crisi, permettendo di ridurre il divario esistente nelle condizioni tecniche ed operative delle banche nelle varie aree del Paese. 
Possiamo affermare che il problema dei crediti in sofferenza, nel sistema bancario italiano, &#233; ben lontano dall&apos;essere stato risolto in maniera definitiva, si ritiene, infatti, che una parta minima di sofferenza sia da ritenere &#8220;fisiologica&#8221; all&apos;attivit&#224; bancaria. 
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Pisa</publisher-name>
        <publisher-loc></publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">La gestione economica delle aree marine protette di Ustica e Capo Gallo-Isola delle Femmine</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Leonardis</surName>
               <given-names>Igor</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11939"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=477142571T6187&amp;idt=12066&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Lo scopo della tesi &#232; quello di evidenziare lo sviluppo delle aree marine protette, da un punto di vista gestionale, economico e legislativo.
L&apos;analisi  viene fatta con riferimento alle aree marine di Ustica e di Capo Gallo-Isola delle Femmine. 
La scelta di questa due realt&#224; non &#232; frutto del caso:
-la prima rappresenta il punto di riferimento e il prototipo di una gestione consapevole e compatibile con le esigenze economiche e conservative. 
-la seconda &#232; di nuova istituzione e con essa possiamo evidenziare i problemi che derivano dalla nascita di una AMP.
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Torino</publisher-name>
        <publisher-loc>Torino</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Il brand e lo sviluppo tecnologico nella gestione della relazione nel marketing dei servizi. Il caso Xelion UniCredit Banca.</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Quaglino</surName>
               <given-names>Giovanni</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11938"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=063036800T2061&amp;idt=12065&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>La ricerca &#232; stata tesa a dimostrare come una corretta gestione della relazione con il cliente necessiti non solo di un attento coordinamento di tutte le attivit&#224; di comunicazione alla luce della strategia di marketing definita dal management, cos&#236; come suggerito ad esempio da Aaker, ma richieda anche un impegno profondo, da parte dell&apos;impresa, verso lo sviluppo di soluzioni tecnologiche e di partnership commerciale, che creino valore per l&apos;identit&#224; della marca e per il cliente stesso, come indicato dalle conclusioni di Kapferer.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Macerata</publisher-name>
        <publisher-loc>Macerata</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Breve storia del cammino verso le pari opportunit&#224;</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Ugolinelli</surName>
               <given-names>Valentina</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11937"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=556745440T289&amp;idt=12064&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Il novecento ha segnato, in Italia ed in Europa, l&apos;ingresso a pieno titolo delle donne come cittadine nella storia ufficiale. Anche la storiografia pi&#249; reticente ad intrecciare gli eventi con i movimenti che li hanno rideterminati o ne sono stati influenzati, riconosce che il cambiamento pi&#249; profondo e duraturo del secolo ha riguardato la condizione femminile.
La prima guerra mondiale ha comportato, in termini pi&#249; qualitativi che quantitativi, una grande immissione delle donne nell&apos;apparato produttivo: l&apos;importanza del fenomeno, per le donne, &#232; proprio nell&apos;acquisizione di ruoli e mansioni nuove.
Ma dopo il tempo della visibilit&#224; femminile, divenuto forte nel periodo di assenza degli uomini, viene ricomposta la struttura della societ&#224; basta sulla distinzione di un &#8220;maschile&#8221; politico e di un &#8220;femminile&#8221; sociale.
Per quanto riguarda i diritti delle donne, l&apos;Italia abol&#236; l&apos;autorizzazione maritale, il limite a cui la donna era legata nella gestione patrimoniale e nelle attivit&#224; commerciali, nel 1919 e contestualmente aveva consentito, seppure limitatamente ad alcuni ambiti, l&apos;ingresso delle donne nei pubblici uffici. Questo sicuramente favor&#236; lo screditamento delle pregiudiziali che gravitavano attorno alla questione del voto alle donne.
Ed &#232; proprio sui dibattiti sul voto, che questo lavoro si sofferma ed in particolar modo su quelli tenuti nel periodo di transizione fra lo stato liberale ed il regime fascista. 
Nel suddetto periodo si fece pi&#249; intenso il dibattito parlamentare, timidamente iniziato negli anni immediatamente precedenti il conflitto, sulla &#8220;capacit&#224; giuridica delle donne&#8221;, ed in particolare sul loro diritto al voto.
Numerosi sono i resoconti del dibattito parlamentare di quel periodo ed il loro studio ha consentito la stesura di alcuni capitoli della prima parte di questo lavoro.
In quella fase il tema del suffragio era tra quelli che maggiormente potevano prestarsi a strumentalizzazioni e demagogie, tra i  pi&#249; adatti a creare  ambiguit&#224; in un momento in cui Mussolini voleva mostrarsi garante della tradizione liberale.
Ma l&apos;avvento del regime e la conseguente impossibilit&#224; di qualsiasi tipo di dibattito durante il periodo fascista, ci fa arrivare alla Costituzione che ha segnato il primo e fondamentale momento di partecipazione delle donne alla vita politica.
La Costituzione, introducendo l&apos;obbligo dello stato ad eliminare le disuguaglianze di natura sociale ed economica, ha s&#236;, sancito un profondo concetto di eguaglianza ma che rischiava di rimanere puramente formale se non fossero intervenute misure effettive ad limare le disuguaglianze economiche e sociali.
La seconda parte di questo lavoro ha voluto, in maniera riassuntiva,  fare riferimento a questo tipo di conquiste, specificatamente a quelle nel mondo del lavoro, consapevole del fatto che il tema del lavoro per le donne &#232; risultato sempre inestricabilmente legato a quello del riconoscimento della donna a livello sociale e istituzionale.
Questo processo, che trova giustificazione e spinta propulsiva nei dettami della Costituzione, ha attraversato gli anni della seconda met&#224; del Novecento, le grandi battaglie degli anni Settanta, le &#8220;battaglia delle idee&#8221; degli anni Ottanta, battaglia, questa, che ha trovato il suo punto fermo nell&apos;approvazione della legge 1&#176; aprile 1991, n&#176; 125, sulle azioni positive per la realizzazione della parit&#224; uomo donna in tema di lavoro.
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Bologna</publisher-name>
        <publisher-loc>Bologna</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">OGM s&#236;, OGM no: le strategie di comunicazione esterna nel settore agrobiotecnologico - il caso Syngenta</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>De Rosa</surName>
               <given-names>Pierluigi</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11936"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=065437453T5751&amp;idt=12063&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>La ricerca scientifica, come noto, muove dalla percezione di un&apos;anomalia, di &#8220;qualcosa che va contro le attese&#8221;. In questo caso l&apos;anomalia &#232; costituita dall&apos;assordante silenzio che si &#232; creato intorno alle aziende impegnate nel campo agro-biotecnologico. Almeno nel panorama italiano, infatti, non c&apos;&#232; traccia apparente di comunicazione da parte delle multinazionali che commercializzano prodotti derivanti da Organismi Geneticamente Modificati. 
A conferma dell&apos;assunto per cui &#232; impossibile non comunicare, questa indagine tende a svelare, portandolo in superficie, il sistema di relazioni che tali aziende sviluppano con il mercato, in attesa che la normativa in materia di OGM ne autorizzi la commercializzazione anche in Italia. Questa azione &#232; condotta prevalentemente mediante strumenti di comunicazione cosidetti below the line, ossia caratterizzati da un&apos;alta specificit&#224; dei contatti e dei contenuti e, di converso, da una ridotta estensione dei target di riferimento: in altri termini, canali alternativi ai mezzi di comunicazione di massa, quali congressi, tavole rotonde, newsletter, pubblicistica aziendale, seminari e workshop. In questo modo le aziende biotech intendono sfuggire alla definizione negativa che caratterizza gli OGM nell&apos;ambiente esterno e soprattutto nell&apos;arena mediatica, all&apos;interno della quale il tema &#232; spesso trattato con approsimazione e con profusione di stereotipi.
L&apos;analisi della rappresentazione mediale del fenomeno-OGM &#232; il punto di partenza della ricerca, che si sviluppa attraverso una case history: la &#8216;lente&apos; attraverso cui &#232; osservato il fenomeno &#232; l&apos;esperienza di Syngenta Italia, azienda leader nel settore agro-biotecnologico, di cui &#232; analizzata tanto la dimensione organizzativa quanto l&apos;intera attivit&#224; di comunicazione esterna. Il filo rosso dell&apos;indagine consiste nell&apos;adozione di una chiave interpretativa, di ispirazione semiotica, caratterizzata dal ricorso a un insieme interrelato di &#8216;puntelli teorici&apos; mediante i quali si intende restituire, trasposto sul piano dell&apos;analisi, la complessit&#224; dei fenomeni indagati.
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Padova</publisher-name>
        <publisher-loc>Padova</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Bar sport di provincia: il calcio parlato nelle TV locali del nord-est</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Bellon</surName>
               <given-names>Nicola</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11935"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=528255788T7301&amp;idt=12062&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Cosa succede quando i personaggi di un libro si trasferiscono in uno studio televisivo? E nello specifico: cosa ci fanno il &#171;professore&#187;, il &#171;tecnico&#187; e l&apos;&#171;incazzato&#187; raccontati da Stefano Benni, sulle poltrone di un talk show? 
La risposta &#232; semplice. Danno vita a programmi che in questi anni stanno riscuotendo un successo sempre maggiore in termini di audience. 
     Scopo di questo lavoro di tesi, &#232; proprio quello di andare a conoscere pi&#249; da vicino il vasto mondo dell&apos;emittenza locale. In particolare, a finire sotto la lente d&apos;ingrandimento sono le trasmissioni che in ogni fascia oraria di ogni giorno della settimana parlano, riparlano e straparlano di calcio. 
     L&apos;area geografica presa in considerazione &#232; quella del Nord Est e del Veneto in particolare. Dalle TV pi&#249; grandi, sempre pi&#249; simili ai grandi network nazionali, fino alla piccola rete cittadina, passando per i circuiti interregionali e per la diffusione satellitare. L&apos;itinerario di questo viaggio ci permetter&#224; di tracciare un quadro della situazione che si riveler&#224; sorprendente per chi ancora pensa alle TV locali come reti di serie C. 
     Oltre all&apos;analisi dei testi televisivi, &#8211; con un occhio sempre attento alle situazioni immortalate dai libri di Benni &#8211; non mancheranno considerazioni sulla storia delle emittenti e sul loro rapporto col mercato pubblicitario. Completano il lavoro una parte dedicata al Bar Sport come fenomeno storico - sociologico e un approfondimento sul genere del talk show, il tutto corredato dalle riflessioni di chi lavora in questa TV delle parole. 
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Libera Universit&#224; di Lingue e Comunicazione (IULM)</publisher-name>
        <publisher-loc>Milano</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">La valutazione della qualit&#224; nel settore dello spettacolo:l&apos;esperienza degli MTV Europe Music Awards</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Terraneo</surName>
               <given-names>Sara</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11934"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=074207547T3964&amp;idt=12061&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Questo lavoro prende in esame un particolare settore economico dell&apos;industria dello spettacolo, costituito dal business dei prodotti videomusicali.In questo particolare mercato, fondamentale importanza ha assunto nell&apos;ultimo decennio del secolo scorso la rete televisiva MTV - Music Television: nata il 1 Agosto 1981 in America, essa &#232; riuscita a trasformarsi in venti anni di trasmissioni da televisione via cavo distribuita solo in territori suburbani in network globale, in grado di esercitare la propria influenza non solo sul mercato discografico e su una intera generazione di giovani a livello mondiale, ma soprattutto sull&apos;intera cultura popolare contemporanea.
Tale analisi fornir&#224; il quadro teorico dell&apos;evoluzione storica ed economica sia del settore nella sua globalit&#224;, che dei principali attori economici presenti, ovvero Majors discografiche, MTV e la popolazione mondiale compresa nella fascia di individui fra i tredici e i trentaquattro anni: essi rappresentano rispettivamente i produttori, distributori e consumatori di quei particolari beni intermedi rappresentati dai video musicali.  </p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Catania</publisher-name>
        <publisher-loc>Catania</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Il Senato federale: decentramento e rapporti Nord- Sud</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Emmi</surName>
               <given-names>Sarah</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11933"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=845840252T4746&amp;idt=12060&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Introduzione


Lo Stato nazionale, che &#232; la forma di aggregazione giuridica che le Comunit&#224; si sono date in Europa negli ultimi due secoli, pare proprio che abbia fatto il suo tempo, tanto che si parla oramai di vera e propria crisi degli Stati nazionali minacciati dalla globalizzazione.
Questo fenomeno si manifesta anche attraverso l&apos;omologazione delle diversit&#224; culturali, etniche, religiose e sociali che costituiscono il fondamento della democrazia moderna. Accanto alla globalizzazione, si fa sempre pi&#249; largo quella che appare come una tendenza in atto in molte parti del mondo: decentrare il potere politico. 
Ma cosa significa federalismo? Il termine federalismo deriva dal latino foedus che significa patto, alleanza, accordo, unione. Da qui, si capisce come il federalismo abbia come fine quello di far convivere in una realt&#224; statale coesa ed unita, le diverse entit&#224; territoriali caratterizzate da una profonda diversit&#224; tra loro. In altre parole, si desidera far convivere insieme le diversit&#224; nel patto federale.
 Il concetto di federalismo, per&#242;, non &#232; chiaro ed univoco, tanto che non &#232; in alcun modo possibile avere a disposizione una definizione teorica condivisa da tutti. In merito Alberini (1979) sosteneva: &#8220;Va osservato, al riguardo che allo Stato dei fatti si sa solo molto vagamente di che cosa si parla quando si parla di federalismo&#8221;.
Il termine federalismo invoca sia un principio politico, la cosiddetta ideologia federalista, sia un particolare tipo di istituzioni statali, gli Stati federali. Nel primo caso, quello del pensiero federalista, ci si riferisce direttamente a quella corrente di pensiero politico moderno secondo cui la soluzione per ottenere una societ&#224; migliore sia quella di organizzarla secondo il principio federale. Nel secondo, invece, ci si rif&#224; agli studi costituzionali sulle istituzioni che reggono il cosiddetto Stato federale.  
Negli ultimi anni il federalismo ha riscontrato grande successo politico, a cui &#232; corrisposta una grande ripresa degli studi sui modelli federali di governo. 
Nel vecchio continente il processo di costruzione di un&apos;Europa politica, dotata di una Costituzione e di strutture di governo sopranazionali si &#232; accompagnato a fenomeni di amplissima regionalizzazione che hanno coinvolto tutti gli Stati europei. Alla Germania e all&apos;Austria, tradizionalmente federali, si sono affiancati Spagna e Belgio, che hanno conosciuto profondi fenomeni di federalizzazione, e anche l&apos;Italia.
Gli Stati Uniti stanno rivalutando lo studio delle costituzioni dei singoli Stati membri, scoprendo e rivelando al mondo le grandi differenze che sussistono nelle forme di governo dei diversi Stati. Il modello federale resta una importante ipotesi anche per governare piccoli Paesi fortemente disomogenei  (Bosnia Erzegovina).
Le principali caratteristiche dei comuni modelli federali possono essere sintetizzate nel seguente modo:
&amp;#61623; Due (o pi&#249;) ordini di governo che agiscono direttamente sui cittadini;
&amp;#61623; Una distribuzione di rango costituzionale dell&apos;autorit&#224; legislativa e amministrativa ed un&apos;allocazione delle risorse finanziarie fra gli ordini di governo, tale da assicurare a ciascuno di essi una qualche area di genuina autonomia;
&amp;#61623; Possibilit&#224; di rappresentanza dei punti di vista regionali all&apos;interno delle istituzioni politiche federali, di solito attraverso una particolare forma di seconda camera legislativa federale.
E&apos; in questo quadro complesso che vanno collocati i processi di riforma che si stanno sviluppando in Italia dalla seconda met&#224; degli anni 90, intrecciandosi con i processi di riforma delle istituzioni di governo.  
Scopo di questo lavoro &#232; esaminare le modifiche in senso federalista della Costituzione italiana. Particolare attenzione e studio &#232; posto sull&apos;aspetto finanziario e sulla costituzione e il ruolo del nuovo Senato federale e se esso comporter&#224; una reale convergenza di interessi tra il Nord e il Sud d&apos;Italia.
  
 
       
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Teramo</publisher-name>
        <publisher-loc></publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Il licenziamento disciplinare</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Di Prato</surName>
               <given-names>Marco</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11932"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=618254237T3973&amp;idt=12059&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>La tesi, dopo aver trattato le caratteristiche del potere disciplinare, esamina l&apos;evoluzione dottrinale e giurisprudenziale del licenziamento disciplinare, con particolare attenzione ai temi che interessano tale fattispecie tra i quali il licenziamento disciplinare del dirigente.  </p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Padova</publisher-name>
        <publisher-loc>Padova</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Product Placement Cinematografico: il Film Come Vetrina Narrativa</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Folladore</surName>
               <given-names>Lorenzo</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11931"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=015137133T1608&amp;idt=12058&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>In questo lavoro mi sono proposto di analizzare il crescente fenomeno del product placement cinematografico,contemplando congiuntamente il punto di vista dell&apos;industria cinematografica e del marketing aziendale.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi Roma Tre</publisher-name>
        <publisher-loc>Roma</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Le procedure di negoziazione nella direttiva 86/2001 sulla societ&#224; europea</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Rodo</surName>
               <given-names>Andrea</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11930"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=147223526T9538&amp;idt=12057&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>la tesi si occupa di definire le preospettive del coinvolgimento dei lavoratori, nel neonato modello societario denominato &quot;societ&#224; europea&quot;con particolare attenzione ai necessari momenti della negoziazione aziendale precedenti all&apos;iscrizione della SE.Il tutto attraverso un analisi della normativa e un seguente studio delle possibili applicazioni, attraverso la comparazione con gli attuali modelli europei di coinvolgimento e partecipazione dei lavoratori alla governance d&apos;impresa. </p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Libera Univ. degli Studi Maria SS.Assunta-(LUMSA) di Roma</publisher-name>
        <publisher-loc>Roma</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Pubblicit&#224; e Media: tecniche e linguaggi</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Maselli</surName>
               <given-names>Andrea</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11929"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=344678728T9781&amp;idt=12056&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>La pubblicit&#224; &#232; una tecnica multidisciplinare che sfrutta la comunicazione persuasiva e seduttiva con il fine di promuovere i consumi ed &#232; essenziale studiare di ogni messaggio pubblicitario gli elementi linguistici che lo compongono se si vuole entrare nel segreto delle tecniche comunicative e scoprire quale fascino debba avere una pubblicit&#224; per attirare l&apos;attenzione e quindi convincere all&apos;acquisto un probabile cliente.
L&apos;obiettivo di questo lavoro &#232; quello di effettuare un&apos;analisi condotta a livello strutturale, lessemantico, semantico e iconografico del linguaggio pubblicitario, di rilevarne i meccanismi e le tecniche e le strategie di costruzione dei suoi messaggi.
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Napoli - Federico II</publisher-name>
        <publisher-loc>Napoli</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Editori e scrittori d&apos;Italia. Per una storia editoriale dei classici italiani dal Risorgimento all&apos;et&#224; contemporanea</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Tessitore</surName>
               <given-names>Giovanna</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11928"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=120375358T967&amp;idt=12055&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>La memoria comune &#232; costituita anche dalla letteratura, per cui ogni percorso memoriale &#232; anche un itinerario attraverso quelle &quot;occasioni&quot; letterarie costituite da autori, luoghi culturali, generi che incontriamo nel nostro percorso di uomini, di lettori e di italiani. Ecco perch&#233; ritornare ai classici della nostra tradizione pu&#242; essere una scoperta. 
Appare oggi quindi fondato interrogarsi su quello che potr&#224; essere il futuro dell&apos;editoria di cultura italiana, e in particolare dei classici, intesi come &quot;occasioni&quot; di una memoria collettiva da tutelare e trasmettere alle successive generazioni, interrogandosi e riflettendo ancora, come fece Italo Calvino nelle sue Lezioni americane sulla funzione conoscitiva delle arti, sull&apos;universo letterario e sulla sua moltplicit&#224; di senso: &quot;La letteratura vive solo se si pone degli obiettivi smisurati, anche al di l&#224; d&apos;ogni possibilit&#224; di realizzazione: solo se poeti e scrittori si proporranno imprese che nessun altro osa immaginare la latteratura continuer&#224; ad avere una funzione. Da quando la scienza diffida delle spiegazioni generali e delle soluzioni che non siano settoriali e specialistiche, la grande sfida per la letteratura &#232; il saper tessere insieme i diversi saperi e i diversi codici in una visione plurima, sfaccettata del mondo&quot;.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>phd-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Torino</publisher-name>
        <publisher-loc>Torino</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Razionalismo evoluzionistico e filosofia politica. Il pensiero di Friedrich A. von Hayek</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Scomegna</surName>
               <given-names>Matteo</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11927"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=536405373T9825&amp;idt=12054&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Perch&#232; un ordine spontaneo &#232; pi&#249; efficiente di un ordine artificiale-costruito? Perch&#232; una pianificazione razionale della societ&#224; &#232; impossibile? La distribuzione della ricchezza da parte di un pianificatore diminuisce o aumenta la diversit&#224; tra i membri della societ&#224;? Chi sono gli autentici artefici del liberalismo, i contrattualisti o i convenzionali? L&apos;ideale del &quot;Rule of Law&quot; &#232; attuabile all&apos;interno delle societ&#224; contemporanee? La libert&#224; &#232; da intendersi &quot;positivamente&quot; o &quot;negativamente&quot;? E che importanza ha essere consapevoli della propria ignoranza? 
Queste sono alcune delle questioni che ho cercato di risolvere in questa mia Tesi di laurea facendo riferimento alle analisi di uno dei pensatori che maggiormente ha contribuito alla rinascita del liberalismo classico.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; Commerciale Luigi Bocconi di Milano</publisher-name>
        <publisher-loc>Milano</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Il lusso accessibile: nuove forme di razionalit&#224; nei processi di acquisto e consumo</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Job</surName>
               <given-names>Alessandro Mario</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11926"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=624068050T4908&amp;idt=12053&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Il lusso accessibile &#232; un fenomeno che sta profondamente mutando la struttura dei mercati odierni, configurando una situazione di polarizzazione verso le due estremit&#224; della scala di prezzo. Nei confronti di questo particolare tipo di beni si &#232; disposti a pagare un prezzo premium, elevato ma non proibitivo, come contropartita verso il particolare plesso di benefici apportati a livello tecnico, funzionale ed emotivo. Per contro, nei confronti di quei beni che non riescono ad apportare l&apos;intera scala dei benefici, ci si orienta verso la fascia bassa del mercato. Il lavoro si snoda attraverso l&apos;analisi economica e socio-culturale del consumatore, sviluppando i temi della qualit&#224; intangibile, dell&apos;esperenzialit&#224; e dei significati auto ed etero-diretti nei comportamenti di acquisto e consumo. Il risultato &#232; la realizzazione di un nuovo modello interpretativo: il &#8220;Modello a Clessidra&#8221;. In esso vengono sintetizzati i principali rapporti di causa-effetto che hanno portato alla nascita del fenomeno del lusso accessibile, permettendo di individuare dove e come sviluppare una coerente strategia basata su questo particolare tipo di offerta. Il modello viene poi applicato al caso iPod della Apple Computer, per dimostrare compiutamente le potenzialit&#224; di un prodotto correttamente modellato sullo statuto del lusso accessibile.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; Cattolica del Sacro Cuore di Milano</publisher-name>
        <publisher-loc>Milano</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Interlingua e profilo d&apos;apprendente: l&apos;italiano L2 di Viktorija, un&apos;allieva di origine ucraina</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Prina</surName>
               <given-names>Chiara</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11924"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=264552867T8704&amp;idt=12051&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Il lavoro presenta il percorso di Viktorija, un&apos;allieva di origine ucraina, verso l&apos;apprendimento dell&apos;italiano come lingua seconda. Vengono analizzati, in prima istanza, le teorie che hanno portato allo studio delle interlingue che gli apprendenti creano nel progredire verso la L2, insieme ai fattori, interni ed esterni, che influenzano l&apos;apprendimento. Successivamente vengono analizzati i due percorsi intrinseci utilizzati per studiare il processo di apprendimento dell&apos;italiano di Viktorija. Da un lato l&apos;apprendente &#232; stata osservata per cinque mesi in classe e a scuola, dall&apos;altro l&apos;allieva &#232; stata sottoposta a due attivit&#224; (&quot;recit sur images&quot; e &quot;dal testo in L1 al testo in L2&quot;) in modo tale da poter raccogliere campioni di lingua vasti e spontanei. </p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Teramo</publisher-name>
        <publisher-loc></publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Radio Pictures: analisi dei rapporti tra radio e cinema</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Pompilii</surName>
               <given-names>Valerio</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11923"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=848323316T5882&amp;idt=12050&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>La radio e il cinema sono nati insieme e insieme hanno affrontato un lungo periodo fatto di alti e bassi, aggiustamenti reciproci e commistioni varie, arrivando ad essere due dei media pi&#249; antichi e importanti ancora oggi.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Perugia</publisher-name>
        <publisher-loc></publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Il quiz televisivo. Forme di interpretazione.</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Berardi</surName>
               <given-names>Maruska</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11922"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=404353755T6064&amp;idt=12049&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>L&apos;elaborato &#232; volto ad individuare la struttura e l&apos;articolazione del quiz televisivo, considerandoli per&#242; da un punto di vista semiotico. Per perseguire questo obiettivo, innanzitutto &#232; stata ricostruita la storia del quiz che dall&apos;America, a partire dalla seconda met&#224; degli anni Quaranta, ha invaso altri Paesi, giungendo fino in Italia, dove per&#242; ha subito profondi adattamenti. Seguono diverse possibili classificazioni del genere che tengono conto dell&apos;evoluzione storica, del contenuto, della tipologia dei concorrenti e dei premi. Inoltre, analizzando la natura del genere, &#232; emerso come il quiz, da un lato, &#232; piuttosto frammentario permettendo una fruizione di tipo ipertestuale; allo stesso tempo, per&#242;, il genere mostra una struttura lineare paragonabile a quella di una narrazione, in cui un eroe, mediante una serie di prove cerca di ottenere il proprio Oggetto del desiderio. 
Nella seconda parte del lavoro, sono stati esaminati due diversi modelli di analisi: il modello interpretativo di U. Eco e quello generativo di A. Greimas. 
Il modello interpretativo analizza le operazioni che il lettore compie nel momento in cui si trova di fronte ad un testo e lo carica di significato. Secondo tale modello, un testo di per s&#233; non ha alcun senso, lo acquisisce solo quando un lettore glielo attribuisce, attingendo alla sua &#8220;enciclopedia&#8221;. La semiotica interpretativa assume il punto di vista del lettore e non si interroga solo su come &#232; fatto un testo, ma anche sulle reazioni che provoca nel momento in cui viene fruito. In effetti, Eco ritiene che il senso non si trova nel testo, ma a met&#224; tra ci&#242; che egli chiama &#8220;intentio operis&#8221; ed &#8220;intentio lectoris&#8221;, cio&#232; tra il testo e le sue possibili interpretazioni. Tra autore e lettore si stabilisce una relazione in cui ognuno cerca di indovinare e di prevedere le mosse dell&apos;altro. Per far s&#236; che il lettore capisca, l&apos;autore o il testo devono prevedere quali siano le informazioni enciclopediche di cui il destinatario gi&#224; dispone per poter comprendere il testo e rendere esplicite quelle che immagina che il lettore non possieda.
Il modello generativo si sofferma sull&apos;organizzazione semiotica che regola la generazione del senso. Secondo tale modello, la concatenazione delle frasi e delle immagini che costituiscono un testo rappresentano una manifestazione di superficie che &#232; l&apos;espressione di una struttura soggiacente. Attribuendo ad ogni termine del testo un valore, positivo o negativo a seconda del soggetto che lo interpreta, si d&#224; avvio al processo della narrazione. Nella formulazione della sua grammatica narrativa, Greimas si rif&#224; alle funzioni narrative e alle sfere d&apos;azione identificate da Propp, elaborando il modello attanziale, che verr&#224; successivamente riformulato mediante lo schema narrativo canonico. Tale schema &#232; articolato in quattro fasi: la manipolazione, cio&#232; il momento contrattuale in cui il destinante affida il compito all&apos;eroe ed egli accetta di realizzarlo; la competenza, che consiste nell&apos;acquisizione da parte dell&apos;eroe del saper-fare per poter svolgere il suo compito; la performanza, costituita dalla realizzazione del programma narrativo da parte dell&apos;eroe; la sanzione, ossia il momento di verifica sulla riuscita dell&apos; operato del Soggetto. 
Nell&apos;ultima parte del lavoro, &#232; stato effettuata un&apos;analisi semiotica, applicata al quiz &#8220;L&apos;eredit&#224;&#8221; di Amadeus. Riconoscendovi una struttura lineare, il gioco &#232; stato studiato sulla base dello schema narrativo canonico elaborato da Greimas. In particolare, &#232; emerso come nella fase della manipolazione il Destinante coincide con il Soggetto che partecipa al programma anche se, ne &#8220;L&apos;eredit&#224;&#8221;, come negli altri giochi a premi, il vero Destinante-manipolatore &#232; costituito dagli autori della trasmissione, poich&#233; solo essi decidono il percorso dei concorrenti che non possono scegliere quando e a quali domande rispondere essendo queste preimpostate. La fase della competenza consiste nel possedere un bagaglio culturale piuttosto vasto, nella capacit&#224; di intuire quale potrebbe essere la risposta esatta nel caso di mancata conoscenza o, ancora, nella velocit&#224; di orientarsi tra le proprie reminiscenze. La fase della performanza &#232; la fase centrale del racconto e consiste in sette prove: le prime sei conducono ognuna all&apos;eliminazione di un concorrente, la prova finale d&#224; la possibilit&#224; di conquistare il montepremi. La fase della sanzione &#232; determinata da un parametro oggettivo: non esiste una giuria che soggettivamente sceglie il concorrente pi&#249; preparato, ma &#232; sulla base delle risposte fornite alle domende che viene sanzionata la prova di ogni concorrente.Infine, ci si &#232; soffermati sulla componente mediatica che mostra chiaramente come  tale trasmissione non rinuncia mai al marchio dello spettacolo di intrattenimento essendo un elemento di forte motivazione che spinge il telespettatore a restare incollato davanti al piccolo schermo.   
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Perugia</publisher-name>
        <publisher-loc></publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Progettazione e realizzazione di un filtro passabasso in linea coassiale 7/8&#8221; in banda IV</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Saffioti</surName>
               <given-names>Umberto</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11920"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=011574111T8758&amp;idt=12047&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Un filtro &#232; un sistema che pu&#242; essere usato per modificare o manipolare lo spettro di frequenza di un segnale, in modo da ottenerne uno con  requisiti voluti. Ad esempio: un filtro pu&#242; essere usato per amplificare o attenuare un intervallo di frequenze, scartare o isolare una sola frequenza. 
Esistono 4 tipi di filtri: 
&#8226;	Passa-alto, attenua le frequenze inferiori ad una certa frequenza di taglio
&#8226;	Passa-basso, attenua le frequenze superiori ad una certa frequenza di taglio.
&#8226;	Passa-banda, elimina i segnali fuori dalla banda di interesse.
&#8226;	Elimina-banda, detto anche notch, &#232; una combinazione di filtri che attenua fortemente i segnali che si trovano all&apos;interno di una banda ristretta, lasciando invece inalterati i segnali che sono al di fuori.
I parametri che caratterizzano un filtro per radiofrequenza sono:
&#8226;	la frequenza di taglio (passa-basso e passa-alto);
&#8226;	 la frequenza di centro banda per i filtri passa-banda e notch;
&#8226;	 la corrispondente attenuazione in dB; 
Un aspetto importante di questi filtri sono le perdite di segnale sulle frequenze che non devono subire attenuazione. Un&apos;accurata costruzione e la scelta di componenti di qualit&#224; sono necessari per ridurre le perdite sulle frequenze UHF.
Scopo della tesi &#232; costruire un Filtro Passa-basso in guida d&apos;onda coassiale 7/8&#8221; con frequenza  di taglio di 650 Mhz .  L&apos;obiettivo iniziale sar&#224; quello di progettare un prototipo a elementi concentrati normalizzati (il numero n di elementi reattivi sar&#224; determinato dalla frequenza di cutoff e dal return loss richiesto). Accettando una certa approssimazione, si pu&#242; far corrispondere elementi reattivi a costanti concentrate ad una cascata di sezioni di linea coassiale, alternativamente ad alta e a bassa impedenza, in cui si dovr&#224; tenere conto delle capacit&#224; di Fringing. Generalmente le sezioni capacitive (a bassa impedenza) sono pi&#249; corte di quelle induttive (ad alta impedenza). A questo punto si potr&#224; procedere alla realizzazione del filtro.
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Urbino</publisher-name>
        <publisher-loc>Urbino</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Un nuovo modello comunicativo-tecnologico nell&apos;ambito dei sistemi sanitari</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Ridolfi</surName>
               <given-names>Luciana</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11919"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=856188106T2958&amp;idt=12046&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>   L&apos;ambito dei sottosistemi sanitari pu&#242; essere individuato come un possibile terreno di attualizzazione del cambiamento in atto, specie in questi ultimi anni in cui le organizzazioni sanitarie stanno spingendo nella direzione dell&apos;e-Health (orientamento alla cura e al benessere del cittadino). 
   Il presente contributo fornisce l&apos;esempio di un possibile caso di micro-macro link comunicativo all&apos;interno di un contesto istituzionale ben delineato (l&apos;Azienda USL di Rimini). Questo &#8220;spazio sociale&#8221; -  che mi vede da alcuni anni come interlocutrice diretta all&apos;interno della Direzione sanitaria &#8211; sta attraversando una fase di profondo cambiamento (introduzione di modalit&#224; comunicative &#8220;a rete&#8221;) e si avverte, in tutti i suoi settori operativi, la necessit&#224; di operare un&apos;indagine conoscitiva in vista di un piano di miglioramento che operi sul duplice versante della comunicazione (interna ed esterna) mediante l&apos;utilizzo di modelli organizzativi e tecnologici che sappiano coniugare l&apos;emergenza dell&apos;efficienza aziendale con i bisogni di trasparenza, qualit&#224; e partecipazione al servizio del cittadino/utente.  Un progetto ambizioso, certo, ma anche possibile&#8230;


 &#8220;[&#8230;] aprire il sistema al cliente, che ne diviene parte, per costruire assieme i territori dell&apos; e-service. E-service inteso come attenzione per le tematiche del Customer-care, superando la navigazione solitaria grazie allo sviluppo di servizi interattivi di supporto in tempo reale al cliente/utente in grado di sfruttare le potenzialit&#224; istantanee ed ubiquitarie della telematica per costruire un tempestivo Call-center virtuale. In tal senso, il futuro dello sviluppo di Internet come strumento relazionale potenzier&#224; le peculiarit&#224; comunicative del mezzo per favorire la costruzione di un ponte fra la dimensione macro-organizzativa di imprese ed istituzioni e la dimensione micro di utenti/clienti. [&#8230;] una vera e propria inversione comunicativa: non pi&#249; la persona che va alla sanit&#224; ma la sanit&#224; che va alla persona&#8221; . (1)


(1) L. Mazzoli, L&apos;impronta del sociale. La comunicazione fra teorie e tecnologie, Franco Angeli, Milano, 2001, p. 119.
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>ms-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Lecce</publisher-name>
        <publisher-loc>Lecce</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Scienza e filosofia in Werner Heisenberg</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Rizzo</surName>
               <given-names>Elisa</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11918"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=612636051T4262&amp;idt=12045&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Un lavoro che intende fotografare la crisi della Scienza del primo Novecento, in seguito al principio d&apos;indeterminaizone di Heisenberg, quando crollano tutte le certezze e la Scienza diventa relativa, soggettiva, frutto di manipolazione da parte dell&apos;osservatore e la conoscenza della Verit&#224; ne risulta offuscata. Spazio e Tempo in declino, il caos che subentra all&apos;ordine, la probabilit&#224; che sostituisce la certezza.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Perugia</publisher-name>
        <publisher-loc></publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">La Banca degli spot. Progetto per la creazione di un centro di documentazione e analisi della pubblicit&#224; televisiva</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Bonciarelli</surName>
               <given-names>Sarah</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11915"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=634141848T8463&amp;idt=12042&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>L&apos;obiettivo della tesi &#232; la progettazione di un Centro di Documentazione e analisi della pubblicit&#224; televisiva. 
L&apos;idea &#232; nata dalla constatazione dell&apos;assenza di una struttura, a livello nazionale, in grado di occuparsi della raccolta, conservazione e catalogazione degli spot pubblicitari.
Tutti coloro infatti, che per motivi di studio e di ricerca hanno la necessit&#224; di analizzare testi pubblicitari incontrano delle difficolt&#224; nel reperire il materiale e, anche quando ne entrano in possesso, raramente possono contare su una classificazione sistematica del materiale. Il progetto costituisce una valida guida all&apos;analisi degli spot grazie alla presenza di due schede di analisi, una anagrafica e una di approfondimento con una serie di items fondamentali per quanti desiderano analizzare in modo approfondito uno spot pubblicitario.
Gli argomenti trattati nella tesi sono nello specifico: 
- come reperire spot pubblicitari
- come analizzarli e schedarli
- come metterli on line
- le problematiche legate al diritto d&apos;autore on line.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Parma</publisher-name>
        <publisher-loc>Parma</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Caratterizzazione microbiologica e aspetti ecologici di sieroinnesti naturali per formaggio Grana Padano</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Fabiani</surName>
               <given-names>Lucia</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11914"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=801200107T4249&amp;idt=12041&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>I sieroinnesti sono caratterizzati da una relativa biodiversit&#224; nel numero di specie e da una notevole diversit&#224; in biotipi all&apos;interno delle colture. Questa diversit&#224; spiega la grande duttilit&#224; tecnologica dei sieroinnesti.
Questa tesi ha l&apos;obiettivo di approfondire alcuni aspetti dell&apos;ecologia microbica dei sieroinnesti per Grana Padano, in particolare la possibilit&#224; che un significativo numero di biotipi, soprattutto appartenenti a specie (come S. thermophilus) pi&#249; sensibili alle condizioni di stress acido a cui i microrganismi sono sottoposti nel corso della preparazione di queste colture, sia in uno stato di vitalit&#224; ma di incoltivabilit&#224;.
D&apos;altra parte, i sieroinnesti per Grana Padano rappresentano un&apos;interessante fonte di germoplasma microbico. Per salvaguardare il patrimonio biologico di questo prodotto DOP di grande importanza per tutto il comparto caseario nazionale, si rende necessario disporre di una &#8220;riserva&#8221; di microrganismi, caratterizzati microbiologicamente, e specchio della diversit&#224; microbica delle varie realt&#224; produttive. 
In questa ottica questo lavoro di tesi si pone l&apos;ulteriore scopo di raccogliere, caratterizzare e preservare la microflora batterica tipica isolata da sieroinnesti naturali utilizzati per la produzione di formaggio Grana Padano. 
 

</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Torino</publisher-name>
        <publisher-loc>Torino</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Progettare strumenti per la formazione a distanza. Gli aspetti motivazionali nell&#8217;apprendimento mediante strumenti telemediali.</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Giordano</surName>
               <given-names>Fabio</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11913"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=706482002T8457&amp;idt=12040&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>La ricerca in oggetto &#232; volta a dimostrare l&apos;importanza della motivazione per la fruizione di strumenti telemediali. Si intende fornire in questo lavoro i contributi teorici e pratici diretti a dimostrare l&apos;efficacia delle strategie messe in atto per incentivare studenti e lavoratori a intraprendere un percorso formativo, che consente agli studenti di ottenere una serie di vantaggi dal punto di vista della mobilit&#224;, del tempo, e dell&apos;organizzazione didattica.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Messina</publisher-name>
        <publisher-loc>Messina</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Pratiche di gestione delle risorse umane fra continuit&#224; e innovazione</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Sacca&apos;</surName>
               <given-names>Daniela</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11912"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=134474581T3996&amp;idt=12039&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Per tanti anni le aziende hanno valorizzato il processo produttivo e nell&apos;ultimo decennio si sono fatte coinvolgere dall&apos;esplosione delle nuove tecnologie ma adesso sembra che vogliano riaffermare con vigore il ruolo essenziale dell&apos; uomo nel processo di creazione di valore nell&apos;impresa. Inoltre le organizzazioni, come del resto la nostra societ&#224; hanno fomentato una cultura individualista mentre adesso ci&#242; che viene pi&#249; richiesto &#232; la capacit&#224; di lavorare assieme, di condividere propositi comuni, di relazionarsi con gli altri e l&apos;empatia. Insomma, almeno in teoria ci sono tutti gli elementi perch&#233; l&apos;impresa possa andare in una direzione pi&#249; umana.

Per aziende che ormai vogliono affrontare con successo la competizione globale e ridurre le pressioni dei costi, la gestione delle risorse umane deve mettere a punto delle strategie per rinnovare e legare valori, competenze e prestazioni per ottimizzare la performance economica dell&apos;azienda.

I benefici di una singola pratica dipendono da tutto l&apos;insieme di pratiche che sono state implementate, per questo viene enfatizzata la necessit&#224; che tutte le pratiche di gestione delle risorse umane siano internamente coerenti. Le politiche di ciascuna area delle risorse umane, sia essa la motivazione, la selezione o il sistema di ricompensa, devono condividere e perseguire uno stesso set di obiettivi strategici. Per cui non esistono pratiche migliori in assoluto n&#233; positive o negative in s&#233;, ma solo pi&#249; o meno funzionali a ci&#242; che si vuole ottenere. Occorre adottare un approccio funzionale e pragmatico: 

l&apos;implementazione effettiva delle pratiche e la forma che esse assumono, dipendono ovviamente non soltanto dalla strategia ma anche da altri fattori contestuali come l&apos;ubicazione, la natura e l&apos;interdipendenza del lavoro e cos&#236; via . 

Prese tutte assieme queste pratiche marcano una certa differenza con il tradizionale modo di concepire le risorse umane  e il loro management  e aprono la strada a ulteriori aree di ricerca sulla gestione delle risorse umane. Certo permangono numerosi dubbi riguardanti l&apos;efficacia e gli effetti delle interazioni tra diverse pratiche ma una cosa &#232; certa: hanno tutte le potenzialit&#224; e gli strumenti per rendere il lavoro pi&#249; gratificante per molti individui e rendere le organizzazioni pi&#249; produttive e competitive.

Le organizzazioni che avranno futuro sono quelle che non smetteranno di chiedersi e cercare nuovi modi e soluzioni per organizzarsi e gestirsi meglio.
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#65533;&#65533; degli studi di Perugia</publisher-name>
        <publisher-loc></publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">La regolamentazione della comunicazione politica. Evoluzioni e prospettive</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Liuzzi</surName>
               <given-names>Lucia</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11911"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=761822315T9488&amp;idt=12038&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Si tratta di un excursus dall&apos;art.21 alla legge sulla par condicio. 
Non altro che un evoluzione della comunicazione politica tracciata sulla base delle direttive prima del Costituente poi del legislatore, scelte che si sono dovute adeguare a quelle che sono state le tecnologie imperanti della fine dello scorso secolo e l&apos;inizio di questo.
Si evince che sostanzialmente la politica &#232; nata e vissuta in quelli che sono i luoghi pubblici, ora virtuali allora reali.
Per la centralit&#224; che l&apos;agor&#224;, dalla memoria ateniese ai giorni nostri, ha assunto si &#232; sentita lanecessit&#224; di disciplinare tale attivit&#224;.
Oltrettutto la legislazione sulle votazioni va a rispecchiare quella che &#232; la forma di governo dell&apos;ordinamento in questione, pertanto il caso italiano si caraterizza per quell&apos;imbattersi nei principi costituzionalmente garantiti al libero cittadino, che con l&apos;esercizio del voto realizza la propia &quot;isonomia&quot;, il ritardo legislativo riscontrato nell&apos;adeguarsi ai media vigenti e la situazione italiana che presente un&apos;anomalia del tutto singolare , ovvero un duopolio non in grado di garantire in toto il pluralismo informativo, principio ricavato dalla lettura integrata dei vari articoli costituzionali.
Dopo svariati tentativi legislativi contingenti e settoriali, decreti emanati e reiterati, non ritenuti satisfattivi, dopo ore di discussione parlamentare si &#232; giunti il 18 febbraio 2000all&apos;emanazione di una legge organica che si rapporta ai vari mezzi allaluce delle loro caratteristiche e finalit&#224;, serbando in s&#232; l&apos;intento di garantire &quot;parit&#224; di condizioni di accesso durante le campagne elettorali e referendarie e comunicazione politica&quot;. 
A tal fine si attribuiscono alla Commissione Parlamentare il controllo del servizio pubblico, all&apos;Autorit&#224; il controllo del servizio privato e la sanzione dei comportamenti qualora si ritiene violino quanto previsto dalla l.28/2000 e dalle disposizioni date in occasione dei singoli appuntamenti elettorali (art.10, legge n.28/2000).
Inoltre da parte del legislatore c&apos;&#232; stato anche il tentativo, per la prima volta, di disciplinare la comunicazionepolitica, seguendo due linee fondamentali di indirizzo: comunicazione politica (art.2, legge n. 28/2000) e messaggi autogestiti (art.3, legge n.28/2000).
Emerge nell&apos;operato del legislatore non solo la garanzia del pluralismo e dell&apos;effettiva uguaglianza ma altrettanti obblighi edivieti che vanno aldil&#224; di questo scopo tutelando l&apos;elettore dalla suggestionabilit&#224; affinch&#232; esprima il proprio genuinamente.
Uno sguardo alle altre esperienze staniere &#232; stato dato per trarre spunto dai comportamenti assunti nel medesimo ambito da altristati, non si pu&#242; infatti escludere l&apos;analisi di quella che &#232; stata l&apos;esemplare esperienza spagnola.
In effetti per migliorarsi non si pu&#242; prescindere dal confronto in nessun ambito della vita personale, sociale tantomeno politica. Per quanto riguarda l&apos;analisi del caso italiano non possiamo altrettanto sottovalutare quella che &#232; la nostra anomalia, avere un presidente del consiglio che &#232; allo stesso tempo un imprenditore nel settore delle telecomunicazioni e che pertanto mantiene il controllo tanto del pubblico che del privato. La disciplina vigente &#232; quindi ritenuta &quot;una legge bavaglio&quot; dallo stesso che vorrebbe &quot;liberalizzare&quot; il mercato senza troppe libert&#224; negative e l&apos;opposizione che a sua volta si auspica un controllo pi&#249; severo e ulteriori misure restrittive. 
Tutto questo mentre sono in ballo molteplici principi costituzionalmente garantiti che permettono all&apos;elettorato di dare la propria &quot;autorizzazione ad agire&quot;.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Salerno</publisher-name>
        <publisher-loc>Salerno</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Etica e politica nella dur&#233;e di Bergson</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Pesce</surName>
               <given-names>Rosario</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11910"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=131316087T3359&amp;idt=12037&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Il mio interesse per la nutrita produzione filosofica di Henry Bergson nasce qualche anno fa, quando &#8211; anche in virt&#249; della significativa mediazione offerta dal dibattito intorno alle Avanguardie artistiche del primo Novecento &#8211; la fama del pensatore transalpino torna ad essere vivida in Italia, affrancandosi cos&#236; da un lunghissimo ed immeritato oblio (che, ormai, si protraeva da diversi decenni), a cui egli era stato, ingiustamente, condannato dagli opposti orientamenti (soprattutto neo-idealistici, positivistici e marxistici) della critica militante, dominanti in sede accademica sin dagli anni immediatamente successivi alla caduta del Fascismo e alla Liberazione.
Studiare a fondo il pensiero bergsoniano &#232; attivit&#224;, talora, improba, visto che Bergson, in virt&#249; soprattutto della sua proverbiale curiositas intellettuale, ha avuto modo di scrivere &#8211; sempre con indubbia competenza &#8211; in riferimento sia ai pi&#249; svariati ambiti disciplinari, sia alle tematiche che, di volta in volta, incontravano il consenso della pubblica opinione europea nel corso dei primi quarant&apos;anni del XX secolo.
Le difficolt&#224;, inoltre, aumentano sensibilmente se si tiene nel giusto conto che lo stile di scrittura di Bergson (unico filosofo in grado di ricevere il premio Nobel per la letteratura) si presenta, sovente, particolarmente fiorito e non raramente ricco di preziosismi letterari, che &#8211; se per un verso arricchiscono non poco il patrimonio estetico dei testi &#8211; per un altro ne rendono certamente pi&#249; laborioso lo sforzo di comprensione ad opera della critica filosofica.
Comunque, le molteplici e differenziate riflessioni bergsoniane vantano &#8211; a mio avviso &#8211; un utilissimo punto di accumulazione: la nozione di dur&#233;e.
Tale concetto rappresenta, infatti, il nucleo pi&#249; autentico della teoresi bergsoniana, a partire dalla prima fondamentale opera, Il Saggio sui dati immediati della coscienza, fino all&apos;ultimo capolavoro, in ordine cronologico, Le due Fonti della morale e della religione, passando attraverso il saggio forse pi&#249; felice, Materia e Memoria, e l&apos;opera sicuramente pi&#249; nota al grande pubblico, L&apos;evoluzione creatrice. 
Lungo questo itinerario bergsoniano &#8211; che, evidentemente, coincide con la linea di sviluppo del presente lavoro di tesi &#8211; la nozione di dur&#233;e si confronta, e felicemente si contamina, con le acquisizioni pi&#249; recenti delle scienze sperimentali, secondo un modello interdisciplinare di ricerca filosofica, che si fonda su un non-irrilevante sincretismo culturale.  
Giammai la speculazione di Henry Bergson si riduce, infatti, ad una mera filosofia del tempo.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>phd-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Urbino</publisher-name>
        <publisher-loc>Urbino</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">I mille volti del privato sullo schermo: tendenze ed apparenze nella programmazione televisiva</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Ridolfi</surName>
               <given-names>Luciana</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11908"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=056854743T7546&amp;idt=12035&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>   Il &#8220;mostrare&#8221;, il &#8220;far vedere&#8221;&#8230; rappresentano indubbiamente la connotazione pi&#249; immediata della televisione, l&apos;essenza stessa del suo &#8220;essere&#8221;, la sua ragione di fondo&#8230;  
   Nel porsi come medium tra i due spazi dell&apos;esperienza (l&apos;esterno del mondo e l&apos;interno domestico), esso diventa cos&#236; lo specchio di ogni visibile possibile e, insieme, il referente privilegiato per la costruzione di rinnovati percorsi  semiotico-simbolici. 
    Tale valenza performativa trova la sua &#8220;ratifica&#8221; immediata in ogni istante in cui - cliccando sul telecomando - noi accettiamo di sottoscrivere in toto i termini del &#8220;contratto&#8221;, disponendoci cos&#236; a condividerne tutte le possibili &#8220;clausole&#8221; di visibilit&#224;.
   Nell&apos;auto-proclamarsi come &#8220;il mezzo veridittivo del reale&#8221; per eccellenza (&#8220;Here is television: your window to the world&#8221;&#8230;) (1), esso viene perci&#242; ad arrogarsi  il diritto di dare &#8220;comunque&#8221; un senso a tutto ci&#242; che mostra, reclamando - in pari tempo - sempre nuova attenzione e fiducia da parte dello spettatore.
   Legittimato dal consenso comune e gratificato da calorose &#8220;risposte d&apos;ascolto&#8221; via via pi&#249; stimolanti, il mezzo televisivo ha - come si suol dire - &#8220;cavalcato l&apos;onda&#8221;, spingendosi proditoriamente sempre pi&#249; oltre,&#8230; per approdare infine su territori di visibilit&#224; cos&#236; insoliti e audaci da meritarsi le non infondate accuse di mettere in scena, ormai, solo &#8220;compiaciuti esibizionismi&#8221; quando non addirittura&#8230; &#8220;spietati cinismi&#8221;.
   Il conto torna&#8230; E&apos; solo un caso, infatti, che il verbo &#8220;mostrare&#8221; abbia un etimo in comune con la parola latina  monster/monstrum?&#8230; E, del resto, il &#8220;mostro&#8221; non &#232;, prima di tutto, un qualcosa che &#8220;non si pu&#242; guardare&#8221;  ma che tutti vorrebbero avidamente vedere, spiare, analizzare?&#8230;   
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; Cattolica del Sacro Cuore di Milano</publisher-name>
        <publisher-loc>Milano</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Il product placement cinematografico. Le fabbriche dei sogni: un&apos;alleanza strategica</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Cometti</surName>
               <given-names>Marilisa</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11907"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=856158148T7681&amp;idt=12034&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>La tesi &#232; un&apos;approfondita ricognizione sul fenomeno del product placement cinematografico, ovvero il posizionamento di marchi in opere cinematografiche. 
Il lavoro affronta il product placement da molteplici punti di vista, poich&#233;  esso sconfina dalle pure logiche pubblicitarie per entrare nel mondo dei significati. Tramite il product placement si attua uno sfondamento tra mondo reale, mondo immaginario e mondo pubblicitario, che crea transfer di valori e significati.

Il percorso di avvicinamento al product placement come generatore di senso trova il suo avvio in una ridefinizione del fenomeno che mette al centro l&apos;intenzionalit&#224; del posizionamento. Intenzionalit&#224; che pu&#242; esplicitarsi nel pagamento da parte del produttore del bene, ma anche nella volont&#224; del creatore dell&apos;opera di inserire un determinato prodotto. Successivamente la tesi compie un excursus storico che rileva nel cinema delle origini la matrice del product placement. Dopo uno sguardo ai problemi legali ed etici legati al product placement, si analizza il fenomeno dal punto di vista del marketing, e quindi delle aziende.
Un capitolo &#232; dedicato all&apos;applicazione di categorie sociosemiotiche (l&apos;analisi della narrazione di Greimas e l&apos;approccio alla marca come condensato di senso sociale) al posizionamento del prodotto.
Un breve sguardo agli scenari futuri del placement, all&apos;estero e in Italia, dove &#232; stato riammesso grazie al decreto Urbani, n. 72/2004, introduce l&apos;ultimo capitolo della tesi. L&apos;analisi di tre film di fantascienza (2001: odissea nello spazio, Blade runner e Minority Report) testimonia non solo l&apos;evoluzione del product placement nel tempo ma anche, a livello pi&#249; profondo, il crescente intreccio tra realt&#224;, cinema e publicit&#224;.

La tesi, sostenuta da un importante apparato bibliografico e da continui e circostanziati riferimenti a film di ogni epoca, si conclude con un appendice fotografica e con interviste a esperti del settore.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Libera Univ. degli Studi Maria SS.Assunta-(LUMSA) di Roma</publisher-name>
        <publisher-loc>Roma</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Due casi di Locura nella narrativa di Benito P&#233;rez Gald&#243;s</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Ciarrapica</surName>
               <given-names>Silvia</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11906"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=110758048T7061&amp;idt=12033&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Presentazione del panorama letterario ottocentesco della narrativa spagnola, presentazione della vita e delle opere di Benito P&#233;rez Gald&#243;s, analisi dettagliata di due sue opere:LA SOMBRA  e LA LOCA DE LA CASA, in particolare dei due casi molto diversi di pazzia che caratterizzano i due protagonisti.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Roma La Sapienza</publisher-name>
        <publisher-loc>Roma</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">L&#8217;influenza dei test genetici sull&#8217;underwriting dell&#8217;assicurazione vita</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Tulli</surName>
               <given-names>Valentina</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11905"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=206060061T900&amp;idt=12032&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>I test genetici costituiscono uno strumento tecnologico dalle grandi potenzialit&#224; ed &#232; molto probabile una loro ampia diffusione futura. Di qui l&apos;importanza di cominciare a familiarizzare con le loro caratteristiche e dell&apos;analizzare le possibili influenze nell&apos;ambito del settore assicurativo e, in particolare, del ramo vita. Occorre inquadrare i test per eseguibilit&#224; ed interpretazione e delineare il processo di underwriting effettuato dalle imprese. Solo cos&#236; si pu&#242; chiarire la connessione tra i test e l&apos;uso che gli assicuratori potrebbero farne. Merita attenzione anche la considerazione degli scenari che potrebbero prospettarsi, incluse le reazioni a catena innescate da una proibizione dell&apos;utilizzo dei test. Non viene tralasciato, ad ogni modo, il punto di vista dell&apos;individuo che effettua l&apos;esame genetico e richiede una polizza assicurativa. Il tema &#232; gi&#224; di grande rilevanza in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, dove gli attuari sono impegnati nel fornire una quantificazione delle variazioni delle probabilit&#224; coinvolte, nonch&#233; della conseguente antiselezione. I contributi di Macdonald e Lemaire si sono rilevati i pi&#249; interessanti all&apos;interno della letteratura attuariale esistente. Attraverso il confronto dei risultati ottenuti si &#232; cercato di fornire uno sguardo critico d&apos;insieme al problema definito.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Modena e Reggio Emilia</publisher-name>
        <publisher-loc>Modena</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Il Digitale nel Cinema - Democrazia Digitale?</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Bandierini</surName>
               <given-names>Marcello</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11903"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=728522684T3533&amp;idt=12030&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>La rivoluzione digitale cambia il modo di fare cinema e il metodo di produzione di audiovisivi in generale. L&apos;abbassamento dei costi di queste tecnologie fa s&#236; che chiunque oggi possa creare il proprio film, video musicale, spot, ecc. Questa tesi vuole mostrare cosa comporta la diffusione capillare di queste tecnologie digitali e quali sono le conseguenze e le modifiche apportate al mondo del cinema.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Roma La Sapienza</publisher-name>
        <publisher-loc>Roma</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Modelli connessionistici della concettualizzazione</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Vizzinisi</surName>
               <given-names>Enrica</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11902"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=044234851T6670&amp;idt=12029&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Gli studi sui processi cognitivi portati avanti negli ultimi decenni, hanno condotto all&apos;elaborazione di alcuni modelli della mente, le reti neurali e le memorie associative, in cui la triade fondamentale di funzioni superiori del cervello (categorizzazione, memoria, apprendimento) trova una prima realizzazione a livello &#8220;embrionale&#8221;. A partire dal concetto di symbol grounding problem , uno dei principali problemi incontrati dalla metodologia simulativa in psicologia, alcuni ricercatori hanno sviluppato diversi modelli di reti neurali per la categorizzazione percettiva.  Nell&apos;ambito di questi nuovi modelli, la formazione di concetti viene a delinearsi come un fenomeno emergente in cui la semantica degli elementi &#232; assegnata in seguito all&apos;interazione fra un agente e il suo ambiente (semantica situazionale). Ci&#242; permetterebbe di giustificare e modellizzare la flessibilit&#224; che si fa nell&apos;uso dei concetti, flessibilit&#224; derivata dall&apos;influenza del contesto sulla loro semantica. 
Nella tesi vengono quindi descritti alcuni modelli modulari e i limiti apparenti che questi modelli presentano. </p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Padova</publisher-name>
        <publisher-loc>Padova</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">La lingua del calcio nei quotidiani sportivi: 1954 e 2004 a confronto sulle pagine de &apos;&apos;La Gazzetta dello Sport&apos;&apos;</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Goattin</surName>
               <given-names>Massimiliano</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11901"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=036381336T9916&amp;idt=12028&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>In questo lavoro intendiamo trattare la lingua del calcio e la sua evoluzione, confrontando i cambiamenti avvenuti nell&apos;ultimo mezzo secolo sulle pagine prestigiose de &quot;La Gazzetta dello Sport&quot;. Si tratta del quotidiano sportivo per antonomasia, che costituisce un vero e proprio punto di riferimento per i giornali del settore anche all&apos;estero, ed &#232; il foglio pi&#249; letto in Italia.
Il calcio, oltre ad essere lo sport pi&#249; popolare e seguito (e non solo nel nostro Paese), &#232; anche lo sport il cui sottocodice si &#232; maggiormente intrecciato con l&apos;italiano contemporaneo, spesso influenzandolo e facendosi promotore di innovazioni che sono poi diventate di uso comune. Non bisogna dimenticare, inoltre, l&apos;importanza sociale dei fogli sportivi, che in moltissimi casi &#8211; purtroppo &#8211; sono gli unici quotidiani ad essere letti dagli italiani. E poi ci sono la magia, il fascino e l&apos;imprevedibilit&#224; di questa disciplina nata nell&apos;Inghilterra di fine Ottocento, ma in realt&#224; sempre esistita e praticata in tutto il mondo.
Il nostro obiettivo &#232; un confronto empirico tra due edizioni de La Gazzetta dello Sport del 1954 e del 2004, analizzando gli articoli sulla squadra vincitrice dello scudetto nella giornata successiva alla conquista matematica del titolo. Con l&apos;analisi e il confronto intendiamo validare la seguente ipotesi: il giornalismo sportivo &#232; tra i pi&#249; &#8220;scritti&#8221; (meno vicino al parlato degli altri giornalismi) e difficili. &#200; nostra opinione, infatti, che la scrittura di calcio sia molto creativa e si contraddistingua per la sua originalit&#224;, in particolare nei titoli, spesso spiazzanti e con solo mezza verit&#224; per incuriosire il lettore. Al contrario della credenza comune, secondo noi si tratterebbe di un giornalismo sofisticato: potremo addirittura parla-re di una sorta di &#8220;splendido isolamento&#8221; del cronista sportivo.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Padova</publisher-name>
        <publisher-loc>Padova</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">L&apos;identit&#224; ebraica laica. Un confronto tra la prospettiva italiana e quella statunitense</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Pelagotti</surName>
               <given-names>Lara</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11900"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=117288728T7360&amp;idt=12027&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>&quot;BISOGNA PENSARE CHE L&apos;IDENTITA&apos; SIA UNA SORTA DI FOCOLARE VIRTUALE, CUI CI E` INDISPENSABILE RIFERIRCI PER SPIEGARE UN CERTO NUMERO DI COSE, MA SENZA CHE TALE FOCOLARE ABBIA UN`ESISTENZA REALE(...)SFORZO DELLE SCIENZE UMANE DI SUPERARE QUESTA NOZIONE DI IDENTITA` E DI VEDERE CHE LA SUA ESISTENZA E` PURAMENTE TEORICA: E` L`ESISTENZA DI UN LIMITE, CUI NON CORRISPONDE IN REALTA` ALCUNA ESPERIENZA.&quot; (Levi Strauss)

All`interno di questa tesi sono stati analizzati i concetti di identita` culturale, laicita` e secolarizzazione, intesi in prospettiva ebraica. Tra  le molte definizioni esistenti sull`identita` culturale ne ho scelta una che mi pare piuttosto chiara ed esplicativa: &quot; l`identita` culturale e` la percezione che l`individuo ha di se stesso e delle sue relazioni con una societa` &quot; (Selim Abou). L`identita` culturale della persona e` quindi un` identita` globale, sia perche` il termine cultura contiene al suo interno molti aspetti ( lingua, religione, modi di cucinare, espressioni artistiche etc etc), sia perche` quest`identita` si forma all`interno di un gruppo.
L`identita` culturale del popolo ebraico e` mutata col passare dei secoli, tanto che l`elemento religioso non e` piu` stato un fattore caratteristico dell`Ebraismo. A questo proposito Giorgio Israel  afferma che la religione fu un elemento essenziale per la coesione del popolo ebraico disperso e per il mantenimento dell`identita`, ma attraverso l`Illuminismo emerse una nuova prospettiva, secondo cui la religione puo` anche non essere elemento fondamentale per l`identita` di un popolo. 
La ricerca che ho svolto tratta proprio di questo mutamento nella percezione della propria identita`. Tramite l`aiuto di persone che si definiscono &quot;ebrei laici&quot; (utilizzando come supporto sia interviste, svolte in Italia, che un questionario inviato via e-mail negli Stati Uniti ), si e` cercato di indagare:
- Cosa vuol dire sentirsi appartenenti al popolo ebraico, ma non credere in alcuna forma di religione, o descriversi al massimo come non piu` che  agnostici.
- Come si e` originata una tale credenza e cosa questa comporta a livello pratico.
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Firenze</publisher-name>
        <publisher-loc>Firenze</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Elementi retorici nel linguaggio pubblicitario</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Arcangeli</surName>
               <given-names>Niccolo&apos;</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11899"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=188123640T5203&amp;idt=12026&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>La tesi spiega in maniera approfondita i meccanismi retorici e gli strumenti persuasivi su cui si basa la moderna comunicazione pubblicitaria. Partendo dalle origini, viene preso in esame Aristotele e la sua concezione di retorica: infatti, non &#232; sempre evidente che molte regole e strategie discorsive usate ai giorni nostri in pubblicit&#224;, prendono spunto proprio dal trattato di retorica aristotelico, scritto nel IV secolo a.C. e contenente una vera e propria &quot;tecnica di persuasione&quot;. Aristotele, infatti, prende in esame tutti gli aspetti della retorica: dalla logica all&apos;uso delle metafore, dallo stile del discorso ai modi per determinare negli ascoltatori gli atteggiamenti e gli stati d&apos;animo pi&#249; favorevoli dell&apos;oratore. Una retorica pura, vera, intesa come &#171;la facolt&#224; di scoprire il possibile mezzo di persuasione riguardo a qualsiasi oggetto proposto&#187;. Un&apos;analisi necessaria dunque, non solo per conoscere ci&#242; che sta alla base dei prodotti retorici, ma anche per correggere un radicato pregiudizio antiretorico ancora molto presente nella nostra societ&#224;, frutto di interpretazioni affrettate e superficiali. Una volta interpretate ed analizzate le parti dell&apos;opera aristotelica pi&#249; attinenti alla comunicazione pubblicitaria ed alle sue strategie, si vedr&#224; come la retorica antica venga riproposta e riutilizzata con ottimi risultati, anche dai moderni professionisti della pubblicit&#224;, per i quali la retorica non &#232; definita solo nei termini della pura comunicazione linguistica, ma anche in quelli dell&apos;immagine e del suono. Il secondo capitolo sulla comunicazione pubblicitaria tratter&#224; le diverse tecniche del linguaggio pubblicitario, i codici usati e gli stratagemmi retorici, ereditati dalla tradizione aristotelica, con l&apos;ausilio di esempi generali, presi in esame per capire meglio e per concretizzare gli argomenti affrontati. 
Nell&apos;ultima parte di questo lavoro, infine, vengono esaminati messaggi pubblicitari di alcune fra le pi&#249; note marche di acqua minerale, tratti da riviste e settimanali di carattere generale, con una particolare attenzione nei confronti dei tecnicismi linguistici e retorici del messaggio, e con un interessante sguardo sociosemiologico nei confronti del consumatore e del contesto in cui vive ed opera.
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Pavia</publisher-name>
        <publisher-loc>Pavia</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Il marketing relazionale e l&#8217;analisi della fedelt&#224; dei clienti nella distribuzione moderna: lo sviluppo della Fidelity Card</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Bensi</surName>
               <given-names>Daniela</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11898"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=366336547T2205&amp;idt=12025&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Questa tesi si propone di indagare il complesso fenomeno della fedelt&#224; del cliente, in particolare, nel moderno sistema distributivo al dettaglio e analizzare lo sviluppo dei programmi fedelt&#224; legati alla fidelity card.
La caratteristica comune che &#232; stata riscontrata in questi ultimi anni di sviluppo della funzione distributiva &#232;, senza alcun dubbio, una sempre crescente pressione competitiva tra le imprese del settore.
A seguito dei continui e rapidi cambiamenti presenti nell&apos;ambiente in cui le imprese si trovano ad operare, si rende ormai indispensabile, per quelle che ambiscono al vantaggio competitivo sostenibile, perseguire l&apos;obiettivo di un miglioramento continuo delle relazioni con i clienti. Non si tratta semplicemente di un&apos;opportunit&#224; da cogliere, ma di una vera e propria necessit&#224;. 
Da questo quadro emerge l&apos;importanza centrale assunta dal cliente e quindi la necessit&#224; di indagare le origini del concetto di marketing relazionale, che ha rivoluzionato il modo di intendere il rapporto azienda-cliente.
La soddisfazione del cliente &#232; solo il punto di partenza per la costruzione di una relazione stabile, ma non &#232; sufficiente, mentre &#232; essenziale focalizzare l&apos;attenzione su un fattore che con certezza influisca sul valore complessivo dell&apos;azienda: la fedelt&#224; dei clienti (customer loyalty).
Per questo motivo, si vuole proporre un&apos;analisi sulla fedelt&#224; del consumatore che chiarisca da un lato, la natura dei problemi in questione e dall&apos;altro, le opportunit&#224; insite nelle iniziative di fidelizzazione.
L&apos;obiettivo &#232; pertanto quello di analizzare le imprese distributive impegnate nella fidelizzazione della clientela che si trovano a dover far fronte a problemi sempre pi&#249; complessi, che rendono difficoltoso l&apos;ottenimento dei benefici dei programmi fedelt&#224;.
Il ruolo attivo di marketing della distribuzione si concretizza in un insieme di attivit&#224; di micromarketing, con il supporto dei programmi fedelt&#224; e delle altre attivit&#224; di fidelizzazione che hanno come obiettivo comune la proposta di un&apos;offerta differenziata rispetto ai concorrenti.
Si vuole pertanto approfondire l&apos;impatto dei programmi fedelt&#224;, in particolare quelli legati allo sviluppo della fidelity card.
Il lavoro si conclude con l&apos;analisi di alcuni casi pratici, per cercare di dare uno sguardo alla realt&#224; e vedere come alcune tra le pi&#249; importanti aziende nel settore distributivo italiano ed europeo sviluppino concretamente i concetti descritti nella trattazione.
Nonostante la prima parte dell&apos;analisi abbia un carattere prevalentemente descrittivo, tutto il lavoro &#232; accompagnato dalla citazione di esempi pratici dei retailers pi&#249; importanti del mercato grocery.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Catania</publisher-name>
        <publisher-loc>Catania</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Il lessico critico di Oreste Macr&#236; ispanista</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Savoca</surName>
               <given-names>Monica Maria</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11897"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=510261828T7346&amp;idt=12024&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Il lavoro affronta lo studio del linguaggio critico di Oreste Macr&#236; con un&apos;attenzione specifica alla sua vastissima opera di investigazione scientifica e di alta divulgazione in Italia della letteratura spagnola. In particolare, si mettono in luce e si analizzano nel dettaglio i temi analitici principali di ognuno dei nove volumi in cui converge il meglio della critica ispanica macriana, dall&apos;edizione dei Canti di Federico Garc&#237;a Lorca alla monumentale lettura dell&apos;opera di Jorge Guill&#233;n, attraverso la ricostruzione ermeneutica della poesia colta di Machado e di quella religiosa di Luis de Le&#243;n, per approdare alla rivisitazione in chiave europea (dimensione del resto sempre presente nell&apos;intellettuale di Maglie) del nobile e originale petrarchismo di Fernando de Herrera e di Gustavo Adolfo B&#233;cquer. 
Questo interessante percorso di storicizzazione e di indagine semantica sull&apos;ispanismo macriano (che si svolge lungo circa un sessantennio) &#232; testimoniato anche da un prezioso (anche se, ovviamente, non esaustivo) Index verborum, nel quale vengono sistemati i quasi duemila lemmi che, estratti dai volumi analizzati, caratterizzano maggiormente il lessico critico di Macr&#236;.
La tesi si sostiene da una parte sulla conoscenza di prima mano degli autori e dei testi oggetto degli interventi macriani, dall&apos;altra su una adesione all&apos;autore studiato che per qualche aspetto confina felicemente con la mimesi critica, come a volte accadeva allo stesso Macr&#236; nel dialogo conoscitivo e vichianamente &quot;sentimentale&quot; con i suoi autori.
            In realt&#224;, da  Garc&#237;a Lorca a Jorge Guill&#233;n (attraverso Luis de L&#233;on, Herrera, Machado e B&#233;cquer) Macr&#236; affronta con sottili sfumature di linguaggio e di pensiero critico, ma sempre in colloquio profondo, e quasi reciproco confronto, con i suoi compagni di vita/letteraura, tipi di poesia diversi: la sua &#232; una lingua pi&#249; &quot;demonica&quot; quando interpreta i movimenti del  duende andaluso, pi&#249; liricizzante, e a volte &quot;canzonieresca&quot;, quando spiega l&apos;amore universale del dio leonino, per diventare quasi fonosimbolica e rarefatta quando si adegua alle circunstancias guilleniane. Un sondaggio a parte &#232; dedicato ad alcuni tipici neologismi macriani.
La tesi rende anche conto minutamente dell&apos;intrico bibliografico che caratterizza pressoch&#233; tutti gli scritti ispanici di Macr&#236;, giungendo a risultati di chiara e ordinata sistemazione che permettono di seguire l&apos;evoluzione del pensiero critico macriano in generale e nello specifico interesse per questo o quell&apos;autore. In questo senso, un aspetto rilevante del lavoro consiste nell&apos;impegno di analizzare diacronicamente le linee direttrici della lingua e della critica macriane. In particolare, si &#232; presa in esame l&apos;introduzione alle Rime di B&#233;cquer nelle versioni del 1947 e del 1995: una loro sovrapposizione ideale ha messo in rilievo differenze linguistiche, ripensamenti critici, approfondimenti lessicali. Analogamente si &#232; proceduto riguardo alla critica di Macr&#236; ai Canti di Lorca che va dal 1949 al 1993.
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>phd-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Bologna</publisher-name>
        <publisher-loc>Bologna</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Il federalismo fiscale e l&apos;autonomia tributaria degli enti decentrati. Proposte per il finanziamento dei governi sub-nazionali negli stati dell&apos;UE.</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Tredici</surName>
               <given-names>Elena</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11896"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=478224867T479&amp;idt=12023&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>QUESTO LAVORO VUOLE, PARTENDO DALLA DEFINIZIONE DI FEDERALISMO FISCALE, INDIVIDUARE LE IMPOSTE CHE MEGLIO REALIZZANO L&apos;AUTONOMIA DEGLI ENTI DECENTRATI. PARTENDO DALL&apos;ESEMPIO CANADESE, CHE SVILUPPA EGREGIAMENTE IL FEDERALISMO FISCALE, SI DISCUTONO ALCUNE PROPOSTE DEGLI ECONOMISTI E LA LORO APPLICAZIONE IN ITALIA E NEGLI STATI DELL&apos;UE PER LA REALIZZAZIONE DELLA PIENA AUTONOMIA FISCALE E TRIBUTARIA DEGLI ENTI LOCALI. IN PARTICOLARE CI SI SOFFERMA SULL&apos;IVA, IMPOSTA CHE, CON OPPORTUNE MODIFICHE, CONCEDE UNA BUONA AUTONOMIA A REGIONI, PROVINCE E COMUNI, CHE POSSONO CONDURRE AUTONOMAMENTE RELAZIONI COMMERCIALI INTERNE ED ESTERNE.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Salerno</publisher-name>
        <publisher-loc>Salerno</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">La sceneggiatura della soap opera. Beautiful, Un posto al sole, Centovetrine</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Finizio</surName>
               <given-names>Carla</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11895"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=747200018T1357&amp;idt=12022&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Oggetto della tesi &#232; la sceneggiatura della fiction seriale televisiva ed in particolare della lunga serialit&#224;, rappresentata per antonomasia dalla soap opera. Attraverso un lavoro di analisi di tipo sociologico ma anche, e soprattutto, di carattere tecnico, sono stati individuati i tempi e i modi del processo creativo, l&apos;organizzazione settoriale e gerarchica di quest&apos;ultimo e le numerose professionalit&#224; coinvolte nella stesura della sceneggiatura del &#8220;daytime serial drama&#8221;. Obiettivo:comprendere se il successo universale del genere soap possa ricondursi alla forma dialogica del racconto, al suo caratteristico reiterarsi per un tempo indefinito, alla sua capacit&#224; di stuzzicare l&apos;attesa del telespettatore con la riproposizione quotidiana dei temi e delle problematiche dell&apos;esistenza umana, dalle relazioni interpersonali e sociali a quelle inter-generazionali, recidendo di volta in volta quel filo sottile che separa l&apos;esistenza schermica da quella reale e infine quali caratteristiche la sceneggiatura dovr&#224; manifestare perch&#233; possa realmente considerarsi l&apos;elemento discriminante per il successo di una soap opera. Innanzitutto si &#232; cercato di colmare le lacune inerenti la definizione del genere soap con l&apos;identificazione delle caratteristiche specifiche di questa tipologia di fiction seriale rispetto alle molteplici forme con le quali quest&apos;ultima si propone al pubblico. Nel primo capitolo &#232; stata ricostruita la mappa completa della fiction televisiva all&apos;interno della quale collocare il genere soap,sono state riportate le diverse definizioni attribuite al genere soap per eidenziare quelle che sono riconosciute dagli studiosi della narrazione come caratteristiche di genere, &#232; stata analizzata la differenza che intercorre tra serial &#8220;aperto&#8221; e serial &#8220;chiuso&#8221; e quella tra serial &#8220;daytime&#8221; e &#8220;prime-time&#8221;, nonch&#233; il passaggio dalla trasmissione radiofonica a quella televisiva del genere soap poich&#233; generatore di una fondamentale evoluzione delle modalit&#224; di fruizione del &#8220;testo&#8221; sceneggiato e delle propriet&#224; della narrazione. Inoltre sono state individuate quelle caratteristiche di genere che influenzano e indirizzano gli sceneggiatori in fase di scrittura:target,contenuti,temi ricorrenti,coordinate spazio-temporali all&apos;interno delle quali i personaggi si muovono. Sono state identificate le caratteristiche peculiari dei personaggi stessi, con particolare riferimento ai mutamenti subiti con il passaggio dalla radio alla tv. Il secondo capitolo &#232; un&apos;analisi puntuale di carattere tecnico delle varie fasi di scrittura della sceneggiatura della soap opera e delle strategie narrative. Sono state analizzate da vicino le varie figure del reparto scrittura:creator,headwriter,storyliner,assistent writer, dialoghisti,script editor. Particolare attenzione &#232; stata rivolta alla costruzione del personaggio. A conclusione del capitolo si &#232; dimostrato inoltre come scrivere per una soap opera significhi scrivere per un particolare tipo di pubblico con caratteristiche ben precise: lo sceneggiatore dovr&#224; rispondere nel modo pi&#249; opportuno operando delle scelte in merito al plot narrativo che rafforzino sempre pi&#249; quel sentimento di affezione che il telespettatore sviluppa nei confronti della propria soap preferita. Nel terzo capitolo &#232; stata ricostruita l&apos;esperienza italiana nell&apos;universo della fiction seriale: le motivazioni che hanno determinato il notevole ritardo con cui in Italia si &#232; deciso di investire nella lunga serialit&#224;, le conseguenze che ci&#242; ha avuto sulla qualit&#224; dell&apos;organizzazione industriale del reparto scrittura delle soap opera italiane e della sceneggiatura. Si &#232; data una spiegazione all&apos;enorme successo di tre soap opera molto seguite in Italia: Beautiful, Un posto al sole e Centovetrine. I tre casi studio sono stati scelti in base a precisi criteri. Uno di essi sono gli indici di ascolto, che riassumono in modo immediato le scelte di consumo del pubblico. I dati numerici riguardanti l&apos;ascolto medio delle soap prese in considerazione sono stati oggetto di un monitoraggio durante un&apos;intera settimana di programmazione nel mese di febbraio 2005 ed i risultati sono stati illustrati con una tabella. Lo studio dei tre casi ha seguito un criterio univoco: analisi dell&apos;universo spazio-temporale, tipizzazione dei personaggi e caratteristiche principali della narrazione. L&apos;obiettivo raggiunto &#232; stato quello di dimostrare come tre prodotti tanto diversi come quelli presi in esame possano riscuotere tanto successo in uno stesso paese grazie alla stesura di una sceneggiatura interessante, ognuna per ragioni differenti. Il quarto capitolo riassume le posizioni assunte durante tutta l&apos;analisi,conferma le conclusioni a cui si &#232; giunti ma puntualizza che occorre &#8220;saper sceneggiare&#8221;. Dunque, vengono indicate le regole fondamentali cui uno sceneggiatore di soap deve attenersi per scrivere una sceneggiatura di successo. </p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Seconda Universit&#224; degli Studi di Napoli</publisher-name>
        <publisher-loc>Napoli</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Le problematiche concernenti la concessione del credito alle PMI a seguito degli accordi di Basilea 2</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Delle Femine</surName>
               <given-names>Adriano</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11894"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=252153021T4605&amp;idt=12021&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Gli Accordi di &#8220;Basilea II&#8221; connotano il lavoro del Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria, finalizzati all&apos;aggiornamento e all&apos;adeguamento della normativa internazionale concernente i requisiti patrimoniali delle banche.
Con la presente normativa, che andr&#224; a sostituire il precedente Accordo del 1988, si &#232; voluto creare uno strumento che fosse in grado di aumentare la sensibilit&#224; al rischio e la capacit&#224; di misurarlo attraverso l&apos;introduzione dei sistemi di rating interni. Le preoccupazioni sugli effetti che le nuove regole potranno produrre sulle piccole e medie imprese, sono molto sentite. Si teme, in particolare, che il nuovo Accordo possa penalizzare il finanziamento delle PMI inducendo le banche a ridurre il credito ad esse destinato e ad aumentare allo stesso tempo i tassi di interesse.
Basilea II &#232; il primo accordo internazionale che introduce requisiti patrimoniali, oltre per che i rischi di credito e di mercato, anche a fronte del rischio operativo definibile come &#8220;il rischio di perdite derivanti da inadeguatezze o fallimenti dei processi interni, dovuti sia a risorse umane, sia a sistemi tecnologici, oppure derivanti da eventi esterni&#8221;. Tale definizione include il rischio legale, ma non quello strategico e di reputazione.
Le preoccupazioni sulle ripercussioni che Basilea II potr&#224; avere, derivano dalle considerevoli cifre in gioco, dato che, il sistema bancario supporta l&apos;intera economia italiana con impieghi per cassa che superano la cifra di 1.000 miliardi di euro e destina tale somma ad un elevato numero di clienti. A questo si aggiunge l&apos;elevata frammentazione del sistema industriale italiano, caratterizzato per l&apos;elevata presenza di piccole e medie imprese, le quali storicamente si caratterizzano per la preferenza all&apos;indebitamento bancario tra le fonti di finanziamento.
Per evitare la creazione di un circolo &#8220;virtuoso&#8221;, in cui solo chi ha cospicue garanzie pu&#242; vedere spianata la strada per l&apos;accesso al credito, le imprese dovranno far emergere i loro punti di forza basando il rapporto con le banche secondo una nuova logica, attraverso il passaggio da una visione &#8220;transazionale&#8221; ad una &#8220;relazionale&#8221;.
b)	Dalla processo di stima dei rating interni, caratterizzato da procedure meccaniche ritenute incapaci a cogliere le principali caratteristiche delle piccole imprese e quindi a valutarne adeguatamente il merito di credito.
Il presente lavoro tenter&#224;  di mostrare tutte le possibili implicazioni cui la nuova normativa, pu&#242; andare ad incidere sul rapporto banca &#8211; impresa.
Per tale motivo nel primo capitolo, dopo aver dato alcune definizioni di PMI usate dal legislatore nazionale e comunitario, si illustrer&#224; il ruolo del sistema bancario nel finanziamento delle imprese e l&apos;opportunit&#224; di un rapporto, con queste ultime, basato su una logica relazionale, anzich&#233; transazionale.
Il secondo capitolo, si apre con una disamina sul ruolo dei coefficienti patrimoniali nell&apos;evoluzione della vigilanza bancaria, in seguito si individueranno compiti e funzioni del Comitato di Basilea e saranno, infine, illustrati gli Accordi del 1988, comunemente chiamati Basilea I.
Nel terzo capitolo si descrivono in modo dettagliato i recenti accordi di Basilea II e, in particolare, le novit&#224; concernenti i sistemi di rating interni ed esterni e la definizione del rischio operativo, e delle relative tecniche individuate per stimarlo. Nella parte finale del capitolo si commentano i possibili sviluppi degli accordi sul sistema bancario e imprenditoriale.
Nel quarto capitolo, quello dedicato al caso, saranno considerati gli effetti del Nuovo Accordo di Basilea (NAB) sulla Banca Popolare di Puglia e Basilicata, e del processo che porta alla definizione dei rating, grazie all&apos;esperienza che ho potuto maturare in filiale, con riflessioni che possono estendersi all&apos;intero sistema bancario, e sulle possibili evoluzioni dell&apos;attuale scenario. 
Il lavoro si conclude con un allegato che ha come finalit&#224;, senza alcuna pretesa di completezza, la descrizione e la riflessione sulle fonti di finanziamento alternative al credito bancario che potrebbero, alla luce dei nuovi Accordi, trovare maggiore applicazione per contrastare almeno parzialmente la dipendenza economica, cui soffrono specialmente le PMI, dal canale bancario.
 </p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Urbino</publisher-name>
        <publisher-loc>Urbino</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Conoscenze, atteggiamenti e sentimenti intorno ai pari in condizioni di disabilit&#224;. Uno studio nella scuola elementare</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Pascale</surName>
               <given-names>Moena</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11893"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=280172765T786&amp;idt=12020&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Con la legge 104 del 1992 che regola l&apos;integrazione, l&apos;educazione e l&apos;istruzione scolastica dei bambini handicappati, si &#232; avuto un incremento del numero di ambientazioni e contesti inclusivi di alunni disabili.A partire da questo aumento,molte ricerche si sono proposte di indagare le esperienze che i bambini vivono nelle classi scolastiche comuni.La maggior parte di tali ricerche si &#232; centrata perlopi&#249; sull&apos;effetto che l&apos;inclusione ha sui bambini disabili stessi e sulle loro famiglie,mentre poche sono le ricerche che indagano le esperienze che vivono i bambini senza disabilit&#224;.Proprio da questa dato sorge l&apos;interesse della mia ricerca che si propone di indagare le rappresentazioni che i bambini normodotati della scuola elementare hanno del proprio comportamento e dei propri sentimenti nei confronti dei pari disabili,compagni di classe o meno.Allo scopo di avere un visione generale della consapevolezza  e dell&apos;esperienza che i bambini hanno della realt&#224; della disabilit&#224; e dell&apos;handicap sono stati valutati degli aspetti particolari:la conoscenza che i bambini hanno dei &#8220;concetti&#8221; di disabilit&#224; ed handicap; la possibilit&#224; che tali concetti siano discussi con i propri genitori e la valutazione dell&apos;aiuto che il dialogo con i genitori pu&#242; fornire alla comprensione di tali concetti e delle caratteristiche stesse dei disabili;la percentuale di bambini che conosce persone in difficolt&#224;.A partire da queste indagini iniziali si &#232; proceduto ad analizzare gli atteggiamenti veri e propri nei confronti del bambino disabile, ed in particolare:la disponibilit&#224; o la volont&#224; ad interagire e a giocare con un bambino disabile, a scuola e fuori scuola.Un ulteriore analisi riguarda poi le sensazioni  che la compagnia di un disabile pu&#242; far scaturire nel bambino normodotato.Altri due obiettivi della ricerca sono stati:
la valutazione del grado di relazione esistente tra i vari item del questionario; e,con lo scopo di avere un ulteriore accertamento delle conoscenze dei bambini sul tema della disabilit&#224; e dei comportamenti che essi possono assumere nell&apos;interazione col bambino disabile,si &#232; svolta l&apos;analisi delle valutazioni che ne danno gli insegnanti  delle classi coinvolte nella ricerca.La ricerca &#232; stata condotta su un campione di 540 alunni della scuola elementare, dalla prima alla quinta classe, di et&#224; compresa tra i 6 e i 12anni.I bambini presi in esame appartengono a 5 distretti scolastici della citt&#224; di Avellino e ad 1 della citt&#224; di Milano.Il campione dei bambini si distingue ulteriormente per l&apos;appartenenza o meno a classi frequentate da alunni disabili.Le tipologie di disabilit&#224; presentate dagli alunni riguardano:disturbi di linguaggio, disturbi di apprendimento, disturbi di comportamento,deficit di attenzione/iperattivit&#224;, psicosi infantile,disturbi di relazione,disturbi psicofisici, disabilit&#224; fisica.Oltre ai bambini,la ricerca ha visto coinvolti 27insegnanti di diverse materie delle scuole di Avellino.Per la raccolta dei dati dell&apos;indagine sono stati utilizzati dei questionari costruiti ad hoc per gli alunni e per gli insegnanti.Le prime due domande dei questionari somministrati ai bambini riguardano l&apos;esame sociometrico.Una sola delle rimanenti domande &#232; aperta, mentre le altre sono chiuse.Alcune sono a scelta multipla,alcune prevedono una modalit&#224; di risposta dicotomica si/no, altre ancora richiedono di indicare con una crocetta, su una scala Likert a cinque livelli, il grado di accordo con la domanda.I questionari per gli insegnanti si distinguono in due versioni, una per gli insegnanti di classi inclusive e una per gli insegnanti delle classi non inclusive, e allo stesso modo prevedono domande aperte e domande chiuse.Relativamente alle domande 1e2 dei questionari,i bambini sono stati studiati con una tecnica sociometrica.Le analisi delle rimanenti variabili dei questionari degli alunni e degli insegnanti, in relazione agli obiettivi posti, sono state realizzate con l&apos;ausilio del programma SPSS  per Windows, versione 8.0.&#200; bene precisare che tutte le valutazioni delle risposte ai questionari somministrati ai bambini sono state operate prima sul campione complessivo degli alunni intervistati, successivamente sul campione di bambini distinti in base alla frequenza di classi comprensive di alunno disabile e di classi non inclusive,ed infine in base alla citt&#224; di provenienza(Avellino o Milano).Dalla ricerca appare ben affermata tra i bambini una tendenza di apertura e di integrazione verso il disabile:vi &#232; consapevolezza della necessit&#224; dei valori di accettazione e di solidariet&#224; che si possono manifestare nei confronti dei coetanei meno fortunati.Tuttavia &#232; bene sottolineare, come evidenziato anche  dall&apos;analisi sociometrica, che non sempre tali sentimenti trovano conferma nella realt&#224; delle interazioni, e che dunque ancora tanto impegno occorre affinch&#233; l&apos;apertura e la disponibilit&#224; non rimangano soltanto dei buoni propositi ma si concretizzino in vere manifestazioni di comportamenti prosociali.
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Libera Universit&#224; di Lingue e Comunicazione (IULM)</publisher-name>
        <publisher-loc>Milano</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">I periodici di cinema in Italia</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Brumana</surName>
               <given-names>Alberto</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11892"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=257046085T3326&amp;idt=12019&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Parlare di critica cinematografica &#232; un compito delicato e ricco di ostacoli. Perch&#233; si tratta di una sorta di critica al quadrato, di un lavoro che rischia di ritorcersi su se stesso. Senza dimenticare che la critica gi&#224; di per s&#233; &#232; una sorta di scrittura aleatoria che, se effettuata frettolosamente, rischia di odorare di aria fritta.
Per evitare tutto ci&#242;, questo lavoro si impone di partire dal presupposto di non criticare la critica dall&apos;alto, rischiando di arrivare a ben poche conclusioni concrete, ma di entrare direttamente a contatto con la carta stampata, studiando strategie e metodologie dei periodici attraverso la loro analisi pagina per pagina. Cos&#236; la scelta &#232; stata ristretta a sole cinque riviste, ognuna ben caratterizzata nel mercato, per non perdersi nel mare delle piccole e piccolissime testate presenti in Italia.
Prima di tutto per&#242; &#232; importante contestualizzare il mercato dei periodici di cinema nel nostro Paese, e per questo il primo capitolo &#232; dedicato appunto ad una loro storia. Non vuole questa essere di tutta la critica italiana, argomento troppo ampio che risulterebbe fuori luogo, ma delle singole riviste, in modo da comprendere in quale modo si &#232; arrivati alle testate odierne. Per definire il mercato attuale, poi, si &#232; voluto dimostrare come vi siano stati numerosi cambiamenti in particolare negli ultimi anni, partendo appunto da una categorizzazione effettuata nel 1987 e confrontandola con una realizzata al giorno d&apos;oggi.
Dopo questo lavoro di creazione di un contesto, tutto lo spazio viene lasciato alle cinque riviste. Sono state scelte quelle che, per motivi di quote di vendita e di interesse storico, oggi sono ritenute le pi&#249; significative sul mercato. Come presentazione, la cosa migliore &#232; sembrata quella di dar voce direttamente ai loro direttori, riportando l&apos;editoriale pi&#249; significativo e un&apos;intervista in cui vengono svelati i segreti delle loro &#8220;creature&#8221;. 
Il lavoro vero e proprio di analisi, svolto sui periodici usciti nel periodo dicembre 2002 / novembre 2003 , &#232; stato diviso in diverse sezioni, in modo da poter prendere in considerazione tutti i diversi tipi di testo riscontrabili in un periodico di cinema. In particolare &#232; stato concesso maggiore spazio alle recensioni, che possono effettivamente essere considerate il genere letterario della critica cinematografica.
Infine, per concludere la tesi, si &#232; svolto uno studio statistico su alcuni elementi che distinguono nettamente i periodici, e si &#232; determinato il loro lettore modello, quello cio&#232; che mostra in maniera esplicita le strategie comunicative.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi della Calabria</publisher-name>
        <publisher-loc>Arcavacata di Rende</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Jos&#233; Ingenieros</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Taiano</surName>
               <given-names>Leonor</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11890"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=285723378T7289&amp;idt=12017&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Jos&#233; Ingenieros e la sua saggistica, in base a tre concetti (mente, individuo e societ&#224;), rapporto della saggistica di Ingenieros e la critica letteraria</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Bergamo</publisher-name>
        <publisher-loc>Bergamo</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Down these mean streets a man must go - Percorso attraverso i luoghi e le epoche nella New York di Martin Scorsese</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Borsotti</surName>
               <given-names>Valeria</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11889"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=203678042T7039&amp;idt=12016&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Questo lavoro prende in esame  i luoghi e le epoche della New York di Martin Scorsese, per delineare una mappa immaginaria della citt&#224; cinematografica:  tracciare una topografia dello spazio cinematografico significa esplorare una dimensione altra rispetto a quella della realt&#224; fisica, e allo stesso tempo analizzare in che modo lo spazio immaginario &#232; costruito a partire da quello reale. 
Il primo capitolo, &#8216;New York citt&#224; cinematografica&apos;,  si sofferma prevalentemente sulla natura del rapporto tra questa citt&#224; e il cinema, tracciando un itinerario nella metropoli attraverso alcuni film &#8211; di registi americani e non &#8211; che hanno rappresentato, in modo talvolta inconsueto, New York. 
Il secondo e il terzo capitolo articolano invece il percorso vero e proprio nella New York di Martin Scorsese, mettendo in luce le modalit&#224; della rappresentazione della citt&#224;. I film analizzati sono, nell&apos;ordine, i seguenti: Gangs of New York, The Age of Innocence, Mean Streets, After Hours, Raging Bull, GoodFellas, Bringing Out the Dead, Taxi Driver. 
Il percorso &#232; strutturato secondo una macro-suddivisione cronologica: il punto di partenza &#232; la New York ottocentesca di Gangs of New York e The Age of Innocence, analizzati nel capitolo secondo: il confronto far&#224; emergere la prima complessa mappa della citt&#224;, sulla quale si stratificheranno tutte le altre - reali o immaginarie. Il capitolo si sofferma tra l&apos;altro sulle modalit&#224; della ricostruzione storica di un mondo scomparso quasi del tutto, e sulla particolare attenzione di Scorsese alle tematiche legate alla divisione sociale e territoriale di New York nel XIX secolo. 
Il terzo capitolo &#232; un &#8216;Viaggio nella New York del XX secolo&apos;. Questa parte, relativa alla rappresentazione della citt&#224; moderna, &#232; organizzata secondo una micro-suddivisione geografica, come fosse un vero tour della metropoli. Si traccer&#224; una   mappa divisa in zone diverse: Little Italy, Bronx, Brooklyn e Queens, SoHo, Hell&apos;s Kitchen e il distretto di Times Square. 
 
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Milano</publisher-name>
        <publisher-loc>Milano</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">L&apos;approccio semiotico ai valori di consumo: il caso Adidas &apos;&apos;Impossible is nothing&apos;&apos;</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Donato</surName>
               <given-names>Dario</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11888"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=265861186T8403&amp;idt=12015&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Come si conduce l&apos;analisi semiotica di un testo visivo (pubblicitario, annuncio stampa etc.)? Una prima parte teorica spiega e fornisce gli strumenti pi&#249; utilizzati in questa disciplina. Nella seconda parte si far&#224; uso dell&apos;apparato teorico prendendo in esame la campagna pubblicitaria Adidas &quot;Impossible is Nothing&quot;. Valutazione 110 e Lode.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi Roma Tre</publisher-name>
        <publisher-loc>Roma</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Il gesto vocale. Danzatrici contemporanee tra voce, corpo e movimento</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Antonelli</surName>
               <given-names>Silvia</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11887"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=322516771T9649&amp;idt=12014&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>La strada che alcuni danzatori hanno intrapreso, ritenendola affascinante e adatta ad aprire nuove opportunit&#224;, parte dal movimento, per arrivare alla voce. L&apos;analisi del movimento porta, cos&#236;, anche alla scoperta dell&apos;emissione vocale: la coscienza del corpo si perfeziona sempre pi&#249;, fino ad arrivare a coinvolgere i muscoli pi&#249; difficilmente percettibili, pi&#249; interni, quelli direttamente connessi con le funzioni vitali.L&apos;introduzione della voce nella danza si inserisce nella direzione iniziata da Laban e dai suoi studi sulla libera espressione. L&apos;inserimento della voce diviene una necessit&#224; per sentirsi completi, in modo che ogni singola parte del corpo, anche la pi&#249; piccola, risulti parte integrante di un processo creativo. E&apos;, al pari del gesto degli arti, un movimento libero ed espressivo.Il percorso di questa ricerca si pu&#242; dividere in due parti: una prima parte sulle teorie elaborate sulla voce nel corso dei secoli, in generale e poi in particolare nel teatro e nella danza, ed una seconda parte in cui si analizza il lavoro svolto da alcune danzatrici contemporanee, soffermandosi su alcuni aspetti legati alla fonazione ed alle sue connessioni con il movimento e la danza. In questa seconda parte ho trovato riscontro ed applicazione pratica di alcune teorie sulla voce: cos&#236; i movimenti dell&apos;apparato fonatorio mi sono risultati pi&#249; chiari con gli esercizi descritti da Bonnie Bainbridge Cohen, la vastit&#224; delle potenziali vocali e la forza dell&apos;energia sprigionata dalla fonazione mi si sono svelate completamente analizzando l&apos;opera di Meredith Monk.
Le esperienze della Bardi e soprattutto della Monk, due artiste poliedriche ma che riconoscono come la loro formazione sia di danzatrici, dimostrano come scoprendo la voce, liberando la &#8220;propria&#8221; voce, si arrivi ad un senso di completezza, come se i pezzi di un intero andato distrutto vengano rimessi insieme. Il gesto, secondo la Bardi e la Monk, non pu&#242; esprimere tutti i moti dell&apos;anima e deve ricorrere alla voce per rendere tutta l&apos;unit&#224; e complessit&#224; dell&apos;individuo: la voce &#232; il doppio del movimento fisico, in quanto entrambi sono strumenti d&apos;azione, colpiscono, stimolano immagini, e agiscono nello spazio e nel tempo.
La Monk sembra riuscire a superare i limiti espressivi dell&apos;emissione vocale, arrivando ad un voce che esprima &#171;l&apos;intera tavolozza dei sentimenti e delle sensazioni.&#187; . La Bardi non trovava una reale motivazione al fatto che danza debba essere muta: questo era come un divieto che le impediva di esprimersi totalmente. 
Il lavoro pi&#249; complesso, secondo le esperienze delle due danzatrici, &#232; far entrare il respiro e la voce nel corpo e nel movimento. Sebbene la Monk avesse usato la voce anche prima di conoscere la danza, descrive come una rivelazione la scoperta che la voce ha gli stessi poteri del corpo. Questo perch&#233; siamo abituati a considerarla come un&apos;entit&#224; esterna a noi, al pari della musica.Meredith Monk, quando fu iscritta dalla madre ad un corso di euritmia, non aveva bisogno di imparare la musica, vivendo in una famiglia di musicisti, ma riesce a migliorare la coordinazione del movimento grazie alla musica, applicando il metodo di Jaques Dalcroze. Scoprendo poi la voce, che &#232; suono come la musica, aggiunge un altro livello espressivo sfruttando gli stessi principi che aveva gi&#224; studiato: crea una musica personale, che proviene dalla stessa fonte da cui nasce il movimento, dal corpo, facendo nascere nuove suggestioni. In lei pi&#249; che in chiunque altro i due linguaggi sembrano diventare una sola fonte di espressione, un unico mezzo: la voce si comporta come il corpo, impara dal corpo ad usare lo spazio ed il tempo; il corpo, a sua volta, si lasci guidare dal ritmo della voce e dalle immagini da essa suscitate.
La Bardi, invece, crea delle strette relazioni con il respiro, sia per il movimento che per la voce: il gesto, sia vocale che fisico, risente del ritmo e della qualit&#224; del respiro. La coscienza del respiro e del ritmo respiratorio diventa essenziale, &#232; il primo passo per far nascere un movimento naturale, organico, che coinvolga tutto il corpo. 
Mi &#232; sembrato sorprendente il modo in cui Bonnie Bainbridge Cohen abbia analizzato il meccanismo di funzionamento della voce e le sue possibilit&#224;. A questo punto realmente si pu&#242; parlare di &#8220;gesto vocale&#8221;: la voce assume quasi tutte le caratteristiche dell&apos;azione fisica, viene studiata in tutte le sue relazioni con lo spazio e con il tempo, si dimostra come possa nascere una danza interiore dalle varie posizioni nello spazio degli organi fonatori: come le articolazioni si muovono in varie direzioni, cos&#236; anche la faringe, le corde vocali, la bocca, possono muoversi a disegnare piccole linee nello spazio interno del corpo. </p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Napoli - Federico II</publisher-name>
        <publisher-loc>Napoli</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">L&apos;individuo e l&apos;esistenza in Max Stirner</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>D&apos;ambrosio</surName>
               <given-names>Renato</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11886"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=114543533T617&amp;idt=12013&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>E&apos; tutta l&apos;opera filosofica e giornalista di Max Stirner, con una parte sul suo influsso sulla filosofia del novecento, il pensiero esistenziale e i suoi esponenti principali</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Perugia</publisher-name>
        <publisher-loc></publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Tra lusso e subculture: l&#8217;esperienza di un Cool hunter</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Scapecchi</surName>
               <given-names>Arianna</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11885"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=837638580T6922&amp;idt=12012&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Il progetto da me presentato riguarda la moda e le sue permanenze, poich&#233; la regola che guida questo sistema culturale sta nella permanente impollinazione creativa tra patrimoni di conoscenze, considerati come radici di un conflitto planetario esploso drammaticamente dopo l&apos;11 settembre 2001. Questo processo crea le condizioni per la moltiplicazione di sinapsi creative in cui ogni civilt&#224; fornisce un contributo originale.
La figura professionale del cool hunter nasce con l&apos;obiettivo di intercettare e selezionare le espressioni vitali del corpo nei vari continenti. Il ricercatore di tendenze &#232; un giovane con forte vocazione creativa idoneo a captare i segnali di rinnovamento provenienti dalle subculture mondiali.
L&apos;esperienza esplorativa del cool hunting dimostra che il mondo, pochi mesi dopo, parla di ci&#242; che egli  aveva predetto. 
L&apos;opportunit&#224; di elaborare intuizioni su quello che sarebbe successo nel mondo, a partire dalla data di realizzazione (dicembre 2003-gennaio 2004) fino ai successivi sei-dieci mesi mi &#232; stata offerta in occasione della realizzazione del book e del report di tendenze come parte sperimentale del Master in cool hunting, che ho frequentato a Roma.
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Brunel University</publisher-name>
        <publisher-loc>London</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="en">Stochastic Programming and Scenario Generation: Decision Modelling Simulation and Information systems Perspective</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Di Domenica</surName>
               <given-names>Nico</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11884"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=006538467T526&amp;idt=12011&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="en">
        <p>Stochastic Programming brings together models of optimum resource allocation and models of randomness and thereby creates a robust decision making framework. The models of randomness with their finite, discrete realisations are known as Scenario Generators. In this thesis we consider alternative approaches to Scenario Generation (SG) in a generic form which can be used to formulate (a) two stage (static) and (b) multistage dynamic SP models. We also investigate the modelling structure and software issues of integrating a scenario generator with an optimisation model to construct Stochastic Programming recourse problems. We consider how the Expected Value (EV) and Stochastic Programming (SP) decision model results can be evaluated within a descriptive modelling framework of simulation. Illustrative examples and computational results are given in support of our investigation. We set out a blueprint for a SG model library; its open architecture and how it is used in decision models and in simulation.
The major contribution of this research reported in this thesis is the development of a two phase modelling paradigm which connects forward looking (ex ante) decision making with wait and see (ex post) results analysis. The research also connects these modelling paradigms to the analytic information systems, which are used by decision makers of diverse organisations. This latter aspect, which integrates information engineering with analytics decision models taking into consideration uncertainty and risk, is a contribution to knowledge. The scenario generation, the simulation extension to SAMPL and the design of the SG library encapsulate a number of novel features and are also a contribution to knowledge.
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>phd-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Roma La Sapienza</publisher-name>
        <publisher-loc>Roma</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Stabilizzazione d&apos;assetto di un nanosatellite mediante controllo elettromagnetico attivo</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Silvestri</surName>
               <given-names>Roberto</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11883"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=401871807T6095&amp;idt=12010&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Nella tesi viene analizzata la progettazione di un sistema di controllo d&apos;assetto attivo per un piccolo satellite utilizzando degli attuatori (bobine) elettromagnetici. Il sistema &#232; progettato con logica di controllo LQG. Viene inoltre affrontato un discorso di &quot;sistema&quot; analizzando Mass Budget, Power Budget e costi di progetto (in via del tutto indicativa).</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Urbino</publisher-name>
        <publisher-loc>Urbino</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">L&apos;organizzazione del turismo nella Repubblica Federale di Germania</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Fraboni</surName>
               <given-names>Claudia</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11882"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=338255460T9124&amp;idt=12009&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Studiare l&apos;organizzazione turistica della Repubblica federale di Germania ha un&apos;importante valenza sotto diversi aspetti.
Innanzitutto la Germania &#232; una delle pi&#249; importanti nazioni di provenienza di turisti nel mondo e sebbene il trend sia in calo, i cittadini tedeschi alimentano ancora oggi le maggiori entrate per turismo nel nostro paese. Alla luce dunque, delle esperienze italiane in materia di organizzazione pubblica di un settore tanto complesso quanto vasto qual&apos;&#232; il turismo, &#232; stato interessante osservare in che modo il paese a noi pi&#249; vicino turisticamente abbia trattato le problematiche tipiche del settore. Soprattutto, &#232; stato significativo indagare in che modo una repubblica a struttura federata come la Germania, abbia affrontato la divisione di competenze tra i vari livelli (nazionale, statale e comunale) all&apos;interno di un territorio tanto vasto e tanto diverso. Scoprire perch&#233;, come e quanto viaggiano i tedeschi &#232; stato infine, oltre che un&apos;indagine conoscitiva, un modo per riflettere sul turismo italiano.
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Messina</publisher-name>
        <publisher-loc>Messina</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Superconduttori ad alta temperatura critica</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Maiorana</surName>
               <given-names>Alessandro</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11881"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=205320812T6936&amp;idt=12008&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>La superconducibilit&#224; &#232; stata per lungo tempo considerata la pi&#249; straordinaria e misteriosa delle propriet&#224; dei metalli; negli ultimi anni con la scoperta della superconducibilit&#224; di alcuni materiali ceramici si sono aperti nuovi scenari. In questa tesi illustriamo le ultime scoperte, in particolare i cuprati, cio&#232; le ceramiche composte da ossidi di rame.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Helsinki University of Technology</publisher-name>
        <publisher-loc>Helsinki Finlandia</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="en">Performance of Wireless Ad Hoc Networks - A Simulation Study in Realistic Environments</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Marinoni</surName>
               <given-names>Stefano</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11880"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=735666536T4063&amp;idt=12007&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="en">
        <p>Multiple wireless devices jointly create and maintain ad hoc networks without the help of centralized wired entities of any kind. Thus, their employment is favored to happen in many environments with distinct topological characteristics. A typical place of employment is in Urban Areas.

Since the ad hoc technology is not yet massively spread, research in this area is mostly simulation based. It takes place by modeling a variety of features of the particular framework under study. The motion of the mobile terminals along with the topological characteristics of the terrain in which a network operates, are key factors in the performance of the protocol being investigated. Diversified mobility conditions and different propagation prediction methods, vary the network connectivity graph distinctively throughout the time. Hence, they both impact protocol performance.

This thesis proposes and implements a new, complete, and realistic Urban Mobility Model. The aim is to study its effect on routing performance in comparison with the more common RWP mobility fashion. The research is performed through the use of DSR as routing protocol.

The results prove that in a realistic scenario with roads and buildings,
the topological features of the environment dominate the routing protocol performance. Particularly, while the presence of streets itself slightly eases the protocol&apos;s duty, the placement of buildings drastically
makes it harder.
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Roma La Sapienza</publisher-name>
        <publisher-loc>Roma</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Pacificatori vs pacifisti: Azione Giovani e Giovani Comunisti a confronto</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Fama</surName>
               <given-names>Maria Antonia</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11879"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=525222584T6489&amp;idt=12006&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>In un momento storico in cui gli eventi quotidiani mettono a dura prova la pazienza dell&apos;uomo e la sua fiducia nel futuro, ci vuole coraggio a  credere in un ideale.
Eppure, i giovani sono spesso presi come capro espiatorio: accusati di qualunquismo e disinteresse. Il mio sentire e la mia condizione di &#8220;imputata al banco d&apos;accusa&#8221;, per&#242;, mi spingono a professare l&apos;innocenza della mia generazione.  Sento di dover cercare una spiegazione meno superficiale a questo luogo comune. Sono convinta, infatti, che il contadino raccolga sempre ci&#242; che ha seminato: i giovani sono il frutto pi&#249; puro di ci&#242; che una societ&#224; ha costruito. In una comprensibile  situazione di sfiducia, a volte trasformata in apatia, stupisce, anzi, che ci sia ancora qualcuno disposto a  lottare. Qualcosa, infatti, oggi sta cambiando. I giovani, alcuni, da soli o organizzati,  riscoprono la  possibilit&#224; di vivere in un  mondo migliore,  di  essere  persone migliori. Perch&#233; proprio ora? Qual &#232; stato, se c&apos;&#232; stato, l&apos;evento scatenante, e in che modo l&apos;approccio dei giovani alla politica si &#232; modificato? Il modo di intendere la partecipazione, sembra oggi mutato, e non necessariamente in direzione di un elevato disinteresse per la politica. Spesso avviene anche nei termini di un rifiuto dell&apos;istituzione &#8220;partito&#8221;. Molti giovani non rigettano la politica, ma  un certo modo di farla, e propongono un&apos;alternativa. Se a livello istituzionale, destra e sinistra sono sempre pi&#249; vicine, il dato generazionale inasprisce le diversit&#224;.  A sinistra, si sceglie l&apos;esperienza del movimento e dell&apos;auto-rappresentazione. A destra, quella del partito isolato.  Azione Giovani e i Giovani Comunisti rappresentano due emblematiche &#8220;scelte di vita politica&#8221;, due espressioni della partecipazione giovanile.  La riflessione sui contenuti e le motivazioni del loro agire, pu&#242; svilupparsi a partire dall&apos;aspetto esteriore del linguaggio e della comunicazione politica.
La loro struttura profonda, infatti, si rivela attraverso l&apos;analisi della struttura superficiale del discorso. Il processo inverso della decostruzione  ripercorre a ritroso la costruzione di un sistema di significati, sulla base di un universo ideologico di riferimento. I simboli, le parole, le immagini possiedono una ricorsivit&#224; che svela il modo in cui le identit&#224; si costruiscono. Cos&#236;, le scelte comunicative si fanno indicatori delle posizioni  ideologiche e della struttura organizzativa di Azione Giovani e Giovani Comunisti: due gruppi palesemente schierati su posizioni estreme, due esperienze politiche opposte, due percorsi identitari.
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>The University of York</publisher-name>
        <publisher-loc>York,  UK</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="en">Health initiatives as bridges towards peace. The case of Gulu, Northern Uganda</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Grazioli</surName>
               <given-names>Veronica</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11878"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=280460133T1282&amp;idt=12005&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="en">
        <p>This dissertation analyses whether and how health initiatives act as bridges towards peace. 

The concepts of health, public health and primary health care are defined to outline their areas of activities and to demonstrate how different theoretical perspectives lead to diverse approaches in the provision of health care. The exploration of the impact of wars on health shows how security is a precondition for good health and how health initiatives assist people to realise their potential. It argues that better health, security and development can only be achieved when relief interventions are linked to future activities for the development of the war-affected societies to ensure self-sustaining human development. 

The exploration of the initiatives undertaken by medical staff to prevent, tackle and overcome conflicts investigates the characteristics which enable some health workers to play more significant roles in peace promotion. The World Health Organisation&apos;s policy &#8216;Health as a Bridge for Peace&apos; is reviewed as the first substantial action to integrate health initiatives into peace-building processes. 

The case study of the conflict in Northern Uganda, shows how the problem of the &#8216;night commuters&apos; in Gulu is a means by which wider health-to-peace initiatives might best be realised. The barriers to a successful introduction and implementation of these initiatives are explored using a theoretical framework which reveals that the key barriers are &#8216;conceptual&apos;, &#8216;programming&apos; and &#8216;structural&apos;.

Finally, recommendations are put forward to health workers, humanitarian practitioners, national governments and international organisations, with a special relevance and application to the situation in Northern Uganda.
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Messina</publisher-name>
        <publisher-loc>Messina</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Siti web dinamici per le istituzioni universitarie: erw, php e xml</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Spada</surName>
               <given-names>Nicola</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11877"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=731713584T7345&amp;idt=12004&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>L&apos;argomento di questa tesi di laurea triennale &#232; la realizzazione di un sito web dinamico che verr&#224; impiegato per la costruzione di siti web per le istituzioni universitarie.
Il progetto e la realizzazione di tale sito &#232; stato affrontato nello spirito di applicare le pi&#249; recenti tecniche per la Web Dynamics: ERW, PHP e XML.
Obbiettivo di questa tesi &#232; la creazione di servizi che possano aumentare la comunicazione fra segreteria, docenti e studenti, costruendo un sistema che faciliti la diffusione delle informazioni. 
Infatti la bacheca universitaria non sar&#224; pi&#249; soltanto appesa ad una parete della Facolt&#224;, ma all&apos;interno di uno spazio virtuale in continua evoluzione.
Le informazioni saranno fornite da tutti gli attori della vita accademica: segreteria, docenti, e studenti e saranno sempre aggiornate e sempre raggiungibili.
L&apos;informazione potr&#224; raggiungere attraverso il web ogni studente interessato a reperirla nel momento stesso in cui questa sar&#224; scritta da parte del docente o della segreteria. Non sar&#224; pi&#249; necessario per gli studenti frequentare assiduamente la segreteria e guardare con attenzione ogni avviso, ma baster&#224; controllare la posta elettronica comodamente da casa o navigare fino al sito web della facolt&#224; per restare aggiornati. 
&#200; inoltre presente un aspetto di e-learning: attraverso lo scambio di messaggi per mail o su forum, i docenti interagiscono con gli alunni in modo:
&#8226; pro-attivo, attraverso una comunicazione automatica, veloce e mirata, aiutando anche gli studenti pi&#249; timidi ad interagire maggiormente nella vita accademica;
&#8226; cooperativo perch&#233; attraverso l&apos;uso del forum aumenta l&apos;interazione fra i gruppi;
&#8226; trasparente, perch&#233; tutti possono consultare le informazioni.
Va sottolineato che per gli studi in Informatica forum e mail danno valore aggiunto in quanto offrono la possibilit&#224; di distribuire codice da provare direttamente.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Bologna</publisher-name>
        <publisher-loc>Bologna</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">&apos;&apos; Cina : si salvi e&#8230; guadagni chi pu&#242;! &apos;&apos; - Rischi ed opportunit&#224; nell&#8217;economia cinese per il mondo, l&#8217;Italia e la regione Emilia-Romagna</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Carollo</surName>
               <given-names>Paolo</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11875"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=685355260T7935&amp;idt=12002&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Fotografia della Cina negli ultimissimi anni: politica, economia, problematiche sociali, politica monetaria, investimenti, lavoro, dumping, ecc.
Confronto con l&apos;economia mondiale, d&apos;Italia e dell&apos;Emilia Romagna e della sua riviera.
Approfondimento sul settore tessile.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Udine</publisher-name>
        <publisher-loc>Udine</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">I bambini e la pubblicit&#224;: la sfida della Media Education</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Vialmin</surName>
               <given-names>Chiara</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11874"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=431307412T2389&amp;idt=12001&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>I mezzi di comunicazione di massa in pochi decenni sono diventati parte integrante della nostra vita, sono continuamente attorno a noi e in tutto l&apos;arco della giornata ci trasmettono migliaia di messaggi di ogni tipo: &#232; ormai accertato unanimemente che ci&#242; ha cambiato profondamente il modo che le persone hanno di rapportarsi al mondo, agli altri, a se stesse. La TV e la pubblicit&#224; in particolare stanno producendo i pi&#249; notevoli ed allarmanti effetti, specialmente nei confronti dei bambini che le guardano per svariate ore ogni giorno e non hanno ancora acquisito la capacit&#224; di difendersi, distinguendo il vero dal falso: il risultato &#232; che tali media formano la loro mentalit&#224; pi&#249; della scuola e della famiglia, spesso in modo negativo. Un&apos;ipotesi di intervento adatta a queste circostanze viene da una disciplina chiamata &#8220;Media Education&#8221;, che ha come obiettivo principale quello di educare le persone ad approcciarsi verso i media in modo attivo, critico e consapevole, per metterle in grado di essere veramente capaci di scegliere. Ci&#242; non si realizza attraverso una censura dei media, bens&#236; per mezzo di una comprensione profonda dei linguaggi e dei meccanismi che li regolano. 
Di fronte a tali obiettivi ideali, la mia tesi &#232; nata dalla volont&#224; di capire cosa viene effettivamente attuato perch&#232; essi diventino realt&#224;, educazione concreta: se e in che modo la scuola italiana abbia recepito la sfida della Media Education, in particolare in merito al rapporto dei bambini con la pubblicit&#224;. Essa &#232; infatti il linguaggio di persuasione pi&#249; ricco, raffinato e dinamico con cui abbiamo a che fare, nonch&#233; il pi&#249; pervasivo e ha trovato il suo target ideale proprio nei bambini, sfruttando la loro facile influenzabilit&#224;, curiosit&#224; e desiderio di cose sempre nuove. 
Quindi, dopo un approfondimento teorico del rapporto fra bambini, TV e spot, ho descritto e analizzato le esperienze di educazione alla pubblicit&#224; di cui sono venuta a conoscenza, incontrando specialmente degli educatori del Veneto (con esempi sia attuali che risalenti agli anni &apos;80), al fine di vedere cosa venga concretamente fatto nelle scuole per educare i bambini ad uno sguardo critico verso gli spot televisivi. 

</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Roma La Sapienza</publisher-name>
        <publisher-loc>Roma</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Il pensiero federalista: Giuseppe Ferrari, storia, filosofia e politica</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Tonnicodi</surName>
               <given-names>Eleonora</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11873"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=422552831T3121&amp;idt=12000&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>In questa tesi viene ampiamente affrontato il tema del federalismo, in particolare il dibattito nato nel periodo dell&apos;Unit&#224; d&apos;Italia tra tre grandi nomi della cultura politica nazionale: Carlo Cattaneo, Vincenzo Gioberti e Giuseppe Ferrari. Mi sono particolarmente soffermata sullo studio della vita, delle opere (Filosofia della Rivoluzione) e dell&apos;evoluzione degli studi effettuati dal Ferrari, il quale fu colui che si dibatt&#232; nel &quot;primo&quot; parlamento nazionale tra i problemi dell&apos;Unit&#224;, della Capitale e del Federalismo inteso in senso &quot;rivoluzionario&quot;.
Nell&apos;ultimo capitolo ho dato spazio all&apos;attualit&#224; di questo pensiero. L&apos;evolversi del federalismo in Italia con la Lega, il principio di sussidiariet&#224; che accomuna tutti i tipi di federalismo, la questione meridionale ed infine la riforma del Titolo V della Costituzione in materia regionale. 

</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Milano</publisher-name>
        <publisher-loc>Milano</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Indigenismo e movimento indigeno in Ecuador. XX secolo</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Draghi</surName>
               <given-names>Valentina</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11872"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=740758288T8558&amp;idt=11999&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>L&apos;Ecuador presenta profonde contraddizioni politiche e sociali legate alla presenza di una popolazione indigena significativa;lo stato di isolamento ed emarginazione cui storicamente sono state destinate hanno condotto alla frammentazione del tessuto sociale nazionale, creando una frontiera culturale che divide i nativi da coloro che non lo sono. 
Il presente lavoro si propone di illustrare il processo di trasformazione che ha interessato il ruolo della popolazione indigena all&apos;interno del contesto socio-politico ecuadoriano nel corso del XX secolo, evidenziando le tappe che hanno condotto alla trasformazione del suo ruolo nel contesto nazionale in cui &#232; inserita; tale percorso si suddivide in due fasi: la prima caratterizzata dallo sviluppo dell&apos;indigenismo e la successiva dall&apos;organizzazione del movimento indigeno.
Alla luce del contesto storico internazionale studieremo il percorso che conduce la popolazione indigena dall&apos;esclusione alla partecipazione organizzata all&apos;interno della politica nazionale.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Bologna</publisher-name>
        <publisher-loc>Bologna</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">La tutela della salute dopo la riforma del Titolo V, parte II della Costituzione</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>De Ciuceis</surName>
               <given-names>Massimiliano</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11870"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=687183573T7805&amp;idt=11997&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Come il lettore potr&#224; notare, gran parte del presente lavoro &#232; stata dedicata allo studio, condotto con il massimo rigore di cui chi scrive &#232; stato capace, degli aspetti finanziari riguardanti la materia della tutela della salute.
Alla luce della presente ricerca, occorre affermare che costituirebbe un grave errore pretendere di comprendere quali siano le linee evolutive del settore sanitario in Italia, sulla sola scorta delle enunciazioni di principio, di difesa dei diritti fondamentali e dei valori assoluti, qual &#232;, appunto, la salute. Invero, numerose scelte del legislatore nazionale e dei legislatori locali sono condizionate ora pi&#249; che mai dall&apos;approvvigionamento delle risorse, o, per maggiore precisione, dal sistema di approvvigionamento delle risorse; in quest&apos;ottica, l&apos;&quot;involuzione&quot; del c. d. &#8220;modello lombardo&#8221;, proprio quando il mutamento del quadro costituzionale avrebbe consentito alla Lombardia una pi&#249; netta differenziazione del proprio servizio sanitario da quello nazionale, rappresenta un fulgido esempio, semmai ve ne fosse stato bisogno, di come gli aspetti finanziari giochino un ruolo decisivo nelle determinazioni politiche.
L&apos;inattuazione dell&apos;art. 119 Cost., l&apos;ennesima proroga del termine dei lavori dell&apos;Alta Commissione di studio sul federalismo fiscale al 30 settembre 2005, la recente scadenza dell&apos;Accordo in materia sanitaria dell&apos;8 agosto 2001: sono elementi che inducono al pessimismo, circa la volont&#224; di giungere, al pi&#249; presto, alla stabilizzazione di un comparto tanto delicato, come quello sanitario. &#200; su questi punti che dovrebbe urgentemente concentrarsi l&apos;attenzione degli studiosi del settore, pi&#249; che sugli effetti che potranno determinare disegni di legge di revisione costituzionale ancora in itinere, i quali appaiono sempre pi&#249; di l&#224; da venire e che non &#232; scontato superino, sia consentito accennarlo, il vaglio di un voto popolare di conferma.
N .B.: l&apos;aggiornamento della tesi &#232; al 15 marzo 2005; si segnala, in particolare, che il 23 marzo 2005 &#232; intervenuto un nuovo Accordo Stato - Regioni in materia sanitaria


</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>phd-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Perugia</publisher-name>
        <publisher-loc></publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Risultati sperimentali di prove edometriche sul conglomerato giallo dell&apos;area romana</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Chirielli</surName>
               <given-names>Daniele</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11869"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=717823676T2077&amp;idt=11996&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>L&apos;oggetto del presente lavoro di tesi &#232; lo studio del comportamento meccanico di una piroclastite dell&apos;area romana, il Conglomerato Giallo (Roma). Il materiale cos&#236; denominato per il caratteristico colore giallo chiaro, &#232; stato prelevato direttamente dal fronte di Cava di via Fioranello in Roma (Roma SE). L&apos;attenzione &#232; stata focalizzata sulle caratteristiche di compressibilit&#224; edometrica.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Macerata</publisher-name>
        <publisher-loc>Macerata</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Pmi verso i mercati esteri: il caso Tombolini</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Quintili</surName>
               <given-names>Moira</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11868"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=086178403T6535&amp;idt=11995&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Lo scopo del presente lavoro &#232; stato quello di approfondire i percorsi di internazionalizzazione delle Pmi italiane con riferimento alle scelte strategiche adottate in un&apos;ottica di marketing internazionale. La trattazione &#232; mirata a comprendere le peculiarit&#224; dell&apos;approccio internazionale delle piccole e medie imprese, con particolare attenzione sulla necessit&#224; dell&apos;adozione di un approccio strategico al fine di ottimizzare la gestione delle iniziative estere e sfruttare tutte le opportunit&#224; offerte dai nuovi mercati. All&apos;analisi generale segue poi la trattazione del caso specifico di una media impresa di abbigliamento marchigiana, con particolare riferimento ai percorsi d&apos;internazionalizzazione intrapresi ed alle scelte effettuate riguardo ai paesi, al piano di marketing per i mercati esteri e alle forme d&apos;internazionalizzazione utilizzate. Inoltre si &#232; voluto portare l&apos;esempio concreto di un&apos;iniziativa di ingresso in una nuova area geografica quale il mercato spagnolo. Le Pmi presentano la propria dinamicit&#224; anche in territori distanti e profondamente diversi per tradizioni, lingue e culture, dimostrando inoltre di saper gestire la propria presenza non solo con la semplice esportazione ma anche utilizzando forme d&apos;internazionalizzazione pi&#249; coinvolgenti quali accordi ed investimenti diretti esteri. Ci&#242; che accomuna il caso di Tombolini con i comportamenti rilevati nel pi&#249; ampio panorama industriale italiano, consiste nel processo di maturazione dimostrato nella gestione delle attivit&#224; internazionali; l&apos;abbandono della logica &#8220;passiva&#8221; trainata da una domanda favorevole che si dimostrava in grado di recepire senza grossi sforzi e adattamenti l&apos;offerta dell&apos;impresa, &#232; stato il punto di partenza per l&apos;adozione di una strategia internazionale cosciente, pianificata, dominata dalla necessit&#224; di reagire ai nuovi contesti competitivi per la difesa e il rafforzamento della propria quota di mercato. Le argomentazioni presentate in questo lavoro sottolineano la necessit&#224; di mutare atteggiamento verso i mercati internazionali e di adottare un comportamento non pi&#249; intuitivo ed occasionale, ma finalizzato ad individuare le azioni pi&#249; appropriate per la gestione della presenza estera, attraverso un&apos;attenta valutazione dei paesi possibili vettori di crescita, degli elementi del marketing mix, insieme alla scelta di forme d&apos;internazionalizzazione coerenti con le caratteristiche del paese ma anche con le esigenze interne dell&apos;impresa. Molto spesso si fa riferimento alla debolezza strategica da parte delle Pmi nei mercati internazionali, debolezza evidenziata dalla mancanza di un approccio strutturato e pianificato, e di conseguenza alla relativa scarsa volont&#224; di impegnarsi in un&apos;ottica di lungo periodo, dimostrata dalla prevalenza di sistemi di offerta indifferenziati e dall&apos;adozione di forme di internazionalizzazione poco coinvolgenti, quali la semplice esportazione. Il piano di sviluppo in Spagna, costituisce non solo un esempio di approccio internazionale pianificato, realizzato attraverso un consapevole processo di valutazione ed analisi delle varie fasi del progetto, a partire dalla scelta degli obiettivi e dell&apos;area geografica d&apos;interesse, fino alla definizione degli elementi operativi di marketing da proporre al mercato; ma dimostra anche che la volont&#224; concreta di destinare alle attivit&#224; internazionali dei chiari obiettivi di sviluppo in un&apos;ottica di lungo periodo, non debba necessariamente risolversi nella scelta di investimenti diretti all&apos;estero, e che al contrario possa risultare comunque un&apos;iniziativa di successo gestita con la sola attivit&#224; di esportazione. Per il caso specifico analizzato, la scelta dell&apos;agente come canale di entrata, piuttosto che l&apos;alternativa di investire direttamente all&apos;estero, e la proposta di un sistema d&apos;offerta principalmente omogeneo rispetto a quello utilizzato a livello domestico, non si sono rilevate delle scelte che nascondono carenze &#8220;strategiche&#8221;, ma rappresentano degli elementi peculiari della strategia adottata, i quali hanno contribuito con successo alla riuscita dell&apos;iniziativa.  

</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Bari</publisher-name>
        <publisher-loc>Bari</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Conoscenza e capitale intellettuale: il bilancio dell&apos; intangibile. Caso &apos;&apos;Borsci&apos;&apos;.</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Chirico</surName>
               <given-names>Francesco</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11867"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=632002535T6642&amp;idt=11994&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>La sempre crescente importanza assunta dalla &#8220;conoscenza&#8221;, nell&apos;era attuale della &#8220;Knowledge economy&#8221;,  richiede nuovi e pi&#249; completi strumenti di  valutazione e gestione aziendale. 
Da una valutazione di tipo esclusivamente economico-finanziaria, si &#232; gradualmente passati ad una valutazione pi&#249; complessa che considera anche elementi di carattere intangibile nella determinazione dell&apos;effettivo valore economico attribuibile ad un complesso aziendale.
L&apos;obiettivo del presente lavoro &#232; quello di analizzare, misurare e monitorare tali componenti &#8220;invisibili&#8221; mediante l&apos;utilizzo di alcune metodologie di misurazione  del Capitale Intellettuale al fine di procedere alla redazione finale del Report dell&apos;intangibile, strumento in grado di evidenziare i &#8220;veri&#8221; assets generatori di valore all&apos;interno del sistema aziendale.
Il lavoro si compone di cinque capitoli, riassunti di seguito:

- Il primo capitolo esamina il sistema aziendale  e le risorse di cui &#232; costituito, ossia mezzi, persone ed organizzazione;

- Nel secondo capitolo viene introdotto il concetto di &#8220;conoscenza&#8221;, elemento caratterizzante la moderna economia, il quale introduce il significato di Capitale Intellettuale, inteso come l&apos;insieme delle conoscenze espresse dalle risorse umane, delle conoscenze possedute ed accumulate da un&apos;impresa e delle relazioni instaurate con l&apos;ambiente esterno, ossia con quanto possa garantire una maggiore creazione di ricchezza all&apos;impresa. 

- Il terzo e il quarto capitolo sono dedicati alla misurazione e al monitoraggio delle componenti &#8220;invisibili&#8221; aziendali, attraverso svariati  metodi di misurazione:

a. nel terzo capitolo, in un&apos;indagine preliminare,  vengono considerati due differenti approcci,  cio&#232; quello economico-finanziario (Market-to-Book Value, L&apos;indice Q di Tobin, Calculated Intangible Value, Economic Value Added) e quello diretto (The Value Explorer&#8482;, Technology Broker) evidenziandone caratteristiche e limiti. Mentre i secondi puntano sulla connotazione qualitativa del Capitale Intellettuale e sono volti ad individuarne le componenti fondamentali e il loro impatto nei diversi ambiti dell&apos;organizzazione attraverso dei questionari; i primi ne offrono una valutazione quantitativa, di carattere monetario, attribuendo un valore totale all&apos;azienda inteso come somma del valore degli assets tangibili e intangibili;
b. nel quarto capitolo, invece vengono esaminati i metodi multidimensionali, che combinano le caratteristiche dei due metodi precedenti, attraverso una valutazione multidimensionale (di carattere economico-finanziario e non) del Capitale Intellettuale che rende potenzialmente pi&#249; agevole il loro processo di gestione. Il Capitale Intellettuale viene, quindi, scomposto nelle sue componenti principali (capitale umano, relazionale e strutturale) individuando una serie di indicatori significativi, utili a misurare le performance dell&apos;intangibile, riservando anche una sezione specifica alla rappresentazione dei valori economico-finanziari aziendali. Rientrano in questa categoria la Balanced scorecard, l&apos;Intangible asset monitor, lo Skandia Navigator&#8482;;

- Il quinto ed ultimo capitolo sottolinea l&apos;importanza del Report dell&apos;intangibile in grado di fornire informazioni immediate e dettagliate, mediante l&apos;analisi di specifici indicatori, sia sulle componenti determinanti del Capitale Intellettuale e sia sulla situazione economico-finanziaria dell&apos;impresa, ai soggetti interni ed esterni interessati, in modi diversi, alle sorti dell&apos;azienda. Un caso aziendale, la Borsci Industria Liquori S.p.A,  viene preso in esame, per comprendere, attraverso la compilazione di un questionario, l&apos;importanza degli intangibles presso la suddetta azienda, l&apos;attenzione da essa riposta verso le determinanti del Capitale Intellettuale e i vantaggi derivanti da un possibile loro monitoraggio all&apos;interno di un Report dell&apos;intangibile.
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Padova</publisher-name>
        <publisher-loc>Padova</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Ruolo dei geni Prep nello sviluppo embrionale di Danio rerio</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Greguoldo</surName>
               <given-names>Sascha</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11866"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=764231622T7740&amp;idt=11993&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Nella tesi &#232; analizzata, mediante tecniche istochimiche, l&apos;inattivazione del gene prep1.1 nel teleosteo Danio rerio, un organismo modello per la genetica e labiologia dello sviluppo dei vertebrati. prep1.1 codifica per un cofattore ditrascrizione importante nella determinazione dello sviluppo del neuroectoderma. La sua inattivazione ottenuta iniettando uova fecondate con un oligonucleotide antisenso per l&apos;RNA messaggero di prep1.1, risulta in embrioni che presentano una alterata struttura del romboencefalo e le cui cellule delle creste neurali non si differenziano in cartilagine. Ho inoltre avviato il sequenziamento del gene prep1.2 (paralogo di prep1.1), e ne ho determinata l&apos;espressione nei primi stadi dello sviluppo a livello delle cellule delle creste neurali. I due geni sembrerebbero quindi entrambi controllare gli stadi differenziativi delle cellule derivate dalle creste neurali.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Wake Forest University - North Carolina USA</publisher-name>
        <publisher-loc>North Carolina USA</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="en">International and Comparative Management Paper - Consensus, Opposition, and the Communication Process in the Italian Managerial Model</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Cappelluti</surName>
               <given-names>Christian</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11865"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=658152612T4104&amp;idt=11992&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="en">
        <p>Analisi del modello manageriale adottato nelle aziende in Italia.  Attraverso una serie di interviste semi-strutturate a vari livelli all&apos;interno dell&apos;azienda si evidenziano alcune caratteristiche distintive presenti nel management italiano.  L&apos;autore attraverso un confronto comparativo con il modello manageriale giapponese mette in luce non solo le differenze che si riscontrano nella gestione e nel comportamento tra i principali attori coinvolti nel modello, ma ne identifica in modo puntale, sintetico ed esaustivo i punti di forza e di debolezza.
Questo documento di economia &#232; attuale, utile ed interessante non solo per esaminare il modello manageriale in Italia, ma anche per approfondire ulteriori studi del modello in economia, politica e psicologia.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Bologna</publisher-name>
        <publisher-loc>Bologna</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">La condizione della donna in epoca classica</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Orri</surName>
               <given-names>Rosa Giovanna</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11864"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=058462268T9422&amp;idt=11991&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Alcuni sostengono che per capire la condizione delle donne romane non si debba prendere in considerazione esclusivamente l&apos;astratta severit&#224; delle regole giuridiche in vigore nei primi secoli &#8211; il cosiddetto periodo arcaico- , che ci mostrano una pressoch&#233; totale sottoposizione delle donne al potere e al controllo maschile.
Per capire la condizione reale delle donne romane, bisognerebbe basarsi piuttosto sulle leggende, che narrano di personaggi femminili il cui ruolo e le cui gesta non si conciliano con l&apos;immagine di una donna sottomessa e dominata. 
Tali leggende, alla base delle credenze e del mos maiorum della civitas rivelerebbero, quindi, l&apos;importanza del ruolo femminile, la dignit&#224;, l&apos;onore e i riconoscimenti di cui le donne godevano in famiglia e nella societ&#224;.
E proprio in base a queste considerazioni, spesso si &#232; pensato che il contrasto tra le dure regole giuridiche e la felice condizione sociale delle donne si spiegasse come il ricordo di un antico, e ancora  latente, potere femminile.
In altre parole, la libert&#224; di movimento, di cui le donne romane godettero da sempre rispetto per esempio alle donne greche chiuse nei ginecei, il grande rispetto sociale a loro riconosciuto, il ruolo centrale da esse ricoperto all&apos;interno della familia, le grandi figure femminile dell&apos;epoca romana etc. sarebbero stati esempi di questo ipotizzato potere matriarcale.
A prescindere dalle conclusioni, certamente &#232; molto valido il metodo di ricerca di costoro che, avvalorando l&apos;ipotesi matriarcale, hanno prestato la medesima attenzione sia al mondo del diritto e delle istituzioni sia a quello della societ&#224; e del costume, nel tentativo di ricercare le prove del potere femminile.
Ed infatti, nel nostro caso, sarebbe errato ricostruire la condizione della donna romana solo in base alle norme dell&apos;antico ius civile sia perch&#233; si giungerebbe a una conclusione parziale non tenendo conto dell&apos;ambito anche sociale e non solo giuridico in cui la donna visse, sia perch&#233; lo stesso ius civile-soprattutto quello arcaico- essendo stato  un diritto fatto di consuetudini, di mos maiorum, a cui spesso si intrecciarono credenze religiose e sociali, necessita di una comprensione &#8216;allargata&apos;, tenendo conto dell&apos; incidenza della societ&#224; e del costume sulle  norme e viceversa.
Ma qui ,  pur proseguendo  sul doppio binario di una ricostruzione dal punto di vista giuridico e di un&apos;altra dal punto di vista sociale, non si vorr&#224; seguire la linea-guida dell&apos;ipotesi matriarcale contrastando e avvalorando questa tesi.
Non si prenderanno posizioni cercando di dimostrare o meno che, come alcuni studiosi asseriscono, anche in epoca romana ci fu una &#8216;forte&apos; presenza della figura femminile tale da far pensare a un matriarcato, se pur durato per breve tempo e poi magari rimasto solo in forma latente.
La prospettiva di questa ricostruzione &#232;,invece, quella di una evidente differenza tra la condizione della donna cos&#236; come &#8216;imposta&apos; dal diritto e dal costume in epoca arcaica e, invece, la situazione di profondo cambiamento sociale ma anche giuridico in cui si trov&#242; la donna in epoca classica.
Non &#232; una visione di parallelismo tra la condizione della donna secondo il diritto e la condizione della donna secondo la societ&#224;.
Vuole essere, piuttosto un confronto tra due epoche storiche,  e su come nello scorrere dei secoli si svilupp&#242; la condizione della donna.
E&apos; un confronto tra quello che la donna doveva essere secondo il diritto e il costume dell&apos;et&#224; arcaica e quello che la donna in realt&#224; fu secondo il diritto e il costume dell&apos;et&#224; classica.
E&apos; uno scontro tra dover essere ed essere..
L&apos;intento di questa tesi &#232; solo quello di proporre un altro modo di osservare le modificazioni e i cambiamenti della condizione della donna nei secoli.
La donna che nel suo evolversi mostra la sua vera natura, ci&#242; che &#232;, a dispetto del guscio in cui &#232; sempre vissuta, ci&#242; che doveva essere.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di L&apos;Aquila</publisher-name>
        <publisher-loc>L'Aquila</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Il doppio onirico in &apos;Fight Club&apos;</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Geroni</surName>
               <given-names>Andrea</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11863"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=282864703T6999&amp;idt=11990&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Il tema del doppio &#232; un tema che ha avuto una forte ricezione sin dall&apos;antichit&#224;. Lo scrittore Palahniuk, autore di Fight Club, da cui &#232; stato tratto un film di un certo successo, si rifa al tema in questione in una chiave totalmente nuova, senza tuttavia dimenticare la lunga fortuna che il tema del doppio ha avuto nelle altre letterature</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Libera Universit&#224; di Lingue e Comunicazione (IULM)</publisher-name>
        <publisher-loc>Milano</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">L&apos;identit&#224; di Thomas Chatterton e l&apos;ordine della poetica</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Musumeci</surName>
               <given-names>Stefano</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11862"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=466874644T4717&amp;idt=11989&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Argomento della tesi &#232; l&apos;adolescente Thomas Chatterton (1752-70), poeta inglese precursore del romanticismo britannico, che ha avuto una notevole fortuna tra i famosi poeti inglesi romantici del Sette/Ottocento che noi conosciamo per tradizione (Keats, Coleridge, Wordsworth), arrivando fino a noi e in Germania, in ogni settore dell&apos;arte (poesia, pittura, librettistica, musica). Chatterton, a mio parere, non &#232; mai stato preso nella giusta e meritata considerazione, per quanto concerne la sua poesia in Modern English. Infatti, la sua fama &#232; legata soprattutto alle composizioni/contraffazioni di Thomas Rowley. (Il giovane poeta, infatti, aveva deciso di spacciare i testi di Rowley per scritti effettivamente vergati da un sacerdote del Medioevo, Thomas Rowley, appunto.)

Io mi sono occupato specificamente del Chatterton &#8220;vero&#8221; (quello che scriveva nella lingua del suo tempo), selezionando un numero di componimenti (63 in totale). La struttura da me architettata cerca di toccare diversi aspetti: quello diplomatico-testuale (collazione di due edizioni storicamente importanti: 1803 [a cura di Robert Southey e Joseph Cottle] e 1971 [a cura di Donald S. Taylor]), traduttivo (versione stilisticamente libera racchiusa in un riquadro), storico/descrittivo e di delucidazione (note marginali esplicative), contestuale (cappello introduttivo per ogni item).

La prefazione, oltre a parlare dell&apos;Autore, avanza riflessioni di carattere estetologico sulla poetica e sul concetto di identit&#224; nella (scienza della) poesia.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Politecnico di Torino</publisher-name>
        <publisher-loc>Torino</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Analisi e sviluppo del progetto di immagine coordinata relativo al salone del gusto, Torino 2004</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Fruttero</surName>
               <given-names>Daniele</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11861"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=041861085T6860&amp;idt=11988&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>La tesi tratta tutto quello che riguarda la comunicazione grafica per presentare l&apos;evento del Salone del Gusto di Torino, &#232; stata progettata la comunicazione esterna (totem, segnaletica e cartelloni pubblicitari) e la comunicazione interna durante l&apos;evento.
&#233; stata curata tutta la parte grafica del materiale cartaceo di presentazione (carta intestata,brochure,busta,cartoline,catalogo,schede ecc).</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Roma La Sapienza</publisher-name>
        <publisher-loc>Roma</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Il PCI e l&apos;avvio della programmazione economica (1962-1964)</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Perrino</surName>
               <given-names>Giovanni</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11860"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=446425133T3238&amp;idt=11987&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Siamo all&apos;inizio degli anni Sessanta. Il &#8220;miracolo economico&#8221; aveva  modernizzato il paese e l&apos;industrializzazione aveva diffuso il benessere tra tutti i cittadini. Tuttavia il sistema di potere, che negli anni Cinquanta la Democrazia Cristiana costru&#236; intorno a se in nome dei tradizionali valori della societ&#224; italiana e per conto della Chiesa Cattolica e del mondo libero occidentale, era entrato in crisi. Per garantirsi dunque la permanenza al potere sulle solide basi di un modello economico capitalista e di una politica di chiusura verso la sinistra, la classe dirigente espressa dal partito cattolico si vide costretta a cercare il consenso dei socialisti intorno a un nuovo programma di governo, un programma dai forti contenuti riformisti che affrontasse i pi&#249; gravi problemi italiani, quali la questione meridionale, l&apos;arretratezza del sistema produttivo, la ristrettezza del mercato interno, ecc. Da qui  nacque l&apos;idea di una generale programmazione economica, di un organico piano pluriennale che guidasse lo sviluppo lungo una direttrice delineata dalle istituzioni pubbliche e il cui processo ho inteso analizzare nel testo che Vi propongo. 
Nella mia tesi ripercorro, non potrei nasconderlo, una vicenda storica sulla quale gi&#224; molto si &#232; scritto, ma il punto di vista scelto, quello del maggiore partito dell&apos;opposizione, mi sembra costituisca di per s&#233; un elemento di originalit&#224;&#8230;
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Pisa</publisher-name>
        <publisher-loc></publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">I sistemi di controllo per la creazione di valore in banca: tendenze in atto</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Romani</surName>
               <given-names>Massimiliano</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11859"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=621530711T5078&amp;idt=11986&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>In questo lavoro viene svolta un&apos;analisi che approfondisce il tema della misurazione della performance nel caso degli istituti di credito, nell&apos;ottica del controllo interno di gestione.
L&apos;analisi inquadrer&#224;, in primo luogo, l&apos;attivit&#224; di controllo interno di gestione per passare successivamente ad un suo collocamento nell&apos;ambito bancario, individuandone le tendenze evolutive; in quest&apos;ultimo ambito l&apos;analisi sar&#224; focalizzata dapprima sul nuovo accordo internazionale relativo ai requisiti patrimoniali, l&apos;ormai famoso accordo denominato &#8220;Basilea 2&#8221; e, in secondo luogo, sui i nuovi principi contabili internazionali, i cosiddetti IAS. Saranno delineate le implicazioni che essi comportano nell&apos;ottica del controllo interno di gestione.
Verranno poi approfondite le tematiche relative all&apos;utilizzo di indicatori di performance interne che mirano a una misurazione del risultato aggiustato per il rischio in relazione all&apos;utilizzazione di determinate quantit&#224; di capitale proprio: a tal proposito si cercher&#224; di analizzare le diverse opportunit&#224; che si pongono in relazione alla scelta tra capitale allocato e capitale utilizzato.
Infine, saranno proposte alcune osservazioni sull&apos;impiego delle tecniche di Value Based Management nelle banche e successivamente l&apos;analisi si orienter&#224;, con alcuni esempi applicativi, verso l&apos;esame delle metodologie relative al controllo della creazione di valore, basate sui flussi di cassa, per concludere poi con le problematiche inerenti all&apos;applicazione dell&apos;indicatore EVA nel caso specifico degli istituti di credito.
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>ms-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Roma La Sapienza</publisher-name>
        <publisher-loc>Roma</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">L&apos;omicidio del consenziente</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Pietrafesa</surName>
               <given-names>Enza</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11858"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=057031134T892&amp;idt=11985&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>rispondente, quanto a valori, regole e misure repressive, alla necessit&#224; di una autonoma ed esauriente disciplina del fenomeno, che, nel rispetto del principio dell&apos;indisponibilit&#224; e dell&apos;inviolabilit&#224; della vita umana preveda per l&apos;eutanasia pietosa un regime sanzionatorio meno rigoroso ed una previsione punitiva meno severa.
 
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Politecnico di Milano</publisher-name>
        <publisher-loc>Milano</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="en">The Tram-Train: a Sign across the Sprawl</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Alessandri</surName>
               <given-names>Andrea</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11857"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=136463873T69&amp;idt=11984&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="en">
        <p>The Karlsruhe model represents one of the recent most incisive novelties in the public transport modes, not only as a meaningful step towards the integration of two culturally parallel worlds, but above all as a proposal able to give an answer to a not-yet-satisfied mobility demand.
The deep relationship traced between the tram-train and the multiform suburban landscape known as sprawl, however, overcomes the technical and economical opportunity analysis, summoning a deeper and, at the same time, urgent demand; considering the still evolving architectural and sociological reflection, it seems possible to use what is often regarded as
an obstacle &#8211; the tramway strong morphogenical role &#8211; as an opportunity to characterize an ignored landscape. Such an approach implies that the most visible component &#8211; the vehicle &#8211; becomes the very symbol of the change, giving clues about a new territory and therefore about an expression of its own identity.
Through a wide analysis of all the competitiveness factors, both functional and communicative, for a tram-train service in the suburban scenery, the work comes to verify all the obstacles still to be overcome,
mostly about the vehicle. The design proposal to overcome the limits set to the full expression of the system potentialities &#8211; drafted after a careful
comparison between functional analysis and market offer &#8211; gives an opportunity to materialise the assumed train-territory relation.
The integration of new standards of passive safety in a light rail product family becomes the search for an architecture concerning the vehicle heads, such as to reconcile deep formal customization and strong, lifecycle
costs curbing. The design of a variable geometry door system, as a solution to gain safe and easy access in the difficult layout of a multimode route, is also a way to link functional efficiency with the eloquence of a
new movement arrangement.
The necessary design focus on a logic of product family, peculiar of any sector operating on orders, prevents the work from reaching a complete definition, whereas it renders it subject to many different local design processes: coherently with the analysis results, the arranged solutions become conditions for a full, potential exploitation of the hinge element of a tram-train transport system.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; Cattolica del Sacro Cuore di Milano</publisher-name>
        <publisher-loc>Milano</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">L&apos;argomentazione delle emozioni nel Cyrano de Bergerac: testo letterario e testo filmico a confronto</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Venneri</surName>
               <given-names>Viviana</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11855"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=751162874T693&amp;idt=11982&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>L&apos;obiettivo della mia tesi &#232; stato quello di studiare l&apos;argomentazione delle emozioni in un testo letterario e in un testo filmico, attraverso l&apos;analisi di alcuni dialoghi di una pi&#232;ce teatrale dello scrittore Edmond Rostand, il Cyrano de Bergerac, e di alcune scene tratte dell&apos;omonimo adattamento cinematografico del regista Jean-Paul Rappeneau. 
La possibilit&#224; di un confronto tra questi due ambiti apparentemente cos&#236; diversi &#232; nata dalla decisione di approfondire principalmente lo studio dell&apos;aspetto comunicativo, di interazione e relazione, che si instaura tra enunciatore e destinatario del messaggio, sia filmico che verbale. 
Mi sono focalizzata in modo particolare sull&apos;aspetto emotivo di questa relazione, per arrivare ad individuare le dinamiche attraverso le quali l&apos;enunciatore riesce a produrre, pi&#249; o meno intenzionalmente, un cambiamento emotivo nel destinatario della comunicazione.
Il primo capitolo &#232; interamente dedicato alla relazione comunicativa che si instaura tra lo spettatore ed il regista cinematografico che lascia, all&apos;interno del testo filmico, le tracce della sua presenza ordinatrice e del suo progetto comunicativo volto a determinare il comportamento e le emozioni del destinatario. 
Il mio tentativo &#232; stato proprio quello di mettere in luce queste tracce. Tuttavia, al posto che elencarle e descriverle semplicemente, ho ritenuto molto pi&#249; interessante inserirle all&apos;interno di un percorso storico che inquadra le &#8220;tappe&#8221; pi&#249; significative attraverso le quali questa relazione tra spettatore e regista  (o testo filmico) si &#232; evoluta nel tempo. 
Ho infatti sottolineato come, da una parte, allo spettatore, sempre pi&#249; cosciente ed esigente nei confronti dell&apos;effettiva finzione cinematografica, non basti pi&#249; assistere alla riproduzione fedele della realt&#224;, come all&apos;epoca dei Lumi&#232;re, per stupirsi ed emozionarsi. Dall&apos;altra, invece, come il regista, da Griffith in poi, prendendo mano a mano confidenza con i mezzi a sua disposizione, elabori una versione di realt&#224; in apparenza sempre pi&#249; oggettiva e verosimile, ma che nasconde, con grande maestria, le ragioni profonde del coinvolgimento emotivo dello spettatore.
Mii &#232; sembrato opportuno completare questo quadro con brevi cenni relativi all&apos;evoluzione di alcune delle tecniche cinematografiche attraverso le quali il cinema si &#232; avvicinato a quella forma d&apos;arte particolarmente espressiva, e a quel potente mezzo di comunicazione, che oggi conosciamo. 
Resta ancora un&apos;ultima considerazione da fare: il cinema &#232; realt&#224; o immaginario?lo spettatore &#232; passivo o attivo interprete  della realt&#224;/finzione rappresentata? La conclusione alla quale sono arrivata &#232; che, probabilmente, entrambe le risposte siano valide: infatti, forse &#232; proprio questo il motivo principale del forte potere di coinvolgimento del mezzo cinematografico.
Nel secondo capitolo mi sono spostata invece nell&apos;ambito della comunicazione verbale, per analizzare, anche in questo caso, le dinamiche di coinvolgimento emotivo nel destinatario della comunicazione.
Nella prima parte di questo capitolo, ho rivolto un&apos;attenzione particolare alla struttura interna dell&apos;unit&#224; comunicativa del testo, approfondendo i &#8220;concetti-chiave&#8221; di senso, rapporto, interesse e  cambiamento.
Nella seconda parte del capitolo, invece, facendo riferimento particolare alla teoria proposta dal linguista Christian Plantin, ho individuato  i principali tratti argomentativi (t&#243;poi o luoghi comuni) attraverso i quali il mittente, stimolando l&apos;interesse del destinatario della comunicazione, pu&#242; provocarne il cambiamento emotivo.  
Dalla mia analisi &#232; emerso, ancora una volta, che il coinvolgimento emotivo non avviene a caso nel destinatario ma, al contrario, &#232; motivato da un suo atteggiamento di interesse e apertura nei confronti del messaggio verbale comunicato.
Il capitolo si chiude con un breve accenno al Libro II della Retorica di Aristotele, con l&apos;elenco di tutti i tratti argomentativi che, secondo il filosofo greco, possono essere sfruttati a scopo persuasivo per produrre un&apos;emozione o stato d&apos;animo nell&apos;ascoltatore. 
Infine, il terzo ed ultimo capitolo &#232; dedicato interamente all&apos;analisi del testo letterario e del testo filmico del Cyrano de Bergerac.
Le osservazioni ricavate dal primo capitolo si sono rivelate utili nella fase di ricerca degli elementi espressivi di cui avevamo bisogno per l&apos;analisi delle scene del film, cos&#236; come quelle relative al secondo capitolo sono state riprese per individuare i tratti argomentativi sottesi ai dialoghi dell&apos;opera letteraria analizzata.
&#200; emerso che il confronto operato tra testo filmico e letterario non &#232; stato esattamente un &#8220;confronto-scontro&#8221;. Al contrario, l&apos;aspetto forse pi&#249; affascinante della mia analisi &#232; stato quello di &#8220;avvicinare&#8221; le due opere, per mostrare come, nello stesso momento del racconto, il regista e lo scrittore riesaono, attraverso mezzi, strumenti e linguaggi molto diversi tra loro, a trasmettere un&apos;emozione.   



</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Milano - Bicocca</publisher-name>
        <publisher-loc>Milano</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Dal collocamento alle agenzie per il lavoro: questioni di giustizia sociale nella regolazione del mercato del lavoro in Italia.</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Resentini</surName>
               <given-names>Claudio</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11854"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=524171452T7798&amp;idt=11981&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Si pu&#242; parlare di &#8220;giustizia&#8221; con riferimento all&apos;allocazione delle risorse umane all&apos;interno del mercato del lavoro? Esiste un diritto al lavoro? Perch&#233; qualcuno &#232; pi&#249; esposto di altri al rischio di disoccupazione?
Questioni di questo tipo sono affrontabili scientificamente da diversi punti di vista disciplinari: economico, filosofico, giuridico, politologico, psicologico, storico e, naturalmente, sociologico. Ed anche all&apos;interno della stessa sociologia i campi specifici di studio coinvolti sono molteplici: sociologia del mercato del lavoro, sociologia economica, sociologia delle politiche sociali, sociologia dei processi culturali, ecc. 
Il fatto che una questione sia &#8220;affrontabile&#8221; non significa, d&apos;altra parte, che sia stata necessariamente affrontata ed, infatti, sembra trattarsi, nella fattispecie, di questioni relativamente trascurate. 
Obiettivo specifico di questo lavoro &#232; quello di cercare di portare un piccolo contributo alla discussione in materia attraverso la connessione di due questioni che, anche a causa della divisione disciplinare richiamata, sono troppo spesso in maniera apparentemente inesplicabile trattate separatamente: la questione della regolazione del mercato del lavoro e la questione della giustizia sociale.
L&apos;economia di questo lavoro non consente per&#242; di affrontare esaurientemente argomenti tanto vasti. Si tratta allora di mettere in rilievo alcuni aspetti particolari delle due questioni. 
Rispetto alla questione della regolazione del mercato del lavoro mi sono concentrato sui servizi per l&apos;impiego ed in particolare sulla transizione dal collocamento pubblico alle agenzie per il lavoro private. Con riferimento invece alla giustizia sociale ho affrontato la questione partendo dal tema dei diritti di cittadinanza sociale, e del diritto al lavoro in particolare, concentrando successivamente l&apos;attenzione sull&apos;evoluzione del welfare state. 
Con riferimento a questi specifici temi ho cercato di portare alla luce alcuni &#8220;meccanismi&#8221; di occultamento e di mistificazione, pi&#249; o meno consapevoli e pi&#249; o meno diffusi nel senso comune, ma anche, e soprattutto, nel dibattito scientifico.
Per fare questo sono stato costretto a qualche incursione al di fuori dell&apos;ambito strettamente sociologico, facendo riferimento, di volta in volta, alla letteratura prodotta in ambito storico, giuslavoristico, di filosofia politica, ecc.
Nel primo capitolo ho cercato di delineare la prima questione tratteggiando le problematiche sottese alla &#8220;metafora&#8221; del mercato del lavoro (par. 1.1), ai meccanismi di stratificazione sociale legati alla condizione occupazionale (par. 1.2), alla regolazione del mercato del lavoro (par. 1.3), mentre i paragrafi successivi sono dedicati ad un excursus storico sul problema sociale della disoccupazione in epoca pre-industriale (par. 1.4) e industriale e sui metodi per affrontarla con particolare riferimento al dispositivo istituzionale del collocamento, alla sua nascita (par. 1.5), sviluppo e declino (par. 1.6). Il capitolo si conclude con una introduzione alle problematiche contemporanee (par. 1.7) e con una serie di interrogativi di ricerca (par. 1.8).
Il secondo capitolo tratta invece dei diversi tipi di cittadinanza e di diritti (par. 2.1), dei rischi sociali e dei sistemi di protezione sociale, compresa la tutela dalla disoccupazione attraverso il diritto al lavoro (par. 2.2), dei diversi tipi di welfare state (par. 2.3) e del loro declino in concomitanza con la crisi del lavoro salariato e l&apos;emergenza di una nuova questione sociale (par. 2.4), concentrandosi successivamente su alcuni aspetti emergenti del cambiamento in atto: la logica della promozione (par. 2.6) e la retorica del cliente (par. 2.7), per concludere con un collegamento alla tematica del collocamento dal punto di vista della politica sociale (par. 2.8).
Nel terzo capitolo si cerca infine di fare luce sul collegamento tra le questioni affrontate nei capitoli precedenti, specificando meglio il funzionamento del job matching (par. 3.1), collegandolo in prima istanza alla strutturazione dei reticoli sociali attraverso la rilettura della teoria dell&apos;embeddedness (par. 3.2) e successivamente alla questione della giustizia sociale (par. 3.3), cercando di fornire un modello alternativo di descrizione dell&apos;evoluzione del mercato del lavoro (par. 3.4) in grado di mettere in rilievo le ricadute sulla questione della giustizia sociale delle tendenze in atto (par. 3.5).</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; Commerciale Luigi Bocconi di Milano</publisher-name>
        <publisher-loc>Milano</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Sfide, strategie, alleanze di una azienda aeronautica italiana: Aermacchi 1970-2003</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Stanca</surName>
               <given-names>Antonio</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11853"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=457827135T8754&amp;idt=11980&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>In questo lavoro si &#232; indagato sulla storia pi&#249; recente di Aermacchi SpA (1970-2003), societ&#224; varesina di costruzioni aeronautiche, che nel periodo esaminato si &#232; collocata in una posizione di sostanziale &#171;unicit&#224;&#187; rispetto al resto delle imprese italiane del settore, essendo la sola a presentare contemporaneamente capitale privato e, grazie a felici intuizioni tecniche ed aggressive iniziative commerciali, una spiccata vocazione internazionale nonch&#233; prodotti di successo di concezione interamente propria. In questo arco di tempo, segnato all&apos;inizio dalla massiccia entrata delle Partecipazioni Statali nel settore, Aermacchi consolida la propria presenza ed il proprio know-how nel tradizionale segmento degli addestratori militari a getto, mentre avvia una serie di profondi e lunghi cambiamenti: prima per superare una dimensione semi-artigianale e poi una scarsa diversificazione produttiva, quindi per fronteggiare la crisi del mercato dei primi anni novanta. Investimenti, alleanze mirate, costante impegno nella ricerca, idee per competere &#8220;reinventando&#8221; il proprio settore fanno assumere ad Aermacchi la connotazioni di una azienda innovatrice ed anticipatrice delle esigenze del mercato. Tutto ci&#242; mentre abbandona gradualmente una radicata cultura societaria &#8220;provinciale&#8221; senza per&#242; mutamenti nella compagine azionaria, che rimane di tipo familiare fino all&apos;ingresso nel &#171;campione nazionale&#187; dell&apos;aerospazio, Finmeccanica, avvenuto nel 2003. Il permanere di un azionariato cos&#236; ristretto ha da un lato rallentato il cammino di sviluppo della societ&#224;, ma ne ha preservato importanti equilibri interni escludendola dalla pesante ingerenza statale nel settore. Le vicende trattate hanno quindi riguardato importanti mutamenti &#8220;genetici&#8221; vissuti dalla societ&#224; in parallelo al consolidarsi di alcune sue tradizionali peculiarit&#224;, che hanno finito per generare una realt&#224; che oggi consente al nostro Paese, nonostante la relativa piccolezza della sua industria aerospaziale, di rivestire una posizione di leadership tecnologica indiscussa in un importante segmento delle produzioni aeronautiche.
Uno studio di questo tipo non poteva prescindere da un adeguato e costante richiamo alle vicende ed alle caratteristiche, sia nazionali che internazionali, del comparto industriale a cui Aermacchi appartiene. Ci&#242; &#232; stato necessario, oltre che per una naturale analisi dei concorrenti o dei partner, a causa del notevole peso che la politica statale di intervento ed indirizzo nel settore delle industrie aeronautiche ha sempre assunto. Anzi, le sorti di questo comparto, vista la sua strategicit&#224; per un Paese sotto molteplici aspetti, sono state spesso legate a doppio filo, e lo sono ancora, con le scelte dell&apos;operatore pubblico, per l&apos;opera di sostegno determinante che esso ha sempre dato nella forma di committente, di finanziatore della ricerca, di sostenitore delle esportazioni, di apportatore di cospicui capitali, spesso di proprietario di molte imprese. Nella maggiorparte dei paesi del mondo &#233; stato sui tavoli dei governi che, soprattutto nel secondo dopoguerra, si &#232; disegnata la fisionomia dell&apos;industria aeronautica.
In Italia un intervento pi&#249; concreto in questo senso comincia ad attuarsi proprio dagli anni Settanta: anche questo elemento ci ha spinto ad iniziare la narrazione da qui, dall&apos;epoca dello &#8220;sbarco&#8221; delle Partecipazioni Statali nel settore. Il nostro discorso si snoda quindi lungo due direttrici principali e parallele: da una parte le vicende di Aermacchi, dall&apos;altra quelle della restante parte del settore, quasi completamente pubblica. I rapporti tra questi due mondi, diversi ma in reciproca influenza, sono stati approfonditi per coglierne i riflessi, positivi o negativi, sulla realt&#224; Aermacchi; per capire cio&#232; quante delle sue scelte e dei suoi tratti essenziali beneficiassero, o subissero, della politica industriale dello Stato, ed inoltre per comprendere a fondo di cosa si parli quando ci si riferisce e quel carattere di &#171;unicit&#224;&#187; dell&apos;azienda. Due strade parallele ma vicine che finiranno per convergere ed unirsi nel 2003.     
Valutazione della commissione di laurea: 8/8
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Parma</publisher-name>
        <publisher-loc>Parma</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Il contratto di lavoro a tempo determinato</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Pelliccione</surName>
               <given-names>Diego</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11852"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=241060804T866&amp;idt=11979&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Nel corso degli anni l&apos;evoluzione del mercato del lavoro, dovuta anche alle sempre pi&#249; diversificate esigenze sia dei datori di lavoro che degli stessi lavoratori, e la volont&#224; da parte degli Stati europei di formare una normativa (non solo) giuslavoristica sempre pi&#249; omogenea, hanno portato all&apos;introduzione, nell&apos;ordinamento giuridico italiano, di nuove tipologie contrattuali di lavoro spesso foriere di problemi attuativi ed interpretativi.
Tra questi &#8220;nuovi contratti&#8221; non si pu&#242; certo includere il contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, detto anche a termine, data la sua presenza nel nostro ordinamento gi&#224; nel Codice Civile del 1942, anche se al tempo presentava caratteristiche molto differenti da quelle attuali. Ma &#232; anche vero che il decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, recependo la Direttiva comunitaria 1999/70/CE, non solo ha abrogato la previgente normativa in materia di contratto di lavoro a termine, ma ha introdotto nel nostro ordinamento una disciplina del tutto innovativa, imponendo cos&#236; agli interpreti una nuova linea di pensiero rispetto a tale istituto.
Tre sono dunque gli obiettivi che mi auguro di raggiungere nel corso di questa dissertazione: riassumere, nel corso del primo capitolo, i caratteri fondamentali della precedente normativa, ripercorrendo le tappe pi&#249; significative che hanno portato all&apos;attuale disciplina; affrontare, nel secondo capitolo, le vicende che hanno determinato l&apos;emanazione e il recepimento della direttiva europea nel nostro ordinamento, attuata con il decreto legislativo n. 368 del 2001; infine, nel terzo ed ultimo capitolo, affrontare gli aspetti principali della nuova normativa, anche in riferimento alle sostanziali differenze dalla disciplina precedentemente in vigore.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di L&apos;Aquila</publisher-name>
        <publisher-loc>L'Aquila</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">La parodia degli stereotipi noir nella prospettiva di Joe R. Lansdale</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>De Pasquale</surName>
               <given-names>Claudio</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11851"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=465287265T7618&amp;idt=11978&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>La tesi compie un excursus storico-culturale dei modelli noir americani, partendo dal modello cinematografico degli anni &apos;30-&apos;40 e da quello letterario dell&apos;hard-boiled, per arrivare al confronto con i modelli noir dello scrittore contemporaneo Joe R. Landsale, mettendone in luce le similarit&#224; e le differenze. </p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Siena</publisher-name>
        <publisher-loc>Siena</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Arredare il Silenzio. La Radio fra determinismo tecnologico e societ&#224;.</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Valentini</surName>
               <given-names>Michele</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11850"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=314083588T4725&amp;idt=11977&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>La radio con la rivoluzione digitale, dalla fine degli anni settanta in poi con l&apos;avvento del compact disc, ha ridefinito le pratiche lavorative all&apos;interno degli studi radiofonici. In Italia questo momento di grande modernizzazione ha coinciso con l&apos;avvento della radiofonia privata, aggiungendo un&apos;ulteriore spinta al rinnovamento. La rivoluzione digitale, durante gli ultimi 25 anni, ha cambiato tutto il mondo della comunicazione, introducendo nuovi media (internet e telefono cellulare) e ristrutturando tutti gli altri sia a livello di produzione dei contenuti, sia nell&apos;ambito dei canali di comunicazione usati. La radio, sebbene abbia delle sperimentazioni in corso per passare al digitale, &#232; in un certo senso un&apos;eccezione, perch&#233; ha subito una grandissima digitalizzazione dei suoi studi, ma ha lasciato pressoch&#233; invariato il canale di comunicazione con il suo pubblico. Ogni giorno ascoltiamo la radio sintonizzandoci sul suo segnale analogico che, essenzialmente, sfrutta ancora la tecnologia messa a punto negli anni venti in America. Ci sono almeno tre categorie di innovazioni digitali che hanno avuto un ruolo fondamentale anche nel ridefinire i linguaggi radiofonici e che in alcuni casi hanno avuto un peso deterministico, introducendo, cio&#232;, nuovi modi di comunicare senza che questi fossero la risposta ad una nuova domanda sociale.
1. Hardware e Software per la programmazione musicale: da quando la musica, l&apos;elemento pi&#249; importante dei programmi radiofonici, &#232; divenuta digitale ed ha iniziato ad entrare nei computer, le radio si sono dotate di archivi digitali, e ormai hanno eliminato l&apos;uso di qualsiasi supporto musicale fisico, per passare ad una gestione informatizzata di tutte le fonti sonore da mandare in onda. Software come Selector offrono, gi&#224; da oltre vent&apos;anni, strumenti di pianificazione computerizzati per operare le scelte di formato musicale in modo coerente con le proprie scelte di target, di marketing e d&apos;immagine. In Italia, negli ultimi dieci anni, &#232; accaduto per&#242; che molte radio private locali, approfittando dei prezzi sempre pi&#249; ridotti di questi strumenti, abbiano improvvisamente deciso di informatizzare i loro sistemi di messa in onda, lasciandosi condizionare da questi nuovi strumenti. Questo ha prodotto una forte omologazione delle radio locali, che assomigliano sempre pi&#249; a quelle nazionali, e che hanno perso la loro capacit&#224; di creare prodotti culturali sensibili alle specificit&#224; delle loro comunit&#224; locali di riferimento.
2. Strumenti per l&apos;interattivit&#224;: la radio &#232; un broadcasting medium, come la televisione, e quindi comunica in modo unidirezionale. La radio &#232; sempre stata portata a superare questo limite di unidirezionalit&#224; attraverso l&apos;interazione con i propri ascoltatori con il telefono, che, essendo un medium che utilizza anch&apos;esso solo l&apos;audio, le &#232; particolarmente congeniale. L&apos;era digitale ha messo a disposizione ibridi telefonici sempre pi&#249; efficienti, ha introdotto il telefono cellulare, l&apos;sms, l&apos;e-mail, creando nuove possibilit&#224; di interazione. Il conduttore di un programma radiofonico, oggi, pu&#242; fare dei veri e propri talk show parlando con un numero illimitato di ospiti via telefono, pu&#242; raccogliere dediche e valutare i feedback che arrivano dal pubblico attraverso e-mail, sms, fax e telefonate. I linguaggi radiofonici si sono aperti all&apos;interattivit&#224; con il pubblico anche se spesso, l&apos;ascoltatore che viene mandato in diretta, &#232; parte della scaletta del programma e il suo intervento &#232; solo apparentemente un elemento che sfugge al controllo del conduttore.
3. Apparecchi per la processazione dell&apos;audio: ogni emittente, impossibilitata ad aumentare la qualit&#224; audio delle proprie trasmissioni, ha cercato di sfruttare al meglio le nuove possibilit&#224; dell&apos;audio digitale per creare il proprio sound caratteristico. Grazie ai nuovi processori audio &#232; possibile definire come deve suonare la propria radio, cos&#236; tendenzialmente si cerca di dare pi&#249; brillantezza e vitalit&#224; alle proprie trasmissioni, privilegiando le frequenze medio-alte e &#8220;tagliando&#8221; quelle pi&#249; cupe dei medio-bassi. Il passaggio della radio al digitale &#232; una possibilit&#224; ormai concreta grazie al DAB (digital audio broadcasting), di cui ci sono gi&#224; in Italia molte sperimentazioni. Il modo di ascoltare e fare la radio potrebbe cambiare radicalmente perch&#233; sar&#224; possibile inviare, insieme all&apos;audio ad alta qualit&#224;, immagini, foto e file di ogni genere. In pi&#249;, tutto il mercato radiofonico potrebbe andare in contro ad un riassetto notevole, visto che lo spettro elettromagnetico potr&#224; contenere sei volte il numero di emittenti che ci sono oggi. La radio digitale potrebbe essere completamente diversa e le nuove possibilit&#224; tecnologiche (radio on demand, pay per listen, ecc&#8230;) potrebbero avere un ruolo deterministico molto forte.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Bologna</publisher-name>
        <publisher-loc>Bologna</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">L&apos;immagine dell&apos;America Latina nella Spagna franchista</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Gamberini</surName>
               <given-names>Massimo</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11849"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=480161188T5925&amp;idt=11976&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>L&apos;analisi degli studi sulla storia della Spagna del XX secolo pone l&apos;interrogativo di come il regime franchista &#8211; che dal suo fondatore, Francisco Franco, prese il nome &#8211; riusc&#236; a sopravvivere per oltre trentasei anni nel bel mezzo dell&apos;Europa. Eppure, proprio alla conclusione della seconda guerra mondiale, il suo regime sembrava avere ormai i giorni contati. Durante il catastrofico conflitto e la conseguente polarizzazione dei due schieramenti, il Caudillo aveva dovuto e saputo praticare una politica prudentemente ambigua e dare, come si suole dire, un colpo al cerchio e uno alla botte a difesa della sua posizione non interventista, ma palesemente filofascista. Appena preso il potere, inoltre, la diplomazia franchista dovette fare i conti con le gravi perdite &#8211; umane ed economiche &#8211; della guerra civile del triennio 1936-1939. Quando poco dopo scoppi&#242; il secondo conflitto mondiale, quindi, il principale nemico per la Spagna, non era costituito da un&apos;altra Nazione o un altro Paese, ma dalla fame e dalla carestia che la popolazione conobbe in quei terribili anni.
Nell&apos;immediato dopoguerra mondiale, il governo di Franco fu visto come l&apos;ultimo baluardo in Europa del fascismo e venne messo sotto accusa dall&apos;opinione pubblica internazionale, che richiedeva a gran voce la fine della dittatura. La delibera dell&apos;ONU &#8211; che nell&apos;ottobre 1946 invitava tutti i Paesi aderenti alle Nazioni Unite a rompere le relazioni diplomatiche con la Spagna &#8211; avrebbe fortemente improntato la politica interna ed estera di quel Paese. L&apos;embargo economico e diplomatico avrebbe finito per costituire un elemento di rafforzamento interno per la dittatura che riusc&#236;, giocando sull&apos;orgoglio nazionale, a catalizzare il consenso. Orden, unidad y aguantar ed Espa&#241;a es diferente furono gli slogan lanciati per dimostrare al popolo e al mondo intero che il paese poteva &#8211; ed era tenuto a farlo &#8211; resistere agli attacchi internazionali.
Quest&apos;ostilit&#224; si sarebbe dovuta combattere in primo luogo con un buon gioco di politica estera: la Spagna concentr&#242; infatti la propria attenzione e i propri sforzi alla costruzione di rapporti politici, economici e culturali, su quei paesi dell&apos;America &#8220;hispanica&#8221; che, anche grazie al sorgere di regimi dittatoriali e populisti come quello argentino, aiutarono il Paese iberico alla sopravvivenza e mitigarono il clima sfavorevole al regime.
Su questa base trov&#242; sempre pi&#249; spazio la politica di cui il Consejo de la Hispanidad prima, e l&apos;Istituto di Cultura Ispanica poi, furono promotori negli anni Quaranta. Voluta fin dall&apos;inizio dallo stesso generale Franco con il preciso compito di superare le divisioni tra i popoli ispanici e di eliminare il &#171;pulviscolo politico cui sono oggi ridotti i paesi dell&apos;America spagnola&#187;, la politica della Hispanidad &#8211; con posizioni volutamente ambigue fra un&apos;esigenza utopica di ricostruzione dell&apos;Impero spagnolo tramontato nel XIX secolo e l&apos;attuazione di una pi&#249; &#8220;semplice&#8221; egemonia culturale e spirituale &#8211; riusc&#236; a far avvicinare la Spagna all&apos;America Latina e a trovare ascolto e appoggi prima di tutto in Argentina. Con il riconoscimento della esistenza di una matrice comune, data dalla medesima lingua, cultura e religione, il governo peronista della met&#224; degli anni Quaranta avrebbe aiutato in modo determinante la Spagna ad arginare l&apos;opposizione internazionale contro il regime e a sostenere, diplomaticamente ed economicamente, il governo franchista.
Ma furono questi i fattori essenziali che fecero superare la crisi &#8211; economica e diplomatica &#8211; successiva alla seconda guerra mondiale e a far sopravvivere la dittatura di Francisco Franco? 
Personalmente sono profondamente convinto del grande peso che la propaganda dell&apos;Hispanidad ebbe durante il regime franchista &#8211; soprattutto grazie al tema centrale dell&apos;imperialismo e della ricostruzione del potere di quella Spagna conosciuta un tempo come Gran Potencia. La riscoperta del passato e delle matrici comuni con l&apos;America Latina costituivano la base di un progetto che avrebbe dovuto collocare il Paese iberico in un punto di convergenza della comunit&#224; ispanoamericana. Quello dell&apos;Hispanidad fu, pertanto, uno dei temi chiave per la ricostruzione del consenso interno: gli elementi centrali di tale politica favorirono in un primo tempo, la stabilizzazione del potere da parte di Francisco Franco dopo i tre terribili anni della guerra civile; in un secondo tempo, la stessa Hispanidad si caratterizz&#242; come strumento utilizzato dal regime franchista per legarsi a livello cultural-spirituale ai territori oltreoceano. Ma fu anche grazie al ruolo giocato dall&apos;Argentina peronista e all&apos;inizio della guerra fredda che gradualmente si giunse al ripristino delle relazioni internazionali tali da accrescere il rilancio dell&apos;economia e del Paese. Fu cos&#236;, che la Spagna pot&#233; integrarsi nella comunit&#224; internazionale &#8211; sia pure mantenendo i propri elementi distintivi &#8211; fino al 1975, anno in cui ebbe termine la dittatura del generale Francisco Franco Bahamonde.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli studi di Genova</publisher-name>
        <publisher-loc>Genova</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Le organizzazioni internazionali nel settore del trasporto marittimo e aereo</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Riotto</surName>
               <given-names>Johnny</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11848"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=127484475T884&amp;idt=11975&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Scopo del presente elaborato &#232; esaminare la struttura delle principali organizzazioni internazionali governative e non nel settore del trasporto marittimo e aereo, nonch&#233; la loro attivit&#224; per la creazione di norme internazionalmente uniformi volte all&apos;unificazione del diritto marittimo e aereo. 
Nel primo capitolo si far&#224; una breve analisi delle organizzazioni internazionali in generale, evidenziando le ragioni della loro nascita, le caratteristiche intrinseche, le funzioni e i loro obiettivi. 
Nel secondo capitolo si esaminer&#224; la pi&#249; importante organizzazione marittima internazionale, l&apos;International Maritime Organization &#8211; IMO, agenzia delle Nazioni Unite, avente tra i suoi principali scopi la promozione della sicurezza della navigazione oltre che la salvaguardia dell&apos;ambiente marino dall&apos;inquinamento.  
Sempre con riguardo al settore marittimo, si considerer&#224; il Comit&#233; Maritime International, la pi&#249; significativa organizzazione non governativa che per tradizione pone come fine alla sua attivit&#224; lo sviluppo dei processi di internazionalizzazione dei traffici marittimi dedicandosi alla causa dell&apos;unificazione del diritto marittimo. 
Nell&apos;ultimo capitolo, si esaminer&#224; la pi&#249; importante organizzazione internazionale, anche per la sua influenza sulla sovranit&#224; nazionale degli Stati, relativa al settore aereo ovvero l&apos;International Civil Aviation Organization &#8211; ICAO, illustrando le pi&#249; importanti convenzioni, dalla stessa elaborate, relative alla sicurezza dell&apos;aviazione, gli Annessi tecnici e i loro processi di implementazione nei vari ordinamenti nazionali con particolare riferimento all&apos;Italia.
Infine, si analizzeranno altre forme di cooperazione tra gli Stati volte all&apos;internazionalizzazione dell&apos;aviazione civile come, per esempio, l&apos;Eurocontrol.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Bologna</publisher-name>
        <publisher-loc>Bologna</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Antigone, Mar&#237;a Zambrano, Mathilde Monnier: un unico mito, tre donne a confronto.</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Moraglio</surName>
               <given-names>Irene</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11847"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=265158833T1273&amp;idt=11974&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Quando ho deciso di partire per questo viaggio attraverso il mito di Antigone ancora non sapevo di preciso dove il mio percorso mi avrebbe portata. &#200; stata una scelta istintiva, immediata, quasi incosciente, come se sentissi una particolare attrazione per una storia millenaria eppure ancora qui, tra noi. Una storia di cui, all&apos;epoca, non avevo che pallide reminiscenze liceali, ma che avevo tanta voglia di scoprire, di sapere. Di Antigone mi attiravano la sua ribellione, il suo coraggio e i suoi fermi ideali, il suo non fermarsi di fronte a chi ha il potere. Il resto era tutto da scoprire. E cos&#236; sono partita per questo viaggio; Antigone stessa, pi&#249; attuale che mai, mi ha preso per mano e mi ha portata con s&#233;, accompagnandomi in fondo al &#171;grand trou&#187; baudelairiano &#171;menant on ne sait o&#249;&#187; (Steiner, 1990: 312), per scoprire i suoi segreti, i miei segreti, i segreti di tutti noi. 
   E mentre le prime letture mi aprivano l&apos;infinito mondo delle esegesi del mito, sono state due attualizzazioni contemporanee della storia immortale ad attirare maggiormente la mia attenzione: La tumba de Ant&#237;gona di Mar&#237;a Zambrano e Pour Antigone di Mathilde Monnier. Cos&#236; &#232; nato questo lavoro di ricerca e di analisi, cos&#236; come lo trovate scritto. La sua ambizione &#232; quella di farvi rivivere il mio percorso, di prendervi per mano come Antigone stessa ha fatto con me, e di farvi scoprire nuovi mondi. Il primo capitolo ha quindi il compito di introdurre il tema, di stabilire il primo approccio con Antigone facendo capire perch&#233;, perch&#233; Antigone oggi, dopo venticinque secoli, ancora non &#232; invecchiata. Perch&#233; parliamo ancora di Antigone, ma soprattutto, chi &#232; Antigone? 
   Una volta affascinati da questo personaggio mitico sempre attuale, ci addentriamo insieme nel secondo capitolo per saltare direttamente all&apos;et&#224; moderna. Qualche decennio fa, nel 1976, Mar&#237;a Zambrano, filosofa di Malaga, componeva La tumba de Ant&#237;gona, un&apos;opera che va al di l&#224; della tragedia greca nella versione a noi pi&#249; nota, per farci scendere sino in fondo alla tomba di Antigone e farci dialogare con lei. Seguiamo quindi la pensatrice spagnola in questa discesa per scoprire un&apos;Antigone nuova e arricchirci di quest&apos;esperienza mistico-filosofica.
   Con un altro salto temporale ci avviciniamo ai tempi nostri. Siamo nel 1993, appena dodici anni fa, in Francia: qui Mathilde Monnier, rinomata coreografa di danza contemporanea, creava la &#8220;sua&#8221; Antigone. &#8220;Sua&#8221; perch&#233; Antigone non &#232; mai la stessa, ognuno di noi la vive, la legge, la interpreta in modo diverso, con i propri pesi e le proprie misure. Mathilde Monnier sceglie la disciplina su cui lavora da una vita, la danza contemporanea appunto, e ci sconvolge con il suo Pour Antigone. Con il suo aiuto (vedi intervista in Appendice) e con un&apos;attenta analisi, nel terzo capitolo cercheremo di cogliere il messaggio subliminale della sua lettura per farla nostra, anche se sicuramente diversa. 
   Risaliamo in superficie con un bagaglio nuovo e nel quarto capitolo mettiamo a confronto le due Antigoni che abbiamo incontrato e conosciuto meglio. L&apos;analisi comparata che ne emerge non nasce soltanto per scoprire similitudini, differenze e contraddizioni, quanto piuttosto per vedere come due donne diverse, in periodi storici e paesi diversi, attraverso discipline diverse, abbiano vissuto il rapporto intimo con l&apos;affascinante personaggio di Antigone. I risultati, &#232; evidente, non possono che essere diversi tra loro, nonch&#233; ben lontani dall&apos;antica versione greca. Il movente, tuttavia, &#232; lo stesso. 
   Quest&apos;analisi, questo viaggio attraverso Antigone, &#232; del tutto personale, senza pretese di esaustivit&#224; n&#233; di univocit&#224;. Qualcuno rimarr&#224; indifferente, qualcun altro, forse, ne uscir&#224; cambiato. Non ci resta che iniziare. Allacciate le cinture, via, si parte. 
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Palermo</publisher-name>
        <publisher-loc>Palermo</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Vivere attraverso il cellulare - giovani e nuovi metodi di comunicazione</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Panzarella</surName>
               <given-names>Luca</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11846"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=200144056T2357&amp;idt=11973&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Negli ultimi anni abbiamo assistito a una crescita mondiale delle tecnologie dell&apos;informazione e in particolar modo quelle della comunicazione mobile. 
Il cellulare oggi si &#232; introdotto nella nostra vita in cos&#236; tanti aspetti che non lo si pu&#242; pi&#249; considerare una semplice tecnologia comunicativa. Lo usiamo dappertutto, spesso sfiorando comportamenti al limite del patologico. Ci ritroviamo a parlare in continuazione, senza pi&#249; stupirci se chiamiamo solo per raggiungere un certo bonus di tempo o per sfruttarlo fino all&apos;ultimo secondo. Ne avvertiamo immediatamente la mancanza se non lo abbiamo con noi. 
Cerchiamo di capire allora perch&#233; ne siamo ossessionati, perch&#233; facciamo uno squillo o mandiamo un messaggio, perch&#233; ci preoccupiamo quando ce lo dimentichiamo a casa, perch&#232; lo preferiamo, a volte, alla conversazione faccia a faccia.
Il cellulare ci tiene compagnia prima ancora della persona che stiamo contattando: esso ha preso vita, &#232; diventato un inseparabile compagno di avventure. </p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Torino</publisher-name>
        <publisher-loc>Torino</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Il posizionamento competitivo della New Holland sul mercato indiano: le valutazioni della clientela utilizzatrice</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Portacolone</surName>
               <given-names>Andrea</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11845"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=807866708T2857&amp;idt=11972&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Premessa

Il mercato globale non &#232; pi&#249; solo un contesto o un argomento di dibattito, ma una realt&#224; nuova che necessita di essere compresa e regolamentata.
Negli ultimi dieci anni lo sviluppo del settore delle comunicazioni ha reso questo nuovo contesto di riferimento pi&#249; vicino e, quando possibile, trasparente. Nel frattempo l&apos;applicazione di nuove tecnologie ed i processi di fusione societaria hanno spinto i nuovi produttori a ricercare nuove economie di scala.
Questo testo altro non &#232; che il racconto di un&apos;esperienza unica vissuta in un&apos;azienda che sta cercando di affermarsi in un nuovo mercato dalle grandi potenzialit&#224;.
L&apos;obiettivo che si prefigge &#232; la piena penetrazione nel mercato ed un futuro dove il concetto di globalit&#224; e localit&#224; dell&apos;attivit&#224; d&apos;impresa si fondono alla ricerca di nuove sinergie in un unico contesto di riferimento.
La New Holland India Private Ltd. &#232; una divisione della New Holland N.V., da tre anni fusa con Case: &#232; una societ&#224; che corre con John Deere per la posizione di leader mondiale per la produzione di macchine agricole.
La missione dell&apos;azienda &#232; quella essere una &#8220;customer driven organisation&#8221;, nella quale ogni risorsa deve essere utilizzata per servire il cliente al meglio delle proprie possibilit&#224;.


In questo contesto di estrema competitivit&#224;, la mia esperienza di stage ha rappresentato per me un&apos;esperienza unica e difficile della quale sono fiero e spero ce ne possano essere altre da affrontare con serenit&#224;
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Perugia</publisher-name>
        <publisher-loc></publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">&quot;Le Gioie Della Vite&quot;. Analisi di una campagna pubblicitaria volta a comunicare un marchio.</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Di Carlo</surName>
               <given-names>Valentina</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11844"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=354552466T9887&amp;idt=11971&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Nella nostra nazione, al pari della moda, il vino &#232; oggi immagine del Made in Italy: un valore che sempre di pi&#249; va preservato ed affermato, un universo culturale ricco e complesso che deve essere rappresentato nel migliore dei modi. Questo fa capire quanto siano forti i valori che i consumatori attribuiscono al vino, un prodotto prevalentemente associato ad occasioni di consumo particolari, ma anche adatto alla quotidianit&#224;.
   Cos&apos;&#232; che dunque rende un vino differente dagli altri? La sua qualit&#224;, il suo marchio e la sua categoria. I consumatori appassionati di vino sanno gi&#224; che andando in enoteca possono trovarne di buona qualit&#224;. I nuovi consumatori ricercano informazioni sulle caratteristiche dei differenti vini, sulle loro modalit&#224; di consumo ed i loro ideali abbinamenti culinari. Il luogo in cui si preferisce consumare vino &#232; il ristorante, dove nella maggior parte dei casi non si sceglie in base al prezzo, ma in base alla qualit&#224;, al marchio e alle pietanze che si intendono mangiare. 
   Tutti i fattori sopra descritti rendono necessaria una comunicazione pubblicitaria capace di soddisfare la necessit&#224; di informazione del target e di sapere allo stesso tempo veicolare un&apos;immagine di marchio e di prodotto forte e distintiva. 
&#8220;Le gioie della vite&#8221; &#232; uno dei migliori esempi di questo tipo di comunicazione. In questa campagna &#232; stato possibile ritrovare la valorizzazione del pregio qualitativo dei vini, l&apos;informazione riguardante un&apos;offerta di prodotti capace di soddisfare ogni gusto e di abbinarsi ad ogni pietanza, l&apos;eleganza e la raffinatezza quali valori del marchio Santa Margherita. Tutto ci&#242; attraverso un messaggio ricco di metafore e simbolismi, diverso nel suo genere. 
Una campagna pubblicitaria che, dunque, riassume in s&#233; tutti i valori che sono stati veicolati separatamente dal 1981 al 2002 da tutte le altre campagne aziendali. Dalla &#8220;scelta senza esitazioni&#8221; ad un marchio alla cui immagine vengono oggi associati i &#8220;grandi vini per grandi incontri&#8221;, il pregio qualitativo ed il valore delle occasioni di consumo rimangono elementi costanti di una Brand Image  costruita pazientementemente ed intelligentemente negli anni.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Salerno</publisher-name>
        <publisher-loc>Salerno</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Il browsing di immagini ottenuto da telecamere digitali in ambiente Wi-Fi</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Romano</surName>
               <given-names>Maurizio</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11843"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=020888406T9630&amp;idt=11970&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Browsing di immagini digitali catturate da telecamere digitali in ambiente Wi-Fi.Il tutto in una sottorete LAN con server linux.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi Ca&apos; Foscari di Venezia</publisher-name>
        <publisher-loc></publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Tassi d&apos;interesse e leggi antiusura</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Punzi</surName>
               <given-names>Martina</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11842"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=077403051T8598&amp;idt=11969&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>La parola &#171;usura&#187; richiama alla mente, nell&apos;immaginario collettivo, l&apos;avidit&#224;, lo sfruttamento, qualcosa, insomma, di estremamente sordido e gretto. Pensiamo alle vittime del racket, alle associazioni mafiose, agli sfruttatori della prostituzione e del lavoro, a chiunque tragga vantaggio dalla sottomissione altrui. Oppure, associamo a questo termine la figura di un vecchio spilorcio vestito da pezzente, gobbo e sogghignante, seduto alla scrivania del suo lercio studio, intento a contare denari guadagnati ingiustamente. Sembra assurdo o quantomeno strano che il delitto d&apos;usura si possa annidare nei rapporti tra banche o istituti di credito e i propri clienti; forse perch&#232; abbiamo ancora difficolt&#224; a scindere la figura della banca da quella dello Stato, dato che il fenomeno della loro privatizzazione risale a tempi piuttosto recenti.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Pisa</publisher-name>
        <publisher-loc></publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Sistemi di raffreddamento e comportamenti termici in una turbomacchina</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Nicoletti</surName>
               <given-names>Fabio</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11841"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=103730725T2099&amp;idt=11968&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Le turbine a gas di derivazione aeronautico posseggono caratteristiche di affidabilit&#224;, leggerezza e versatilit&#224; che gli permettono di essere preferite ad altri sistemi propulsivi navali in molteplici soluzioni; per comprendere la loro flessibilit&#224; basti pensare che una stessa turbomacchina pu&#242; essere adattata all&apos;impiego in campo aeronautico, navale nonch&#233; terrestre con poche e semplici modifiche costruttive, lasciando intatti quelli che sono gli elementi base caratteristici. &#200; questo spirito che ha portato allo sviluppo della serie GE LM, tra cui la LM2500 adottata a bordo delle UU.NN. della M.M. e descritta nel presente elaborato, le cui caratteristiche ne fanno di gran lunga la macchina pi&#249; ricercata e su cui GE investe molto. La ricerca &#232; rivolta soprattutto nell&apos;aumento del rendimento globale, nella riduzione delle perdite fluidomeccaniche, dei consumi e delle emissioni di NOx., tutte caratteristiche dipendenti essenzialmente dalla massima temperatura raggiungibile dal ciclo T3, che diventa l&apos;elemento centrale su cui concentrare gli sforzi di tutto lo sviluppo tecnologico. L&apos;incremento della T3 &#232; per&#242; vincolata dai limiti tecnologici dei materiali impiegati, quindi per le caratteristiche richieste si sono elaborate delle nuove superleghe e riviste le tecniche di fonderia; nonostante il continuo sviluppo in fatto di materiali, ci&#242; che pi&#249; permette di innalzare le temperature d&apos;esercizio &#232; il sistema di raffreddamento dei componenti della turbina mediante aria spillata dal compressore. 
Questo per&#242; garantendo una notevole affidabilit&#224;, presenta margini di miglioramento notevolmente ridotti. Infatti le attuali tecnologie di refrigerazione per convezione interna e impingement e refrigerazione esterna di film cooling garantiscono temperature d&apos;esercizio fino a 1200&#176;C; l&apos;impiego della ceramica potrebbe innalzarle fino a 2000&#176;C, con notevoli vantaggi termodinamici. Nell&apos;elaborato sono presentati alcuni dei materiali compositi ceramici che potrebbero essere impiegati come parti costituenti di combustori e palettature, ponendoli a confronto con i materiali attualmente impiegati e sottolineandone i limiti tecnologici che attualmente ne impediscono l&apos;adozione.
Se nel futuro riuscir&#224; il loro impiego allora si potr&#224; contare su turbomacchine di potenza notevolmente maggiore ma con consumi specifici, perdite ed emissioni di NOx ridotti.
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Perugia</publisher-name>
        <publisher-loc></publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Il coinvolgimento dei sensi nel comportamento d&apos;acquisto del consumatore. Il progetto TA MATETE Living Gallery.</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Pudda</surName>
               <given-names>Valentina</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11838"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=712006010T2130&amp;idt=11965&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Nella prima parte del lavoro verr&#224; tracciato un quadro, di riferimento per il lettore, dell&apos;evoluzione del consumatore e del suo comportamento. 
Nella seconda parte, verranno illustrati i mutamenti nelle modalit&#224; di consumo, di fruizione dei beni e la riscoperta importanza dei sensi nel processo di decision making, per poi passare ad una analisi della nuova importanza del punto vendita nel processo d&apos;acquisto del consumatore.
Infine verr&#224; analizzato il caso di Ta Matete Living-Gallery, una galleria d&apos;arte in cui il visitatore-consumatore viene immerso in un mondo pieno di stimoli sensoriali, in cui il coinvolgimento dei sensi &#232; l&apos;obiettivo primario, con l&apos;intento di dimostrare quanto un contesto multisensoriale influisca sulle decisioni d&apos;acquisto e sull&apos;attaccamento ai prodotti e alla marca. 
Il consumatore ed il suo nuovo ruolo, comunque, rappresenteranno il filo conduttore dell&apos;intero lavoro.

</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Bologna</publisher-name>
        <publisher-loc>Bologna</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">La formazione a distanza in un modello didattico collaborativo</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>D&apos;agresta</surName>
               <given-names>Valentina</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11837"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=177824757T7202&amp;idt=11964&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Il progetto si sviluppa entro 4 Capitoli, ben distinti l&apos;uno dall&apos;altro, eppur contigui. Lo scopo &#232; quello di percorre, attraverso la lettura, un vero e proprio&#8220;viaggio&#8221; nella storia della formazione a distanza, dall&apos;uso della posta alla cybercultura .

Il Capitolo 1 introduce le tematiche che nel corso della tesi saranno ampliamente sviluppate, attraverso un&apos;analisi storico-descrittiva della formazione a distanza. Dalla fine del Diciannovesimo secolo, momento di inizio della FAD, si raggiungono i primi anni del corrente Millennio attraverso un &#8220;volo pindarico&#8221; sui cambiamenti, le abitudini, i bisogni della societ&#224; e quindi della formazione.

In un lampo si &#232; immersi in quel &#8220;gigantesco mare che &#232; Internet&#8221;e la FAD di terza generazione diventa e-learning. Nel Capitolo 2, non si naviga pi&#249; in un sito Internet, ma in una piattaforma LCMS, non si apprende pi&#249; passivamente dalle conoscenze dell&apos;insegnante, ma si collabora con il tutor per il proprio autoapprendimento.

Il Capitolo 3, intende avvicinare l&apos;Italia al resto d&apos;Europa e offre un motivo di approfondimento sulla situazione formativa di altri Paesi: Danimarca Spagna, Svezia, Scozia, Francia e infine Inghilterra, terra madre dell&apos;on-line learning, hanno abbracciato la FAD ognuna a sua modo, dandole un ruolo diverso, un&apos;importanza diversa, uno sviluppo diverso, ma avendone ben chiara l&apos;importanza.

Superare i confini italiani da la possibilit&#224; di scoprire l&apos;oggetto ultimo, ma centrale, del progetto: il problem based learning.
Il Capitolo 4 &#232; dedicato completamente al PBL, alla sua storia, alle sue caratteristiche, alla sua struttura. &#200; su Internet, che ho scoperto, per caso, l&apos;esistenza di questa metodologia collaborativa ed &#232; su Internet, che vorrei trovasse il successo che, pare, abbia, all&apos;estero.
L&apos;apprendimento per problemi, viene descritto, analizzato ed infine sperimentato attraverso una sua ipotetica applicazione ad aree tematiche di natura umanistica, ritenute fino a questo momento incompatibili.
Vengono infatti proposte tre tipologie applicative del PBL:
1.	in presenza (la sua forma classica);
2.	blended;
3.	on-line.

Sono due gli elementi innovativi presenti in questo progetto: la diversa collocazione, non pi&#249; in presenza, ma su Web; il diverso ambito non pi&#249; clinico, ma pedagogico.
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Tufts University</publisher-name>
        <publisher-loc>Medford, USA</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="en">The aesthetics of Fellini&apos;s Art as Seen through its Ties with Popular Entertainment</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Perugini</surName>
               <given-names>Sa&#65533;&#65533;a</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11836"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=188653067T4692&amp;idt=11963&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="en">
        <p>Even though Federico Fellini&apos;s &quot;Variety Lights&quot; and &quot;Clowns&quot; openly acknowledge a cinematic investigation of the corresponding form of entertainment, evidence of the director&apos;s fascination with spectacle is not limited to these two cinematic features. Just a superficial inventory of the theatrical scenes interspersed within Fellini&apos;s canon, proves without any doubt that the total number of sequences dedicated to theatrical entertainment is so substantial, both in terms of time and of visual narratives, that it can be treated as an independent aesthetic component. Every single film Fellini directed, contains at least one sequence informed by some sort of theatrical performance. &quot;I Vitelloni&quot;, for example, shows the &#8220;behind the scenes&#8221; of a touring company and an aspiring playwright; &quot;Satyricon&apos;s&quot; second sequence is a theatrical performance; &quot;Amarcord&quot; is sprinkled with caf&#233; chantant, magicians, dancers, and singers; &quot;Roma&quot; has a long scene of a rivista at a famous Roman theatre; &quot;Casanova&quot; contains an operina and is built around theatrical representation; &quot;Ginger and Fred&quot; ends with a long sequence of the protagonists&apos; dance routine, and Ivo, the main character of &quot;La Voce della Luna&quot;, has been inspired by Commedia dell&apos;Arte characters. </p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>phd-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Bari</publisher-name>
        <publisher-loc>Bari</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">La riforma crispina dell&apos;ordinamento comunale e provinciale. Gli atti parlamentari</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Candido</surName>
               <given-names>Antonio</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11835"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=211321562T8757&amp;idt=11962&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Nella mia tesi ho voluto analizzare l&apos;attivit&#224; legislativa del primo ministero Crispi (1887-1891)  ed in particolare la riforma dei cos&#236; detti enti locali, quali comuni e province, perch&#233; essa rappresenta una tappa fondamentale nella storia delle istituzioni amministrative italiane e del consolidamento del regime seguito all&apos;unificazione dello Stato. 
Le varie leggi crispine chiudono, infatti, il ventennale dibattito sulle forme, i modi ed i significati dell&apos;unificazione amministrativa e costituiscono, almeno in alcuni casi, una ratifica definitiva delle scelte operate all&apos;indomani dell&apos;unit&#224;, con i tanti discussi e vituperati cinque allegati alla legge comunale e provinciale del 20 marzo 1865. 
L&apos;espansione territoriale del Regno, conseguente all&apos;annessione della Lombardia, pose al centro del dibattito politico il tema della organizzazione politico-amministrativa dei livelli di articolazione locale.
L&apos;anno 1865 registr&#242; una riforma complessiva dell&apos;amministrazione italiana che, investendo i settori delle opere pubbliche, della sicurezza pubblica, della sanit&#224;, del contenzioso amministrativo e del Consiglio di Stato, pose i cardini per la disciplina della finanza locale ed incise sull&apos;ordinamento provinciale e comunale. 
Con la legge del 20 marzo 1865, n. 2248, allegato A, vennero infatti, apportate alcune modifiche alla legge Rattazzi, in forza delle quali varie attribuzioni della giunta furono trasferite al sindaco che risult&#242; essere la figura cardine dell&apos;amministrazione municipale. La fitta rete di controlli di legittimit&#224; e di merito, che riconduceva l&apos;amministrazione locale nelle mani del rappresentante periferico dell&apos;amministrazione statale, venne controbilanciata dall&apos;estensione del suffragio.
Successivamente alla crisi dello stato liberale si rinnov&#242;, con la guida del Crispi, una tendenza all&apos;accentramento dei poteri, che condusse ad operare una riforma dell&apos;assetto amministrativo attuata con l&apos;approvazione della legge 30 dicembre 1888, n. 5865. Nel discorso della Corona che inaugurava, il 16 novembre 1887, la seconda sessione della XVI Legislatura, era annunciata la riforma della Legge Comunale e Provinciale. In adempimento alla promessa fatta con la parola della Corona, nella tornata del 19 novembre, l&apos;onorevole Crispi presentava alla Camera dei Deputati un disegno di legge in 77 articoli, con il  titolo &#8220;Modificazioni ed aggiunte alla Legge comunale e provinciale 20 marzo 1865&#8221;.
Il progetto, dopo lunghe e sapienti discussioni nei due rami del Parlamento, divenne appunto la legge promulgata il 30 dicembre 1888, la quale, per mandato legislativo, fu dal Governo del Re coordinata con la legge 20 marzo 1865, allegato A e con altre leggi che quest&apos;ultima avevano modificato: il tutto venne recepito ed ampliato con l&apos;adozione del testo unico della legge comunale e provinciale.
Tale legge oper&#242; la parificazione dell&apos;elettorato amministrativo a quello politico e concesse: ai comuni, capoluoghi di provincia e di circondario, ovvero a quelli con pi&#249; di 10.000 abitanti, di scegliersi il proprio sindaco; alle deputazioni provinciali di nominare &#8211; al loro interno &#8211; un presidente. Rafforz&#242;, inoltre, il meccanismo dei controlli, con l&apos;introduzione della Giunta provinciale amministrativa e con un potenziamento del ruolo svolto dai prefetti, il cui potere era conferma del principio di centralit&#224; del potere esecutivo e delle sue articolazioni periferiche.
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Bologna</publisher-name>
        <publisher-loc>Bologna</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Progettazione di un robot parallelo di pura traslazione a tre gradi di libert&#224; di tipo 3-PRPR</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Poluzzi</surName>
               <given-names>Elena</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11834"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=645288654T1552&amp;idt=11961&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Da anni i  manipolatori paralleli hanno suscitato notevole interesse da parte di aziende e ricercatori, grazie a propriet&#224; quali elevata rigidezza, eccellenti prestazioni dinamiche ed alto valore del rapporto tra carico manipolabile e peso complessivo del robot. 

E&apos; quindi evidente come risultino particolarmente indicati in applicazioni che richiedano alte prestazioni dinamiche (in termini di velocit&#224; e accelerazione raggiungibili dall&apos;elemento terminale), oppure un alto standard di precisione, data la possibilit&#224; di progettare meccanismi particolarmente rigidi. 

All&apos;interno di questa famiglia di manipolatori, hanno attirato recentemente  l&apos;attenzione dei ricercatori i manipolatori paralleli la cui piattaforma possiede meno di sei gradi di libert&#224; ed in particolare quelli di pura traslazione: ci si riferisce a questa tipologia con l&apos;acronimo TPM (translational parallel mechanism). 

Obiettivo del presente lavoro &#232; la progettazione del prototipo di un manipolatore parallelo di pura traslazione, costituito da tre gambe di tipo PRPR: allo stato attuale, pur essendo state individuate e classificate diverse tipologie di manipolatori TPM, non sono stati costruiti esemplari riconducibili a questa particolare tipologia . Alla base della progettazione vi sono gli studi di ricerca portati a termine nell&apos;ambito della Facolt&#224; di Ingegneria Meccanica dell&apos;Universit&#224; degli Studi di Bologna, che hanno fornito le analisi cinematica e dinamica ed un primo progetto costruttivo, fondamentali per la realizzazione della presente Tesi di Laurea. 

Nel tentativo di ottimizzare il rapporto tra volume dello spazio di lavoro e volume di ingombro del manipolatore, &#232;  stato necessario rimettere in discussione la disposizione spaziale dei membri che lo costituiscono, ottenendo alcune  soluzioni degne di nota. Nell&apos;ambito dell&apos;analisi della singola gamba, sono state considerate e illustrate alcune  possibili ipotesi costruttive, in relazione alle soluzioni tecnologiche attualmente disponibili. 

Una volta illustrata la metodologia progettuale ed individuate le specifiche di progetto, si entra nel merito del dimensionamento del manipolatore, basato sull&apos; analisi statica: in una prima fase sono stati eseguiti alcuni semplici calcoli manuali, con il solo scopo di ottenere un dimensionamento di massima, essenziale per la realizzazione del un modello tridimensionale necessario per la successiva analisi agli Elementi Finiti.

Viene in seguito trattato il progetto costruttivo del manipolatore, a partire dai dati forniti dall&apos; Analisi Cinetostatica, necessaria al dimensionamento dei componenti commerciali per la realizzazione delle coppie cinematiche. Questo ha consentito la realizzazione del disegno d&apos;insieme del robot; eventuali modifiche apportate al modello (dovute ad esempio alla non aderenza tra dimensioni di ingombro ipotizzate e reali dei componenti commerciali), sono state opportunamente prese in considerazione, valutandone gli effetti sulle caratteristiche di resistenza statica e sulle prestazioni dinamiche. Una volta determinati gli effettivi ingombri degli elementi costituenti il manipolatore, nonch&#233; i materiali che li costituiscono, &#232; stato possibile ottenere la potenza richiesta agli attuatori, ultima fase di una metodologia progettuale inevitabilmente iterativa.
   
	
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Politecnico di Milano</publisher-name>
        <publisher-loc>Milano</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Le strategie competitive nel settore della Ristorazione veloce: due realt&#224; a confronto Burger King e McDonald&#8217;s</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Manara</surName>
               <given-names>Paolo</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11833"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=883521015T271&amp;idt=11960&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>le strategie vincenti che hanno portato McDonald&apos;s al successo mondiale. Il lavoro effettua un confronto con le strategie del competitor Burger King</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Roma Tor Vergata</publisher-name>
        <publisher-loc>Roma</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Il rischio assicurativo in Italia, Europa e Stati Uniti dopo l&apos;11 settembre 2001</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Sorbello</surName>
               <given-names>Valentina</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11832"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=264751752T6721&amp;idt=11959&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Il cambiamento del mondo assicurativo, ed in particolar modo del concetto di rischio, alla luce di quanto accaduto dopo l&apos;11 settembre 2001.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Trento</publisher-name>
        <publisher-loc>Trento</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Verso il Semantic Web: tecnologie e standard emergenti</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Massignani</surName>
               <given-names>Devis</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11831"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=754370805T5129&amp;idt=11958&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Panoramica sul significato e sulle tecnologie per lo sviluppo di un web semantico. Da XML a RDF, l&apos;uso di ontologie e la visione futura del web di Tim Berners Lee</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Lecce</publisher-name>
        <publisher-loc>Lecce</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">La nuova disciplina delle acque in bottiglia</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Romano</surName>
               <given-names>Gianluca</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11830"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=530128688T7059&amp;idt=11957&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Nel mondo si producono e si consumano annualmente oltre 120 miliardi di litri di acqua confezionata. Con oltre 11 miliardi di litri prodotti nel 2002 l&apos;italia &#232; il pi&#249; importante produttore europeo di acque confezionate. In Italia, fra le acque che per semplicit&#224; si sono definite acque &quot;ad uso umano&quot;, vengono utilizzate principalmente quelle di acquedotto e quelle minerali; le acque di sorgente hanno iniziato da poco ad affacciarsi sul mercato. Con l&apos;introduzione del decreto legislativo 31/2001 per quanto riguarda le acque potabili introduce in materia nella normativa italiana un numero notevole di innovazioni, sia di principio sia operative, destinate a incidere sulla gestione degli impianti di trattamento. Oltre al fatto non meno importante di permettere il confezionamento in bottiglie o contenitori con capacit&#224; superiori ai due litri. Nel  caso di studio si &#232; analizzato la presenza di fluoro nelle acque minerali naturali italiane. Questa raccolta di informazioni pu&#242; contribuire a capire l&apos;esposizione di alcune popolazioni ad apporti di fluoruro legati alla geologia del territorio e al fatto che in Italia non &#232; disponibile una mappa dei fluoruri. </p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Salerno</publisher-name>
        <publisher-loc>Salerno</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">I sistemi di gestione aziendale per la Qualit&#224; secondo la UNI EN ISO 9001:2000</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Callipo</surName>
               <given-names>Daniele</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11828"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=574728387T6897&amp;idt=11955&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Si tratta di un anno e quattro mesi di lavoro. La Tesi in oggetto &#232; utile per chi &#232; alla ricerca di informazioni sui Sistemi di Gestione per la Qualit&#224;. Gli ultimi due capitoli trattano di un caso reale aziendale, relativo al settore EA28. In sostanza rappresenta un&apos;OTTIMA BASE per l&apos;elaborazione di altri lavori di tesi sulla qualit&#224; (l&apos;avessi avuta io...).  
Per la realizzazione del volume sono stati studiati e consultati 553, tra libri e riviste del settore, si &#232; fatta lettura e studio di numerosi siti web, un consistente e sacrificato lavoro...
Oltre alla preziosa collaborazione dell&apos;emerito Prof. Paolo Popoli, ho avuto anche la fortuna di avere informazioni preziose e lavorare &quot;sul campo&quot; con un colto della qualit&#224; il Dott. Prof. Stella Flavio, esperto in Sistemi di Gestione per la Qualit&#224; nonch&#233; Ispettore Team Leader, accreditato Sincert. La Sua complicit&#224; mia ha fatto crescere professionalmente.
Una tesi di laurea che tratta con estrema professionalit&#224; gli argomenti in oggetto, esponendoli con chiarezza e completezza di contenuti. 
In precedenza la mia intenzione era quella DI NON DARE A NESSUNO LA TESI: &#232; stato troppo un sacrificio tradurla in realt&#224;. In seguito ho pensato che non poteva rimanere chiusa in un file; a che scopo poi, che senso ha??!? Non &#232; nel mio principio etico-sociale, se ho la possibilit&#224; di aiutare qualcuno lo faccio con il cuore, non per i soldi (sia ben chiaro), prendere quei pochi euro che mi riconoscono non mi cambia la vita n&#232; rappresenta un compenso adeguato per tale genere di lavoro.
Auguro ai futuri Dottori tanto successo come lo sta portando a me questa Tesi. Buon Lavoro e in bocca al lupo per tutto.
La Tesi &#232; stata aggiornata con le ultime recenti normative del 2008 in materia.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; Commerciale Luigi Bocconi di Milano</publisher-name>
        <publisher-loc>Milano</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Il valore economico delle relazioni con i clienti: modelli e processi di misurazione della Customer Equity</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Oltolina</surName>
               <given-names>Simone</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11827"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=005513387T4780&amp;idt=11954&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Negli ultimi anni si &#232; fatto un gran parlare di marketing relazionale e CRM (spesso confondendo i due termini). Il relationship marketing &#232; una filosofia aziendale che predica l&apos;importanza di costruire (e successivamente mantenere/sviluppare) vere e proprie relazioni con la clientela. Il Customer Relationship Management &#232; la traduzione sul piano operativo di questo principio. Esso consiste nell&apos;insieme di strumenti, processi e tecnologie di cui l&apos;impresa pu&#242; servirsi, allo scopo di &#8220;gestire&#8221; la relazione con il cliente. In pratica l&apos;obiettivo del CRM &#232; quello di &#8220;personalizzare&#8221; ogni aspetto della relazione con il cliente (la comunicazione, l&apos;assistenza post-vendita, le iniziative promozionali, l&apos;offerta stessa) in modo da rifletterne gusti, aspettative e preferenze. Tuttavia sbagliano le imprese che si sforzano di offrire a tutti i clienti, indiscriminatamente, lo stesso livello di servizio personalizzato. Il CRM, ed &#232; qui che entra in scena la Customer Equity, dovrebbe essere una strategia meritocratica in cui il valore che viene offerto al cliente (sconti, trattamento personalizzato, altri vantaggi o benefici) sia perfettamente commisurato al valore del cliente, ossia la Customer Equity. Il presente lavoro illustra le principali metodologie che possono essere impiegate per la misurazione di tale costrutto (mettendone in luce pregi e difetti). Il valore del cliente naturalmente comprende una dimensione puramente &#8220;finanziaria&#8221; (la profittabilit&#224; del cliente, attuale e/o potenziale, tendenzialmente misurata in chiave prospettica) ed una &#8220;astratta&#8221;, formata da tutti i contributi che il cliente pu&#242; fornire in termini di &#8220;accrescimento del patrimonio di risorse immateriali dell&apos;impresa&#8221; [Costabile]: know-how, prestigio, referenziamento di nuovi clienti, ecc..
Naturalmente il calcolo della Customer Equity &#232; utile solo nella misura in cui viene utilizzato per sostenere il processo decisionale del management ed orientare le iniziative di CRM (naturalmente comprese quelle volte ad incrementare il valore del cliente, ad esempio attraverso il cross-selling). Per questa ragione il presente lavoro, esauriti gli aspetti legati alla &#8220;misurazione&#8221; della Customer Equity, ne studia le principali implicazioni strategiche (quanto e come investire sui diversi clienti). Conclude il lavoro la presentazione di un breve caso aziendale in cui vengono applicate le teorie e i modelli trattati nelle parti precedenti del testo.
</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Bologna</publisher-name>
        <publisher-loc>Bologna</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Integrazione tra sistema qualit&#224; e sistema ambiente: un caso specifico</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Migliorati</surName>
               <given-names>Matteo</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11826"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=100134452T2844&amp;idt=11953&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Lo scopo del lavoro che mi accingo a presentare &#232; quello di fornire un illustrazione, chiara ai lettori, dell&apos;organizzazione del sistema qualit&#224; e del sistema ambiente, della vasta produzione normativa riferita e della loro implementazione in un unico sistema (che si dice appunto integrato); il tutto considerato nello specifico riferimento di un&apos;azienda che, ormai da pi&#249; di cinquant&apos;anni, opera efficacemente nella trasformazione dell&apos;alluminio: la PONZIO SUD s.r.l..                                                              


A tutt&apos;oggi i sistemi di gestione presenti nelle aziende sono quelli per la qualit&#224;, per l&apos;ambiente e per la sicurezza. La diffusione di tali sistemi &#232; stata sicuramente facilitata, dal sempre crescente legiferare su questa materia (nel rispetto del cliente e di un ambiente sempre pi&#249; minato da attivit&#224; spregiudicate e nocive per l&apos;intero pianeta) e dalla possibilit&#224;, intravista dalle organizzazioni pi&#249; lungimiranti, di sfruttare i sistemi come strategie d&apos;impresa. &#200; pero facilmente constatabile che, mentre l&apos;obiettivo qualit&#224; ha avuto molto successo, le tematiche ambientali e della sicurezza continuano ad essere applicate, non tanto per i vantaggi derivanti dall&apos;applicazione delle normative e degli standard stessi, quanto piuttosto per rispettare i requisiti di legge.
Ciononostante, la compatibilit&#224; qualit&#224;-ambiente ha portato numerose aziende, gi&#224; certificate ISO 9001, a mostrare interesse nei confronti delle tematiche concernenti l&apos;ambiente. Mentre tale comunione &#232; stata rafforzata dal concetto di sviluppo sostenibile, promosso dall&apos;Agenda 21 della conferenza di Rio, in cui si mette in risalto la necessit&#224; di uno sviluppo economico nel rispetto della tutela per l&apos;ambiente, altri concetti diventano vincenti. Cos&#236; l&apos;integrazione dei diversi sistemi viene presa in considerazione perch&#233; sta assumendo una notevole importanza in  un contesto in cui, negli ultimi anni, le tendenze dominanti sono l&apos;aumento sempre crescente della competitivit&#224; e una tendenza sempre pi&#249; marcata verso la globalizzazione; aspetti che possono essere affrontati e dominati meglio con un cambiamento a livello organizzativo, ma soprattutto attraverso un cambiamento di mentalit&#224;.
Il concetto di sistema integrato trae la sua origine dall&apos;esigenza delle organizzazioni di snellire l&apos;insieme procedurale dei loro sistemi di gestione attraverso l&apos;accorpamento degli elementi comuni. Solo recentemente l&apos;integrazione &#232; diventata argomento di crescente interesse, per grandi, piccole e medie imprese, sulle quali maggiormente gravano costi e attivit&#224; burocratiche per l&apos;implementazione dei suddetti sistemi di gestione. 
Quindi lo scopo di un sistema integrato &#232; quello di contemplare tutti gli aspetti di un sistema di gestione per la qualit&#224;, uno per l&apos;ambiente e uno per la sicurezza, soddisfacendo contemporaneamente i requisiti specificati dalle norme UNI EN ISO 9001:2000, UNI EN ISO 14001:1996 e  dallo standard OHSAS  18001:1999.


Per  illustrare il processo che porta all&apos;integrazione, nel mio lavoro ho voluto presentare al primo capitolo i singoli sistemi per la gestione della qualit&#224; e dell&apos;ambiente, oltre alle rispettive normative di riferimento, fondamentali per capirne l&apos;applicazione.
In seguito, nella trattazione del secondo capitolo &#232; stata presa in considerazione l&apos;evoluzione di queste norme che, riflettendo i cambiamenti verificatesi a livello economico, hanno portato la necessit&#224; di integrare queste unit&#224;. L&apos;esigenza descritta viene supportata dalla predisposizione della serie VISION 2000, che esprime l&apos;intenzione di ISO di accogliere l&apos;ottica dell&apos;integrazione. Si &#232; inoltre presa in considerazione l&apos;introduzione dell&apos;integrazione nelle realt&#224; aziendali, le modalit&#224; attraverso cui viene condotta questa delicata operazione e la definizione e descrizione delle peculiarit&#224; dei sistemi di gestione integrati, per la qualit&#224; e per l&apos;ambiente, contemperandone, anche, i rischi dovuti all&apos;impiego di risorse e i vantaggi che possono conseguire alla loro implementazione.
Nel terzo capitolo ho introdotto la PONZIO SUD s.r.l., tracciandone brevemente le origini e inquadrandone l&apos;attivit&#224;, definendo la sua politica aziendale, ovviamente, in relazione ai collegamenti in materia di qualit&#224; che essa persegue e in riferimento all&apos;importanza che essa attribuisce alle tematiche ambientali. Cos&#236; la mia analisi &#232; proseguita attraverso la certificazione dell&apos;attivit&#224; della PONZIO SUD, fino ad arrivare, nel quarto capitolo, a considerare il suo sistema integrato di gestione e il suo modus operandi attraverso importanti &#8220;piani di miglioramento&#8221;, sia per la qualit&#224; che per l&apos;ambiente, definendo dettagliatamente le procedure, distinguendole per aree e unit&#224; strategiche, identificando le istruzioni operative per gli operatori e i documenti di registrazione di tali attivit&#224;.  



</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Napoli - Federico II</publisher-name>
        <publisher-loc>Napoli</publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Le strategie di internazionalizzazione delle piccole e medie imprese</article-title>
          <trans-title></trans-title>
        </title-group>
        <contrib-group>
           <contrib contrib-type="author">
             <name>
               <surName>Maiorino</surName>
               <given-names>Sergio</given-names>
               <suffix></suffix>
           </name>
         </contrib>
       </contrib-group>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.com/intl/thesis.jsp?idt=11825"></self-uri>
        <self-uri xlink:href="http://www.tesionline.it/servlet/mimegetter?fbn=518811463T6209&amp;idt=11952&amp;rn=dirTesiteca"></self-uri>
      <abstract lang="it">
        <p>Nel passato la piccola impresa era vista come residuale rispetto alla grande, vero modello di impresa efficiente. In pratica, la piccola impresa era destinata ad occupare le &#8220;briciole&#8221; di mercato avanzate alla grande, aree di mercato abbandonate perch&#233; non abbastanza redditizie.
Il ruolo della piccola impresa &#232; stato rivalutato; ci&#242; risulta particolarmente evidente nelle scelte di internazionalizzazione, in riferimento alle quali le p.m.i. assumono comportamenti peculiari.
Per quanto concerne le p.m.i. risulta evidente, invece, la tendenza della maggior parte delle stesse a svilupparsi all&apos;interno del singolo stadio, piuttosto che evolvere verso stadi successivi.
Questa definizione &#8220;al ribasso&#8221; del modo in cui sono organizzate le piccole imprese, non significa che non possano avere ugualmente successo. In particolare, quando elementi di competenza manageriale si affiancano ad adeguate competenze produttive, le prospettive dell&apos;azienda migliorano notevolmente. 
Insomma, per effettuare un processo di internazionalizzazione delle p.m.i. sono necessarie una serie di strategie difficili, ma allo stesso tempo molto interessanti, che alla fine riescono a dare alle suddette imprese un grande vantaggio competitivo. 
Lo scopo, alla fine del lavoro, &#232; stato quello di avere le idee pi&#249; chiare su una strategia, quella di internazionalizzazione, ormai fondamentale per lo sviluppo delle imprese, anche e soprattutto, di piccole e medie dimensioni.
Il risultato ottenuto &#232; che ormai l&apos;internazionalizzazione non &#232; pi&#249; un concetto riferito alla sola grande impresa. Le piccole e medie imprese hanno ormai la maturit&#224; necessaria per sviluppare le proprie strategie di internazionalizzazione attraverso la pianificazione e non pi&#249; solo attraverso l&apos;azione strategica. Certo, la maggior parte delle p.m.i. entra nel mercato internazionale ancora con il &#8220;classico&#8221; processo &#8220;a stadi&#8221;, sviluppando delle strategie di nicchia e spesso conserva solo quella specifica fetta di mercato; per&#242; &#232; sempre pi&#249; evidente il tentativo, da parte delle piccole imprese, di svilupparsi secondo le risorse che queste possono offrire o acquisire con la permanenza sul mercato estero, il che le porta ad espandersi anche in parti del mercato diverse da quelle di ingresso, attraverso strumenti di collaborazione e impegno organizzativo. A questo proposito si nota lo sforzo delle p.m.i. nel cercare di adottare una struttura ed una organizzazione specifiche per il mercato estero, mentre in passato si tendeva ad adattare le strutture interne anche per il mercato internazionale. Ci&#242; era permesso proprio dal fatto che si adottavano strategie di nicchia e in questo frangente l&apos;organizzazione nazionale andava ancora bene.
E&apos; evidente come strategia e obiettivi debbano essere coerenti tra loro. Spesso, questa coerenza &#232; difficile da realizzare perch&#233;, nei fatti, nelle piccole e medie imprese le strategie sono ambiziose e i budget sono ridotti.
Ancora pi&#249; difficile &#232; mantenere una coerenza tra gli obiettivi dell&apos;&#8221;oggi&#8221; e del &#8220;domani&#8221; dell&apos;impresa . In realt&#224;, questo punto &#232; cruciale perch&#233; il perseguimento di certi obiettivi oggi, pu&#242; ostacolare o escludere il perseguimento di altri obiettivi nel futuro. 
Per realizzare gli obiettivi occorrono dei &#8220;mezzi&#8221;, cio&#232; delle risorse a disposizione dell&apos;organizzazione. In realt&#224;, le strategie tengono conto delle risorse disponibili per evitare di formulare degli obiettivi irraggiungibili.
Proprio in virt&#249; delle piccole dimensioni e del controllo diretto da parte dell&apos;imprenditore (elementi che permettono la minima presenza di livelli organizzativi), la piccola impresa trova tutta una serie di vantaggi rispetto alla grande dimensione. Posto che l&apos;internazionalizzazione &#232;, di solito, uno stimolo alla crescita aziendale e alla crescita dell&apos;organizzazione, ne consegue la  necessit&#224; di una certa strutturazione che rimane per&#242; molto flessibile anche perch&#233; &#232; difficile che il mercato internazionale induca a moltiplicare di molto l&apos;organico, considerando anche che la realt&#224; organizzativa delle piccole imprese si regge su un sottile equilibrio legato alla presenza diretta dell&apos;imprenditore. 
In definitiva si pu&#242; concludere che i processi di internazionalizzazione hanno raggiunto un grado di importanza abbastanza alto tra le strategie delle piccole e medie imprese e, incrementando ancora di pi&#249; questi sviluppi, presto lo sbocco internazionale diventer&#224; quasi indispensabile anche per le imprese di dimensioni minori.</p>
      </abstract>
      </article-meta>
    </front>
    <article-type>bs-tesis</article-type>
  </article>
  <article>
    <front>
      <isbn></isbn>
      <publisher>
        <publisher-name>Universit&#224; degli Studi di Pisa</publisher-name>
        <publisher-loc></publisher-loc>
      </publisher>
      <article-meta>
        <title-group>
          <article-title lang="it">Tre prefigurazioni della follia di Orlando: il guerriero berserk, l&#8217;uomo se